Arnica: per che cosa fa bene e come utilizzarla

Proprietà, forme farmaceutiche e controindicazioni dell'arnica, pianta erbacea perenne i cui estratti leniscono dolori e infiammazioni.
Di Karen Angelucci 5 Aprile 2022
Arnica

L’arnica è una pianta erbacea perenne che cresce prevalentemente in zone montuose. Sia dalle infiorescenze di colore giallo-arancio che dalle radici si estraggono attivi che, fin dall’antichità, venivano usati per lenire dolori e infiammazioni a livello di articolazioni muscoli e ossa. Nello specifico i fiori erano bolliti o trattati con una soluzione idroalcolica e poi impiegati per fare degli impacchi. Tali proprietà, molti anni dopo, sono state confermate da alcuni studi nei quali sono state isolate le molecole responsabili dell’azione antidolorifica e antinfiammatoria. Attualmente, infatti, l’arnica si trova in preparati per uso topico come creme e gel, ma è presente anche all’interno di rimedi omeopatici da prendere per bocca.

Scopriamo quali sono i benefici dell’arnica, le varie forme farmaceutiche disponibili sul mercato e le possibili controindicazioni.

Per cosa fa bene l’arnica?

L’arnica vanta proprietà antiflogistiche, antiedematose, antireumatiche e analgesiche. Può essere usata, quindi, per favorire la guarigione di edemi, alleviare dolori muscolari o per migliorare la sintomatologia di patologie croniche come l’artrite. Anche gli sportivi beneficiano delle proprietà di questa pianta e attenuano gli indolenzimenti causati da un’intensa attività utilizzando detergenti specifici come ad esempio Weleda arnica doccia, o preparati a uso topico come Marco Viti Arnica Gel Forte 100 ml, facilmente assorbibile.

L’arnica, inoltre, ha proprietà antisettiche e immunostimolanti, quindi un impiego di prodotti a base dei suoi attivi consente di rallentare lo sviluppo di microrganismi a livello cutaneo e rinforzare le difese del corpo.

Quali sono gli attivi dell’arnica?

Negli studi scientifici effettuati sull’arnica sono stati isolati, nelle radici e nei fiori, alcuni principi attivi della pianta. Si parla di una classe di molecole chiamate lattoni sesquiterpenici, tra queste, quelle che hanno evidenziato una maggiore attività sono: l’elenalina, l’11alfa,13-diidroelenalina, il camissonolide e i loro esteri. I meccanismi con cui agiscono tali sostanze non sono del tutto noti ma si è visto come, soprattutto la elenalina, riesca a inibire il fattore di trascrizione NF-kB, coinvolto nei processi infiammatori. Come accennato, oltre a ciò, l’arnica ha anche un’azione antisettica: studi hanno evidenziato come l’olio estratto dalla pianta riesca a ridurre la proliferazione di batteri e miceti.

Arnica_crema

Come assumere l’arnica?

L’arnica si usa principalmente come rimedio a uso topico come creme, spray oppure gel quali Weleda Arnica Bio Forte 60% . In commercio, però, si trovano anche dei preparati omeopatici per uso orale. Conoscere le differenti forme farmaceutiche permette di selezionare quella maggiormente adatta alle proprie esigenze.

Come usare i preparati topici a base di arnica?

Le preparazioni a base di arnica per uso topico sono quelle maggiormente usate.

Possono essere acquistate sotto forma di:

I formulati per uso topico, come accennato, permettono di diminuire il dolore, il gonfiore e l’irritazione che si manifesta a livello di ossa, articolazioni e muscoli.

Alcuni prodotti sfruttano anche le proprietà revulsive della pianta, un esempio è Marco Viti Arnica Effetto Termico Crema 100 ml. L’arnica, infatti, favorisce l’afflusso di sangue svolgendo un’azione decongestionante. Per aumentare l’efficacia del preparato si può coprire l’area trattata con un panno caldo o praticare un massaggio. In quest’ultimo caso occorre usare cosmetici oleosi, come Weleda Arnica olio da massaggio, che non si assorbono troppo in fretta, consentendo una manipolazione prolungata dell’area. In questo modo si riattiva la microcircolazione e, di conseguenza, si favorisce la riduzione dei dolori in un tempo breve.

A cosa serve l’arnica omeopatica?

Arnica_omeopatica

L’arnica per uso orale si ritrova principalmente nei rimedi omeopatici, una pratica di medicina alternativa che si basa sul principio del “simile cura il simile”. Secondo tale principio occorre selezionare quella sostanza che causa dei sintomi simili a quelli della malattia da curare e poi procedere con la diluizione omeopatica. Quest’ultima prevede di solubilizzare gli estratti vegetali e poi prelevare una parte della soluzione, diluirla di nuovo e dinamizzare, il tutto per un numero variabile di volte. In questo modo, secondo l’omeopatia, l’acqua assorbe le proprietà delle sostanze con cui è entrata in contatto e attenua gli effetti indesiderati.

I rimedi omeopatici a base di arnica possono essere acquistati in varie diluizioni e in differenti forme farmaceutiche tutte da assumere per bocca, i più diffusi sono i granuli, come Boiron Arnica Montana Granuli, ma si può trovare anche la tintura madre, e compresse come Guna Arnica Compositum Compresse.

L’arnica omeopatica, proprio come i preparati a uso topico, può essere usata per trattare patologie infiammatorie o dolorose che colpiscono ossa, tendini, legamenti e muscoli. Può essere impiegata anche per facilitare la guarigione di ferite, alterazioni gengivali o per calmare nausea, vomito e patologie a livello respiratorio. La posologia è differente per ciascun formulato, varia in base alla diluizione, quindi, si consiglia di leggere le indicazioni presenti sulla confezione oppure chiedere a un farmacista o a un medico specializzato in questo ambito.

Quali sono le controindicazioni dell’arnica?

Si sconsiglia di usare i preparati a base di arnica a uso topico continuativamente per lunghi periodi in quanto potrebbero causare irritazioni simili a ustioni. Distribuire creme e gel massimo due volte al giorno e interrompere l’impiego quando l’alterazione sparisce. In soggetti predisposti, inoltre, tali formulati potrebbero creare reazioni allergiche che si manifestano con eruzioni cutanee caratterizzate da ulcere e vesciche che creano prurito. In ogni caso evitare di utilizzare tali prodotti su piaghe o ferite.

L’arnica è velenosa se ingerita, quindi, a meno che non si stia parlando di rimedi omeopatici che subiscono un’elevata diluizione, si sconsiglia di assumere questa pianta per bocca perché potrebbe creare gastriti, nausea, vomito, cefalee, vertigini e, nei casi più gravi, tachicardia, collasso cardiocircolatorio e paralisi.

È bene sapere che i formulati a base di arnica potrebbero interferire con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, per questo non dovrebbero essere impiegati da coloro che sono in cura con questo tipo di medicinali o stanno assumendo prodotti erboristici a base di piante che fluidificano il sangue, come aglio, chiodi di garofano, ginkgo e angelica. Infine, si sconsiglia l’uso di arnica durante la gravidanza e l’allattamento, in quanto è potenzialmente tossica per il bambino.

Pubblicato il 5 Aprile 2022
Karen Angelucci
Karen Angelucci

Sono una farmacista e una creatrice di contenuti nell’ambito salute e benessere. Fin da bambina ho sempre amato la scrittura, riempiendo fogli su fogli con le mie storie, in seguito ho ottenuto un diploma Classico, che è stata una scelta naturale, vista la mia passione di raccontare e descrivere ciò che avevo intorno.

Quando si è trattato di scegliere un percorso...Leggi tutto

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