Lifestyle 17 maggio 2019

Deumidificatori portatili: a cosa servono e quali sono le diverse tipologie

come scegliere il deumidificatore

L’atmosfera che ci circonda è composta in gran parte da acqua e la sua percentuale, rispetto all’aria, stabilisce il livello di umidità che spesso nelle nostre case è troppo alto. L’umidità può influire negativamente sia sul nostro benessere che su quello degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo: le macchie scure che si formano negli angoli delle stanze, i vetri pieni di condensa e goccioline, i rigonfiamenti che sollevano l’intonaco dai muri sono tutti effetti collaterali di un eccesso di umidità. Per riportare questa variabile a livelli ottimali, esiste un elettrodomestico molto utile: stiamo parlando dei deumidificatori, che sono in grado di riportare il livello di vapore acqueo nell’aria, e quindi l’umidità, a livelli corretti. Ci sono alcune stanze in cui può rivelarsi particolarmente prezioso, ad esempio in bagno e in cucina dove si consuma e si produce più acqua che rimane poi nell’aria sotto forma di vapore, ma anche nel ripostiglio o nella zona lavanderia, locali generalmente molto umidi. Spesso l’umidità non viene nemmeno percepita, motivo per cui è ancora più importante intervenire con un deumidificatore. Scopriamo dunque come funzionano questi elettrodomestici e quali tipologie esistono in commercio.

Come funziona un deumidificatore

Il deumidificatore ha dunque la funzione di eliminare l’umidità in eccesso nella stanza dove viene collocato. Generalmente il deumidificatore è un apparecchio portatile, non molto ingombrante, perfetto per essere spostato al bisogno da un ambiente all’altro. Il meccanismo di funzionamento è molto semplice: basta collegare il deumidificatore alla presa di corrente e l’apparecchio comincia ad aspirare aria, spingendola all’interno attraverso una ventola; da lì, l’aria passa ad una serpentina di raffreddamento che agisce attraverso un gas refrigerante. In questo modo, attraverso la differenza di temperatura, il vapore acqueo si condensa, l’acqua che ne deriva si accumula in un serbatoio e l’aria viene immessa all’esterno pulita e rigenerata, cioè privata dell’umidità iniziale. A seconda dei modelli più o meno tecnologici, i deumidificatori hanno anche altre funzionalità ma il meccanismo base di funzionamento è sempre lo stesso.

Come scegliere il deumidificatore

Esistono diversi modelli di deumidificatori, di ogni budget e dimensione. La prima grande distinzione da fare è quella tra apparecchi portatili e fissi: i primi sono pratici e poco ingombranti, perfetti se dovete utilizzarli in stanze diverse e non troppo grandi; i modelli fissi invece sono più potenti ed efficaci e generalmente li troviamo integrati nei sistemi di climatizzazione. Un ottimo compromesso è il deumidificatore Olimpia Splendid Aquaria Slim, che occupa solo 17 cm di profondità e può essere appoggiato per terra oppure installato a parete grazie a un aggancio posteriore: la sua capacità di deumidificazione è di 12 litri per 24 ore, ha un triplo sistema di filtraggio e può essere facilmente regolato grazie al pannello elettronico multifunzione.
Olimpia Splendid Aquaria Slim 10

Ci sono poi altri fattori da tenere in considerazione, per esempio la potenza, che deve essere valutata in base al volume dell’ambiente, e la quantità di litri di umidità asportabile in termini di condensa nell’arco delle 24 ore. Ogni marca di elettrodomestici mette a disposizione modelli di diversa potenza, grandezza, prezzo e capacità di deumidificazione ed è quindi possibile scegliere il prodotto perfetto per le proprie esigenze: per una stanza di piccole dimensioni sarà sufficiente Argo Baby Dry, dal design compatto e dalla capacità di deumidificazione di 11 litri ogni 24 ore, mentre Ariston Deos 21S è un modello più potente, con una capacità di 21 litri in 24 ore e un ampio serbatoio da 4 litri.
Ariston DEOS 21S

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, si è laureata in Scienze Politiche per diventare giornalista ma le esperienze e il caso l'hanno portata in tutt'altra direzione. Oggi scrive per vivere o vive di scrittura, in ogni caso fa quello che le piace di più e che le riesce meglio: lavora con alcune agenzie di comunicazione e con...Leggi tutto

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