Recensione Red Dead Redemption 2, il capolavoro di Rockstar Games

Red Dead Redemption 2 è l’ultima fatica open world di Rockstar Games, disponibile per PlayStation 4 e Xbox One. Un videogioco enorme che ha richiesto una lavorazione di otto anni, più tempo rispetto allo sviluppo di GTA V. Un mondo aperto a tema western da esplorare completamente, una miriade di attività da svolgere e una storia appassionante. Grafica da urlo, con una longevità altissima e il futuro Red Dead Online, disponibile per tutti coloro che acquistano il gioco, a completare un’offerta mastodontica. Questi sono gli ingredienti di un titolo che si candida ad essere uno dei migliori di questa generazione di console.

Una storia corale

Red Dead Redemption 2 è più di un videogioco, è un’esperienza. La storia è splendidamente narrata, carica di personaggi di spessore e colpi di scena: tutto parte dal 1899, un periodo di grandi cambiamenti per la società americana. Sta per finire infatti il selvaggio West che tutti conoscono grazie a film e libri, mentre avanza il progresso scientifico, sociale e tecnologico. Arriva l’elettricità, nascono le prime città moderne e sta cambiando il concetto stesso di libertà.

Il giocatore nella storia in single player controllerà il protagonista della vicenda, Arthur Morgan. Insieme a lui a scandire la storia c’è la sua famiglia, che corrisponde alla banda di criminali che lo ha adottato fin da ragazzo. A capo della gang c’è Dutch Van Der Linde, un uomo in passato carismatico ma che lentamente, dopo un colpo andato male, sta perdendo la sua influenza sul gruppo.

La storia è decisamente corale e si svolge temporalmente prima di Red Dead Redemption, uscito nel 2010 su PS3 e Xbox 360, costellata da diversi personaggi ottimamente caratterizzati. John Marston (protagonista del primo capitolo), Micah Bell, Sadie Adler, Hosea Matthews sono solo alcuni dei compagni di viaggio. Il gioco propone quindi un cast enorme e variopinto, che accompagnerà il giocatore alla scoperta di questo mondo selvaggio.

 

Un mondo aperto

Una volta entrati in questo videogioco western fatto di lunghe cavalcate, sparatorie ed esplorazione, bisogna sapere come funzionano le missioni. Queste sono indicate sulla grande mappa, con dei riferimenti a forma di cerchio e il nome del personaggio con cui interagire. Gli sconosciuti sulla mappa vengono indicati con un punto interrogativo. La progressione viene quindi scandita da missioni principali e secondarie, ma sparsi sulla mappa ci sono anche tantissimi segreti, oggetti da collezionare e missioni casuali da poter scovare semplicemente esplorando.

Questo è il mondo aperto di Red Dead Redemption 2, che migliora anche diversi aspetti già visti in questo genere di videogiochi. Rockstar Games ha voluto infondere realismo in tutti gli elementi di gioco: dall’interazione con i passanti ai dialoghi, dalla scene di intermezzo alla caccia delle tantissime specie di animali presenti. Durante le missioni si potranno usare diversi oggetti e armi, come ad esempio pistole, fucili, coltelli, dinamite, lazo, arco e frecce. Le possibilità sono infinite e le situazioni possono essere affrontate dal giocatore in molti modi differenti.

Si potrà sedare una rissa o partecipare a una scazzottata, andare a caccia di ricercati da prendere vivi o uccidere per una ricompensa in denaro. Tutto questo senza dimenticare la costante progressione del personaggio: giocando si potranno migliorare le abilità, la capienza delle borse caricate sulla sella del proprio cavallo, modificare armi. Le interazioni sociali con gli altri personaggi saranno importantissime, per questo Arthur Morgan dovrà mangiare, lavarsi ed indossare abiti consoni a determinate situazioni.

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Si combatte anche a cavallo

Il cavallo è molto più di un mezzo di trasporto: è invece uno degli elementi principali del gioco. Il primo motivo è che senza un destriero è impossibile muoversi all’interno della sconfinata mappa, per questo Arthur dovrà prendersene cura, pena la morte del fidato compagno. Si dovrà dargli da mangiare, pulirlo e farlo evolvere: sono quattro i livelli di legame tra il protagonista e il destriero.

Migliorando il cavallo si potranno compiere azioni aggiuntive, come ad esempio una maggiore distanza del richiamo col fischio quando si è lontani. Ci sono diverse razze che vanno trattate in modi differenti, ma è necessario sempre legarli quando si scende e accarezzarli. Il cavallo è quindi uno degli elementi più complessi e meglio realizzati di Red Dead Redemption 2, il migliore mai visto in un videogioco.

Il sistema di combattimento fa parte di una grossa evoluzione rispetto al primo capitolo. Viene riproposto il sistema Dead Eye, una sorta di bullet time grazie al quale rallentare il tempo per colpire più bersagli. Ma è sugli scontri corpo a corpo che si vede un netto miglioramento, sia nelle collisioni che nella gestione dei colpi che vengono sferrati ai nemici.

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Giudizio finale: una nuova era

Voto: 10/10

Red Dead Redemption 2 non segna solo una nuova era per gli open world, ma per tutta l’industria dei videogiochi. Un titolo tutto da scoprire nelle 60 e più ore di gameplay per completare la storia principale, più molte altre per scovare tutti i segreti. Uno sforzo mastodontico da parte di Rockstar Games, che va premiata con un plauso per aver confezionato non solo un videogioco tecnicamente ineccepibile, ma anche una storia appassionante e che rimarrà impressa nella mente dei giocatori per molto tempo.

 

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