Tech 12 giugno 2019

L’evoluzione della linea Samsung Galaxy S: da S8 a S10 passando per S9

Galaxy S-Series

La continua ricerca e lo sviluppo dei dispositivi è una delle maggiori priorità in tutti i settori. Non può ovviamente mancare in quello tecnologico e informatico e, in particolare nell’ambito smartphone, nonostante sia difficile innovare di generazione in generazione, aziende come Samsung hanno posto molta attenzione a rifinire i dettagli costruttivi, migliorare le specifiche e rendere l’esperienza d’uso dei propri dispositivi sempre migliore.

Il Samsung Galaxy S8 ha rappresentato infatti un vero e proprio giro di boa per il colosso sudcoreano, in quanto il primo ad abbandonare i tratti distintivi che avevano differenziato gli smartphone Samsung fino al 2017. Fu infatti il primo ad abbandonare il tasto fisico centrale e i due pulsanti capacitivi che consentivano di abilitare il multitasking e tornare indietro, oltre a adottare un display con formato 18,5:9, dunque più allungato e con maggiore superficie rispetto ai precedenti 16:9. Un design all’epoca rivoluzionario che di colpo fece invecchiare i precedenti smartphone facendoli sembrare addirittura obsoleti.

Galaxy S-Series

Samsung ha poi lavorato alle specifiche tecniche, con un processore in grado di offrire ottime prestazioni e con una fotocamera dalle buone capacità anche di notte, ambito nel quale gli smartphone hanno sempre portato a qualche compromesso. Modulo fotografico che risultava leggermente più prestante nella variante Samsung S8+, con display da 5.8 pollici.

Il  Samsung Galaxy S9 ha rappresentato invece un affinamento tecnico, con lievi migliorie, sia dal punto di vista hardware che da quello software. La fotocamera presenta adesso un obiettivo con apertura variabile da f1.5 a f2.4, sebbene con la stessa risoluzione, ma è in grado di registrare video in slow-motion fino a 960 fps. La variante Samsung Galaxy S9 Plus presentava invece un doppio modulo fotografico, adattandosi dunque allo standard del 2018.

Il Samsung Galaxy S10 ha invece rappresentato un ulteriore step evolutivo. Scompaiono del tutto i bordi per lasciare spazio a un display che copre quasi per intero la parte frontale, con bordi curvi e la fotocamera anteriore annegata in un foro proprio sul display. Anche il sensore di impronte digitali, per lo sblocco del terminale, ritorna nella parte frontale, sotto al display e le prestazioni fotografiche fanno segnare un deciso miglioramento, sia in diurna che in notturna, grazie al triplo modulo fotografico che adesso impiega un obiettivo grandangolare e un teleobiettivo per i ritratti.

Insomma, un continuo miglioramento di dispositivi che di certo hanno rappresentato nei rispettivi anni il benchmark da battere per buona parte della concorrenza e con cui l’azienda sudcoreana è riuscita a imporsi sul mercato di fascia alta degli smartphone Android.

Vittorio Pipia
Vittorio Pipia

Nato nel 1992 ho sempre avuto una grande passione per i motori e per la tecnologia, passioni che ho poi sempre coltivato fino a farle diventare parte del mio lavoro. Da circa 4 anni provo, analizzo diversi prodotti delle più svariate categorie, dall’intrattenimento audio-visivo fino agli elettrodomestici passando per la domotica. Analisi che condivido poi online in diversi modi, con...Leggi tutto

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