Lifestyle 28 luglio 2019

Lavastoviglie: chi l’ha inventata e quando?

prima_lavastoviglie

Chiedete a chiunque possieda una lavastoviglie di farne a meno anche solo per un giorno e lo manderete in crisi! Si tratta infatti di uno degli elettrodomestici più amati e utilizzati ed è, insieme alla lavatrice, un alleato da cui proprio non vorremmo separarci perché ci rende la vita domestica molto più semplice. Come tutte le invenzioni geniali della storia, anche quella della lavastoviglie è interessante ed è tutta al femminile: fu una donna infatti, alla fine del diciannovesimo secolo, a brevettare la prima lavapiatti. Oggi ne esistono di ogni tipo, dalle lavastoviglie slim per chi ha problemi di spazio alle lavastoviglie da 16 coperti per le faniglie numerose, e le utilizziamo per pulire stoviglie e bicchieri, per sterilizzare ciucci e biberon, qualcuno la usa persino per cucinare, ma come è nato l’elettrodomestico più amato di sempre?

L’invenzione della lavastoviglie

Josephine-Cochrane inventrice della lavastoviglie

Si chiamava Josephine Cochrane, è vissuta dal 1839 al 1913 e, nel 1886, riuscì a brevettare l’invenzione della prima lavapiatti della storia. Jospehine era una delle personalità di spicco di Shelbyville, in Illinois, e amava organizzare cene e aperitivi nella sua splendida dimora. Ovviamente non era lei che si occupava di cucinare e tanto meno di lavare i piatti, ma era stufa di vedere le sue preziose porcellane scheggiarsi o andare in frantumi per i modi poco delicati della sua servitù. Nessuno si era evidentemente mai posto questo problema, così un giorno Josephine esclamò:

    “Se nessuno ha ancora inventato una macchina per lavare i piatti, lo farò io stessa!

E lo fece davvero! Per prima cosa, prese le misure di tutti i pezzi dei suoi servizi: piatti da portata, piatti fondi, piatti piani, piattini, tazze, bicchieri, tutto venne misurato e per ogni tipologia di stoviglia disegnò un compartimento specifico, ovvero una gabbia a forma di ruota che sarebbe stata posizionata in orizzontale. Successivamente progettò un boiler di rame, che contenesse tutti questi compartimenti e che fosse in grado di ruotare, e un motore manuale che gettasse sui piatti sporchi prima acqua calda saponata e poi acqua calda pulita. Una volta che i piatti erano stati sciacquati, il contenitore veniva estratto dal boiler e le stoviglie potevano essere lasciate ad asciugare al suo interno. La macchina era pronta per ricominciare, stavolta con un compartimento (e quindi con una tipologia di stoviglia) diverso. Dopo che Josephine ebbe terminato i suoi disegni, chiese all’amico e meccanico della Illinois Central Railroad, George Butters, di costruire la macchina: finalmente, tutto era pronto per mostrare l’invenzione funzionante ad amici e conoscenti.

I primi successi

Le prime persone ad essere impressionate dalla macchina che lavava i piatti furono proprio le amiche di Josephine, che ribattezzarono l’apparecchio “lavastoviglie Cochrane”. Furono loro che, talmente entusiaste dell’invenzione e delle sue potenzialità, cominciarono a ordinare lavastoviglie per le proprie dimore; arrivarono poi ordini anche da ristoranti e alberghi di tutto l’Illinois, finché Josephine si decise a brevettare il progetto e entrò ufficialmente in produzione. Nel 1893 la macchina fu presentata alla Fiera Colombiana di Chicago, dove vinse il primo premio, e nel 1897 Josephine aprì la sua fabbrica, la Garis-Cochran Manufacturing Company, che in seguito sarebbe diventata Kitchen Aid e successivamente proprietà di Whirlpool.

Whirlpool WFO 3T132 X

 

Nonostante la vittoria alla Fiera e i primi successi, la lavastoviglie ci mise un bel po’ ad entrare nel mondo domestico. Per i primi anni, infatti, i principali clienti di Josephine furono alberghi e ristoranti: il prezzo elevato, circa 150 dollari all’epoca, e la necessità di una grande quantità di acqua calda, non consentivano alla lavastoviglie di entrare nelle case delle persone comuni. Dovremo aspettare gli anni Cinquanta per notare un interesse significativo in ambito privato: oggi circa l’80% delle famiglie possiede una lavastoviglie in casa propria. Josephine purtroppo non vide mai il pieno successo della sua invenzione rivoluzionaria perché morì nel 1913 a causa di un esaurimento nervoso.

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, si è laureata in Scienze Politiche per diventare giornalista ma le esperienze e il caso l'hanno portata in tutt'altra direzione. Oggi scrive per vivere o vive di scrittura, in ogni caso fa quello che le piace di più e che le riesce meglio: lavora con alcune agenzie di comunicazione e con...Leggi tutto

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