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A gas, elettrico o a induzione, quale piano cottura scegliere?

Fra gli elettrodomestici più diffusi ed utilizzati nelle nostre case troviamo senza dubbio il piano cottura, al pari del forno, del frigorifero e della lavatrice. La scelta di uno strumento così importante non può essere lasciata al caso ma necessita un'attenta analisi volta a capire quale sia il più adatto alle nostre personali abitudini. Le variabili che entrano in gioco in questa fase sono molteplici ma quella che valutiamo con maggiore attenzione, di solito, è il prezzo. Infatti, a seconda del budget a nostra disposizione, può cambiare non solo la qualità dell'elettrodomestico ma anche la tipologia. Per quel che riguarda i piani di cottura, la scelta può ricadere su piani cottura a gas, elettrici o a induzione. Vediamone in questa guida le caratteristiche salienti.
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Indice
Prima dell'acquisto Piano cottura a gas Piano cottura ad induzione Piano cottura elettrico Quanto costa un piano cottura? Vai alla categoria
Cucine e Piani cottura
miglior piano cottura

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Quali sono gli aspetti da considerare prima dell'acquisto di un piano cottura? Vediamoli insieme:

Tipologia
I tipi di piani cottura fra cui possiamo scegliere sono tre: a gas, elettrico e a induzione. Molto differenti fra di loro, presentano vantaggi e svantaggi da considerare prima di effettuare l'acquisto. L'aspetto energetico è forse il più interessante da analizzare perché prende in considerazione non solo i costi di gestione ma anche l'efficienza energetica del singolo piano cottura.

Fuochi e alimentazione
Strettamente interconnessa è la forma dei fuochi ed il tipo di alimentazione che li fa funzionare. Il piano cottura a gas ha una struttura in rilievo composta da vari elementi e richiede una griglia su cui poggiare le pentole. I modelli elettrici o a induzione sono molto differenti e, nella maggior parte dei casi, il piano è completamente piatto. In generale, comunque, i piani cottura più comuni hanno quattro fornelli ma ne esistono in vendita anche da 1, 2, 5 o 6.

Posizionamento
Anche la posizione del piano cottura svolge un ruolo importante in fase di scelta. Dovremo, infatti, optare per un piano cottura da incasso o meno, che ci permetta di avere vicino un piano d'appoggio per cucinare e, possibilmente il lavello della cucina. 

Dimensioni
Come per il punto precedente, a seconda di come è strutturata la cucina, potremo scegliere un piano più o meno grande. Per esempio, la larghezza standard per un piano cottura inox 4 fuochi è 60 cm mentre la profondità è 51 cm.

Consumo energetico
L'analisi dei consumi energetici può rivelarsi molto utile per risolvere alcuni dubbi legati alla scelta del piano cottura. Nel farlo, vanno prese in considerazione due variabili: il costo di gestione dell'elettrodomestico e la propria efficienza energetica

Prezzo
Ovviamente, da questo elemento non si può prescindere ma va fatta una precisazione. Scegliere il piano più economico in assoluto non implica per forza un risparmio sulla lunga distanza. Optare per una soluzione energicamente più efficiente, può risultare un ottimo investimento. In ogni caso, i sistemi a gas sono i meno dispendiosi all'acquisto, seguiti da quelli elettrici e, infine, dai piani a induzione.

Quanta energia consuma un piano cottura?

Da un lato, abbiamo una cifra in euro che ci fa capire quanto spendiamo per produrre calore, dall'altro una percentuale che ci indica quanto di questo calore è stato sprecato. Se ci limitassimo a considerare solo il primo fattore, un piano cottura a gas come il Candy CLG64SPX vincerebbe a mani basse sugli altri. Sì, perché il costo del gas è decisamente inferiore a quello dell'elettricità, tanto che per ottenere la stessa quantità di calore, spenderemo circa la metà. Il problema di questo tipo di fuochi, però, è la bassa efficienza energetica, ovvero l'elevato spreco termico che producono. Per fare un esempio concreto, con un fuoco a gas si spreca circa il 60% del calore prodotto, raggiungendo un'efficienza del 40%. Con un piano cottura elettrico, invece, gli sprechi scendono al 35% circa, per arrivare al 10% con un piano a induzione come il Franke FHC 604 4C T BP. Solo mettendo in relazione i due elementi, costo della materia prima ed efficienza energetica, riusciremo a capire veramente quanto ci costa l'utilizzo del piano cottura. Facendo un breve calcolo, risulta che per produrre 1 kWh di energia, spendiamo 0.20 euro con un piano a gas, 0.22 con un piano a induzione e 0.25 con uno elettrico.

Come funziona un piano cottura a gas?

piano cottura a gas
Il funzionamento di un un piano cottura a gas che sia un piano cottura ad incasso o un piano cottura a libera installazione, è lo stesso. Il cuore del sistema sono i bruciatori, posti appena sotto la corona da cui fuoriesce la fiamma, uno per ogni fuoco. Possono essere singoli, doppi e, in certi casi, anche tripli. Naturalmente, maggiore è la loro potenza e più elevati saranno i consumi. Sopra la corona, trova posto il cappuccio del bruciatore, un disco di metallo che la copre e protegge. Un piano cottura del genere è dotato di manopole, ruotando le quali si regola l'afflusso del gas. Quest'ultimo può provenire, a seconda dei casi, dall'impianto a metano o dalla classica bombola sostituibile. Una volta girata la manopola, è necessario innescare l'accensione della fiamma attraverso una scintilla, operazione che si può compiere premendo un apposito tasto oppure con un accendino. Ci sono, poi, alcuni modelli che producono tale scintilla in automatico, non appena ruotiamo la manopola. Sopra i fornelli trova posto un'apposita griglia che ha lo scopo di sorreggere pentole e padelle. Realizzata, di norma, in ghisa, si caratterizza per un'elevata conducibilità termica che facilita il passaggio del calore. In certi casi, le griglie del piano cottura possono essere realizzate anche in acciaio inox.

Che dimensioni hanno i piani cottura a gas?

I piani cottura da incasso devono avere dimensioni ben precise e standardizzate, in modo da poter essere installati in qualsiasi tipo di cucina. La profondità è identica per tutti e misura 51 cm. La larghezza, invece, può variare anche di molto ma è sempre connessa strettamente al numero di fuochi presenti. Ad esempio, esistono piani cottura composto da 4 fornelli che misurano 50 cm altri, invece 65 cm. Ma ne esistono anche di più grandi come i modelli di piani cottura dotati di 6 fuochi che possono arrivare fino a 95 cm di larghezza. Al contrario, se si hanno problemi di spazio, sarà possibile scegliere un piano cottura più piccolo. In tal caso, la larghezza minima è di 30 cm e, normalmente, comprende al massimo due fornelli. I quattro fuochi classici che troviamo nella stragrande maggioranza dei piani cottura si differenziano fra di loro per dimensioni: ne abbiamo uno grande detto rapido, uno piccolo detto ausiliario e due medi detti semirapidi. In questo modo, potremo scegliere la fiamma giusta per ciò che ci accingiamo a cucinare. Il fuoco grande è adatto a far bollire una pentola d'acqua molto capiente, quello piccolo la moka o un pentolino. Gli altri due, infine, vanno bene un po' per tutti gli utilizzi intermedi.

Che potenza termica hanno i piani cottura a gas?

Abbiamo parlato di quali siano le differenze fra i vari fuochi che compongono un piano cottura a gas standard. È bene, però, riprendere in mano l'argomento così da capire come questi contribuiscano a determinare la potenza termica del piano cottura stesso. Con questo termine si indica, infatti, la quantità di calore, misurabile in W, che un piano cottura riesce ad esprimere portando tutti i fornelli al massimo. In tal senso, più saranno potenti i singoli fuochi e maggiore sarà il risultato della loro somma in termini di calore prodotto. Facciamo un esempio concreto: se regoliamo al massimo il bruciatore rapido, ovvero il fuoco più grande, arriveremo a circa 3000 W di potenza termica. Se aggiungiamo anche gli altri tre che compongono il classico piano cottura a 4 fornelli, arriveremo a circa 8000 W. A influenzare pesantemente la potenza termica del piano e, quindi, i consumi energetici generali è anche la presenza di bruciatori a doppia o tripla corona, capaci di arrivare fino a 5000 W di potenza termica ciascuno. Volendo fare un esempio di piano cottura decisamente energivoro, pensiamo ad un modello di piano cottura con 6 fuochi, di cui almeno due con corona doppia. In questo caso, la potenza termica può arrivare fino a 15000 W.

Piani cottura a gas: scegliamo le pentole giuste!

Uno dei vantaggi di avere un piano cottura a gas, che sia un piano cottura a 4 fuochi  oppure un piano cottura a 5 fuochi, è quello di poter usare qualsiasi tipo di padella, pentola o tegame. Sì perché il riscaldamento avviene con fiamma viva e basta poggiarvi sopra il contenitore per avere un istantaneo aumento di temperatura. Gli utensili per la cucina hanno subìto negli anni una profonda evoluzione, volta a limitare gli sprechi energetici e a migliorare i risultati culinari. I tegami in rame usati in passato sono quasi spariti del tutto. Questo materiale, infatti, pur essendo un ottimo conduttore termico, richiede una notevole manutenzione dopo ogni utilizzo. Oggi si prediligono l'alluminio e l'acciaio inox, spesso usati in combinazione, così da formare una struttura a strati. Il primo, infatti, conduce bene il calore mentre il secondo può vantare una notevole resistenza. Venendo al piano cottura, vale lo stesso discorso appena fatto. Alluminio, acciaio inox sono i materiali più comunemente impiegati ed a questi si aggiungono l'acciaio inox spazzolato e la vetroceramica, detta anche Ceran. Quest'ultimo, usato di norma per i piani di cottura elettrici  e per i piani cottura a induzione, risulta molto semplice da pulire per via della superficie estremamente liscia. Sempre parlando di pulizia, le griglie rappresentano l'elemento più problematico, data la tendenza ad incrostarsi e alla scomodità di raggiungere alcune parti con la spugna. Per questo, si consiglia la scelta di un piano cottura con un numero di griglie pari a quello dei fuochi. Più piccole e comode, si possono anche mettere in lavastoviglie per ottenere una migliore pulizia. A livello di materiali, le griglie vengono realizzate esclusivamente in ghisa o acciaio inox.

Piani cottura a gas: l'importanza della sicurezza

I rischi per la salute legati all'uso anche di quelli che sono i migliori piani cottura a gas non vanno sottovalutati. Abbiamo, infatti, uno strumento dotato di fiamma viva che può provocare bruciature, ustioni e, se fuori controllo, scatenare anche degli incendi. Inoltre, la presenza del gas può risultare pericolosa in caso di fuga dovuta allo spegnimento involontario della fiamma. Per fortuna, i piani di cottura più moderni sono realizzati per limitare questi pericoli, attraverso sistemi di sicurezza molto efficienti. Alcuni modelli, ad esempio, sono dotati di spie che s'illuminano quando griglie e fornelli sono roventi, così da impedirci di toccarli per sbaglio. In caso di spegnimento fortuito della fiamma, poi, è presente una valvola di sicurezza che blocca l'erogazione del gas. Basta un colpo di vento o del liquido colato sopra i fuochi per determinare una situazione del genere. Quando succede, entra in funzione la termocoppia montata su ogni fornello. Rilevando un abbassamento del calore dovuto allo spegnimento del fuoco, la termocoppia invia un segnale alla valvola che controlla l'afflusso del gas e questa si chiude.

Perchè scegliere un piano cottura a gas?


Vantaggi

  • Prezzo d'acquisto inferiore rispetto ai piani di cottura elettrici o a induzione
  • Bolletta meno salata dovuta al prezzo minore del gas rispetto a quello dell'energia elettrica
  • Riscaldamento istantaneo grazie alla fiamma viva
  • Possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di pentola, padella o tegame

Svantaggi

  • Possibili rischi per la sicurezza legati all'utilizzo di gas e fiamme vive
  • Installazione più complessa che richiede per forza l'intervento di un professionista
  • Gli elementi si sporcano facilmente e sono scomodi da pulire
  • Vi è un elevato spreco energetico dovuto alla scarsa efficienza del sistema

Come funziona un piano cottura ad induzione?

piano cottura ad induzione
Per cominciare, è necessario chiarire un punto fondamentale riguardo al piano cottura a induzione. Pur trattandosi di un tipo di prodotto alimentato ad elettricità, non va confuso col piano cottura elettrico vero e proprio. Mentre quest'ultimo sfrutta l'energia elettrica per produrre calore, il sistema ad induzione utilizza dei campi magnetici. È costituito da una superficie in vetroceramica perfettamente piana, di norma ad incasso, composta da cerchi sopra i quali vanno poggiate le pentole. Al di sotto, non visibile mentre cuciniamo, trova posto una bobina alimentata a corrente elettrica alternata, capace di generare dei campi magnetici. Questa energia è in grado di produrre delle correnti parassite che, a contatto con certi metalli, si dissipano, originando calore. A scaldarsi non è il piano ma direttamente la pentola. Così facendo, la superficie in vetroceramica, nella quale la temperatura aumenta solo per via del contatto con la pentola stessa, si raffredda non appena quest'ultima viene tolta o spostata. Un piano cottura a induzione, al contrario degli altri tipi, funziona solo con utensili particolari, dotati di fondo in metallo che reagisce ai campi magnetici, scaldandosi. Ben distinguibile grazie alla superficie piatta, tale tipo di piano si caratterizza per un design più moderno ed elegante e per comandi touch molto intuitivi. Non è da trascurare, infine, rispetto ad un tradizionale piano cottura a gas, la semplicità con cui si riesce a pulire. Basta, infatti, passarvi sopra un panno o una spugnetta bagnati.

Che dimensioni hanno i piani cottura ad induzione?

Come per gli altri migliori modelli di piani cottura, anche i piani cottura ad induzione prevedono dimensioni fisse standardizzate, fondamentali per poterli incassare in qualsiasi tipo di cucina. La profondità del piano cottura è sempre pari a 51 cm mentre, per quel che riguarda la larghezza, le cose possono cambiare. Esistono, infatti, dei piani cottura domino che sono piani cottura molto piccoli composti da due fuochi e caratterizzati da una larghezza di 30 cm. Molto duttili e facilmente collocabili in cucina, questi modelli possono anche essere combinati con piani di altro tipo, a gas o elettrici che siano. Ma ve ne sono anche di molto più grandi. Un piano cottura ad induzione da 5 o 6 fuochi, ad esempio, può misurare fino a 90 cm. In ogni caso, la larghezza più comunemente diffusa, ovvero quella di un piano cottura costituito da 4 fuochi, è pari a 60 cm. Modelli del genere, prevedono due fuochi più grandi e due più piccoli, solitamente disposti in modo da poter essere usati contemporaneamente. Pertanto, avremo un fornello grande ed un piccolo sia a sinistra che a destra.

Piani cottura ad induzione: tecnologicamente avanzati

I migliori piani cottura ad induzione sono più tecnologicamente avanzati rispetto a quelli a gas mentre, a livello di comandi e funzioni, mantengono molti aspetti in comune con gli elettrici. Per cominciare, non sono presenti manopole o pulsanti rotativi, sostituiti da comandi touch, che basta sfiorare per regolare. Posti nella parte sottostante i fuochi, in posizione centrale, sono facilmente accessibili e intuitivi da usare. Il piano cottura si accende poggiando il dito sull'interruttore on/off. A questo punto, possiamo scegliere il fornello da accendere, sempre premendo il rispettivo tasto e regolare la temperatura da 1 a 9. Alcuni modelli, poi, hanno il cosiddetto Touch Slider, ovvero una barra o un display circolare che ci permette una regolazione più precisa spostando il dito fino al livello desiderato. Grazie all'induzione magnetica del piano cottura a induzione, il contenitore si riscalderà in maniera velocissima. Ma se volessimo ancora più potenza, basterà utilizzare la funzione Boost del piano cottura, presente in quasi tutti i modelli, che rende ancora più rapidi i tempi di cottura. In aggiunta, abbiamo la possibilità di impostare un timer per ciascun fuoco, controllandone anche più di uno contemporaneamente. Sarà sufficiente scegliere quello desiderato e impostare il tempo di cottura. Ogni volta che selezioneremo un fuoco, vedremo nel display il timer con la durata rimanente. Ancora, se dobbiamo allontanarci all'improvviso dai fornelli, la funzione Stop & Go porta tutti i fuochi al livello 1, di fatto mantenendo solo un leggero calore nei contenitori. Per tornare alla situazione iniziale, basterà premere il tasto Recall.

Che potenza termica hanno i piani cottura ad induzione?

Parlando di potenza termica di un piano cottura a induzione, dobbiamo fare un paio di considerazioni molto importanti. Intanto, iniziamo col definire questa unità di misura come la quantità di calore che riesce ad esprimere un piano cottura del genere con tutti i fuochi accesi contemporaneamente. Il valore, per un modello standard di piano cottura ad induzione con 4 fornelli è di circa 7000 W, molto simile a quello di un classico piano cottura a gas. Le differenze sono, però, notevoli. Con l'induzione, infatti, lo spreco energetico è minimo e di tutta l'energia impiegata per farlo funzionare ne va perduta solo il 10%, raggiungendo un'efficienza del 90%. Quasi capovolta la situazione con un piano a gas in cui si spreca ben il 60% della potenza termica generata. Di contro, però, il gas costa significativamente meno dell'elettricità tanto che, nonostante l'enorme dispendio di risorse, il costo finale in bolletta appare più basso di quello per l'energia elettrica. Inoltre, bisogna considerare che la potenza standard prevista per l'impianto elettrico di un appartamento è di 3 kW, ovvero 3000 W. Se consideriamo che può bastare tenere accesi due fuochi a induzione per superare tale soglia, introduciamo un'altra criticità legata a questi sistemi. Infatti, per utilizzarli con serenità senza preoccuparsi in continuazione di evitare che la luce salti, potrebbe essere necessario aumentare la potenza elettrica della nostra casa fino a 4,5 kW, o addirittura sei.

Piani cottura ad induzione: scegliamo le pentole giuste!

Va premesso che le migliori marche di piani cottura a induzione garantiscono ai cibi un riscaldamento più veloce ed omogeneo e, quindi, migliori risultati culinari. Questo perché la superficie della pentola che poggia sul piano viene sottoposta in modo uniforme alla forza dei campi magnetici che la riscaldano. Il tutto mantenendo il piano in vetroceramica a temperature molto contenute. Ma per realizzare tutto ciò, occorrono utensili speciali, appositamente pensati per tale tipo di cottura. Pentole e padelle in rame, alluminio o ghisa non vanno bene ma bisogna optare per soluzioni in ferro o acciaio. I modelli specifici, inoltre, hanno nel fondo un cerchio di metallo della stessa misura dei fuochi che va sovrapposto perfettamente ad essi. Infatti, un piano cottura a induzione standard è capace di riconoscere il contenitore che vi si pone sopra e, se non è della giusta dimensione e del materiale adatto, non si avvia. Esistono, comunque, dei modelli di piani cottura ad induzione evoluti come il modello Miele KM 6322 in cui i fuochi occupano una superficie più estesa. Quando andremo a poggiarvi sopra la nostra pentola, il piano cottura regolerà in automatico il raggio d'azione dei campi magnetici in base alle dimensioni del contenitore.

Piani cottura ad induzione: l'importanza della sicurezza

Il piano cottura ad induzione è, senza ombra di dubbio, il più sicuro fra i modelli presenti in commercio. Il confronto risulta particolarmente favorevole rispetto al piano cottura a gas, dotato di fiamma viva che può causare bruciature, se non addirittura incendi. Con il sistema ad induzione, per prima cosa, vengono scaldate esclusivamente le pentole. La temperatura della superficie dei piani cottura in vetroceramica aumenta un po' ma solo di riflesso, per via del contatto con i contenitori utilizzati. Non appena li spostiamo, il campo magnetico verrà meno e, di conseguenza, il calore diminuirà velocemente, riducendo il rischio di scottature al minimo. Inoltre, finché la temperatura non è scesa completamente, il display segnalerà il possibile pericolo con una lettera o un simbolo. Per utilizzare al meglio un piano cottura del genere, però, non dobbiamo dimenticare alcune regole base. In caso di rottura della superficie in vetroceramica, è necessario spegnere subito il piano ed evitare di toccarlo, in attesa di riparazione. Inoltre, in fase di cottura, è bene preferire mestoli di legno a quelli di metallo, i quali potrebbero interferire coi campi magnetici generati. 

Perchè scegliere un piano cottura ad induzione?


Vantaggi

  • Efficienza energetica elevata con sprechi particolarmente contenuti
  • Cottura più veloce ed omogenea dei cibi
  • Minor rischio di scottature per via di un piano cottura che raggiunge temperature inferiori
  • Superficie piatta che si pulisce con estrema semplicità
  • Comandi touch intuitivi e tante funzioni interessanti

Svantaggi

  • Costo d'acquisto più alto dei piani cottura a gas o elettrici
  • Consumi energetici maggiori rispetto al classico piano a gas
  • Pentole e padelle devono essere specificamente progettate
  • La normale potenza di 3 kW del contatore elettrico potrebbe non bastare

Come funziona un piano cottura elettrico?

piano cottura elettrico
Un piano cottura elettrico come il HOTPOINT ARISTON PC 604 X/HA rappresenta un buon compromesso fra un modello a gas ed uno ad induzione. Pur essendo il più energivoro di tutti e tre, offre un'efficienza maggiore del piano a gas ed un costo all'acquisto inferiore di quello a induzione, col quale condivide la componente estetica. Abbiamo, infatti, dai due ai sei fuochi di forma rotonda disposti su una superficie piana in vetroceramica. Tale materiale è perfetto per questi modelli perché può vantare una grande resistenza alle alte temperature e agli urti, oltre a garantire un notevole passaggio del calore. Le differenze con un piano cottura a induzione come il modello BOSCH PUE611BF1E sono, però, al di sotto dei fuochi. I modelli elettrici con piastre radianti, infatti, funzionano per irraggiamento diretto e non tramite campi magnetici. Il calore si genera all'interno di una resistenza, posta appena sotto la superficie in vetroceramica, la quale a sua volta riscalda la pentola. Mentre è in funzione, la resistenza si colora di rosso e la propria forma circolare è ben visibile attraverso il piano. Esistono, poi, modelli dotati di due o tre resistenze, disposte in modo concentrico, che si attivano in sequenza man mano che aumentiamo la temperatura dei fuochi. Versione non molto diffusa e un po' più cara del piano cottura elettrico classico è quella con lampade alogene. In pratica, anziché le resistenze, a produrre il calore sono queste lampade a basso consumo che assicurano la stessa potenza termica ma con un'efficienza migliore. Più in generale, i modelli economici sono provvisti di manopole per regolare la temperatura, in modo simile ad un piano a gas. Quelli più avanzati, invece, sono dotati di comandi touch, similmente ai piani ad induzione.

Che dimensioni hanno i piani cottura elettrici?

Il piano cottura elettrico ad incasso si contraddistingue per misure standard compatibili con quelle della cucina. Pertanto, la profondità deve essere identica per tutti i modelli e non superare i 51 cm. Poi, a seconda di quanti fuochi desideriamo, avremo bisogno di un maggiore o minore spazio. I piani da 30 cm, provvisti di due sole piastre sono poco diffusi e vengono utilizzati soprattutto nei monolocali dove le dimensioni sono, di solito, molto ristrette. Ma esistono anche modelli a 6 fuochi che misurano in larghezza 90 cm. Lo standard più diffuso in assoluto è, comunque, quello che prevede quattro piastre per una larghezza di 60 cm, come il modello CANDY PLE64X . Forma e disposizione delle piastre sono molto simili a quelle di un piano cottura a induzione. Abbiamo, infatti, due fuochi per lato, uno di dimensioni più grandi dell'altro. Così facendo, si ha una maggiore ottimizzazione dello spazio e, di conseguenza, gestire varie padelle insieme diventa più comodo. Da non dimenticare, infine, che un piano del genere, grazie alla propria superficie perfettamente liscia, si pulisce in un attimo con una spugnetta bagnata.

Manopole o touch? i comandi del piano cottura elettrico

A seconda del modello di piano cottura elettrico che andremo a scegliere, potremo trovare comandi differenti. Sì perché alcuni piani cottura elettrici sono provvisti di manopole ed altripiani cottura elettrici sono provvisti di sistemi touch. Nel primo caso, il funzionamento si avvicina a quello del piano cottura a gas. Qui, però, non si deve premere la manopola prima di ruotarla. Inoltre, il piano cottura elettrico ha, di norma, 9 posizioni preimpostate che corrispondono a differenti temperature. Con i comandi touch, le cose cambiano un po' ma rimangono sempre molto intuitive. Oltre ad un tasto per accendere e spegnere il piano cottura, abbiamo un pulsante per ciascuno fuoco, con la possibilità di regolarne l'intensità in una scala compresa fra 1 e 9. Inoltre, come nei piani ad induzione, ci sarà sempre un segnale visivo ad indicare quando la piastra è ancora calda, così da evitare pericolosi contatti. Altra funzione interessante di questi modelli è il timer per lo spegnimento, impostabile su tutti i fuochi con un tocco. Non manca, poi, il Boost, ovvero un ulteriore incremento di potenza che si può utilizzare per un breve periodo solo su una piastra e che ci consente, ad esempio, di portare a bollore una pentola d'acqua in pochi minuti. Infine, esiste un sistema, denominato Blocco funzionamento, per assicurare che il piano non venga attivato involontariamente. 

Che potenza termica hanno i piani cottura elettrici?

Il concetto di potenza termica è molto utile per capire a quanto ammontino i consumi del nostro piano cottura elettrico. Con questo termine, infatti, si definisce la quantità di calore che il piano sprigiona, regolando al massimo tutte le piastre. Misurata in W o kW, la potenza termica non è per forza legata ad uno strumento elettrico ma si può calcolare per qualsiasi oggetto che produca calore. Mettendo, quindi, a confronto i risultati provenienti dai tre tipi di piani cottura più diffusi (a gas, elettrici e a induzione), si evince che la potenza termica è per tutti molto simile e si aggira fra i 7000 e gli 8000 W. Allora quali sono le differenze concrete in termini di consumi? Per capirlo dobbiamo valutare l'efficienza energetica, calcolando quanto di questo calore prodotto viene effettivamente usato per cuocere i cibi e quanto, invece, viene sprecato. Per un piano cottura elettrico, l'efficienza è pari circa al 65%, con uno spreco di risorse del 35%. Il risultato non è entusiasmante, soprattutto se confrontato con un piano cottura a induzione in cui l'efficienza si assesta al 90%. Nei modelli a gas, invece, gli sprechi sono di gran lunga superiori ma, di contro, la materia prima è decisamente più economica. In tal senso, dal rapporto fra costo dell'energia ed efficienza, emerge che un piano cottura elettrico standard ci costa in bolletta più della corrispondente variante a gas o a induzione. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che il contatore elettrico della nostra casa regge fino a 3 kW. Considerando l'elevata richiesta energetica dei modelli elettrici, potrebbe diventare necessario portare la potenza a 4,5 kW, così da evitare che la corrente salti anche solo con due piastre accese.

Piani cottura elettrici: scegliamo le pentole giuste!

Con i migliori piani cottura elettrici, si può usare qualsiasi tipo di pentola per cucinare. Questo perché il calore si sprigiona direttamente dalla resistenza (o dalla lampada) fino al piano in vetroceramica e, successivamente al contenitore. In tal senso, rispetto ad un piano cottura ad induzione, che funziona solo con specifiche pentole e padelle, abbiamo un notevole vantaggio. Se dal gas si passa ad un sistema ad induzione, dovremo rivedere il nostro intero set di utensili. Cambiando in favore dell'elettrico, invece, non si corre questo rischio. In ogni caso, pur potendo usare qualsiasi tipo di contenitore, sono preferibili quelli realizzati in materiali che conducono bene il calore. Fra questi, ricordiamo l'acciaio inox, l'alluminio ed il rame. Di contro, ceramica e coccio sono sconsigliati perché, a causa di una cattiva conducibilità termica, richiederebbero più tempo ed energia per cucinare lo stesso piatto. Da non trascurare nella scelta degli utensili per il piano cottura elettrico è anche la loro dimensione. Se, infatti, usiamo un tegame più piccolo rispetto al fuoco prescelto, andremo a sprecare molta energia. Solo con un fondo della stessa misura della piastra, otterremo i migliori risultati in termini di efficienza.

Piani cottura elettrici: l'importanza della sicurezza

Per molti versi, il piano cottura elettrico rappresenta la perfetta via di mezzo fra le controparti a gas e a induzione. E l'aspetto della sicurezza non fa eccezione. Rispetto ad un piano cottura a gas, si è più tranquilli vista l'assenza di fiamme vive o di eventuali fughe. Prendendo come punto di riferimento un modello ad induzione, invece, si corre qualche rischio in più. Infatti, le piastre elettriche raggiungono temperature decisamente maggiori e, una volta spente, rimangono calde per molto più tempo. Per fortuna, sono sempre presenti apposite spie luminose che si accendono quando si verifica questa situazione, imponendo a chi si trovi nei paraggi una maggiore attenzione. I modelli più recenti, comunque, sono dotati anche di sistemi di sicurezza avanzati, utili ad evitare pericolosi incidenti. Ad esempio, il Blocco funzionamento impedisce al piano cottura elettrico di avviarsi per errore a seguito di un contatto fortuito. Ma esistono anche dei limitatori di temperatura che servono a contenere i consumi e gli eventuali rischi per la salute. Senza contare i sistemi di spegnimento automatico dopo un periodo di inattività prolungato.

Perchè scegliere un piano cottura elettrico?


Vantaggi

  • Costo d'acquisto inferiore rispetto ai piani cottura ad induzione
  • Rischi minori per via della mancanza di gas e fiamme vive
  • Buona velocità di riscaldamento e notevole omogeneità nella cottura
  • Superficie in vetroceramica altamente resistente e facile da pulire

Svantaggi

  • Il prezzo d'acquisto è più alto rispetto ai piani cottura a gas
  • Alti costi di gestione dovuti al prezzo elevato della materia prima e ad un'efficienza inferiore a quella dei piani a induzione
  • Possibile pericolo di ustioni a causa del piano che raggiunge temperature molto alte
  • La superficie dei fuochi non si adatta in automatico alla grandezza di pentole e padelle
  • Potrebbe essere necessario aumentare la potenza del contatore di casa fino a 4,5 kW

Quanto costa un piano cottura?

prezzo piano cottura
I prezzi dei piani di cottura possono oscillare anche di molto e le variabili che entrano in gioco nel determinare tale variazione sono molteplici. Forma, colore, qualità dei materiali utilizzati, consumi e dimensioni sono solo alcune di queste. Ma ciò che influenza maggiormente il risultato finale è, senza dubbio, la tipologia. Prendiamo, come esempio, unmodello di piano cottura a gas standard dotato di 4 fuochi. Un piano cottura a gas del genere, come ad esempio il modello BEKO HIZG64120SX può costare anche meno di 100 euro, per arrivare a ben oltre i 1000 in ambito professionale. Ma le cifre della controparte elettrica sono un po' più alte. Per un piano cottura a resistenza elettrica con 4 piastre  si parte da almeno 100 euro mentre, se consideriamo un modello con lampade alogene, si sale a 250. Ancora maggiore è la cifra da sborsare per un piano cottura ad induzione entry-level: parliamo di almeno 200 euro. Come per i modelli alimentati a gas, anche per quelli elettrici, la spesa può superare nettamente i 1000 euro se scegliamo un prodotto di altissima qualità.
(Dati aggiornati ad agosto 2018)

Piani cottura economici (fino a 100 euro)

Quando limitare la spesa diventa la nostra priorità, optare per un piano cottura di fascia economica è una mossa obbligata. Ma dobbiamo anche dire che, entro i 100 euro, di scelta ce n'è tanta. Non ci riferiamo, chiaramente, ai piani di cottura a induzione che hanno un costo ben superiore. Ma parliamo quasi esclusivamente di piani di cottura a gas con quattro fuochi. Emblematico di tale categoria è il BEKO HIZG64120SX, modello minimalista nelle funzioni e nell'aspetto. Presenta, infatti, un piano in acciaio inox, quattro fuochi e quattro manopole sulla destra per regolarne l'intensità. A giustificare tale estrema semplicità è il prezzo che si mantiene abbondantemente entro la soglia della categoria. Lambisce i 100 euro, invece, il Whirlpool AKM 268/IX, molto simile al piano cottura precedente ma più curato nel design. Le manopole, ad esempio, sono in tinta con la base in acciaio. Abbiamo, poi, deciso di includere nella fascia economica anche un piano cottura elettrico entry-level, perché rappresenta un'interessante compromesso fra prezzo e qualità. Si tratta dell'Indesit DP2EIX. Dotato di soli due fuochi, si rivela intuitivo da utilizzare e particolarmente indicato per una cucina piccola, magari all'interno di un monolocale.
(Dati aggiornati ad agosto 2018)

Piani cottura di prezzo di fascia media (da 100 a 250 euro)

La fascia media comprende piani di cottura il cui prezzo non supera i 250 euro. Ma, come vedremo, entro questa soglia, di prodotti interessanti ce ne sono parecchi. Parliamo sia di modelli con fuochi a gas che elettrici, senza escludere un'incursione nel mondo dell'induzione. Il primo piano cottura che abbiamo selezionato è l'Hotpoint PC604X/HA. Si tratta di un modello provvisto di quattro fuochi elettrici disposti a rombo, due di dimensioni medie, uno grande ed uno piccolo. Quattro sono le manopole per controllare l'intensità del calore erogato e si collocano lungo il lato inferiore del piano. Insomma, di fronzoli ce ne sono pochi ed il design è in po' rustico. In compenso, le piastre funzionano ottimamente ed il prezzo si mantiene intorno ai 150 euro. Spendendo qualcosa di più, ci portiamo a casa il bellissimo Whirlpool AKM394/JA, piano cottura a gas dal design accattivante in stile country. In più, può contare su ben 5 fuochi ed una superficie più spaziosa della media. A chiudere la fascia media, abbiamo inserito anche un piano cottura ad induzione:il Beko HDMC 32400. Considerato il limite di prezzo, si tratta di un modello con soli due fuochi. Ciò nonostante, lavora estremamente bene e si regola attraverso comandi touch semplicissimi. Prevede, tra l'altro, anche la funzione booster.
(Dati aggiornati ad agosto 2018)

Piani cottura top di gamma (oltre 250 euro)

Per chi ama cucinare e vi dedica molto tempo al giorno, la scelta più naturale è optare per un piano cottura di alta qualità. E oltre i 250 euro ve ne sono davvero tanti. Ci siamo concentrati sui modelli ad induzione che, oltre ad assicurare una cottura particolarmente omogenea dei cibi, ci permettono anche di risparmiare qualcosa in bolletta grazie alla loro efficienza energetica. Bosch PUE611BF1J è il più economico dei tre che vi andiamo a presentare ma mostra caratteristiche di rilievo assoluto. Parliamo di un piano cottura ad induzione da quattro fuochi, potente ed esteticamente curato. La selezione delle piastre è molto intuitiva, così come la regolazione della temperatura. E poi, il marchio tedesco rappresenta da solo una garanzia di qualità. Senza dimenticare il prezzo molto interessante di circa 250 euro. Volendo spendere qualcosa di più, ci portiamo a casa lo Smeg SI5741D, dotato di prestazioni simili al Bosch ma forte della funzione ECO-logic, in grado di limitare significativamente i consumi energetici. Infine, come modello migliore, abbiamo scelto un piano cottura a induzione bianco: l'Electrolux EIV83443BW. Particolare a livello di design, si caratterizza per zone di cottura molto più grandi della media e tante funzioni aggiuntive.
(Dati aggiornati ad agosto 2018)

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