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A gas, elettrico o a induzione: guida all’acquisto del piano cottura

Al pari del forno, del frigorifero e della lavastoviglie, il piano cottura è un elettrodomestico imprescindibile in cucina. La scelta di uno strumento così importante non può essere lasciata al caso ma richiede un'attenta analisi che ci permetta di capire quale tipologia sia più adatta alle nostre personali abitudini. Le variabili che entrano in gioco in questa fase sono molteplici ma quella da considerare con maggiore attenzione resta il prezzo. Infatti, il budget a disposizione incide non solo sul tipo di prodotto ma anche sulla qualità dello stesso. Nella nostra guida abbiamo considerato piani cottura a gas, elettrici o a induzione, sviscerandone le caratteristiche tecniche e strutturali. E stilando un elenco di pro e contro per ciascun sistema.
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Indice
Prima dell'acquisto Quanto costa un piano cottura? Consumi energetici del piano cottura Piano cottura a gas Piano cottura ad induzione Piano cottura elettrico Vai alla categoria
Cucine e Piani cottura
miglior piano cottura

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Gli aspetti da considerare prima dell'acquisto di un piano cottura non sono pochi. Eccoli di seguito raccolti, punto per punto, nel nostro sommario d’apertura. Ad eccezione degli approfondimenti generali su prezzo e consumi, ogni argomento è stato trattato separatamente per ciascuna tipologia di piano.

Prezzo
La scelta di un piano economico non coincide necessariamente con un risparmio sulla lunga distanza. Optare per una soluzione energicamente più efficiente, al contrario, può risultare un ottimo investimento. In ogni caso, i sistemi a gas sono i meno dispendiosi all'acquisto, seguiti da quelli elettrici e, infine, dai piani a induzione. Nella nostra consueta selezione di prodotti, abbiamo scelto i migliori piani cottura, suddividendoli in tre fasce di prezzo.

Consumi energetici
L'analisi dei consumi energetici può rivelarsi molto utile per risolvere alcuni dubbi legati alla scelta del piano cottura. Nel farlo, vanno prese in considerazione due variabili: il costo di gestione dell'elettrodomestico e l'efficienza energetica.

Tipologia e struttura del piano
Tre sono le principali tipologie di piano cottura in commercio: a gas, elettrico e a induzione. Molto differenti fra di loro, presentano vantaggi e svantaggi da considerare prima di effettuare l'acquisto. Forma dei fuochi e tipo di alimentazione sono caratteristiche strettamente legate. Il piano cottura a gas ha una struttura in rilievo composta da vari componenti e necessita di una griglia su cui poggiare gli utensili. I modelli elettrici e a induzione lavorano diversamente e, nella maggior parte dei casi, il piano risulta completamente piatto.

Dimensioni, posizionamento e numero di fuochi
Ecco tre elementi interconnessi far di loro, dalla cui analisi combinata è possibile individuare il piano cottura che soddisfi le nostre esigenze. I piani cottura ad incasso sono i più diffusi in assoluto e sono progettati per integrarsi alla perfezione nella cucina. La larghezza standard per un piano cottura inox 4 fuochi è 60 cm mentre la profondità è 51 cm. Ma all’aumentare del numero di fuochi a disposizione, anche le misure crescono.

Comandi e funzioni principali
Accensione, spegnimento e gestione dei fuochi variano a seconda del modello scelto. Per questo, abbiamo inserito nella guida un approfondimento specifico per ciascuna tipologia di piano.

Potenza termica del piano cottura
Il valore della potenza termica erogata ci mostra quanto calore viene prodotto dal piano cottura in funzionamento. Anche in questo caso, non mancano differenze fra modelli a gas, elettrici e a induzione.

Gli utensili giusti per ogni piano cottura
Altro punto chiave ruota attorno alla scelta di pentole, tegami e padelle da impiegare. In tre specifiche sezioni della guida, andremo ad identificare gli utensili giusti per ogni tipo di piano.

Il fattore sicurezza
I piani cottura di nuova generazione sono progettati per tutelare al massimo la sicurezza degli utenti, limitando il più possibile i rischi per la salute. Ciò nonostante, anche in merito alla sicurezza, ci sono distinzioni da fare.

Pro e contro dei vari sistemi
A conclusione di ogni sezione, abbiamo inserito un elenco schematico di pro e contro, utile a capire in modo veloce quali siano vantaggi e svantaggi dei tre sistemi di cottura.

Quanto costa un piano cottura?

prezzo piano cottura
I prezzi dei piani di cottura possono oscillare significativamente e le variabili che entrano in gioco nel determinare tale comportamento sono molteplici. Forma, colore, qualità dei materiali utilizzati, consumi e dimensioni sono solo alcune di queste. Ma ciò che influenza maggiormente il risultato finale è, senza dubbio, la tipologia. Prendiamo, come esempio, un modello di piano cottura a gas standard dotato di 4 fuochi. Un piano cottura a gas del genere, come ad esempio il BEKO HIZG64120SX, può costare anche meno di 100 euro, per arrivare a ben oltre i 1000 euro se ci spostiamo in ambito professionale. Le cifre della controparte elettrica, invece, sono un po' più alte. Per un piano cottura a resistenza elettrica con 4 piastre, come il De Longhi IF 46/1 ASV, la spesa supera i 100 euro mentre, se consideriamo un modello con lampade alogene, si arriva anche a 250 euro. Ancora maggiore è la cifra da sborsare per un piano cottura ad induzione entry-level. Per l’Electrolux EHH6240IOK, ad esempio, parliamo di almeno 200 euro. Come per i modelli alimentati a gas, anche per quelli elettrici, la spesa può superare i 1000 euro se scegliamo un prodotto di altissima qualità, progettato per impieghi professionali. Al di là dei casi esemplari qui descritti, abbiamo raccolto i migliori modelli in tre fasce di prezzo ben distinte: economica (entro 150 euro), media (da 150 a 250 euro) e alta (oltre 250 euro).
(Dati aggiornati a gennaio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 150 euro)

I prodotti che abbiamo scelto per la nostra selezione rappresentano il mercato dei piani di cottura a 360 gradi. I modelli economici si mostrano vincenti nel rapporto qualità-prezzo e, come è naturale che sia, non eccellono in quanto a ricchezza di funzioni. Inoltre, per veder spuntare i primi modelli di piano cottura a induzione, dovremo attendere la fascia media. In ogni caso, abbiamo selezionato quanto di meglio possa offrire un budget di spesa massimo di 150 euro. Cominciamo con due prodotti molto semplici, entrambi provvisti di due soli fuochi e caratterizzati da misure estremamente compatte. Electrolux PQX320V è un piano cottura a gas realizzato con buoni materiali costruttivi e curato nel design. Candy CDH 30, invece, è un piano cottura elettrico in vetroceramica dalla notevole eleganza. Spostandoci sul terreno dei piani cottura 4 fuochi, riproponiamo il dualismo fra modelli a gas ed elettrici. Appartiene alla prima categoria il De Longhi YAF 46 ASV, prodotto che punta con decisione sulla semplicità d’uso. Provvisto di quattro manopole standard, nasce come piano cottura da incasso. Vale lo stesso discorso per il Beko HIZE64101X, piano elettrico con piastre in rilievo che si riscaldano molto velocemente.
(Dati aggiornati a gennaio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 150 a 250 euro)

Con un budget di spesa massimo di 250 euro, ci portiamo a casa piani di cottura più curati nel design e provvisti di funzionalità evolute. In più, l’ingresso nella fascia media apre le porte all’universo dei modelli ad induzione, difficilmente acquistabili spendendo meno di 200 euro. Proprio da qui vogliamo partire, presentando il Candy CI 640 CBA/1, un piano cottura induzione molto completo, dotato di quattro comodi fuochi. Gestibile attraverso comandi touch, vanta nove livelli di regolazione della temperatura e la funzione boost per un riscaldamento ultrarapido. De Longhi PVC 60 TC, invece, è un piano cottura elettrico efficiente ed elegante, provvisto di superficie in vetroceramica che copre le quattro aree radianti. Progettato per l’incasso, prevede un assorbimento energetico massimo di 6000 Watt. Virando verso soluzioni più tradizionali, abbiamo scelto due modelli a gas versatili e ricchi di stile. Hotpoint Ariston PCN 750 T (AN) R /HA è un piano cottura 5 fuochi largo 75 cm. Disponibile nelle varianti crema e antracite, si caratterizza per una raffinata superficie smaltata. Oltre che per il potente fuoco centrale a tripla corona. Analogo nella struttura è il Whirlpool GMA 7514/IXL, modello dotato di griglie separate per ciascun fuoco. Bello e ottimamente rifinito, si mostra anche comodissimo da pulire.
(Dati aggiornati a gennaio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 250 euro)

La fascia alta del mercato offre soluzioni da incasso di grande pregevolezza, capaci di coniugare potenza, efficienza e stile. Hotpoint Ariston PH 960MST (AN) R/HA, ad esempio, è un piano cottura a gas che integra in un corpo di 90 cm ben sei fuochi, due dei quali posti a distanza ravvicinata, utilizzabili sia singolarmente che in coppia. Stupenda è la finitura smaltata delle griglie, che riprende il colore della superficie. Restando in ambito di piani di cottura gas, Whirlpool GOA 9523/NB si candida a vincere la classifica dei modelli più eleganti. In questo caso, benché sia presente un fuoco in meno rispetto al precedente modello, il piano in vetro con i fornelli incassati è un vero piacere per gli occhi. E lo stesso vale per le piccole griglie separate, molto comode da pulire. Fra i piani cottura da incasso di fascia alta, abbiamo scelto anche due modelli a induzione. Smeg SI5741D, pur mostrandosi abbastanza tradizionale nell’estetica, brilla per prestazioni. Incredibilmente veloce nel riscaldare gli utensili, è dotato di tutte le funzioni più evolute in circolazione, compresa la modalità ECO-logic che ottimizza i consumi al massimo. E concludiamo con un piano cottura induzione davvero straordinario, un concentrato di tecnologia ed eleganza senza paragoni. Nikolatesla Prime BL/A/83 di Elica, infatti, si compone di uno stupendo piano in vetro scuro che nasconde le quattro zone di cottura ad induzione. Al centro, campeggia la cappa aspirante integrata che convoglia verso il basso fumi, vapori e cattivi odori.
(Dati aggiornati a gennaio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Consumi energetici del piano cottura

Due sono gli elementi che entrano in gioco nel valutare i consumi di un piano cottura. Da un lato, abbiamo la spesa in euro che ci fa capire quanto paghiamo per produrre calore, dall'altro una percentuale che ci indica quanto di questo calore è stato sprecato. Se ci limitassimo a considerare solo il primo fattore, un piano cottura a gas, come il Candy CLG64SPX, surclasserebbe facilmente i modelli di tipologia differente. Sì, perché il costo del gas è decisamente inferiore a quello dell'elettricità, tanto che per ottenere la stessa quantità di calore, spenderemo circa la metà. Il problema di questo tipo di fuochi, però, è la bassa efficienza energetica, ovvero l'elevato spreco termico che producono. Per fare un esempio concreto, con un fuoco a gas si spreca circa il 60% del calore prodotto, raggiungendo un'efficienza del 40%. Con un piano cottura elettrico, invece, gli sprechi scendono al 35% circa, per arrivare al 10% con un piano a induzione, come il Franke FH 604 2I 1FLEXI T PWL. Per questo, solo mettendo in relazione il costo della materia prima con l’efficienza energetica riusciremo a capire veramente quanto ci costa l'utilizzo del piano cottura. Facendo un breve calcolo, risulta che per produrre 1 kWh di energia, spendiamo 0.20 euro con un piano a gas, 0.22 euro con un piano a induzione e 0.25 euro con un modello elettrico tradizionale.

Struttura e funzionamento del piano cottura a gas

piano cottura a gas
Il funzionamento di un piano cottura a gas,che sia un piano cottura ad incasso o un piano cottura a libera installazione, rimane lo stesso. Il cuore del sistema è il bruciatore, posto appena sotto la corona (singola, doppia e, in certi casi, anche tripla) dalla quale fuoriesce la fiamma. Naturalmente, maggiore è la potenza del bruciatore e più elevati saranno i consumi. Sopra la corona, trova posto il cappuccio del bruciatore, un disco di metallo che la copre e protegge. Un piano cottura del genere è dotato di manopole, ruotando le quali si regola l'afflusso del gas. Quest'ultimo può provenire, a seconda dei casi, dall'impianto a metano o dalla classica bombola sostituibile. Una volta girata la manopola, è necessario innescare l'accensione della fiamma attraverso una scintilla, operazione che si può compiere premendo un apposito tasto oppure con un accendino. Esistono, poi, modelli che producono tale scintilla in automatico, non appena ruotiamo la manopola. Sopra i fornelli trova posto un'apposita griglia che ha lo scopo di sorreggere pentole e padelle. Realizzata di norma in ghisa, si caratterizza per un'elevata conducibilità termica che facilita il passaggio del calore. In certi casi, le griglie del piano cottura possono essere realizzate anche in acciaio inox.

Dimensioni del piano a gas e numero di fuochi

I piani cottura da incasso si caratterizzano per dimensioni ben precise e standardizzate che permettono loro di essere installati in qualsiasi tipo di cucina. La misura della profonditàè 51 cm. La larghezza, invece, può variare anche di molto e si lega in genere al numero di fuochi presenti. Non si tratta, però, di una regola fissa. Ad esempio, ci sono piani cottura composti da 4 fornelli che misurano 50 cm altri, invece, 65 cm. Ma ne esistono anche di più grandi come i piani cottura dotati di 6 fuochi che possono arrivare fino a 95 cm di larghezza. Per chi abbia problemi di spazio, è possibile scegliere in alternativa un piano cottura più piccolo. In tal caso, la larghezza minima è di 30 cm e, normalmente, il piano comprende al massimo due fornelli. I quattro fuochi classici che incontriamo nella stragrande maggioranza dei piani cottura a gas si differenziano fra di loro per dimensioni. Ne abbiamo uno grande detto rapido, uno piccolo detto ausiliario e due medi detti semirapidi. In questo modo, potremo scegliere sempre la fiamma ideale per ciò che ci accingiamo a cucinare. Il fuoco grande è adatto a far bollire una pentola d'acqua molto capiente, quello piccolo la moka o un pentolino. Gli altri due, infine, vanno bene un po' per tutti gli utilizzi intermedi.

Comandi e funzioni principali

Accendere e spegnere i fuochi di un piano cottura a gas è una delle operazioni più comuni che compiamo ogni giorno. Per farlo occorre innescare la scintilla che darà vita alla fiamma e aprire il gas, ruotando l'apposito comando in senso antiorario. Che sia una manopola cilindrica o un pulsante rotativo dotato di cresta orizzontale nel mezzo, il meccanismo lavora in modo analogo ed il movimento circolare viene accompagnato da una pressione che produce la scintilla. Integrato nella manopola, tale sistema è presente nella maggior parte dei piani cottura. Ma esistono anche modelli dotati di pulsante per innescare la scintilla separato dalla manopola. I piani cottura più datati, invece, ne sono sprovvisti completamente e necessitano, per accendere il fuoco, di un accendino a gas. I piani cottura di ultima generazione, poi, includono alcune interessanti funzioni che li rendono ancora più completi e sicuri. Pensiamo, ad esempio, al sistema di riaccensione della fiamma che entra in funzione qualora quest’ultima si smorzi accidentalmente, magari a causa di un colpo di vento. Oppure al timer per programmare lo spegnimento automatico dei fornelli.

Potenza termica di un piano cottura a gas

Abbiamo parlato di quali siano le differenze fra i vari fuochi che compongono un piano cottura a gas standard. È bene, però, riprendere in mano l'argomento così da capire come questi contribuiscano a determinare la potenza termica del piano cottura stesso. Con questo termine si indica, infatti, la quantità di calore, misurabile in Watt, che un piano cottura riesce ad esprimere portando tutti i fornelli al massimo. In tal senso, più saranno potenti i singoli fuochi e maggiore sarà il risultato della loro somma in termini di calore prodotto. Facciamo un esempio concreto: se regoliamo al massimo il bruciatore rapido, ovvero il fuoco più grande, arriveremo a circa 3000 W di potenza termica. Se aggiungiamo anche gli altri tre che compongono il classico piano cottura a 4 fornelli, arriveremo a circa 8000 W. A influenzare pesantemente la potenza termica del piano e, quindi, i consumi energetici generali è anche la presenza di bruciatori a doppia o tripla corona, capaci di arrivare fino a 5000 W di potenza termica ciascuno. Volendo fare un esempio di piano cottura decisamente energivoro, pensiamo ad un modello di piano cottura con 6 fuochi, di cui almeno due con corona doppia. In questo caso, la potenza termica può arrivare fino a 15000 W. 

Pentole e padelle giuste per il piano cottura a gas

Uno dei vantaggi di avere un piano cottura a gas, che sia un piano cottura a 4 fuochi  oppure un piano cottura a 5 fuochi, è quello di poter usare qualsiasi tipo di padella, pentola o tegame. Sì perché il riscaldamento avviene con fiamma viva e basta poggiarvi sopra il contenitore per ottenere un istantaneo aumento di temperatura. Gli utensili per la cucina hanno subìto negli anni una profonda evoluzione, volta a limitare gli sprechi energetici e a migliorare i risultati culinari. I tegami in rame usati in passato sono quasi spariti del tutto. Questo materiale, infatti, pur essendo un ottimo conduttore termico, richiede una notevole manutenzione dopo ogni utilizzo. Oggi si prediligono materiali come l'alluminio e l'acciaio inox, spesso usati in combinazione, così da formare una struttura a strati. Il primo, infatti, conduce bene il calore mentre il secondo può vantare una notevole resistenza. Venendo al piano cottura, vale lo stesso discorso appena fatto. Alluminio, acciaio inox e acciaio inox spazzolato sono i materiali più comunemente impiegati. Mentre per le griglie si predilige la ghisa. Parlando di pulizia, queste ultime rappresentano l'elemento più problematico, data la tendenza ad incrostarsi e alla scomodità di raggiungere alcune parti con la spugna. Per questo, si consiglia la scelta di un piano cottura con un numero di griglie pari a quello dei fuochi. Più piccole e comode, griglie di questo tipo possono anche essere lavate in lavastoviglie per ottenere una pulizia più profonda. 

Piani cottura a gas: il fattore sicurezza

I potenziali rischi per la salute che anche i migliori piani cottura a gas possono determinare non vanno sottovalutati. Parliamo, infatti, di uno strumento funzionante con fiamma viva che può provocare bruciature, ustioni e, se fuori controllo, scatenare anche degli incendi. Inoltre, la presenza del gas può risultare pericolosa in caso di fuga dovuta allo spegnimento involontario della fiamma. Per fortuna, i piani di cottura più moderni sono realizzati per limitare questi pericoli, attraverso sistemi di sicurezza molto efficienti. Alcuni modelli, ad esempio, sono dotati di spie che s'illuminano quando griglie e fornelli sono roventi, così da impedirci di toccarli per sbaglio. In caso di spegnimento fortuito della fiamma, poi, è presente una valvola di sicurezza che blocca l'erogazione del gas. Basta un colpo di vento o del liquido versato sopra i fuochi per produrre una situazione del genere. E qualora dovesse capitare, entra in funzione la termocoppia montata su ogni fornello. Rilevando un abbassamento del calore dovuto allo spegnimento del fuoco, la termocoppia invia un segnale alla valvola di controllo del gas che ne blocca l’erogazione. 

Vantaggi e svantaggi del piano cottura a gas

Vantaggi

  • Prezzo d'acquisto inferiore rispetto ai piani di cottura elettrici o a induzione
  • Bolletta meno salata per via del prezzo minore del gas rispetto a quello dell'energia elettrica
  • Riscaldamento istantaneo grazie alla fiamma viva
  • Possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di pentola, padella o tegame

Svantaggi

  • Possibili rischi per la sicurezza legati all'utilizzo di gas e fiamme vive
  • Installazione più complessa che richiede per forza l'intervento di un professionista
  • Gli elementi si sporcano facilmente e sono scomodi da pulire
  • Vi è un elevato spreco energetico dovuto alla scarsa efficienza del sistema

Struttura e funzionamento del piano cottura a induzione

piano cottura ad induzione
Per cominciare, è necessario chiarire un punto fondamentale riguardo al piano cottura a induzione. Pur trattandosi di un tipo di prodotto alimentato ad elettricità, non va confuso col piano cottura elettrico vero e proprio. Mentre quest'ultimo sfrutta l'energia elettrica per produrre calore, infatti, il sistema ad induzione utilizza dei campi magnetici. È costituito da una superficie in vetroceramica perfettamente piana, di norma ad incasso, costituita da cerchi sopra i quali vanno poggiate pentole e padelle. Al di sotto del piano, trova posto una bobina alimentata a corrente elettrica alternata, capace di generare dei campi magnetici. Questa energia è in grado di produrre delle correnti parassite che, a contatto con certi metalli, si dissipano, originando calore. A scaldarsi, quindi, non è il piano ma l’utensile che vi poggia sopra. Così facendo, la superficie in vetroceramica, la cui temperatura aumenta solo per via del contatto con la pentola, si raffredda non appena quest'ultima viene tolta o spostata. Un piano cottura a induzione, al contrario delle altre due tipologie, funziona solo con utensili particolari, dotati di fondo in metallo che reagisce ai campi magnetici scaldandosi. Caratterizzato da una superficie interamente piatta, tale tipo di piano si distingue per il design moderno ed elegante e per la presenza di comandi touch molto intuitivi. Non è da trascurare, infine, rispetto ad un tradizionale piano cottura a gas, la semplicità con cui si riesce a pulire. Basta, infatti, passarvi sopra un panno umido o una spugnetta.

Dimensioni del piano a induzione e numero di fuochi

Come i modelli a gas o elettrici, anche i piani cottura ad induzione vengono costruiti rispettando dimensioni standard, fondamentali per poterli incassare in qualsiasi tipo di cucina. La profondità del piano cottura è sempre pari a 51 cm mentre, per quel che riguarda la larghezza, le cose possono variare a seconda del numero di fornelli. I piani cottura domino, ad esempio, sono piani cottura molto piccoli composti da due fuochi e caratterizzati da una larghezza di 30 cm. Duttili e facilmente collocabili in cucina, questi modelli possono anche essere combinati con piani di altro tipo, a gas o elettrici che siano. Un piano cottura ad induzione da 5 o 6 fuochi, invece, può misurare fino a 90 cm. In ogni caso, la larghezza più comunemente diffusa, ovvero quella di un piano cottura costituito da 4 fuochi, è pari a 60 cm. Modelli del genere, prevedono due fuochi grandi e due piccoli, solitamente disposti in modo da poter essere usati contemporaneamente. Per sfruttare al meglio il piano, quindi, avremo un fornello grande ed uno piccolo sia sul lato sinistro che sul destro.

Comandi e funzioni principali

Parlando di comandi e funzioni, i migliori piani cottura ad induzione appaiono più evoluti dei modelli a gas mentre condividono molti aspetti con quelli elettrici. Per cominciare, non sono presenti manopole o pulsanti rotativi, sostituiti da comandi touch, che basta sfiorare per regolare. Posti nella parte sottostante i fuochi, in posizione centrale, sono facilmente accessibili e molto intuitivi. Il piano cottura si accende poggiando il dito sull'interruttore on/off. A questo punto, possiamo scegliere il fornello da accendere premendo il tasto corrispondente e regolare la temperatura su una scala da 1 a 9. Alcuni modelli, poi, hanno il cosiddetto Touch Slider, ovvero una barra o un display circolare che ci permette una regolazione più precisa spostando il dito fino al livello desiderato. Attraverso i campi magnetici generati dal piano cottura a induzione, il contenitore si riscalderà in maniera velocissima. E per chi desideri ancora più potenza, basterà utilizzare la funzione Boost del piano cottura. In aggiunta, abbiamo la possibilità di impostare un timer per ciascun fuoco, così da controllarne più di uno contemporaneamente. Sarà sufficiente scegliere quello desiderato e impostare il tempo di cottura. Ogni volta che selezioneremo un fuoco, vedremo nel display il timer con il tempo rimanente. E ancora, se dobbiamo allontanarci all'improvviso dai fornelli, la funzione Stop & Go porta tutti i fuochi al livello 1, limitando l’erogazione di potenza. Per tornare alla situazione iniziale, basterà premere il tasto Recall.

Potenza termica di un piano cottura a induzione

La potenza termica di un piano cottura a induzione corrisponde alla quantità di calore che il piano riesce ad esprimere con tutti i fuochi accesi contemporaneamente. Il valore, per un modello standard di piano cottura ad induzione con 4 fornelli è di circa 7000 W, molto simile a quello di un classico piano cottura a gas. Non mancano, però, notevoli differenze fra i due sistemi. Con l'induzione, infatti, lo spreco energetico è minimo e di tutta l'energia impiegata per farlo funzionare ne va perduta solo il 10%, raggiungendo un'efficienza del 90%. Quasi capovolta la situazione con un piano a gas che spreca ben il 60% della potenza termica generata. Di contro, però, il gas costa significativamente meno dell'elettricità tanto che, nonostante l'enorme dispendio di risorse, il costo finale in bolletta si mantiene comunque più basso. Inoltre, è importante ricordare che la potenza standard prevista per l'impianto elettrico di un appartamento ammonta a 3 kW, ovvero 3000 W. Se consideriamo che può bastare tenere accesi due fuochi a induzione per superare tale soglia, una certa attenzione in fase d’utilizzo diventa d’obbligo. Ancor di più se altri elettrodomestici sono al lavoro contemporaneamente. Per cucinare con serenità evitando che salti la corrente, quindi, potrebbe essere necessario portare la potenza elettrica della casa a 4,5 kW o più.

Gli utensili giusti per il piano cottura a induzione

I migliori piani cottura a induzione garantiscono ai cibi un riscaldamento più veloce ed omogeneo e, quindi, migliori risultati culinari. Questo perché la superficie della pentola che poggia sul piano viene sottoposta in modo uniforme alla forza dei campi magnetici che la riscaldano. Il tutto mantenendo il piano in vetroceramica a temperature molto contenute. Ma per mettere in atto ciò, occorrono utensili speciali, appositamente pensati per tale tipo di cottura. Pentole e padelle in rame, alluminio o ghisa non funzionano sul piano ad induzione, per il quale è necessario scegliere soluzioni in ferro o acciaio. I modelli specifici, inoltre, prevedono un fondo circolare in metallo da porre esattamente sopra i fuochi. Un piano cottura a induzione standard, infatti, è in grado di riconoscere il contenitore che vi appoggeremo. E se quest’ultimo non è della giusta dimensione e del materiale adatto, il piano non si avvierà. Esistono, comunque, piani cottura ad induzione evoluti, come il modello Miele KM 7464 FR, i cui i fuochi occupano una superficie più estesa rispetto alla media. Quando andremo a poggiarvi sopra la nostra pentola, il piano cottura regolerà in automatico il raggio d'azione dei campi magnetici in base alle dimensioni del contenitore.

Piani cottura ad induzione: il fattore sicurezza

Il piano cottura ad induzione è, senza ombra di dubbio, il sistema più sicuro fra i modelli presenti in commercio. E ciò in particolare rispetto al piano cottura a gas, dotato di fiamma viva che può causare bruciature, se non addirittura incendi. Con il piano ad induzione, per prima cosa, vengono scaldati esclusivamente gli utensili. La temperatura della superficie dei piani cottura in vetroceramica aumenta un po' ma solo di riflesso, per via del contatto con i contenitori utilizzati. Non appena li spostiamo dal piano, il campo magnetico viene meno e, di conseguenza, il calore diminuisce velocemente, riducendo al minimo il rischio di scottature. Inoltre, finché la temperatura non è scesa completamente, il display segnala il possibile pericolo con una lettera o un simbolo specifici. Per utilizzare al meglio un piano cottura del genere, però, non dobbiamo dimenticare alcune regole base. In caso di rottura della superficie in vetroceramica, è necessario spegnere subito il piano ed evitare di toccarlo, in attesa di riparazione. Inoltre, in fase di cottura, è bene preferire i mestoli di legno a quelli di metallo, i quali potrebbero interferire coi campi magnetici generati dal piano stesso.

Vantaggi e svantaggi piano cottura ad induzione

Vantaggi

  • Efficienza energetica elevata con sprechi particolarmente contenuti
  • Cottura più veloce ed omogenea dei cibi
  • Minor rischio di scottature per via di un piano cottura che raggiunge temperature inferiori
  • Superficie piatta che si pulisce con estrema semplicità
  • Comandi touch intuitivi e tante funzioni evolute

Svantaggi

  • Costo d'acquisto più alto dei piani cottura a gas o elettrici
  • Consumi energetici maggiori rispetto al classico piano a gas
  • Pentole e padelle devono essere specificamente progettate
  • I 3 kW del contatore elettrico di casa potrebbero non bastare

Struttura e funzionamento del piano cottura elettrico

piano cottura elettrico
Un piano cottura elettrico, come il Neff NBK1320N0, rappresenta un buon compromesso fra i sistemi a gas e a induzione. Pur essendo il più energivoro dei tre, offre un'efficienza maggiore del piano a gas ed un costo all'acquisto inferiore di quello a induzione. Un piano elettrico è composto da piastre di forma circolare disposte in rilievo sulla superficie, in numero compreso fra due e sei. Ma i fuochi possono anche trovare spazio al di sotto di un piano in vetroceramica, nascosti alla vista. Tale materiale è perfetto per questi modelli perché può vantare una grande resistenza alle alte temperature e agli urti, oltre a garantire un notevole passaggio del calore. Le differenze principali con un piano cottura a induzione, come il BOSCH PUE611BF1E, sono da cercare all’interno. I modelli elettrici con piastre radianti, infatti, funzionano per irraggiamento diretto e non tramite campi magnetici. Il calore è generato da una resistenza, posta appena sotto la superficie in vetroceramica, la quale a sua volta riscalda la pentola. Mentre è in funzione, la resistenza si colora di rosso e risulta ben visibile attraverso il piano. Esistono, poi, modelli dotati di due o tre resistenze, disposte in modo concentrico, che si attivano in sequenza man mano che aumentiamo la temperatura dei fuochi. Versione non molto diffusa e un po' più cara del piano cottura elettrico classico è quella con lampade alogene. In pratica, anziché le resistenze, a produrre il calore sono delle lampade a basso consumo che assicurano la stessa potenza termica ma con un'efficienza migliore. Più in generale, i modelli economici sono provvisti di manopole per regolare la temperatura, in modo simile ad un piano a gas. Quelli più avanzati, invece, sono dotati di comandi touch, similmente ai piani ad induzione.

Dimensioni del piano elettrico e numero di fuochi

Un piano cottura elettrico ad incasso si contraddistingue per misure standard compatibili con quelle della cucina. Pertanto, come per gli altri sistemi, la profondità non supererà i 51 cm. Diverso il discorso relativo alla larghezza, misura che è direttamente influenzata dal numero di fuochi presenti. I piani da 30 cm, provvisti di due sole piastre sono poco diffusi e vengono preferiti soprattutto per piccoli appartamenti e monolocali. Ma esistono anche modelli a 6 fuochi che misurano in larghezza 90 cm. Lo standard più diffuso in assoluto è, comunque, quello che prevede quattro piastre per una larghezza di 60 cm, come nel caso del modello CANDY PLE64X . Forma e disposizione delle piastre sono molto simili a quelle di un piano cottura a induzione. Abbiamo, infatti, due fuochi per lato, uno di dimensioni superiori all’altro. Così facendo, si realizza un’ottimizzazione dello spazio che permette di gestire varie padelle contemporaneamente e senza sforzo. Da non dimenticare, infine, che un piano del genere, data l’assenza di corone, cappucci e griglie, si pulisce in un attimo con una spugnetta bagnata.

Comandi e funzioni principali

A seconda del modello di piano cottura elettrico che andremo a scegliere, potremo incontrare comandi differenti. Sì perché alcuni piani cottura elettrici sono dotati di manopole ed altri piani cottura elettrici sono provvisti di sistemi touch. Nel primo caso, il funzionamento si avvicina a quello del piano cottura a gas. Qui, però, non si deve premere la manopola prima di ruotarla. Inoltre, il piano cottura elettrico prevede, di norma, nove posizioni preimpostate che corrispondono a differenti temperature. Con i comandi touch, le cose cambiano un po' ma rimangono sempre molto intuitive. Oltre ad un tasto a sfioramento per accendere e spegnere il piano cottura, è presente un pulsante per ciascuno fuoco, con la possibilità di regolarne l'intensità in una scala compresa fra 1 e 9. Inoltre, come nei piani ad induzione, un segnale visivo ci avverte quando la piastra è ancora calda, così da evitare pericolosi contatti. Altra funzione interessante di questi modelli è il timer per lo spegnimento, impostabile su tutti i fuochi con un tocco. Non manca, infine, il boost: un ulteriore incremento di potenza da utilizzare brevemente su una singola piastra che ci consente, ad esempio, di portare a bollore una pentola d'acqua in pochi minuti. 

Potenza termica di un piano cottura elettrico

Il concetto di potenza termica è molto utile per capire a quanto ammontino i consumi del nostro piano cottura elettrico. Con questo termine, infatti, si definisce la quantità di calore che il piano sprigiona, regolando al massimo tutte le piastre. Misurata in W o kW, la potenza termica si può calcolare per qualsiasi oggetto che produca calore. Mettendo, quindi, a confronto le prestazioni dei tre tipi di piani cottura più diffusi (a gas, elettrici e a induzione), si evince che la potenza termica è per tutti molto simile e si aggira fra i 7000 e gli 8000 W. Allora, quali sono le differenze concrete in termini di consumi? Per capirlo dobbiamo valutare l'efficienza energetica, calcolando quanto di questo calore prodotto viene effettivamente usato per cuocere i cibi e quanto, invece, viene sprecato. Per un piano cottura elettrico, l'efficienza è pari circa al 65%, con uno spreco di risorse del 35%. Tale valore non è entusiasmante, soprattutto se confrontato con quello di un piano cottura a induzione in cui l'efficienza si assesta intorno al 90%. Nei modelli a gas, invece, gli sprechi sono di gran lunga superiori ma, di contro, la materia prima risulta decisamente più economica. In tal senso, dal rapporto fra costo dell'energia ed efficienza, emerge che un piano cottura elettrico standard ci costa in bolletta più della controparte a gas e a induzione. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che il contatore elettrico standard di un appartamento regge fino a 3 kW. Considerando l'elevata richiesta energetica dei modelli elettrici, potrebbe diventare necessario portare la potenza a 4,5 kW, così da evitare che la corrente salti anche solo con due piastre accese.

Pentole e padelle giuste per il piano cottura elettrico

Con i migliori piani cottura elettrici, è possibile usare qualsiasi tipo di pentola, padella o tegame. Questo perché il calore si sprigiona direttamente dalla resistenza (o dalla lampada) al piano in vetroceramica e, successivamente al contenitore. In tal senso, rispetto ad un piano cottura ad induzione, che funziona solo con specifici utensili, il vantaggio è notevole. Se da un piano a gas passiamo ad un sistema ad induzione, dovremo rivedere il nostro intero set per cucinare. Cambiando in favore dell'elettrico, invece, non si corre questo rischio. In ogni caso, pur potendo usare qualsiasi tipo di contenitore, sono preferibili quelli realizzati in materiali che conducono bene il calore. Fra questi, ricordiamo l'acciaio inox, l'alluminio ed il rame. Di contro, ceramica e coccio sono sconsigliati perché, a causa dell’inferiore conducibilità termica, richiederebbero più tempo ed energia per ottenere analoghi risultati. Da non trascurare nella scelta degli utensili per il piano cottura elettrico è anche la loro dimensione. Impiegando un tegame più piccolo rispetto al fuoco prescelto, infatti, andremo a sprecare molta energia. Solo con un fondo della stessa misura della piastra, otterremo i migliori risultati in termini di efficienza.

Piani cottura elettrici: il fattore sicurezza

Per molti versi, il piano cottura elettrico rappresenta la perfetta via di mezzo fra le controparti a gas e a induzione. E l'aspetto della sicurezza non fa eccezione. Rispetto ad un piano cottura a gas, data l'assenza di fiamme vive e di eventuali fughe di combustibile, anche i rischi si fanno inferiori. Prendendo come punto di riferimento un modello ad induzione, invece, occorre fare un po’ più di attenzione. Infatti, le piastre elettriche raggiungono temperature decisamente maggiori e, una volta spente, rimangono calde per molto più tempo. Per fortuna, sono sempre presenti apposite spie luminose che si accendono quando si verifica questa situazione, imponendo a chi si trovi nei paraggi una certa cautela. I modelli più recenti, comunque, sono dotati anche di sistemi di sicurezza avanzati, utili ad evitare pericolosi incidenti. Ad esempio, il blocco funzionamento impedisce al piano cottura elettrico di avviarsi per errore a seguito di un contatto fortuito. Ma esistono anche dei limitatori di temperatura che servono a contenere i consumi e gli eventuali rischi per la salute. Senza contare i sistemi di spegnimento automatico che entrano in funzione dopo un periodo di inattività prolungato.

Vantaggi e svantaggi del piano cottura elettrico

Vantaggi

  • Costo d'acquisto inferiore rispetto ai piani cottura ad induzione
  • Rischi minori per via della mancanza di gas e fiamme vive
  • Buona velocità di riscaldamento e notevole omogeneità nella cottura
  • Superficie in vetroceramica altamente resistente e facile da pulire

Svantaggi

  • Prezzo d'acquisto è più alto rispetto ai piani cottura a gas
  • Elevati costi di gestione dovuti al prezzo elevato della materia prima e ad un'efficienza inferiore a quella dei piani a induzione
  • Potenziale pericolo di ustioni a causa delle alte temperature del piano
  • La superficie dei fuochi non si adatta in automatico alla grandezza di pentole e padelle
  • Potrebbe essere necessario aumentare la potenza del contatore di casa fino a 4,5 kW

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