Regione che vai, usanza che trovi: le tradizioni pasquali in Italia

Di Irene Bicchielli 4 aprile 2021
colomba tradizione italiana

Quest’anno non cercheremo ispirazione su dove andare a Pasqua e non organizzeremo scampagnate con gli amici perché la pandemia da Covid 19 ancora ci costringe a casa. Possiamo però sbizzarrirci con un menu pasquale basato sulle diverse tradizioni italiane (per i dessert, troverete tantissime idee in questo libro) e magari portare anche qualche usanza tra le mura domestiche, per far divertire i bambini e passare più allegramente questa giornata di festa.

Il nostro paese è ricchissimo di tradizioni, usanze, feste e golosi menu che cambiano da una regione all’altra, anzi addirittura da un comune all’altro. Anche se sarà una Pasqua rossa, possiamo organizzarci per una giornata divertente e gustosa prendendo ispirazione dai luoghi d’Italia, viaggiando almeno virtualmente per tutto il nostro paese.

Tradizioni di Pasqua

Ogni città ha la sua tradizione per la giornata di Pasqua, alcune hanno una valenza prettamente religiosa mentre altre si intrecciano con riti popolari e pagani. Non dimentichiamoci infatti che la Pasqua coincide anche con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, un passaggio che in agricoltura ha un’enorme importanza: per esempio, lo Scoppio del Carro a Firenze ha una doppia valenza. L’arcivescovo accende un fantoccio a forma di colomba (la Colombina, che simboleggia lo Spirito Santo), che percorre un filo fino a colpire il Carro nella piazza dando vita a spettacolari fuochi d’artificio. Se tutto procede regolarmente, si prospetta un raccolto ricco e un anno fortunato per tutti i fiorentini!

Scoppio del Carro a Firenze

Scoppio del Carro a Firenze

Anche in Piemonte è ancora viva una tradizione che richiama un rito contadino, il Cantè J’euv. Gruppetti di giovani, per festeggiare l’arrivo della primavera, intonavano canti tradizionali sotto le finestre dei padroni delle case di campagna per richiedere doni. Per lo più venivano offerte uova fresche, ma chi si sottraeva al rituale e non offriva niente veniva apostrofato con strofe di maledizione.

A Prizzi, Palermo, si tiene invece una manifestazione molto antica, il Ballo dei Diavoli. Due diavoli mascherati girano per il paese insieme alla Morte, facendo scherzi ai passanti che sono quindi costretti a lasciargli un piccolo dono (solitamente soldi o dolcetti) e cercando di impedire che le statue di Cristo e della Madonna si incontrino. Nel frattempo, altre persone travestite da Angeli cercano invece di far incontrare le due statue.

In molte regioni ci sono poi le processioni religiose: a Roma c’è la tradizionale Via Crucis a cui partecipa anche il Papa, a Procida la processione dei Dodici Apostoli Incappucciati, a Taranto la processione dei “Perdoni” che dura tra il giovedì e il sabato prima di Pasqua e la lista potrebbe continuare a lungo. Tutte tradizioni che quest’anno dovremo sospendere ma che il prossimo anno potrebbero essere un appuntamento a cui partecipare per godere dell’atmosfera festosa e della sensazione di rinascita pasquale.

Giochi di Pasqua

In alcune zone, invece, il giorno di Pasqua vengono organizzati dei veri e propri giochi di gruppo che richiamano grandi e piccini a partecipare. Per esempio, in provincia di Udine, viene messo in scena il gioco del Trùc: delle uova di gallina sode vengono fatte scivolare lungo un rialzo di sabbia inclinata, cercando di farle toccare tra di loro; chi colpisce l’uovo di un avversario, vince un premio. Il gioco si tiene nei giardini ma anche nelle vie di Cividale, e dura fino a sera. Potremmo provare a ricreare questo gioco anche in casa divertendoci a preparare uova sode colorate per tutta la famiglia.

Nelle Marche, per la precisione a Urbania, si organizza un gioco simile, il “Punta e Cul”. Giovani e meno giovani si sfidano in questo tradizionale e divertente rituale: le uova vengono disposte a cerchio, ogni concorrente ne sceglie uno e si comincia a giocare. L’obiettivo è sbattere un uovo contro l’altro senza che il proprio si rompa. Anche in questo caso è possibile organizzare una versione casalinga del gioco a cui parteciperanno tutti i membri della famiglia.

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Palio dell’Uovo di Tredozio

C’è un piccolo comune sull’appennino forlivese dove la Pasqua è un momento particolarmente atteso: ogni anno dal 1964 il comune di Tredozio festeggia la Pasqua con l’insolita e divertente sagra e Palio dell’Uovo. I quattro rioni del comune si sfidano per accaparrarsi l’uovo d’argento e l’uovo di ceramica: l’inizio del Palio viene annunciato dal corteo storico in costume medievale nelle vie del paese, che fa da preludio a diverse sfide, tutte a base di uova! L’uovo al bersaglio, la battaglia delle uova crude e l’uovo sodo nel pagliaio sono solo alcuni dei giochi protagonisti della giornata. Quest’anno purtroppo non ci sarà nessuna festa di paese ma potete mettere in agenda questo divertente appuntamento per l’anno prossimo (siamo fiduciosi in una Pasqua libera e spensierata per il 2022!).

La Pasqua in tavola

Qui c’è davvero da sbizzarrirsi! Ogni più piccolo paese italiano ha le sue prelibatezze da portare in tavola il giorno di Pasqua. La colomba è probabilmente l’unico dolce nazionale, che troviamo un po’ dappertutto anche se le sue origini sono da ricondurre alla zona della Lombardia, tra Pavia, Legnano e Milano (ognuno, come spesso succede, ha la sua versione e rivendica la sua leggenda).

Per il resto, paese che vai e piatto che trovi. In Puglia si prepara la “scarcella”, un dolce tradizionale di diverse forme che viene poi decorato con uova sode e uova di cioccolato, come simbolo di rinascita.

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Sarcella di Pasqua pugliese

In Umbria ci si sveglia facendo colazione con la Torta al Formaggio accompagnata da salumi, formaggi e uova sode, mentre a Ragusa non si festeggia Pasqua senza l’Impanata, una focaccia di sfoglia farcita con carne d’agnello o di capretto.

La Torta Pasqualina, con erbe di campo di stagione, è immancabile in Liguria come il Casatiello, una torta salata molto ricca, lo è in Campania.

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Casatiello napoletano – Credits: Cookist

La cosa più divertente quest’anno potrebbe essere proprio realizzare un menu prendendo qualcosa da ogni regione d’Italia: sarà un modo per viaggiare, anche solo con le papille gustative!

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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