Beauty 3 gennaio 2021

Ashwagandha: il ginseng indiano in supporto alla resilienza fisica e mentale

ASHWAGANDHA

La Withania somnifera, più nota come ashwagandha, ginseng indiano o ciliegia d’inverno, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae, che viene impiegata per la formulazione di integratori alimentari ad azione promotrice della memoria, con spiccate caratteristiche adattogene sfruttate per la formulazione di preparati mirati al miglioramento della resilienza fisica e mentale.

Oltre ad essere disponibile nella formulazione classica in compresse, la ashwagandha è presente in commercio anche in capsule, come nel caso di Arcangea Withania 60 capsule, e in polvere per la preparazione di tisane e l’aggiunta a succhi di frutta.

La famiglia botanica cui la ashwagandha appartiene è estremamente ricca e fornisce un gran numero di specie diffusamente usate in fitoterapia, farmacologia e anche a scopo alimentare. Sono parte di questo gruppo la pianta del pomodoro, della melanzana, della belladonna, del tabacco e della patata.

Tra le numerose varietà di withania, ne esistono ben 23, la somnifera è la più impiegata in fitoterapia, grazie alle proprietà e alla nutrita schiera di sostanze contenute, concentrate prevalentemente nelle radici. Sono stati riconosciuti e separati 12 alcaloidi, 35 witanolidi (composti di origine lattonica) e diversi sitoindosidi. Le sostanze attive su cui si incentra l’attività farmacologica della pianta sono i due witanolidi principali: la witaferina A e il witanolide D.

Il suo uso a scopo curativo, come antinfiammatorio e tonico, risale a tempi molto antichi: l’estratto delle radici di withania viene usato in medicina ayurvedica da più di 3000 anni.

Gli effetti sul rallentamento dell’invecchiamento dei tessuti

La withania è una pianta largamente utilizzata nell’healthy aging medicine per la prevenzione di diverse patologie, essenzialmente correlate all’azione ossidante dei radicali liberi.

Con il tempo, i meccanismi cellulari fisiologici di protezione dagli insulti patogeni vanno incontro ad un indebolimento. Si riducono le disponibilità di molecole capaci di neutralizzare le specie chimiche tossiche e aumentano le possibilità di dare avvio ad eventi che possono culminare in danni tissutali.

Questo fenomeno è alla base della genesi del tumore e delle patologie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer.

Gli antiossidanti di cui sono ricche anche piante come la withania e la rhodiola, se associati ad estratti vegetali ad azione protettiva per il microcircolo sanguigno, come accade in Benefica Recupra 36 capsule, possono contribuire a mantenere in salute la memoria e le altre funzioni cerebrali.

In associazione agli estratti di bacche di goji, la ashwagandha può offrire un’azione antiossidante più pronunciata.

Adattarsi è sopravvivere

L’adattamento è uno dei requisiti fondamentali per la sopravvivenza delle specie viventi. Sappiamo che l’evoluzione ha premiato gli organismi più flessibili, quelli maggiormente in grado di sviluppare sistemi alternativi che consentissero loro di vivere anche nelle condizioni più impervie.

I batteri sono un ottimo esempio. Non è un caso che siano gli organismi più antichi, i primi ad avere fatto la loro comparsa sulla superficie del pianeta.

Nel tempo hanno tirato fuori dal cilindro numerose soluzioni per resistere alle glaciazioni e ai successivi surriscaldamenti della crosta terrestre, ai periodi di siccità e alle piogge monsoniche.

Batteri come il Clostridium tetani, il microbo responsabile del tetano, o il Bacillus anthracis, l’agente patogeno dell’antrace, sono in grado di generare spore che resistono anche ai disinfettanti più potenti e che possono essere eliminate solo con procedure di sterilizzazione, peraltro non applicabili, a causa della loro aggressività, su tutti i tipi di materiale.

Analogamente ai microorganismi, anche l’uomo ha cercato di individuare sistemi efficienti per resistere ai momenti di pressione psicologica eccessiva, quando è richiesto uno sforzo fisico eccezionale oppure, semplicemente, quando le circostanze della vita impongono un cambiamento.

Gli adattogeni

Molte piante sono note in fitoterapia e in farmacologia perché i loro estratti contribuiscono a sostenere il corpo e la mente in condizioni difficili. Vengono chiamate adattogeni e sono usate da lungo tempo nella medicina orientale.

Fra gli effetti prodotti da queste specie botaniche, anche l’azione immunomodulante e antinfiammatoria, che sostengono la nostra naturale capacità di resistere alle infezioni (come quelle legate alle malattie stagionali, raffreddore, influenza) e alle malattie in generale e contribuiscono a potenziare le capacità di benessere dell’organismo.

L’adattogeno più noto è il ginseng, che ha origini coreane e rientra fra i componenti di numerosi integratori ad azione energizzante, come Multicentrum Energy. Meno noto l’eleuterococco (conosciuto come ginseng siberiano), presente anche in alcuni prodotti formulati per migliorare la capacità di concentrazione.

Le caratteristiche adattogene sono supportate da diverse ricerche effettuate nei modelli animali e alla base del nome comune della pianta, ashwagandha, che in indiano significa l’odore del cavallo, perché associata alla forza e alla vitalità di questo quadrupede.

In particolare, l’effetto immunostimolante della withania sembra dovuto alla capacità dei principi attivi di provocare la sintesi, da parte dei macrofagi, di una sostanza in grado di stimolare l’azione del sistema immunitario, il monossido d’azoto. Per quanto riguarda l’azione adattogena in senso più stretto, potrebbe essere dovuta all’inibizione di alcuni circuiti dopaminergici cerebrali correlati alla reazione allo stress.

L’effetto sulla psiche

Gli adattogeni vengono spesso impiegati per trattare i lievi stati di ansia, di depressione o stress.

Fra i principi chimici attivi contenuti nelle radici della withania, sono presenti anche alcuni alcaloidi (witanina, witaninina, witasomnina), che contribuiscono a preservare l’equilibrio del sonno e che vengono sfruttati per la produzione di integratori che favoriscono il rilassamento serale e l’addormentamento come Maharishi Ayurveda Serenimap.

Per potenziare la capacità mnemonica e di studio, la withania può essere vantaggiosamente associata all’estratto di Rhodiola rosea.

Poiché i prodotti naturali non sono privi di effetti collaterali e controindicazioni, occorre sempre fare attenzione quando si decide di assumerli. Anche la withania non fa eccezione: il suo uso è sconsigliato in gravidanza.

Proprio per le sue azioni sull’equilibrio psichico, è sconsigliata l’assunzione degli estratti della pianta in associazione con alcol, barbiturici ed ansiolitici in genere.

L’interesse della ricerca farmacologica

La withania ha mostrato, nel corso di alcuni studi, proprietà anti-angiogenetiche, ossia la capacità di ostacolare la formazione di nuovi vasi sanguigni. Poiché il processo di generazione di nuovi capillari è uno degli aspetti caratteristici del tumore, questa azione la rende particolarmente interessante nella ricerca mirata allo sviluppo di nuovi farmaci oncologici.

Inoltre, sia in vitro che in modelli animali, uno dei suoi componenti, la witaferina A, inibisce la proliferazione cellulare, esibendo un secondo interessante scenario sfruttabile in oncologia.

Degne di approfondimenti anche le proprietà antinfiammatorie.

In associazione ad altri estratti di origine vegetale, la ashwagandha è stata somministrata a 42 pazienti affetti da osteoartrite nel corso di una sperimentazione durata tre mesi. Durante tutte le fasi del trattamento sono stati valutati la sintomatologia dolorosa, il grado di disabilità, parametri del sangue indicativi dello stato infiammatorio (come la VES) e sono stati eseguiti controlli radiologici. I soggetti trattati con la combinazione fitoterapica hanno mostrato una significativa riduzione del grado di severità del dolore e del grado di disabilità rispetto ai controlli (il gruppo cui è stato somministrato il placebo), pur non mostrando nessuna modificazione degli altri parametri valutati.

I dati osservati hanno permesso di dimostrare che la withania ha un’azione antinfiammatoria simile a quella indotta da alcuni dei medicinali da banco della categoria FANS. Questi aspetti farmacologici della pianta vengono utilizzati nella formulazione di integratori che contribuiscono ad alleviare i dolori articolari in caso di artrosi come Fitoart Compresse Hering.

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

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