Giornata Mondiale delle telecomunicazioni e dell’informazione

Di Irene Bicchielli 17 maggio 2020
giornata delle telecomunicazioni

La nostra epoca è stata definita come la “società dell’informazione” e se questo è possibile è grazie alle tecnologie che ci consentono di comunicare da ogni parte del mondo e di trasmettere informazioni in tempi sempre più ridotti. Ecco perché una giornata dedicata alle telecomunicazioni è d’obbligo! La data scelta è quella del 17 maggio in omaggio alla firma della prima Convenzione telegrafica internazionale, avvenuta proprio in questo giorno del lontano 1865, e alla creazione dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit), l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel settore.

L’obiettivo di questa giornata è evidenziare il contributo che Internet e le nuove tecnologie hanno apportato nel mondo dell’informazione e della comunicazione ma anche nella società e nell’economia. Si sottolinea inoltre la necessità di colmare il divario digitale, sempre più ampio, che vede enormi fette di popolazione escluse dalle nuove tecnologie. E non parliamo solo dei paesi in via di sviluppo: anche in Italia ci sono differenze abissali tra zone diverse. Grazie a Internet, oggi teoricamente basta uno smartphone, un notebook o un tablet (anzi, persino un orologio grazie agli smartwatch!) per accedere a un universo di contenuti e informazioni. Ripercorriamo le tappe dello sviluppo delle telecomunicazioni, dal primo telegrafo alle nuove possibilità tecnologiche.

giornata delle telecomunicazioni

Cosa sono le telecomunicazioni e come nascono

Con telecomunicazioni si intende qualsiasi procedimento di trasmissione rapida a distanza di informazioni mediante telefono, radio, televisione o internet. Dal greco “trasmissione a lunga distanza”, si riferisce a immagini, segnali e parole. Qualsiasi telecomunicazione funziona allo stesso modo: all’inizio della catena c’è un trasmettitore, che prende l’informazione e la converte in un segnale da trasmettere; questo segnale passa attraverso un mezzo di trasmissione, ovvero il canale di comunicazione, attraverso il quale il segnale arriva al ricevitore; sarà proprio il ricevitore che, una volta ricevuto il segnale, lo converte in informazioni utili. Le trasmissioni possono essere analogiche o digitali e le troviamo oggi applicate praticamente in ogni settore, dall’ottica alla radiolocalizzazione.

Breve storia della nascita delle telecomunicazioni

La possibilità di comunicare a distanza è da sempre un’attività fortemente perseguita dagli esseri umani, principalmente per motivi economici e militari. Anticamente, per far arrivare una notizia da un luogo all’altro occorrevano giorni, esattamente il tempo che un essere umano impiegava per coprire quella distanza: per esempio, i libri raccontano che la notizia dell’indipendenza delle colonie inglesi d’America, avvenuta nel luglio del 1776, arrivò a Londra ben sette settimane dopo, con l’arrivo di un veliero dal Nuovo Mondo al Vecchio Continente. La svolta decisiva delle telecomunicazioni senza filo arrivò con la scoperta dell’elettricità, in particolare con la creazione della telegrafia: il telegrafo permetteva di trasmettere messaggi a distanza utilizzando l’elettricità e risale al Settecento. Dopo secoli di esperimenti e il contributo di scienziati di ogni parte del mondo, fu Guglielmo Marconi che alla fine dell’Ottocento ebbe la geniale intuizione di utilizzare le onde elettromagnetiche per comunicare a distanza senza fili. Oggi la radio ci sembra un oggetto d’altri tempi ma il suo valore come strumento di comunicazione e informazione è ancora indubbio.

Guglielmo Marconi

Le nuove tecnologie e il divario digitale

Più di un secolo è passato da allora e oggi l’immediatezza della comunicazione è un aspetto imprescindibile della nostra vita. Oggi lo scambio di informazioni passa non passa più solo attraverso radio, televisione e telefono ma soprattutto attraverso gli smartphone, la rete Internet e il GPS. Ci siamo abituati ad accedere a una miriade di informazioni in modo immediato, ci innervosiamo quando la rotellina continua a girare o quando lo smartphone non ha campo proprio perché siamo dipendenti dallo scambio di comunicazioni in tempo reale. Internet ha cambiato le nostre vite in modi che probabilmente non immaginiamo nemmeno! I vantaggi dell’era del world wide web sono innegabili: possiamo inviare e ricevere messaggi in modo semplice e veloce, eliminando i vincoli legati a spazio e tempo; siamo informati su quanto accade nel mondo in tempo reale e abbiamo accesso a contenuti di ogni genere semplicemente digitando su una tastiera. Questo è diventato ancora più evidente durante le settimane di lockdown dovute al Coronavirus: affrontare la quarantena anche solo dieci anni fa avrebbe significato avere molti più limiti e difficoltà nello smart working e nelle relazioni.

comunicare coronavirus

Purtroppo, però, le possibilità digitali che per molti rappresentano la normalità, per tanti altri non sono nemmeno lontanamente immaginabili ed è proprio questo che si intende con divario digitale (digital divide). In sostanza, si parla della differenza tra chi ha accesso a internet e chi non ce l’ha, con tutto quello che ne consegue: essere esclusi dalla società digitale comporta la perdita di vantaggi e diritti per larghe fette di popolazione e si vanno a delineare nuove forme di diseguaglianze sociali, economiche e culturali. L’Italia stessa deve fare i conti con questo fenomeno e l’emergenza Coronavirus che ci ha costretti in casa, lontano dal lavoro e dalla scuola, lo ha messo tragicamente in evidenza. Ecco perché la giornata mondiale delle telecomunicazioni potrebbe essere proprio l’occasione per dare un valore anche sociale alle nuove tecnologie e per focalizzare l’attenzione su iniziative volte a ridurre il divario digitale nel nostro paese.

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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