Realme 10 non ha un compito facile sul mercato. Costa infatti 279 euro nella sua unica versione da 8 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di memoria, un posizionamento che lo pone in contrapposizione a una marea di altri smartphone, tra cui spiccano certamente il Galaxy A52s di Samsung e il Redmi Note 11s di Xiaomi. Dispositivi, questi ultimi, che stanno dominando la scena a suon di record di vendite. Segno evidente di come si tratti di una fascia di prezzo decisamente complicata in cui farsi spazio.
Ciò non toglie che il nuovo Realme 10 sia un prodotto ben riuscito. Offre un’esperienza utente di buon livello, con un’unica grande criticità: l’assenza del supporto al 5G. Una caratteristica che può sembrare ancora secondaria, ma che è importante per valutare la longevità dei dispositivi. Del resto il nuovo standard di rete si farà velocemente strada nei prossimi anni, per cui avere a disposizione un prodotto già compatibile con esso fornisce un senso maggiormente compiuto all’investimento da compiere per portarsi a casa uno smartphone. Al di là che possa essere un esborso economico alto o basso.
La parte frontale è dominata da uno schermo AMOLED da 6,4 pollici. Vanta una frequenza d’aggiornamento a 90 Hertz, risoluzione Full-HD+ ed è certamente l’elemento che più ci ha convinti. Protetto da un vetro Gorilla Glass 5, offre infatti una buona qualità visiva. Ottima la regolazione automatica della luminosità, con quest’ultima però che si ferma ai 1.000 nits. Ciò significa avere qualche difficoltà nella visibilità all’aperto, almeno con la luce diretta del sole.
Al di là delle specifiche tecniche, ciò che rende il display uno dei punti forti di Realme 10 è certamente il software di gestione del pannello. È infatti possibile scegliere tra numerosi profili cromatici e regolare manualmente il punto di bianco, un aspetto decisamente non scontato, specie su questa fascia di prezzo. Ciò consente, seppur manualmente, di impostare lo schermo secondo i propri gusti e, soprattutto, rispetto alle singole condizioni ambientali.
Le prestazioni sono invece affidate al processore Mediatek Helio G99. Non siamo in presenza di un SoC (System-on-a-chip) particolarmente performante, tuttavia questo smartphone riesce comunque a offrire delle buone performance considerando la fascia di prezzo. Aiuta, in tal senso, smanettare un po’ nelle impostazioni: selezionando i 90 Hertz fissi per lo schermo e passando alla modalità prestazioni elevate, ci si ritrova tra le mani uno smartphone in grado di cavarsela molto bene anche con i videogiochi.
L’autonomia è un altro punto di forza. Merito dell’enorme batteria da 5.000 mAh (milliampereora), ma anche del processo produttivo del SoC a 6 nanometri, che gli permette di funzionare richiedendo poca energia. Tutto ciò si traduce nella possibilità di chiudere la giornata lavorativa con ben 7 ore di schermo acceso, senza la necessità di ricaricare lo smartphone nel corso delle 12/13 ore. Un vantaggio non da poco.
La scocca è realizzata in plastica e il design è oggettivamente anonimo. Si tiene bene però tra le mani e non risulta scivoloso. La parte software è ovviamente affidata ad Android 12, personalizzato con la Realme UI 3.0. Da questo punto di vista, l’azienda cinese continua a migliorare di anno in anno e, allo stato attuale, ha raggiunto un livello di funzionalità davvero invidiabile.
Leggendo le componenti del comparto fotografico, certamente non si grida al miracolo. Sul retro c’è una fotocamera principale da 50 Megapixel, accoppiata a un sensore da 2 Megapixel in bianco e nero di cui, onestamente, non abbiamo compreso l’utilità. Complessivamente ci sentiamo di dare la piena sufficienza a Realme 10 rispetto alla resa degli scatti: molto buoni in diurna, tutto sommato accettabili in diurna, considerando peraltro la fascia di prezzo.
Bene anche i selfie, che vengono scattati con la fotocamera frontale da 16 Megapixel. Da questo punto di vista, vi consigliamo di disattivare tutte le varie impostazioni di miglioramento volto integrate da Realme. Per quanto siano efficaci, intervengono in maniera troppo marcata, facendo perdere la naturalezza degli scatti. Un comportamento ancora più tangibile con la modalità ritratto che, considerando il prezzo di vendita, ci ha particolarmente convinto.
Decisamente meno convincenti i video. Arrivano fino alla risoluzione Full-HD a 60 fps, una risoluzione più bassa rispetto a quella offerta dai diretti concorrenti. In più, affinché si possa apprezzare un minimo di stabilizzazione, è necessario scendere a 30 fps, e questo fa inevitabilmente perdere ulteriore qualità, specie in notturna. Insomma, Realme poteva fare meglio in quest’ambito.
Non siamo in presenza di un top di gamma, questo è bene chiarirlo. I 279 euro richiesti per il Realme 10 appaiono assolutamente in linea rispetto a quanto offerto. La concorrenza riesce però a fare meglio complessivamente, specie per quanto riguarda la parte fotografica (divenuta ormai un vero e proprio ago della bilancia in fase d’acquisto). Come detto nel titolo, non riesce a farsi notare, e questa sarà evidentemente la difficoltà più grande a livello commerciale.
Rimane comunque uno smartphone che difficilmente deluderà chi lo acquisterà, conscio appunto del tipo di investimento effettuato.
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