Sport 3 marzo 2019

Come nasce Nike? Storia di un brand di successo

Basta dire Nike oggi per avere bene in mente innanzitutto il celeberrimo “baffo”, poi per lo meno dieci modelli di sneakers (tra cui le iconiche Air Max 97, le stilosissime Air Force One oppure le performanti Air Huarache) ed infine un buon numero di sportivi che indossa abbigliamento del brand. Non è sempre stato così e, come tutte le storie di successo, anche quella di Nike comincia diverse decine di anni fa in un piccolo paese dell’Oregon, dall’idea di un atleta mezzofondista e del suo allenatore.

In questo articolo ripercorriamo le tappe che hanno portato Nike a diventare un brand multinazionale con un fatturato di oltre 30 miliardi di dollari, 74.000 dipendenti in tutto il mondo e sponsorship eccellenti nel mondo dello sport, dal calcio all’atletica leggera.

Oregon, anni Sessanta: come nasce Nike

È il 1962 quando Phil Knight, uno studente di Economia della Oregon University, nonché atleta di mezzofondo, sviluppa un’analisi di mercato e si accorge che c’è stato un vero e proprio boom di scarpe da atletica giapponese negli Stati Uniti. Si rende subito conto che c’è spazio per inserirsi in questo specifico segmento di mercato e ne parla al suo allenatore, Bill Bowerman. Saranno proprio Knight e Bowerman a fondare, nel 1964, la Blue Ribbon Sports: la società commercializzava negli Stati Uniti le scarpe sportive del marchio giapponese Onitsuka Tiger.

L’iniziativa ha un immediato successo: nei primi mesi vengono vendute 1300 paia di scarpe e, ad un anno dal lancio, le vendite toccano i 20mila paia. Così i due decidono di investire maggiori risorse nel progetto e di cominciare a realizzare prodotti a proprio marchio. Quel marchio sarà proprio Nike, che viene fondata ufficialmente il 30 maggio 1971 a Beaverton, un paese nell’area metropolitana di Portland, Oregon.

Knight e Bowerman

Il nome e il logo: semplici e inconfondibili

Oltre alla qualità del prodotto e all’innovazione del design, una parte del successo di Nike è dovuta anche al nome e al logo del brand, tanto semplici quanto vincenti. Il nome arriva direttamente dal greco antico e significa “Vittoria”: nella mitologia greca, la dea Nike è raffigurata come una donna con le ali capace di muoversi molto rapidamente e la cui rappresentazione più conosciuta è esposta al Louvre, la Nike di Samotracia.

Anche il logo ha a che fare in qualche modo con il nome del brand: si tratta infatti di un richiamo alle ali della dea, più precisamente al movimento curvilineo della celebre scultura conservata al Louvre. Il logo venne creato dalla graphic designer Carolyn Davidson, all’epoca una giovane studentessa del corso di grafica della Portland State University: la ragazza lavorò al progetto per 2 dollari l’ora e vendette alla compagnia l’iconico “Swoosh” (così è conosciuto il baffo di Nike) per soli 35 dollari.

storia logo nike

Lo sport e Nike, un matrimonio felice

Oltre all’intuizione geniale di Knight, al nome e al logo più riusciti al mondo e alla ricerca tecnologica per migliorare continuamente i prodotti, c’è un altro pezzo del puzzle che ha permesso a Nike di diventare quello che è oggi. Ben presto, Knight e Bowerman capirono che la chiave del successo era legarsi ad atleti di fama internazionale: nel 1978 arrivò la prima grande sponsorizzazione con il campione di tennis John McEnroe mentre negli anni Ottanta fu la volta di Carl Lewis, Joan Benoit e soprattutto Michael Jordan, per il quale Nike sviluppò un modello su misura, le Air Jordan. Negli anni Novanta anche Andre Agassi e la nazionale di calcio brasiliana, capitanata da Ronaldo, si legano a Nike.

Michael Jordan Nike

Dagli anni 2000 il brand diventa un marchio trasversale e si impone anche nello streetwear grazie principalmente ad alcune collaborazioni nel mondo della musica, prime tra tutte quelle con Nelly e Kanye West.

Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, si è laureata in Scienze Politiche per diventare giornalista ma le esperienze e il caso l'hanno portata in tutt'altra direzione. Oggi scrive per vivere o vive di scrittura, in ogni caso fa quello che le piace di più e che le riesce meglio: lavora con alcune agenzie di comunicazione e con alcune testate online, saltando da un progetto all'altro e scrivendo di ogni settore, anche se le sue passioni restano il food, il make up e l'interior design. Per il magazine di Trovaprezzi.it si occupa delle sezioni Lifestyle, Sport e Beauty.

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