A gas, induzione o elettrico: guida all’acquisto del piano cottura

Tutto quello che c’è da sapere per scegliere il miglior piano cottura. A gas, a induzione o elettrico, ecco le caratteristiche di cui tenere conto.
Di Anna Nascimben Aggiornato il 15 Gennaio 2026
28 minuti di lettura
Coppia in cucina mentre prepara un pasto insieme, tagliando verdure e cucinando su un piano moderno in ambiente luminoso.

Al pari del forno, del frigorifero e della lavastoviglie, il piano cottura è un elettrodomestico imprescindibile. L’acquisto di uno strumento così importante va sempre rapportato alle nostre personali abitudini. Le variabili che entrano in gioco sono molteplici ma quella da considerare con maggiore attenzione resta il prezzo. Infatti, il budget a disposizione incide non solo sul tipo di prodotto ma anche sulla qualità dello stesso. Nella nostra guida abbiamo considerato piani cottura a gaselettrici e a induzione, sviscerandone le caratteristiche tecniche e strutturali. E stilando un elenco di pro e contro per ciascun sistema.

Come scegliere il piano cottura

Ecco raccolti gli elementi principali da valutare in fase di scelta:

Tipologia – A gas, elettrico e a induzione: ecco le varianti in cui è declinato il piano cottura. Differenti nel funzionamento, offrono ciascuno vantaggi e svantaggi. Proprio per questo, abbiamo suddiviso la guida in tre grandi sezioni, utilizzando gli stessi criteri d’analisi per le varie tipologie di piano.

Dimensioni e numero di fuochi – Progettati per l’incasso, tutti i piani cottura misurano 51 cm in profondità. Per la larghezza, invece, le cose cambiano, legandosi con decisione al numero di fuochi presenti. In media, un piano a 2 fuochi si assesta sui 30 cm, uno a 4 sui 60 e uno da 5/6 raggiunge i 90 cm.

Potenza termica ed efficienza – Il valore della potenza termica erogata ci mostra quanto calore viene prodotto dal piano cottura in funzionamento. L’efficienza energetica, invece, ci dice quanto di questo calore viene sprecato. Dal rapporto fra potenza ed efficienza, è possibile risalire ai consumi del piano. Ne parliamo in una sezione speciale confrontando le tre tipologie di prodotto.

Il fattore sicurezza – Il piano cottura a gas, data la presenza di fiamme vive, è inevitabilmente più pericoloso dei sistemi elettrici. In generale, comunque, ogni modello è provvisto di sistemi di sicurezza pensati per ridurre al minimo i rischi per la salute dell’utente.

Quanto costa un piano cottura?

Il prezzo dei piani di cottura è soggetto a molteplici variabili. Consumi, dimensioni e qualità costruttiva: ecco le principali. Ma ciò che influenza maggiormente il risultato finale è, senza dubbio, la tipologia. Un piano cottura a gas con 4 fuochi di livello base, ad esempio, può costare anche meno di 100 euro. Le cifre della controparte elettrica, invece, sono un po’ più alte. Per un piano cottura a resistenza da 4 piastre, la spesa supera sempre i 150 euro e, se consideriamo un modello con lampade alogene, si arriva anche a 250 euro. Anche per un piano cottura a induzione entry-level, 150 euro è il prezzo minimo. Per tutte le tre tipologie, naturalmente, l’esborso è destinato a salire considerevolmente se opteremo per prodotti di livello professionale. Per rispondere alle più disparate esigenze di budget, abbiamo raccolto i migliori modelli in tre fasce di prezzo ben distinte: economica (entro 200 euro), media (da 200 a 350 euro) e alta (oltre 350 euro).
(Dati aggiornati a gennaio 2026 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 200 euro)

piani cottura economici risultano vincenti nel rapporto qualità-prezzo ma, come è naturale che sia, non eccellono per ricchezza di funzioni. Robustezza e affidabilità: questi i punti di forza dei modelli entro i 200 euro. Si parte dal classico piano cottura a gas entry-level. Il Beko HILG64222S è un modello compatto che risulta ideale per chi ha poco spazio in cucina, e che si distingue per la presenza della tecnologia High Efficency, la quale migliora la distribuzione del calore e, di conseguenza, riduce i tempi di cottura. Passando ad un marchio italiano, abbiamo il piano a induzione De’Longhi YLI 60, che presenta quattro zone sopra le quali cucinare e un costo decisamente attrattivo. Semplice da installare, grazie al sistema Snap In, offre anche il controllo della spesa energetica mediante la funzionalità Induction Energy Control, che permette di impostare la soglia massima di assorbimento elettrico su determinati valori fissi. Un altro prodotto dal prezzo decisamente contenuto è poi il Candy CHW6LBX, che con i suoi quattro fuochi a gas in acciaio inox è semplice e pratico da utilizzare. Caratterizzato da un design moderno e disponibile in più varianti colore, include un utile blocco di sicurezza su ogni bruciatore, il quale evita la fuoriuscita accidentale del gas e si attiva qualora si verifichi uno spegnimento involontario della fiamma. Rimanendo al di sotto dei 200 euro abbiamo infine l’Indesit THP 752 W/IX/I, che include cinque bruciatori e un piano in acciaio. La sua particolarità consiste nel fatto che, pur essendo largo 73 cm, può essere inserito in vani da 60 cm, inoltre i fuochi sono posizionati in modo che sia possibile utilizzare cinque pentole contemporaneamente.

Fascia media (da 200 a 350 euro)

Con un budget di spesa massimo di 350 euro, ci portiamo a casa piani cottura potenti che si mettono in luce anche sul versante estetico. Prendiamo, ad esempio, il piano cottura a gas Hotpoint Ariston PCN 752 T/IX/HAR, un modello dall’ampia superficie operativa che si distingue per le sue prestazioni eccellenti e che include cinque bruciatori, fra cui un fornello wok centrale che cuoce il 15% più velocemente rispetto agli altri. Anche in questo prodotto sono presenti il dispositivo di sicurezza e l’accensione elettronica automatica integrata all’interno delle manopole. Un’altra proposta molto apprezzata è il Beko HILW75222S, che spicca per il suo elegante piano in vetro nero e per i potenti fuochi da 12,4 kW completati dalla presenza del bruciatore per wok. Potente e semplice da usare, include i bruciatori High Efficiency e le manopole dotate di accensione integrata. Per chi al gas preferisce la comodità dell’induzione, ecco il piano Bosch PUE611BB5E, che ha quattro zone di cottura e una superficie in vetroceramica nera. I comandi TouchSelect consentono di regolare la potenza della cottura in modo semplice e rapido, mentre l’utile funzione CombiZone permette di unire due zone di cottura diverse per crearne una di più grande. Un ulteriore valida alternativa è, infine, il piano a induzione De’Longhi PIN 72, che è disponibile in diverse dimensioni e ha quattro zone di induzione e comandi touch. Completano il modello il blocco dei tasti, particolarmente utile in presenza di bambini piccoli in casa, il programmatore che consente di spegnere le zone di cottura e il timer contaminuti.

Fascia alta (oltre 350 euro)

La fascia alta del mercato offre soluzioni da incasso di grande pregio, capaci di coniugare potenza, efficienza e stile. Cominciamo con il bellissimo Elica Nikolatesla Alpha, un vero concentrato di tecnologia che si caratterizza per la combinazione tra induzione e aspirazione integrata. Le funzionalità sono numerose e avanzate, a cominciare dallo Stop&Go, che permette di “mettere in pausa” i fornelli se ci si allontana dalla zona di lavoro, o la Warming Mode, ideale per le cotture lente e delicate. Un’altra proposta moderna e dal design minimal è il Beko HII 98810 NT, che rappresenta il top di gamma di questo marchio notoriamente apprezzato le sue proposte dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Con cinque zone a induzione e la funzionalità IndyFlex, è un prodotto tecnologico ma, al tempo stesso, facile da utilizzare. Per chi preferisce il funzionamento a gas, ma non vuole rinunciare al massimo delle prestazioni, ecco il Foster Milanello 7680 000, che risulta perfetto soprattutto per le cucine ampie. Ha una potenza elevata, con un fuoco centrale che arriva a 5.000 W, così da poter cuocere in poco tempo pentole di grandi dimensioni. Elegante ed efficiente, il Bosch PVS811B16E è un altro modello a induzione con cappa aspirante integrata. Largo 80 cm, include la potente funzione PowerBoost, la CombiZone per creare zone di cottura più grandi, e la ReStart, che salva le impostazioni appena sfruttate evitando di dover accendere nuovamente i comandi. Esso include inoltre la protezione antitrabocco, il blocco dei tasti per i bambini e, infine, l’indicatore che rileva il calore residuo.

Consumi energetici

Due sono gli elementi che entrano in gioco nel valutare i consumi di un piano cottura: la spesa in euro per produrre calore e quanto di questo, in percentuale, viene sprecato. Se ci limitassimo a considerare solo il primo fattore, un piano cottura a gas surclasserebbe facilmente i modelli di tipologia differente. Sì, perché il costo del gas è inferiore a quello dell’elettricità, tanto che per ottenere la stessa quantità di calore, spenderemo circa la metà. Il problema di questo tipo di fuochi, però, è la bassa efficienza energetica, ovvero l’elevato spreco termico che producono. Per fare un esempio concreto, con un fuoco a gas si spreca circa il 60% del calore prodotto, raggiungendo un’efficienza del 40%. Con un piano cottura elettrico, invece, gli sprechi scendono al 35% circa, per arrivare al 10% con un piano a induzione. Per questo, solo mettendo in relazione il costo della materia prima con l’efficienza energetica riusciremo a capire veramente quanto ci costa l’utilizzo del piano cottura. Ciò che si evince da tale rapporto, è che il piano cottura a gas, nonostante le considerevoli perdite di calore, resta il più vantaggioso, seguito dal piano cottura a induzione e dall’elettrico. Da notare, infine, che per questa particolare categoria non è d’obbligo l’etichetta energetica, fattore che rende più complicato effettuare calcoli accurati.

Piani cottura dall’ottima efficienza energetica:
Elica Nikolatesla Flame
Hotpoint Ariston PCN 752 T/IX/HAR
Whirlpool WL B2977 NE 

Piano cottura a gas

Struttura e funzionamento

Il funzionamento di un piano cottura a gas, che sia a incasso a libera installazione, rimane lo stesso. Il cuore del sistema è il bruciatore, posto appena sotto la corona (singola, doppia e, in certi casi, anche tripla) dalla quale fuoriesce la fiamma. Sopra la corona, trova posto il cappuccio del bruciatore, un disco di metallo che la copre e protegge. Un piano cottura del genere è dotato di manopole, ruotando le quali si regola l’afflusso del gas.

Dettaglio di un fornello acceso con fiamma blu visibile, simbolo di cottura tradizionale e controllo immediato del calore.

Quest’ultimo può provenire, a seconda dei casi, dall’impianto a metano o dalla classica bombola sostituibile. Una volta girata la manopola, è necessario innescare l’accensione della fiamma attraverso una scintilla, operazione che si compie premendo un apposito tasto oppure con un accendino. Esistono, poi, modelli che producono tale scintilla in automatico, non appena ruotiamo la manopola. Sopra i fornelli trova posto un’apposita griglia che ha lo scopo di sorreggere pentole e padelle. Realizzata di norma in ghisa, si caratterizza per un’elevata conducibilità termica che facilita il passaggio del calore. In certi casi, le griglie del piano cottura possono essere realizzate anche in acciaio inox.

Piani cottura a gas più popolari:
Whirlpool GOA 7523/WH
Hotpoint Ariston PHN 960MST (AV) R/HA
Franke FCH 750 OA

Dimensioni e numero di fuochi

piani cottura da incasso si caratterizzano per dimensioni standardizzate che ne favoriscono l’installazione in cucina. La misura della profondità è 51 cm. La larghezza, invece, può variare anche di molto e si lega in genere al numero di fuochi presenti. Non si tratta, però, di una regola fissa. Ad esempio, ci sono piani cottura composti da 4 fornelli che misurano 50 cm altri, invece, 65 cm. Ma ne esistono anche di più grandi come i piani cottura dotati di 6 fuochi che possono arrivare fino a 95 cm di larghezza. Per chi abbia problemi di spazio, è possibile scegliere in alternativa un piano cottura più piccolo. In tal caso, la larghezza minima è di 30 cm e, normalmente, il piano comprende al massimo due fornelli. I quattro fuochi classici che incontriamo nella stragrande maggioranza dei piani cottura a gas si differenziano fra di loro per dimensioni. Ne abbiamo uno grande detto rapido, uno piccolo detto ausiliario e due medi detti semirapidi. In questo modo, potremo scegliere sempre la fiamma ideale per ciò che ci accingiamo a cucinare. Il fuoco grande è adatto a far bollire una pentola d’acqua molto capiente, quello piccolo la moka o un pentolino. Gli altri due, infine, vanno bene un po’ per tutti gli utilizzi intermedi.

Comandi e funzioni principali

Accendere e spegnere i fuochi di un piano cottura a gas è una delle operazioni più comuni che compiamo ogni giorno. Per farlo occorre innescare la scintilla che dà vita alla fiamma e aprire il gas, ruotando l’apposito comando in senso antiorario. Che sia una manopola cilindrica o un pulsante rotativo dotato di cresta orizzontale nel mezzo, il meccanismo lavora in modo analogo e il movimento circolare viene accompagnato da una pressione che produce la scintilla. Integrato nella manopola, tale sistema è presente nella maggior parte dei piani cottura. Ma esistono anche modelli dotati di pulsante per innescare la scintilla separato dalla manopola. I piani cottura di ultima generazione, poi, includono interessanti funzioni che li rendono ancora più completi e sicuri. Pensiamo, ad esempio, al sistema di riaccensione della fiamma che entra in funzione qualora quest’ultima si smorza accidentalmente, magari a causa di un colpo di vento. Oppure al timer per programmare lo spegnimento automatico dei fornelli.

Potenza termica

La potenza termica del piano cottura a gas corrisponde alla quantità di calore (misurabile in watt), che riesce a esprimere portando tutti i fornelli al massimo. In tal senso, numero e potenza dei singoli fuochi avranno una ricaduta diretta sul conteggio finale. Per fare un esempio concreto, se regoliamo al massimo il bruciatore rapido, ovvero il fuoco più grande, arriviamo a circa 3.000 W di potenza termica. Se aggiungiamo anche gli altri tre che compongono il classico piano cottura a 4 fornelli, ci assestiamo intorno agli 8.000 W. A influenzare la potenza termica del piano e, quindi, i consumi energetici generali, è anche la presenza di bruciatori a doppia o tripla corona, capaci di arrivare fino a 5.000 W ciascuno. Fra i modelli più energivori in circolazione, spiccano i piani cottura 6 fuochi, di cui almeno due con corona doppia. In questo caso, la potenza termica può arrivare fino a 15.000 W.

Piani a gas 4 fuochi più apprezzati:
Beko HIGG641C3SX
De’Longhi YAF 46 ASV
Samsung NZ64B5045GK

Gli utensili giusti per il piano cottura a gas

Uno dei vantaggi di avere un piano cottura a gas è di poter usare qualsiasi tipo di padella, pentola o tegame. Gli utensili per la cucina hanno subìto negli anni una profonda evoluzione, volta a limitare gli sprechi energetici e a migliorare i risultati culinari. I tegami in rame usati in passato sono quasi spariti del tutto. Questo materiale, infatti, pur essendo un ottimo conduttore termico, richiede una notevole manutenzione dopo ogni utilizzo. Oggi si prediligono materiali come l’alluminio e l’acciaio inox, spesso usati in combinazione, così da formare una struttura a strati. Il primo, infatti, conduce bene il calore mentre il secondo può vantare una notevole resistenza. Venendo al piano cottura, vale lo stesso discorso appena fatto. Alluminio, acciaio inox e acciaio inox spazzolato sono i materiali più comunemente impiegati. Mentre per le griglie si predilige la ghisa. Parlando di pulizia, queste ultime rappresentano l’elemento più problematico, data la tendenza a incrostarsi e alla scomodità di raggiungere alcune parti con la spugna. Per questo, si consiglia la scelta di un piano cottura con un numero di griglie pari a quello dei fuochi. Più piccole e comode, griglie di questo tipo possono anche essere lavate in lavastoviglie per ottenere una pulizia più profonda.

Fattore sicurezza

Anche i migliori piani cottura a gas possono originare potenziali rischi per via della fiamma viva che sfruttano per lavorare. Inoltre, il gas può risultare pericoloso in caso di fuga dovuta allo spegnimento involontario della fiamma. Per fortuna, i piani di cottura moderni sono realizzati per limitare i rischi, attraverso sistemi di sicurezza efficienti. Alcuni modelli, ad esempio, sono dotati di spie che s’illuminano quando griglie e fornelli sono roventi, così da impedirci di toccarli per sbaglio. In caso di spegnimento fortuito della fiamma, poi, è presente una valvola di sicurezza che blocca l’erogazione del gas. Basta un colpo di vento o del liquido versato sopra i fuochi per produrre una situazione del genere. E qualora dovesse capitare, entra in funzione la termocoppia montata su ogni fornello. Rilevando un abbassamento del calore dovuto allo spegnimento del fuoco, la termocoppia invia un segnale alla valvola di controllo del gas che ne blocca il flusso.

Piano cottura a gas: vantaggi e svantaggi

Vantaggi

Svantaggi

Piano cottura a induzione

Struttura e funzionamento

Pur alimentato a elettricità, il piano cottura a induzione è ben diverso dal piano cottura elettrico. Mentre quest’ultimo sfrutta l’energia elettrica per produrre calore, infatti, il sistema a induzione utilizza dei campi magnetici. Costituito da una superficie piana in vetroceramica, presenta dei cerchi in corrispondenza dei fuochi. Al di sotto del piano, una bobina alimentata a corrente elettrica alternata genera i campi magnetici. E tale energia è in grado di produrre delle correnti parassite che, a contatto con certi metalli, si dissipano, originando calore. A scaldarsi, quindi, non è il piano ma l’utensile che vi poggia sopra. Così facendo, la superficie in vetroceramica, la cui temperatura aumenta solo per via del contatto con la pentola, si raffredda non appena quest’ultima viene tolta o spostata.

Superficie in vetro nero con zone di cottura circolari e padella appoggiata, design moderno e pulito in cucina.

Un piano cottura a induzione, al contrario delle altre due tipologie, funziona solo con utensili particolari, dotati di fondo in metallo che reagisce ai campi magnetici scaldandosi. Caratterizzato da una superficie lineare, tale tipo di piano si distingue per il design moderno ed elegante e per la presenza di comandi touch intuitivi. Non è da trascurare, infine, rispetto a un tradizionale piano cottura a gas, la semplicità con cui si riesce a pulire. Basta, infatti, passarvi sopra un panno umido o una spugnetta.

Piani cottura a induzione più interessanti:
Elica Nikolatesla Switch
Smeg SI2951D
Samsung NZ64B5066KK

Dimensioni e numero di fuochi

Come i modelli a gas o elettrici, anche i piani cottura a induzione rispettano dimensioni standard, fondamentali per poterli incassare in qualsiasi tipo di cucina. La profondità del piano cottura è sempre pari a 51 cm mentre, per quel che riguarda la larghezza, le cose variano a seconda del numero di fornelli. I piani cottura domino, ad esempio, sono composti da due fuochi e caratterizzati da una larghezza di soli 30 cm. Duttili e facilmente collocabili in cucina, questi modelli possono anche essere combinati con piani di altro tipo. Un piano cottura a induzione da 5 o 6 fuochi, invece, può misurare fino a 90 cm. Il formato più diffuso, comunque, resta quello del piano cottura 4 fuochi da 60 cm. Modelli del genere, prevedono due fuochi grandi e due piccoli, solitamente disposti in modo da poter essere usati contemporaneamente. Per sfruttare al meglio il piano, quindi, avremo un fornello grande e uno piccolo sia sul lato sinistro che sul destro.

Comandi e funzioni principali

I migliori piani cottura a induzione appaiono più evoluti dei modelli a gas mentre condividono molti aspetti con quelli elettrici. Per cominciare, non sono presenti manopole o pulsanti rotativi, sostituiti da comandi touch. Il piano cottura si accende tramite l’interruttore on/off. A questo punto, possiamo scegliere il fornello premendo il tasto corrispondente e regolare la temperatura su una scala da 1 a 9. Alcuni modelli hanno il cosiddetto Touch Slider, ovvero una barra o un display circolare che ci permette una regolazione più precisa spostando il dito fino al livello desiderato. Attraverso i campi magnetici generati dal piano cottura a induzione, il contenitore si riscalda molto velocemente. E per chi desidera ancora più potenza, basterà utilizzare la funzione Boost. In aggiunta, è possibile impostare un timer per ciascun fuoco, così da controllarli contemporaneamente. E ancora, se dobbiamo allontanarci all’improvviso dai fornelli, la funzione Stop & Go porta tutti i fuochi al livello 1, limitando l’erogazione di potenza. Per tornare alla situazione iniziale, basterà premere il tasto Recall. In ultimo ma non per importanza, i piani al top della categoria possono anche integrare una cappa aspirante. Insuperabili per prezzo, design e funzionalità, eliminano più di un problema in fase di installazione.

Potenza termica

La potenza termica di un piano cottura a induzione corrisponde alla quantità di calore che il piano riesce a esprimere con tutti i fuochi accesi contemporaneamente. Il valore, per un piano cottura a induzione con 4 fornelli è di circa 7.000 W, molto simile a quello di un classico piano cottura a gas. Non mancano, però, notevoli differenze fra i due sistemi. Con l’induzione, infatti, lo spreco energetico è solo del 10% mentre un piano a gas disperde circa il 60% del calore prodotto. A livello di impatto ambientale, quindi, l’induzione ha sempre la meglio. Se si considerano, però, le spese in bolletta, il gas resta ancora vantaggioso per via del costo inferiore della materia prima. Inoltre, è importante ricordare che la potenza standard di un impianto elettrico domestico ammonta a 3 kW, ovvero 3.000 W. Se consideriamo che può bastare tenere accesi due fuochi a induzione per superare tale soglia, una certa attenzione in fase d’utilizzo diventa d’obbligo. Ancor di più se altri elettrodomestici sono al lavoro contemporaneamente. Per cucinare con serenità evitando che salti la corrente, quindi, potrebbe essere necessario portare la potenza elettrica della casa a 4,5 kW.

Piani a induzione più potenti:
Hisense HI6401BSCE 
Indesit IB 21B77 NE
Smeg SI2741D

Gli utensili giusti per il piano cottura a induzione

migliori piani cottura a induzione garantiscono ai cibi un riscaldamento più veloce e omogeneo. Questo perché l’intera superficie dell’utensile viene sottoposta in modo uniforme alla forza dei campi magnetici. Il tutto mantenendo il piano in vetroceramica a temperature molto contenute. Ma per mettere in atto ciò, occorrono utensili speciali, appositamente pensati per tale tipo di cottura. Pentole e padelle in rame, alluminio o ghisa non funzionano sul piano a induzione, per il quale è necessario scegliere soluzioni in ferro o acciaio. Gli utensili specifici, inoltre, prevedono un fondo circolare in metallo da porre esattamente sopra i fuochi. Un piano cottura a induzione standard, infatti, è in grado di riconoscere il contenitore che vi appoggeremo. E se quest’ultimo non è della giusta dimensione e del materiale adatto, il piano non si avvia. Esistono, però, piani cottura a induzione i cui fuochi occupano una superficie più estesa rispetto alla media. Quando andiamo a poggiarvi sopra la nostra pentola, il piano cottura regola in automatico il raggio d’azione dei campi magnetici in base alle dimensioni del contenitore.

Fattore sicurezza

Il piano cottura a induzione è il sistema più sicuro in commercio, specie se confrontato col piano cottura a gas che funziona con fiamma viva. Il piano a induzione, per prima cosa, scalda esclusivamente gli utensili. La temperatura della superficie dei piani cottura in vetroceramica aumenta un po’ ma solo di riflesso, per via del contatto con i contenitori utilizzati. Non appena li spostiamo dal piano, il campo magnetico viene meno e, di conseguenza, il calore diminuisce velocemente, riducendo al minimo il rischio di scottature. Inoltre, finché la temperatura non è scesa completamente, il display segnala il possibile pericolo con una lettera o un simbolo. Per utilizzare al meglio un piano cottura del genere, però, non dobbiamo dimenticare alcune regole base. In caso di rottura della superficie in vetroceramica, è necessario spegnere subito il piano ed evitare di toccarlo. Inoltre, in fase di cottura, è bene preferire i mestoli di legno a quelli di metallo, i quali potrebbero interferire coi campi magnetici generati dal piano.

Piano cottura con cappa integrata

Tra i modelli più nuovi e tendenza vi sono senza dubbio i piani di cottura a induzione completi di cappa integrata. Proposti inizialmente a corredo delle cucine a isola, sono ad oggi una delle alternative più apprezzate, grazie all’efficienza dell’aspirazione, che consente di eliminare efficacemente fumo e cattivi odori, e al loro design moderno ed elegante. Il funzionamento di questo elettrodomestico è simile a quello utilizzato dalle tradizionali cappe da soffitto o da parete, e prevede che l’aria venga aspirata e poi, a seconda del sistema di espulsione che caratterizza la cappa, o filtrata e reimmessa in circolo pulita, oppure fatta fuoriuscire all’esterno grazie alla presenza di condotti di scarico nascosti nella struttura della cucina.

Non esiste, quindi, un corpo separato dal piano, come con le cappe separate, dal momento che l’aspirazione avviene a pochi centimetri dalla zona di cottura tramite una griglia o una fessura posizionati in prossimità delle zone cotture; queste ultime, a seconda dei vari modelli, possono essere collocate al centro o di lato. La vicinanza con i fuochi permette di eliminare completamente i vapori provocati dalla cottura degli alimenti, i quali vengono filtrati tramite sistemi al carbone attivo oppure espulsi all’esterno mediante un condotto di scarico collegato alla parete. Indipendentemente dalla tipologia di scarico scelta, la quale andrà studiata in relazione alla disposizione della cucina e al tipo di arredo scelto, al momento dell’acquisto occorre tenere presente che il piano a induzione con cappa integrata prevede in genere un prezzo mediamente superiore rispetto a un normale piano cottura, sia esso a gas o a induzione, dal momento che in questo caso un solo elettrodomestico riunisce due funzionalità diverse.

Piani cottura con cappa integrata più popolari:
Electrolux KCC84453CK
Bosch PVS611B16E
Elica Nikolatesla Fit

Piano cottura a induzione: vantaggi e svantaggi

Vantaggi

Svantaggi

Piano cottura elettrico

Struttura e funzionamento

Un piano cottura elettrico è un buon compromesso fra i sistemi a gas e a induzione. Pur essendo il più energivoro dei tre, offre sprechi minori del piano a gas e un costo all’acquisto leggermente più basso di quello a induzione. Un piano elettrico è composto da piastre di forma circolare disposte in rilievo sulla superficie, in numero compreso fra due e sei. Ma i fuochi possono anche nascondersi sotto un piano in vetroceramica. Le differenze principali con un piano cottura a induzione sono all’interno.

Primo piano di una piastra riscaldante elettrica incandescente, con resistenza rossa visibile durante il funzionamento.

modelli elettrici con piastre radianti, infatti, funzionano per irraggiamento diretto e non sfruttando campi magnetici. L’elemento riscaldante è una resistenza elettrica che, mentre è in funzione, si colora di rosso e risulta ben visibile attraverso il piano. Esistono, poi, modelli dotati di due o tre resistenze, disposte in modo concentrico, che si attivano in sequenza man mano che aumentiamo la temperatura dei fuochi. Versione non molto diffusa e un po’ più cara del piano cottura elettrico classico è quella con lampade alogene. In pratica, anziché le resistenze, a produrre il calore sono delle lampade a basso consumo che assicurano la stessa potenza termica ma con un’efficienza migliore. Più in generale, i modelli economici sono provvisti di manopole per regolare la temperatura, in modo simile a un piano a gas. Quelli più avanzati, invece, sono dotati di comandi touch, similmente ai piani a induzione.

Migliori piani cottura elettrici:
Beko HIC84401
Siemens ET875FCP1D
Bosch PKE611FP2E

Dimensioni e numero di fuochi

51 cm è il valore della profondità standard anche per i piani cottura elettrici a incasso. La larghezza, invece, è influenzata direttamente dal numero di fuochi presenti. I piani da 30 cm, provvisti di due sole piastre sono poco diffusi e vengono preferiti soprattutto per piccoli appartamenti e monolocali. Ma esistono anche modelli a 6 fuochi che misurano in larghezza 90 cm. Il formato più diffuso in assoluto è, comunque, quello con quattro piastre per una larghezza di 60 cm. Forma e disposizione delle piastre sono assimilabili a quelle di un piano cottura a induzione. Abbiamo, infatti, due fuochi per lato, uno di dimensioni superiori all’altro. Così facendo, si realizza un’ottimizzazione dello spazio che permette di gestire varie padelle contemporaneamente e senza sforzo. Da non dimenticare, infine, che un piano del genere, data l’assenza di corone, cappucci e griglie, si pulisce facilmente con una spugnetta bagnata.

Comandi e funzioni principali

Alcuni modelli montano classiche manopole e altri piani cottura elettrici sono provvisti di sistemi touch. Nel primo caso, il funzionamento si avvicina a quello del piano cottura a gas. Qui, però, non è necessario premere la manopola prima di ruotarla. Inoltre, il piano cottura elettrico prevede, di norma, nove posizioni preimpostate che corrispondono a differenti temperature. Con i comandi touch, le cose cambiano un po’. Oltre a un tasto a sfioramento per accendere e spegnere il piano cottura, è presente un pulsante per ciascun fuoco, con la possibilità di regolarne l’intensità in una scala compresa fra 1 e 9. Inoltre, come nei piani a induzione, un segnale visivo ci avverte quando la piastra è ancora calda, così da evitare pericolosi contatti. Altra funzione interessante di questi modelli è il timer per lo spegnimento, impostabile su tutti i fuochi con un tocco. Non manca, infine, il boost: un surplus di potenza da utilizzare per pochi minuti su una singola piastra.

Potenza termica

Il concetto di potenza termica ci aiuta a calcolare i consumi del nostro piano cottura elettrico. Con questo termine, infatti, si definisce la quantità di calore che il piano sprigiona regolando al massimo tutte le piastre. Misurata in W o kW, la potenza termica dei vari piani cottura è piuttosto simile. Un modello a 4 fuochi, infatti, consuma circa 7.000 W, sia esso a gas, induzione o elettrico. È l’efficienza energetica, semmai, che ci dice quanto del calore prodotto venga effettivamente usato per cuocere i cibi e quanto, invece, vada sprecato. Per un piano cottura elettrico, l’efficienza è pari circa al 65%, con uno spreco di risorse del 35%. Tale valore non è entusiasmante, soprattutto se confrontato con quello di un piano cottura a induzione in cui l’efficienza si assesta intorno al 90%. Nei modelli a gas, invece, gli sprechi sono di gran lunga superiori ma, di contro, la materia prima risulta più economica. In tal senso, dal rapporto fra costo dell’energia ed efficienza, emerge che un piano cottura elettrico standard ci costa in bolletta più della controparte a gas e a induzione. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che il contatore elettrico standard di un appartamento regge fino a 3 kW. Considerando l’elevata richiesta energetica dei modelli elettrici, potrebbe diventare necessario portare la potenza a 4,5 kW, così da evitare che la corrente salti anche solo con due piastre accese.

Gli utensili giusti per il piano cottura elettrico

Con i migliori piani cottura elettrici, è possibile usare qualsiasi tipo di pentola, padella o tegame. Questo perché il calore si sprigiona direttamente dalla resistenza al piano in vetroceramica (o alle piastre) e, successivamente al contenitore. In tal senso, rispetto a un piano cottura a induzione, che funziona solo con specifici utensili, il vantaggio è notevole. Se da un piano a gas passiamo a un sistema a induzione, dovremo rivedere il nostro intero set per cucinare. Cambiando in favore dell’elettrico, invece, non si corre questo rischio. In ogni caso, pur potendo usare qualsiasi tipo di contenitore, sono preferibili quelli realizzati in materiali che conducono bene il calore. Fra questi, ricordiamo l’acciaio inox, l’alluminio e il rame. Di contro, ceramica e coccio sono sconsigliati perché, a causa dell’inferiore conducibilità termica, richiederebbero più tempo ed energia per ottenere analoghi risultati. Da non trascurare nella scelta degli utensili è anche la loro dimensione. Impiegando un tegame più piccolo rispetto al fuoco scelto, infatti, sprecheremo molta energia. Solo con un fondo della stessa misura della piastra, otterremo i migliori risultati in termini di efficienza.

Fattore sicurezza

Per molti versi, il piano cottura elettrico rappresenta la perfetta via di mezzo fra le controparti a gas e a induzione. E l’aspetto della sicurezza non fa eccezione. Rispetto a un piano cottura a gas, data l’assenza di fiamme vive e di eventuali fughe di combustibile, anche i rischi si fanno inferiori. Prendendo come punto di riferimento un modello a induzione, invece, occorre fare un po’ più di attenzione. Infatti, le piastre elettriche raggiungono temperature decisamente maggiori e, una volta spente, rimangono calde per molto più tempo. Per fortuna, non mancano spie luminose che si accendono per segnalare il potenziale pericolo. I modelli più recenti, comunque, sono dotati anche di sistemi di sicurezza avanzati, utili a evitare sgraditi incidenti. Ad esempio, il blocco funzionamento impedisce al piano cottura elettrico di avviarsi per errore a seguito di un contatto fortuito. Ma esistono anche dei limitatori di temperatura pensati per contenere i consumi e gli eventuali rischi. Senza contare i sistemi di spegnimento automatico che entrano in funzione dopo un periodo di inattività prolungato.

Piano cottura elettrico: vantaggi e svantaggi

Vantaggi

Svantaggi

Pubblicato il 7 Marzo 2023
Anna Nascimben
Anna Nascimben

Nata nel 1986, è seo editor e copywriter dal 2019. Dopo una laurea in Storia dell’Arte e qualche anno di lavoro nel settore del turismo culturale a Venezia, decide di abbandonare la vita da pendolare in laguna e dare una svolta alla sua carriera lavorativa, così da avvicinarsi di più al mondo delle parole e della comunicazione digitale.
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Commenti

Daniela
26 Gennaio 2026, 3:48

Esistono dei piani ad induzione con i pomelli che non siano touch?

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