Lifestyle 13 aprile 2020

Buon compleanno al re degli scacchi, Garri Kasparov

Garry Kasparov re degli scacchi

Garri Kimovič Kasparov è un nome che tutti noi associamo immediatamente ad una parola: scacchi. Uno dei più geniali scacchisti della nostra epoca, considerato un giocatore perfetto dal punto di vista tecnico, nasce a Baku (Russia) il 13 aprile 1963 e oggi compie 57 anni. In questa Pasquetta un po’ particolare, che tutti trascorreremo in casa anziché in un prato con una tovaglia a quadrettoni e tante prelibatezze, invece che rimpiangere picnic e gite fuori porta, celebriamo il genio di Kasparov con un bel torneo di scacchi! Non importa che viviamo da soli o in famiglia, la tecnologia ci consente di organizzare una partita di scacchi anche a distanza.

Gli scacchi sono un gioco antichissimo, dalle origini praticamente leggendarie: 16 pezzi, un reticolato bianco e nero e infinite combinazioni possibili per partite che possono durare anche giorni. Apparentemente, una partita a scacchi non sembra così complicata da affrontare, se si conoscono le mosse dei diversi pezzi; in realtà, questo gioco richiede lucidità, creatività, capacità di calcolo e di previsione a dir poco eccellenti. Per i bambini, un modo per sviluppare le capacità logiche, la concentrazione, la pazienza, la memoria e sì, anche per divertirsi! Per gli adulti, una vera e propria sfida di intelligenza e logica. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul gioco degli scacchi e su uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi.

Chi è Garri Kasparov: breve biografia di un genio

Garri Kasparov

«Al livello più alto, gli scacchi sono un talento per controllare cose prive di relazione. È come controllare il caos»

Questa è una delle frasi celebri di Garri Kasparov, e se ce lo dice lui possiamo crederci! Gioca la sua prima partita a 5 anni, ad appena 12 era già campione di Russia Junior e a soli 14 anni diventa il più giovane Grande Maestro di tutti i tempi. Accanto al suo talento, Kasparov affianca un’attività politica non trascurabile: anticomunista ai tempi dell’Unione Sovietica, si batte in favore della democratizzazione del suo paese e diventa non solo uno dei consulenti strategici più brillanti a livello internazionale ma anche un testimonial pubblicitario molto richiesto per campagne sociali e di prestigio.

Alcune delle sue partite di scacchi rimangono nella storia di questo gioco. Il 1984, in particolare, è un anno che passerà alla storia per gli appassionati perché vede lo scontro tra il campione del mondo Anatolij Karpov e un Kasparov giovanissimo: il primo era noto per un gioco passivo mentre il secondo aveva uno stile molto più aggressivo e offensivo. Lo scontro comincia il 10 settembre a Mosca ma dovremo attendere l’8 febbraio 1985 per vedere una conclusione che nessuno si aspettava: il presidente della FIDE comunica che la partita si conclude in pareggio, senza nessun vincitore. Basterà attendere solo qualche mese per la consacrazione ufficiale di Kasparov come nuovo campione del mondo di scacchi: a settembre 1985, a soli 23 anni, basse il rivale Karpov grazie al suo gioco folle e sorprendente.

Altre partite memorabili sono gli scontri con gli elaboratori prodotti da IBM (uno vinto e uno perso) e la sfida contro il resto del mondo del 1990: Kasparov gioca da solo contro 58mila giocatori che scelgono le mosse per votazione e vince dopo 62 mosse. Battuto nel 2000 da un altro giovane russo, Vladimir Kramnik, nel 2005 annuncia il suo ritiro ufficiale e si dedica alla politica, battendosi contro il presidente russo Putin e per questo arrestato in più di una occasione.

Le origini degli scacchi, tra storia e leggenda

scacchiera

Secondo la leggenda, gli scacchi sono stati inventati per rispondere a un’esplicita richiesta del Re di Persia: il sovrano, stufo e annoiato di fare tutti i giorni le stesse cose poco stimolanti, chiese al proprio mago di corte di creare un gioco divertente che rendesse le sue giornate più avvincenti! Più probabile però la versione che fa risalire il gioco al VI secolo, in India: di persiano abbiamo però il nome, che deriva dalla parola Shah, che significa re. Passando dal mondo orientale a quello occidentale, il gioco degli scacchi subì diverse modifiche sia nelle regole che nella denominazione dei pezzi: re, cavallo e pedoni sopravvissero mentre sparirono l’elefante, il cammello e il visir, sostituiti da alfiere, torre e regina.

Durante il Medioevo il gioco degli scacchi arrivò in Europa e, a differenza di altri passatempi come carte e dadi, non fu ostacolato dalla Chiesa perché era ritenuto un’arte nobile e sottile: il gioco si diffuse rapidamente tra le classi colte e divenne una prerogativa aristocratica, in contrapposizione alle carte e ai dadi che invece venivano preferiti dal popolo e giocati in bettole e taverne. Nell’arte e nella letteratura troviamo diversi riferimenti agli scacchi, che ancora oggi sono ritenuti non un semplice gioco ma una vera e propria arte dove esprimere logica e strategia.

Se conoscete le regole e avete in casa una scacchiera, questa è la giornata giusta per dedicarvi a questo raffinato passatempo in grado di stimolare la mente come nessun altro!

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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