Tech 2 marzo 2019

Non solo iPhone: la storia di Apple

Apple è una delle aziende più ricche al mondo, la prima della storia a raggiungere 1 trilione di dollari di capitalizzazione. Sempre attuale e al passo con i tempi, ogni anno annuncia nuovi prodotti iconici e per questo imitati da tantissimi concorrenti. Gli ultimi arrivati sono gli smartphone iPhone XR, iPhone XS e XS Max, oltre ai nuovi iPad Pro 3 da 11 pollici e iPad Pro 3 da 12,9 pollici: prodotti nati da un’esperienza di oltre quarant’anni nel florido mercato dell’elettronica di consumo. I più informati sanno infatti che Apple non è solo smartphone, tablet o MacBook, c’è molto di più nella sua storia.

Apple, dalla fondazione ai giorni nostri

Molti avranno già esplorato la storia di uno dei fondatori, sicuramente il più conosciuto, Steve Jobs: sono due i film recenti dedicati all’ormai guru dell’innovazione, cioè “Jobs” del 2013 con Ashton Kutcher e “Steve Jobs” del 2015 con Michael Fassbender. Il co-fondatore di Apple è purtroppo scomparso nel 2011, lasciando un vuoto incolmabile. La storia dell’azienda è fatta sicuramente anche di miti e leggende costruite nel tempo e ha riempito letteralmente interi libri, quindi in questa sede non si ha nessuna pretesa di esaustività.
Apple è stata fondata l’1 aprile del 1976 da Steve Jobs e Steve Wozniak a Los Altos, California. In realtà c’era un terzo co-fondatore, Ronald Wayne, che si occupava dell’amministrazione della società. Fece però un grande errore: dopo solo due settimane vendette la propria quota del 10% per 800 dollari. Oggi quel “pezzo” di società varrebbe miliardi.
Steve Jobs and Steve Wozniak
Il primo ufficio era il garage dei genitori di Jobs, entrato nell’immaginario collettivo come il luogo da cui sono partiti molti dei grandi della tecnologia. Steve Jobs e Steve Wozniak cominciarono a progettare l’Apple I, un prodotto molto rudimentale e indicato per gli hobbisti. Il curioso prezzo di vendita fu di 666,66 dollari. Fu Wozniak a progettare il tutto, è stato proprio lui a costruire a mano ogni kit.
Apple_I_Computer
Jobs nel frattempo gestiva la parte più relativa al business, cercando di convincere gli investitori che il mercato dei personal computer fosse pronto per esplodere. Arriva poi un investimento di 250.000 dollari da parte di Mike Markkula. Nel 1977 arriva l’Apple II con design sempre di Wozniak: il primo vero computer che rendeva l’informatica accessibile a tutti (o quasi), che funzionava appena tolto dalla scatola.
La svolta avviene nel 1979, dopo la visita degli ingegneri Apple allo Xerox PARC, un laboratorio molto famoso per le sue innovazioni tecnologiche. Qui sono stati creati il mouse, la stampante laser e rete ethernet, solo per fare qualche esempio, oltre a prototipi di interfacce grafiche per computer. Apple rilasciò Apple III nel 1980, un computer che si concentrava sul business e in competizione con IBM e Microsoft. Ma da lì a poco tutto sarebbe cambiato.
Il futuro dei computer stava infatti nell’interazione tramite un’interfaccia grafica (GUI), similmente a come si usa oggi: prima di questo il mondo dei computer, infatti, era fatto solo di testo e comandi da digitare, per un’interazione molto più macchinosa. Niente cartelle, icone o elementi grafici. Nel 1983 arriva quindi Apple Lisa, ma purtroppo lo scarso supporto software fece andare molto male le vendite (del resto costava quasi 10mila dollari).

Arriva il Macintosh

Steve Jobs Macintosh
Durante il 1983 Apple ha un nuovo CEO, John Sculley, che proveniva da Pepsi Co. Nel 1984 arriva finalmente il Macintosh, una versione più economica di Lisa che ha cambiato per sempre la storia del personal computer. Un prodotto davvero per tutti, amato dai graphic designer grazie alla sua moderna (per l’epoca) interfaccia, anche se in bianco e nero. Nello stesso anno arriva l’iconica pubblicità al al SuperBowl, appunto “1984”, diretta dal regista Ridley Scott, che presenta al mondo il primo Macintosh.
Il Macintosh vendette bene all’inizio, non abbastanza per scalfire la potenza di IBM. Questo portò ai primi problemi tra Jobs e Sculley, che pretendeva una supervisione più severa sui prodotti futuri, alla luce del disastro di Lisa e della delusione del Macintosh. Nel 1985 Jobs cercò di organizzare una sorta di “colpo di stato” per cacciare Sculley, ma il consiglio d’amministrazione rimosse proprio Jobs dai suoi doveri manageriali. Sì licenziò poi per fondare NeXT, azienda che produceva computer e workstation avanzate, soprattutto dove poteva avere il controllo totale. Anche Wozniak lasciò Apple durante il 1985. Ma i successivi prodotti come il PowerBook e altri fallimenti portarono Apple nel 1997 ad acquisire per 429 milioni di dollari proprio NeXT, riportando di fatto Steve Jobs in azienda.

Il resto è storia più recente, con gli iconici prodotti che hanno fatto tornare Apple la grande società che è attualmente. Nel 1998 uscirono gli iMac, fu poi la volta dell’iPod nel 2001, un prodotto conosciuto in tutto il mondo e che di fatto ha sostituito i walkman. L’anno del MacBook è invece il 2006, iPhone nel 2007, App Store nel 2008, iPad nel 2010 e Apple Watch nel 2015. La mela morsicata guarda al futuro anche ai servizi oltre che ai prodotti, si veda Apple Music, per trovare nuove fonti di introito, ma probabilmente si lancerà anch’essa nel mercato degli smartphone flessibili, proprio come hanno recentemente fatto Samsung e Huawei.
Steve Jobs

Immagine di copertina: Liquid Creativity

Altre immagini: web

Candido Romano

Giornalista freelance, copywriter e illustratore per giornali, blog aziendali, magazine ed e-commerce. Appassionato e divoratore di storie, dal 2005 si occupa di tecnologia, futuro, intrattenimento, cultura pop, videogiochi ed eSports su carta e web. Classe 1983, di origini napoletane ma sempre in giro per il mondo anche con l'immaginazione, in cerca di nuove sfide. Dopo gli studi in comunicazione, giornalismo e fumetto, la passione sfrenata per la scrittura lo ha portato ad occuparsi di testi a 360 gradi: articoli e inchieste, interviste, newsletter ed e-mail. Ha diretto per 5 anni la sezione Tecnologia di International Business Times Italia. Scrive per diverse testate online e collabora con agenzie di comunicazione e web marketing. Per il magazine di Trovaprezzi.it si occupa di articoli e guide sul mondo smartphone e tablet, videogiochi, audio e video.

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