Beauty 13 novembre 2020

Saturimetri: cosa sono e come funzionano

cosa e un saturimetro e come funziona

La riacutizzazione dell’emergenza COVID-19 ci sta nuovamente imponendo di alzare i livelli dell’attenzione, per proteggere noi stessi e i nostri cari dal rischio di contagio. È normale quindi ritornare a pensare a come dotarsi di tutti gli strumenti necessari a farlo. Non solo mascherine e gel mani dunque, ma anche termoscanner e pulsossimetri, dispositivi elettromedicali che possono aiutare a gestire fasi critiche.

Benché solo un 20% delle persone infettate dal virus SARS-CoV-2 manifesti sintomi rilevanti, generalmente la polmonite interstiziale bilaterale, e il restante 80% rimanga asintomatico o paucisintomatico (ovvero con sintomi molto lievi), gli indici del contagio preoccupano. Un Rt (indice di trasmissibilità) alto implica necessariamente, per ragioni statistiche, una congestione dei pronto soccorso.

Questo significa che potrebbe essere difficile ottenere assistenza tempestiva in caso di bisogno, non solo per la COVID-19, ma anche per altre patologie o per traumi. Inoltre, con i dipartimenti di emergenza affollati, esiste comunque un rischio di contagio per chi si reca in ospedale per motivi diversi dall’infezione da SARS-CoV-2.

Come è fatto l’apparato respiratorio?

Come abbiamo imparato in questi mesi, il nuovo coronavirus entra nell’organismo passando attraverso le vie respiratorie: la loro forma ad albero rovesciato è la ragione per cui vengono definite albero respiratorio.

struttura apparato respiratorio

L’aria entra nella gola, attraversa la laringe, l’organo che ci consente di parlare e cantare, e passa nella trachea, un tubo robusto che si sfiocca, più in basso, nei bronchi (i rami dell’albero), inizialmente più grandi e cartilaginei e poi sempre più sottili ed elastici. I bronchioli respiratori, i tubicini di diametro minore, terminano negli alveoli polmonari, piccoli sacchetti con le pareti sottilissime e ricche di capillari.

È attraverso queste pareti che avvengono gli scambi gassosi correlati alla respirazione: l’ossigeno contenuto nell’aria inalata viene ceduto al sangue (dove si lega all’emoglobina presente nei globuli rossi) e l’anidride carbonica, lo scarto metabolico proveniente dai tessuti periferici, viene espulsa con l’espirazione.

SARS-CoV-2: come infetta i polmoni

Il virus entra nelle vie respiratorie con le goccioline di saliva (droplet) emesse dalle persone infette quando parlano, starnutiscono o tossiscono. Penetra dalla gola, poi giù nei bronchi ed entra nelle cellule dei polmoni. L’ingresso del germe in queste cellule costituisce l’infezione vera e propria.

La malattia che provoca una volta giunto qui, la COVID-19 appunto, è una polmonite che presenta caratteristiche diverse rispetto a quelle che i medici erano abituati ad osservare nelle persone infettate dagli altri virus dell’apparato respiratorio. Per questo nelle prime fasi dell’epidemia, quando ancora il contagio era confinato a singoli territori, si parlava di polmonite atipica.

Quando i polmoni si infiammano, le cellule che rivestono le vie respiratorie producono più muco del normale (nel tentativo di inglobare il virus ed espellerlo) e le pareti dei bronchi e degli alveoli si gonfiano. La presenza di muco in eccesso stimola il riflesso della tosse e l’ispessimento delle vie respiratorie ostacolando il passaggio dell’aria: tosse e dispnea sono i due sintomi caratteristici di questa malattia, insieme alla febbre, non sempre presente.

Meno aria entra negli alveoli, meno ossigeno arriva al sangue: la difficoltà respiratoria può, se prolungata o significativa, ridurre anche di molto l’apporto di ossigeno ai tessuti periferici. Mentre alcuni organi possono sopportare questa carenza più a lungo, altri, come il cuore e il cervello, vanno in sofferenza in tempi più brevi. Quindi è importante ripristinare tempestivamente i livelli fisiologici di questo gas nel sangue.

Lo sanno bene le persone che soffrono di malattie respiratorie croniche, come l’asma o la BPCO, abituati a monitorare la loro capacità respiratoria con l’uso di spirometri.

Ossigeno disciolto e ossigeno legato

Il principio su cui si basa il funzionamento dell’ossimetro è quella della saturazione: non a caso questo apparecchio viene anche definito saturimetro.

Per capire come funziona uno strumento come il Pulsossimetro Intermed Sat 200 pensiamo alle due forme in cui l’ossigeno è presente nel sangue. Qui troviamo ossigeno disciolto (presente in quantità minore) e ossigeno legato alle molecole di emoglobina, il trasportatore di questo gas nei globuli rossi.

La quantità di ossigeno disciolto viene mantenuta continuamente in equilibrio dinamico con quella di ossigeno legato, che si misura con la saturazione dell’emoglobina, un valore compreso fra lo 0 ed il 100%. È proprio questo l’indicatore rilevato dall’ossimetro.

Come ogni altro parametro fisiologico, anche la saturazione di emoglobina risente delle differenze interindividuali: tuttavia si ritiene che non debba scendere sotto il 94%.

Come funziona il saturimetro?

Il saturimetro è un oggetto di dimensioni ridotte che si aggancia ad un dito della mano come una molletta e rileva la saturazione dell’emoglobina nel sangue, quella che impropriamente sentiamo definire saturazione del sangue.

Perché il saturimetro si posiziona sul dito? Perché quando subentra una difficoltà respiratoria, il corpo sottrae sangue prima ai tessuti periferici, per proteggere gli organi vitali dalla carenza di ossigeno. Quindi un’eventuale insufficienza respiratoria può essere diagnosticata più tempestivamente in un dito.

saturimetro come funziona

Poiché questo strumento misura anche la frequenza cardiaca e l’intensità delle pulsazioni, viene anche chiamato pulsossimetro.

Il funzionamento di un dispositivo medico come il Pulsossimetro Gima si basa sulla presenza di un LED, il suo principale componente, un diodo che emette luce ad una precisa frequenza in funzione della rilevazione di emoglobina legata all’ossigeno (ossiemoglobina) o emoglobina ridotta.

La luce emessa dal LED ad una certa intensità viene trasmessa o riflessa dai tessuti del dito del paziente e captata, con intensità inferiore, dal fotodiodo, un secondo importante componente dell’apparecchio elettromedicale. La differenza fra le due intensità viene convertita dallo strumento in differenza di potenziale elettrico, utilizzata come segnale di ingresso del sensore che permette di risalire alla saturazione dell’emoglobina.

Oggi la tecnologia permette di avere dispositivi di piccole dimensioni e di utilizzo relativamente semplice: viste le circostanze, dunque, può essere utile averne uno in casa, in modo da avere la possibilità di monitorare situazioni a rischio.

Per i bambini, con i loro piccoli polpastrelli, sono disponibili sul mercato pulsossimetri pediatrici.

Come utilizzare il pulsossimetro in maniera corretta

Non è sufficiente disporre di uno strumento di semplice utilizzo (come il saturimetro Dimed) per avere la certezza di effettuare misurazioni accurate e ottenere dati che abbiano valore diagnostico.
La saturazione dell’emoglobina viene misurata esaminando il sangue nei sottili capillari della punta di un dito, che sono soggetti per vari motivi a vasocostrizione (riduzione del diametro), non solo a causa dell’insufficienza respiratoria dovuta ad una polmonite. Sappiamo cosa succede alle dita e alle unghie per effetto del freddo: si colorano di blu e la loro sensibilità diminuisce.

Il freddo è una delle condizioni che possono determinare errori nella interpretazione dei risultati. Prima di effettuare la rilevazione, è quindi opportuno scaldare le dita.

Anche un aumento della temperatura corporea, dunque, potrebbe produrre dati non corrispondenti alla realtà: in caso di febbre, è opportuno assumere l’antipiretico e aspettare che scenda prima di misurare la saturazione.

È bene anche utilizzare sempre lo stesso strumento nella stessa posizione, per poter confrontare fra loro i dati ottenuti: nelle medesime condizioni, due apparecchi diversi, i fatti, potrebbero fornire numeri diversi.

Può essere utile ripetere la rilevazione su più dita e scartare i risultati più bassi.

Qualche problema potrebbe nascere con la manicure. Se le unghie sono troppo lunghe il polpastrello rischia di non rientrare nel raggio d’azione dello strumento: devono quindi essere accorciate.

Inoltre, lo smalto (tradizionale, semipermanente o gel) potrebbe alterare i dati in uscita dall’apparecchio. Per questa ragione si consiglia di rimuoverlo.

Come capire se la situazione è seria?

Come già specificato nei paragrafi precedenti, anche in una situazione di fisiologia, la saturazione dell’emoglobina non è un parametro identico per tutti.

Un dato inferiore al 94% in alcune persone può essere preoccupante ma in altre potrebbe essere compatibile con una condizione di patologia preesistente. Per questa ragione è comunque fondamentale il parere del medico, che deve sempre essere consultato, anche per telefono.

Generalmente, è la riduzione progressiva della saturazione a dover allarmare. Comunque, in caso di affanno, anche in presenza di una saturazione normale occorre rivolgersi all’assistenza di un medico.

Sono stati attivati sul territorio servizi di telemedicina che consentono a chi ne ha bisogno di inviare i dati della saturimetria (e di altre rilevazioni) direttamente al medico di medicina generale o ai centri specializzati nell’assistenza ai pazienti COVID. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al proprio medico o ai distretti sanitari locali.

Principi di saturimetria e di funzionamento del pulsossimetro – Francesco Lorenzelli – Università Alma Mater Studiorum di Bologna

Indicazioni ad interim per i servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19 – Istituto Superiore di Sanità

 

 

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

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