Alla classica programmazione TV, i televisori affiancano un’enorme mole di contenuti aggiuntivi. Film, serie, brani musicali: di questo e altro possiamo godere in streaming, attraverso una Smart TV (nel Magazine di Trovaprezzi.it, Classifica delle 10 Smart TV più cercate) e una connessione di rete. Fulcro di questo hub multimediale a 360 gradi resta, comunque, l’immagine. Non a caso, nella nostra guida ne parliamo approfonditamente prima di affrontare altri aspetti di natura tecnica e funzionale. Il tutto nell’ottica di agevolare la scelta e l’acquisto.
Abbiamo qui riunito gli elementi validi per qualsiasi tipo di modello.
Dimensioni – Le misure dello schermo giocano un ruolo chiave. E non solo perché questo fattore incide sul prezzo. La grandezza del televisore, infatti, andrebbe rapportata al tipo di ambiente in cui intendiamo collocarlo nonché alla distanza di visione corretta, un indicatore importante a cui abbiamo dedicato una sezione apposita.
Qualità dell’immagine – Leggere le caratteristiche del display ci permette di capire se siamo al cospetto di un televisore di qualità oppure no. Risoluzione, luminosità, rapporto di contrasto, refresh rate, input lag, ampiezza degli angoli di visione: ecco le principali. Ancor prima, però, è bene distinguere i pannelli LCD da quelli OLED. Nella guida abbiamo dedicato molto spazio all’argomento ma c’è un punto da chiarire subito: i TV OLED costano di più dei TV LCD retroilluminati a LED. Per chi abbia a disposizione un budget limitato, quindi, tali modelli andranno esclusi.
Menu e funzioni smart – Fluidità e completezza del menu condizionano l’utilizzo quotidiano del televisore. In tale ottica, impostazioni troppo complesse potrebbero penalizzare l’intuitività e la godibilità generale. Oltre alle performance hardware, a incidere non poco è il sistema operativo a bordo, l’interfaccia con cui gestire sia i controlli base che le funzionalità intelligenti di una Smart TV.
Connettività e porte – Spesso sottovalutata, ma non meno importante, è la dotazione di porte per la connettività, che ovviamente andrà valutata a seconda delle necessità. Quanti device si dovranno collegare al televisore? Se la risposta è “molti”, allora sarà bene assicurarsi che il TV abbia almeno 4 porte HDMI. Serve anche per giocare? Se sì, allora bisognerà assicurarsi che abbia almeno una porta HDMI 2.1, per supportare contenuti 4K a 120Hz e funzioni come eARC e VRR. E così via.
Comparto audio – Il suono del televisore contribuisce a completare quel senso di immedesimazione che trae origine dalle immagini. Tutti i modelli in commercio offrono un buon volume ma, se parliamo di qualità, il livello medio non eccelle. Non mancano, comunque, TV all’altezza della situazione, specie se corredati da almeno 4 speaker o, magari, una soundbar.
Non è semplice racchiudere i televisori in fasce di prezzo ben definite perché, per lo stesso modello, le cifre oscillano molto a seconda delle dimensioni del display. Per tale motivo, quando si parla di costo d’acquisto, è sempre bene specificare il valore della diagonale a cui si riferisce. A influire sulla spesa sono anche altri fattori, come la risoluzione dello schermo e il tipo di tecnologia con cui è realizzato. Un TV LED da 40 pollici Full HD, ad esempio, costerà sempre meno di un TV OLED 4K di analoghe dimensioni. Funzioni smart, potenza audio e qualità dell’hardware: ecco ulteriori elementi di valutazione. Per non parlare del design che non di rado fa impennare il costo. La buona notizia è che, quello dei televisori, è probabilmente il mercato che ha visto uno dei cali più significativi di prezzo dell’ultimo decennio, complice l’ingresso dei player cinesi come TCL e HiSense. Oggi, è possibile avere un ottimo televisore con un investimento, relativamente parlando, modesto.
Nella nostra consueta selezione, abbiamo suddiviso i vari modelli in tre grandi categorie, cercando di tenere in considerazione tutte le variabili appena presentate. La fascia di prezzo economica, con tetto di spesa posto a 400 euro, comprende i televisori entry-level. Con la fascia di prezzo media (da 400 a 800 euro), invece, si comincia a fare sul serio, in particolare per ciò che riguarda la resa dell’immagine. Ma è oltre gli 800 euro, ovvero nella fascia di prezzo alta, che si incontrano i modelli premium. Tutti i modelli selezionati sono certificati in base al nuovo standard DVB-T2 che assicura ai programmi televisivi una qualità superiore.
Come anticipato, oggi la fascia economica è molto più vivace e ‘solida’ di un tempo. Con meno di 400 euro è già possibile mettere le mani su televisori con funzionalità Smart complete (tutte le tue app di streaming senza necessità di dongle aggiuntivi) e una buona qualità dell’immagine. L’Hisense S5Q è, ad esempio, un ottimo TV compatto da 32 pollici pensato per ambienti più piccoli come camere da letto o cucine. Il design è semplicemente stupendo e la scheda tecnica non è da meno, considerato il prezzo piuttosto aggressivo: nonostante la risoluzione Full HD, integra, infatti, la tecnologia QLED con Quantum Dot, capace di restituire colori vividi e una buona profondità cromatica. Il sistema operativo VIDAA U8 garantisce un accesso rapido ai contenuti in streaming, mentre il supporto a Dolby Atmos e DTS Virtual X migliora l’esperienza audio rispetto alla media della categoria. Saliamo ora di diagonale con il Philips PUS7810, un modello 4K da 43” che punta molto sull’esperienza immersiva. Di cosa parliamo? Di un ottimo modello che garantisce dettagli mozzafiato e colori vibranti grazie al motore Pixel Precise Ultra HD lavora sull’elaborazione delle immagini per garantire maggiore nitidezza e fluidità, mentre il supporto HDR10 e Dolby Atmos contribuisce a rendere più realistici sia i contenuti video sia quelli audio. Per chi cerca un equilibrio tra qualità d’immagine e funzionalità avanzate, l’LG QNED80 da 50 pollici è una proposta decisamente interessante. La tecnologia Dynamic QNED Color amplia la gamma cromatica rispetto ai tradizionali pannelli LED, mentre il processore α7 Gen8 con intelligenza artificiale ottimizza in tempo reale immagini e suoni. Lato software, troviamo quello che spesso viene definito, per fluidità e completezza dei contenuti, il miglior sistema operativo proprietario per Smart TV, cioè webOS. Non manca un’attenzione particolare al gaming, con supporto VRR fino a 60 Hz e compatibilità con il cloud gaming, oltre al Filmmaker Mode per una visione più fedele ai contenuti originali. Se si cerca un TV di grandi dimensioni con un budget che si ferma sotto i 400 euro, è proprio questa la Smart TV che ci sentiamo di consigliare. Ma non manca un’altra proposta altrettanto solida che vale la pena di menzionare: il Samsung UE55U7000FUXZT, un ottimo televisore da 55 pollici che punta su un’esperienza completa e ben bilanciata. Il processore Crystal 4K migliora la definizione delle immagini, mentre la tecnologia PurColor amplia la gamma cromatica per una resa più naturale. Il comparto audio sfrutta sistemi come OTS Lite e Adaptive Sound per adattare il suono alle scene, creando un effetto più immersivo. Lato contenuti, grazie a Smart Hub e Gaming Hub, la proposta è tra le più vaste e complete del mercato. Con Samsung e LG non si sbaglia mai e questo è verissimo anche nella fascia medio-bassa del mercato.
Quando si parla di qualità dell’immagine, la differenza fra TV di fascia economica e modelli di fascia media si fa più marcata. Peraltro, ad ulteriore prova di quanto il mercato stia diventando rapidamente sempre più accessibile, ormai con meno di 800 euro è possibile acquistare anche televisori OLED molto buoni (e senza dover aspettare offerte o Black Friday di sorta). Iniziamo dal TCL C79K, straordinario TV da 55 pollici che sfrutta la tecnologia QD-Mini LED per ottenere un contrasto estremamente elevato e una luminosità che può spingersi fino a 1000 nit. La combinazione con il Quantum Dot consente di riprodurre una gamma cromatica molto ampia, mentre il pannello HVA migliora ulteriormente profondità e angolo di visione. Il sistema audio firmato Bang & Olufsen con configurazione 2.1 e il supporto Dolby Atmos completano un pacchetto pensato per l’intrattenimento a tutto tondo. Completa il quadro Google TV che, tra le altre cose, offre una comoda interfaccia che aggrega i contenuti dei cataloghi di tutte le piattaforme streaming a cui si è abbonati in un’unica interfaccia. Anche in questo caso, teniamo per ultimo il duo coreano e partiamo da Samsung, con la sua stupenda Samsung Neo QLED QE55QN85FAUXZT, un modello che sfrutta il processore NQ4 AI Gen2 per ottimizzare in tempo reale contenuti e qualità visiva. La tecnologia Quantum Matrix Plus lavora sulla gestione della retroilluminazione per migliorare contrasto e precisione delle scene, mentre il Neo Quantum HDR+ amplia la luminosità e la resa dei colori anche nei contenuti più complessi. Non manca un’attenzione particolare al gaming, con Motion Xcelerator a 144 Hz. Se si vuole sfruttare a pieno la PS5 o Xbox Series X, questa è un’opzione semplicemente perfetta. E ora manteniamo la nostra promessa: con meno di 800 euro, nel 2026, si portano a casa ottimi televisori OLED. Il Samsung QE48S94FAEXZT, ad esempio, sfrutta un display OLED 4K abbinato al processore NQ4 AI Gen3 per migliorare la resa delle immagini fotogramma per fotogramma. Il supporto a tecnologie come OLED HDR e AI Motion Enhancer Pro permette di ottenere scene più dettagliate e movimenti più nitidi. Anche qui troviamo il supporto ai contenuti 4K a 144Hz. Chiosa finale: il design, realizzato con tecnologia LaserSlim, è semplicemente stupendo e si sposa alla perfezione con qualsiasi salotto. Infine, l’LG OLED evo AI C5 è una delle proposte più complete del segmento. Per anni, la serie C di LG è stata riconosciuta pressoché all’unanimità come una delle migliori proposte del mercato e noi non potremmo essere più d’accordo. Dotazione tecnologica di altissimo livello: il processore α9 Gen8 utilizza algoritmi avanzati per migliorare profondità, dettagli e resa cromatica, intervenendo anche sul riconoscimento dei volti per restituire immagini più naturali. Parallelamente, la tecnologia Brightness Booster aumenta la luminosità rispetto agli OLED tradizionali, mantenendo al contempo neri profondi e colori accurati. Ritroviamo WebOS, di cui avevamo cantato le lodi poco più sopra, e chiaramente non manca nemmeno il supporto a VRR, G-Sync e 4K fino a 144 Hz su tutte le porte HDMI 2.1.
Arriviamo ora alla fascia alta del mercato. Potremmo semplicemente citare i modelli con diagonale sopra ai 55” della già citata LG OLED evo AI C5 e avremmo già fatto metà del lavoro. Ma ovviamente possiamo sbizzarrirci molto di più, andando a toccare televisori con dimensioni ancora più importanti. Innanzitutto, investendo una cifra più alta possiamo puntare sulla LG OLED G5, che è la vera serie flagship del produttore coreano. Si dirama in una ricca gamma di diagonali diverse (da 43 a ben 83 pollici) e, tra i tanti vantaggi, offre una luminosità massicciamente più elevata rispetto alla serie C5 (fino a 2.400 nits). Il refresh rate sale a 165Hz e il chip è più potente: l’Alpha 11 Gen2, tra le altre cose, offre una tecnologia di upscaling ancora più efficace. E, infine, troviamo un comparto audio potente e avvolgente, grazie alla casse integrate da 60W. C’è davvero tutto quello che serve a chi cerca il massimo. Ma la nostra panoramica non finisce ovviamente qui. Come anticipato, un budget più alto sblocca diagonali importanti, anzi, importantissime, permettendo di portare ‘un piccolo’ cinema direttamente a casa propria. Su questo fronte, HiSense 100E7Q PRO permette di avere un televisore da ben 100 pollici, senza però dover aprire un mutuo. La tecnologia QLED Colour offre oltre 1 miliardo di sfumature individuali di colore, inoltre l’E7Q supporta a livello nativo anche il gaming a 144Hz, grazie alla modalità VRR (che troviamo, beninteso, sulla maggior parte dei televisori di fascia media-alta e alta). Sempre per chi cerca un televisore di ‘taglia forte’, un’altra ottima proposta è la serie S90F di Samsung, ad esempio nel modello da 77”. Questo ottimo televisore porta l’esperienza OLED ad un livello superiore grazie al processore NQ4 AI Gen3, capace di ottimizzare immagini e suono in tempo reale: il 4K AI Upscaling Pro migliora, infatti, qualsiasi contenuto, rendendolo a prova dei suoi 77 pollici. Non manca poi tutto ciò che ci aspettiamo da un televisore di fascia alta moderno, tra cui refresh rate a 144Hz, standard Dolby Atmos e OTS Lite. Chiudiamo, infine, con lo straordinario Sony Bravia 8 II, che si colloca tra i TV OLED più avanzati sul mercato, grazie all’adozione di un pannello QD-OLED capace di combinare neri profondi e una luminosità superiore rispetto agli OLED tradizionali. Il cuore del sistema? Il processore XR con intelligenza artificiale, progettato per analizzare ogni scena e migliorare in tempo reale dettagli, contrasto e resa cromatica, offrendo immagini estremamente fedeli. Supporto ai principali standard altissimo: HDR10, HLG e Dolby Vision lato video e Dolby Atmos e DTS:X lato audio. Completa il quadro, uno degli angoli di visione (la possibilità di guardare la TV da posizioni diverse, anche decentrate) tra i migliori sul mercato.
L’immagine che appare ai nostri occhi è il risultato di numerose variabili. La bontà del display è, senza dubbio, la più importante. Risoluzione, luminosità e contrasto, infatti, variano a seconda del tipo di pannello montato. Ma vi sono ulteriori elementi da non trascurare, come il refresh rate e l’ampiezza degli angoli di visione. Di seguito, analizziamo questi fattori, riservandoci una sezione a parte per l’HDR: la tecnologia che più ha migliorato la resa delle immagini negli ultimi anni.
Tecnologia del display
Accantonati ormai i televisori al plasma, le aziende produttrici si sono focalizzate su TV con display LCD LED e TV con display OLED. Differenti a livello tecnologico, offrono risultati ben distinguibili. Vediamoli insieme.
LCD LED
In un TV LCD, l’immagine è prodotta da una serie di cristalli liquidi che vengono illuminati da una fonte di luce esterna, posta sul retro del televisore. In passato, tale retroilluminazione era resa possibile da classiche lampade a fluorescenza. Ma dati gli elevati consumi, oggi sono state rimpiazzate da lampade a LED. Ecco perché la stragrande maggioranza dei televisori in commercio è di tipo LCD LED. Pannelli IPS o VA: ecco un’ulteriore distinzione da fare quando si parla di schermi LCD. Le due varianti, infatti, si comportano in modo diverso: i primi eccellendo per ampiezza dell’angolo di visione, i secondi per profondità dei neri e qualità del contrasto. Appartengono alla categoria anche gli evoluti modelli con schermo QLED di Samsung e altri brand.
Pur trattandosi sempre di display retroilluminati, la luce LED viene filtrata da nanocristalli (detti anche Quantum Dots) che assicurano una resa ancora più fedele dei colori e una gamma cromatica più estesa.
OLED
Ben diversi sono i TV OLED. Tale tecnologia non prevede alcun tipo di retroilluminazione poiché ogni pixel è in grado di emettere luce propria, accendendosi e spegnendosi in autonomia. Gli schermi OLED consumano pochissimo, garantiscono una perfetta qualità del nero e sono in grado di riprodurre contrasti eccezionali. Di contro, però, costano più dei pannelli LED e, nei televisori entry-level, non eccellono per luminosità massima.
Risoluzione
La risoluzione del pannello è una specifica comune a ogni televisore. Con questo termine si identifica la densità di pixel presenti sullo schermo, dove con pixel si intende l’elemento più piccolo che compone l’immagine. Maggiore è il numero dei pixel, più alte saranno anche definizione e dettaglio. Uno schermo Full HD in formato 16/9, ad esempio, si contraddistingue per una densità di 1920×1080 pixel. Mentre i televisori con risoluzione 4K possono contare su 3840×2160 pixel. E come è facile immaginare, ben più elevato risulta il numero di pixel che un display 8K riesce a mettere in campo. In questo caso, però, la sbalorditiva qualità dell’immagine non è ancora supportata a sufficienza da un adeguato numero di contenuti disponibili in streaming. Dobbiamo aggiungere, poi, che la densità di pixel non cambia con il variare delle dimensioni dello schermo. È questo il motivo per cui due display con medesima risoluzione ma diagonale diversa, richiedono anche una differente distanza di visione. Ma di questo argomento tratteremo in una sezione a parte.
Luminosità e rapporto di contrasto
Pur senza addentrarci troppo in tecnicismi, la luminosità (o meglio luminanza) di un pannello si misura in nits ed esprime l’intensità luminosa della superficie frontale del display. I migliori televisori possono raggiungere anche i 2.000 nits ma la media si assesta sui 500 nits. Più complesso il calcolo relativo al rapporto di contrasto, ovvero la differenza di luminosità che intercorre fra un’immagine nera e una bianca spinta alla massima luminosità. In poche parole, il rapporto di contrasto si esprime con la formula 1.000:1, dove il primo valore (variabile a seconda delle specifiche del pannello) esprime il picco di luminanza e il secondo si riferisce al colore nero. Maggiore è tale divario, migliore risulterà la resa dell’immagine. La tecnologia HDR, di cui tratteremo a parte, nasce proprio per enfatizzare il contrasto e offrire colori più vividi, accesi e realistici.
Refresh rate
Il refresh rate è la frequenza di aggiornamento di uno schermo, caratteristica che ci indica quante volte al secondo l’immagine subisce un refresh. Più alto è tale valore, maggiore risulta la fluidità dell’azione. Misurabile in hertz, ha valori che oscillano fra i 50 e i 250 Hz. In ogni caso, un display a 120 Hz è più che adeguato a garantire un’immagine sempre godibile. Bisogna, invece, diffidare, di quei modelli con valori troppo alti. In molti casi, infatti, le aziende non fanno altro che duplicare le immagini anziché sfruttare una sequenza consecutiva di frame differenti. Così facendo, se è vero che la fluidità cresce, lo stesso non avviene per la qualità.
Angolo di visione
Con questo termine, si indica l’ampiezza dell’angolo entro il quale la visione dei TV manterrà caratteristiche ottimali di luminosità e contrasto. I modelli con elevato angolo di visione sono quelli che ci consentono di godere al meglio delle immagini anche da posizione defilata rispetto al centro del televisore. In pratica, l’angolo di visione risulta decisamente più ampio nei TV OLED rispetto ai modelli LCD. Per questi ultimi, però, è bene fare una distinzione fra pannelli IPS e schermi VA, i primi con angoli di visione notevolmente migliori dei secondi.
Introdotto inizialmente sulle fotocamere digitali per ottimizzare gli scatti, l’HDR ha presto conquistato anche il mercato dei televisori. Acronimo di High Dinamic Range, è una tecnologia rivoluzionaria che porta l’immagine a livelli di luminosità e contrasto mai visti prima. Andando a lavorare sui singoli pixel che costituiscono lo schermo dei TV LED e dei TV OLED, l’HDR produce un incremento della gamma dinamica, introducendo colori non riproducibili in condizioni standard. Per questo, l’immagine si fa più realistica e i contrasti fra zone di luce e d’ombra si vanno accentuando. Presente a bordo di quasi tutti i televisori in commercio, è una tecnologia che richiede contenuti appositamente pensati. Al momento, Netflix e altre piattaforme di streaming supportano l’HDR su gran parte del proprio catalogo. Mentre per gli amanti di contenuti in copia fisica, il formato di riferimento è il Blu Ray 4K HDR. Esistono, infatti, degli standard da tenere in considerazione nel realizzare prodotti del genere: i più noti sono il Dolby Vision, l’HDR10 e l’HDR10+. Ma anche per quel che riguarda i programmi televisivi, esiste una variante dell’HDR. Si chiama HLG e viene già sfruttato con successo dall’emittente televisiva inglese Sky. In Italia, invece, è il canale Rai 4K a trasmettere programmi in tale formato.
Le dimensioni del televisore incidono non poco sulla qualità di visione. Misure di 50 e 55 pollici: ecco i formati di maggior successo al momento, ai quali si aggiungono tante altre taglie, comprese fra i 24 e gli 85 pollici. Ciò che viene misurato, però, non sono i lati del televisore ma la diagonale. E posto che un pollice corrisponde a 2,54 cm, un TV 55 pollici avrà circa 140 cm di diagonale. La distanza di visione corretta varia a seconda della risoluzione, ovvero del numero di pixel di cui è dotato lo schermo. All’aumentare dei pixel, infatti, cresce la definizione dell’immagine e si accorcia la distanza di visione consigliata. In concreto, il nostro 55 pollici richiede una distanza di poco superiore ai due metri se la risoluzione è Full HD e di circa un metro con immagini in 4K. Posto che la scelta dipende anche dalle preferenze personali, esistono delle tabelle che ci permettono di calcolare la distanza giusta per una visione ottimale a seconda della grandezza e della risoluzione del display.
La categoria dei televisori è dominata dalle Smart TV, in grado di offrire molto di più rispetto ai modelli di vecchia generazione. E non a caso, i colossi del settore, fra cui primeggiano Samsung, LG e Sony, concentrano la propria produzione su questo tipo di prodotto. Vediamone le caratteristiche principali.
Smart Menu
Collegandosi al Wi-Fi di casa, le Smart TV offrono tanti contenuti fruibili in streaming e svariate features aggiuntive. Data la mole di funzioni presenti a bordo, anche il menu si è via via arricchito. I nuovi televisori, infatti, presentano un’interfaccia grafica accattivante basata su un sistema operativo analogo a quello degli smartphone. I più diffusi sono Android TV, WebOS di LG e Tizen OS di Samsung. Ciascuno con il proprio design, i sistemi operativi ci consentono di accedere alle piattaforme di streaming, di navigare su internet e di scaricare app online. Proprio per l’elevato tasso di multimedialità dei nuovi modelli, i classici telecomandi a infrarossi vengono sostituiti, in certi casi, da telecomandi puntatori. Si tratta di accessori che possono essere orientati verso il display e utilizzati in modo analogo a un mouse, accrescendo l’intuitività dell’esperienza d’uso.
Streaming di film e serie TV
Specifiche e prezzi delle TV Smart variano anche di molto. Ad accomunare la maggior parte dei modelli, però, è una funzionalità largamente diffusa: la visione di film, documentari o serie TV in streaming. Per farlo è sufficiente collegare il TV al Wi-Fi, scaricare l’app della piattaforma desiderata (Netflix, Amazon Video, YouTube…) e avviare la riproduzione, scegliendo in completa autonomia come e quando usufruire del servizio.
Download di contenuti
Una volta premuto il tasto sul telecomando corrispondente al menu Smart, ci troveremo di fronte una serie di impostazioni e contenuti navigabili in modo semplice. I televisori economici potrebbero risultare un po’ lenti nel gestire tale operazione, specialmente se le funzioni sono tante e complesse. Qualche rallentamento dell’interfaccia, quindi, si mostra fisiologico nei prodotti entry-level. In ogni caso, uno degli aspetti più interessanti delle Smart TV è la possibilità di scaricare contenuti dalla rete. Come per gli smartphone, infatti, è disponibile un app store, un negozio online dal quale effettuare il download di app, film, serie TV e brani musicali. In particolare, i modelli con a bordo Android TV (e quindi il Play Store di Google), ci danno possibilità di personalizzazione davvero enormi.
Intelligenza artificiale e comandi vocali
I televisori più recenti ed evoluti sfruttano l’intelligenza artificiale per offrire un’esperienza d’uso sempre più comoda. Largamente diffusa sui modelli LG e Samsung, tale tecnologia riesce a ottimizzare suono e immagine caso per caso, a seconda del contenuto e della conformazione dell’ambiente in cui il TV trova posto. Ma l’intelligenza artificiale si fa protagonista anche quando intendiamo usare la voce per controllare il televisore. Amazon Alexa, Google Assistant, Apple Siri: ecco i tre principali assistenti vocali che ci consentono di gestire il device, accendendolo, regolandone il volume o cambiando canale. In più, alcuni modelli integrano gli assistenti nativamente, non imponendoci l’acquisto di uno smart speaker esterno. Per controllare ancora più efficacemente il menu del TV, alcuni produttori includono un microfono nel telecomando attraverso il quale interagire in modo più profondo col dispositivo. E dato l’alto tasso tecnologico che il televisore porta in dote, i comandi vocali possono anche essere impiegati per gestire altri device connessi alla rete. Lampade, termostato, robot aspirapolvere, lavatrice: in tale ottica il TV diventa il cuore di un avanzato hub domotico.
Sul retro e sul fianco del televisore sono presenti porte e ingressi di vario tipo, che ci permettono di collegarlo con altri device. Oltre a quella cablata, non mancano forme di connettività wireless, ovvero il Wi-Fi e il Bluetooth. Ne parliamo di seguito.
Porte e ingressi fisici
All’immancabile ingresso per l’antenna, il televisore affianca le porte HDMI. Tale standard, infatti, è in grado di garantire a suono e immagini un’invidiabile qualità. Pensate per connettere un notebook, una console o magari una soundbar, sono in numero minimo di due. Vi sono, poi, gli ingressi USB per collegare il TV a una o più unità dati. Così facendo, potremo visualizzare sullo schermo foto e contenuti provenienti da una fonte esterna. Su alcuni televisori è anche possibile riprodurre film attraverso un apposito programma multimediale che legge il file direttamente dalla pen drive. Molte Smart TV, poi, permettono anche di registrare i programmi televisivi su supporti esterni per vederli in un secondo tempo. Video Composito, S-Video e vano per smart card: ecco altri degli ingressi più diffusi. A essi si aggiungono, infine, l’uscita audio ottica e quella per le cuffie che, però, sta progressivamente scomparendo in favore di soluzioni senza fili.
Wi-Fi e Bluetooth
Quando parliamo di Smart TV, non possiamo esimerci dal menzionare la connettività wireless. In special modo, ci riferiamo al modulo Wi-Fi che connette il televisore alla rete senza fili. Di grande importanza è anche il Bluetooth, utilissimo per collegare dispositivi esterni al televisore, consentendo ai due device di lavorare insieme. È il caso, ad esempio, di uno speaker Bluetooth, un mouse, una tastiera o un paio di cuffie.
Da smartphone a TV
Sfruttando il Wi-Fi, possiamo mettere in collegamento il nostro smartphone al TV, per riprodurre su grande schermo giochi, video o altri contenuti presenti nel cellulare. Per farlo è sufficiente il protocollo DLNA, supportato anche da televisori economici e datati. Se, poi, vogliamo trasmettere in toto il display dello smartphone, sono indispensabili i protocolli Google Cast o Miracast, non presenti però su tutti i modelli. In loro assenza, possiamo fare ricorso a Chromecast (sempre di Google) o ad Apple TV. In entrambi i casi, è necessario collegare un dispositivo esterno all’uscita HDMI per fare da ponte fra smartphone e TV. Molto più semplice è il sistema offerto da alcuni giganti del settore per mettere in comunicazione i propri device. Pensiamo a Samsung, ad esempio, e alla funzionalità Smart View che offre la possibilità di proiettare lo schermo dello smartphone sul televisore (non per forza Samsung) in pochi secondi.
Spesso sottovalutato in fase di acquisto, il comparto sonoro del TV è più importante di quanto sembri. L’audio, infatti, contribuisce a costruire quella sensazione di immedesimazione che tanto ci piace provare di fronte a un film. Ma non solo, un volume alto e pulito risulta godibile anche se guardiamo un concerto in TV o siamo alle prese con un videogame. Gli speaker dei televisori economici non garantiscono una buona resa del suono, essendo piccoli e dal wattaggio modesto. Ma salendo un po’ di livello, la situazione cambia. I TV Philips, ad esempio, montano ottimi altoparlanti sull’intera gamma. TCL, invece, arricchisce i modelli al top con soundbar griffate Onkyo. Non è da meno LG che inserisce sui migliori TV OLED un sistema audio panoramico con supporto al Dolby Atmos surround. Samsung, infine, nei televisori Neo QLED, inserisce degli speaker ultratecnologici caratterizzati da una potenza incredibile in rapporto alle dimensioni. Ma non solo: attraverso il sistema Q-Symphony, soundbar e televisori della linea Q collaborano per dare vita a un suono surround multidirezionale perfettamente armonizzato. I televisori premium, inoltre, sfruttano l’intelligenza artificiale per equalizzare il suono in base al tipo di contenuto e all’ambiente nel quale viene fruito.
Il grosso dei televisori in commercio non gode di un design propriamente originale. Molti modelli sono provvisti di cornici in plastica scura dalle dimensioni contenute. Il profilo è sottile ma si fa più pronunciato nella parte bassa dove, talvolta, trovano posto gli speaker. Il sistema d’appoggio può essere dotato di piedi o di base piatta, a forma quadrangolare oppure ovale. Si tratta di forme e dimensioni standardizzate e, in certi casi, un po’ anonime. Ma non sempre è così. Alcune aziende, infatti, investono molto nella componente estetica, assegnandole il valore che merita. In fondo, un televisore è anche un elemento d’arredo e, soprattutto in un salotto, è preferibile che si armonizzi al meglio con mobili ed elementi decorativi. Per questo, molti dei nuovi televisori 4K top di gamma prevedono cornici ultrasottili in alluminio. Sempre in metallo può essere realizzata la base di supporto, elegante e dalla forma ricercata. In certi casi, poi, un supporto in vetro posto fra base e TV, ci dà l’illusione che quest’ultimo stia fluttuando nell’aria. Fra i più raffinati nel design, ricordiamo i modelli Samsung The Frame, televisori che si trasformano in quadri da parete. Con approccio simile, LG ha lanciato la Gallery Series, una famiglia di Smart TV dedicate agli appassionati di arte.
Un TV da 50 pollici difficilmente consumerà in un anno più di 50 euro di corrente elettrica. Pur trattandosi di una cifra abbordabile, vale comunque la pena capire come cambino i consumi in base al modello scelto. Per cominciare, è la tecnologia del display ad influire in parte. Sebbene le lampade LED degli schermi LCD siano poco energivore, con i TV OLED si consuma ancora meno, essendo del tutto prive di retroilluminazione. Ma l’impatto maggiore in bolletta si lega alle dimensioni del display e alla classe energetica. Come per molti altri elettrodomestici, infatti, anche per i televisori è prevista un’etichetta energetica che ci aiuta a far luce sul comportamento del device.
Focus sull’energy label
L’energy label dei televisori è stata sottoposta a una decisa revisione con il nuovo regolamento europeo, entrato in vigore il primo marzo 2021. Attraverso l’impiego di parametri più stringenti, l’energy label spinge i costruttori a realizzare dispositivi sempre più efficienti, declassando i modelli di vecchia generazione. Ecco come è organizzata l’etichetta.
Informazioni generali
La porzione superiore dell’etichetta, uguale per tutti i prodotti, include il nome del brand e del modello. In più, è sempre previsto un QR code che, una volta scansionato, consente all’utente di leggere l’etichetta in formato digitale ma anche di accedere a un database europeo ricco di informazioni aggiuntive.
Classi di efficienza
La sezione sottostante è la più rappresentativa dell’energy label. Sul lato sinistro trova posto l’elenco delle classi di efficienza energetica, simboleggiate da lettere dell’alfabeto (da A a G) associate a differenti colori. A destra, invece, è impressa in nero la lettera corrispondente al modello in questione.
Consumi in kWh
Scendendo ancora, incontriamo un valore numerico che svela l’ammontare dei consumi energetici del TV. Espresso in kWh, tale numero specifica i consumi per 1.000 ore di utilizzo e non più, come nella precedente energy label, su base annuale. Il tutto, facendo riferimento all’uso del televisore in modalità SDR, ovvero Standard Dynamic Range. Gli stessi consumi di cui abbiamo appena parlato, poi, vengono calcolati anche per la modalità HDR, decisamente meno virtuosa perché lavora con luminosità superiori. In questo caso, inoltre, al valore espresso in kWh per 1.000 ore di utilizzo, si aggiunge la relativa classe di efficienza, sempre compresa fra le lettere A e G.
Dimensioni e risoluzione
In ultimo ma non per importanza, l’energy label ci informa sulla misura della diagonale del display (in cm e pollici) e sulla risoluzione massima orizzontale e verticale in pixel.
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