I 50 anni della Giornata della Terra: significato e prospettive

Di Irene Bicchielli 22 aprile 2020
giornata della terra 22 aprile

Quest’anno festeggeremo una Giornata della Terra un po’ particolare. Non solo perché è il cinquantesimo anniversario dall’istituzione di questa importante ricorrenza ma anche perché l’emergenza Coronavirus ci ha dato un nuovo spunto su cui riflettere. Il decreto #iorestoacasa, con la chiusura di fabbriche e aziende e gli spostamenti ridotti al minimo indispensabile, ha segnato un calo significativo dell’inquinamento atmosferico che in alcune aree del mondo è stato davvero impressionante: a Madrid, Milano e Roma la concentrazione di biossido di azoto nell’aria è diminuita del 45%, a Parigi addirittura del 54%.

Cogliamo dunque l’occasione del 22 aprile 2020, la cinquantesima Giornata del Earth Day, per riflettere su quello che possiamo imparare da questa chiusura forzata: il Coronavirus ci sta insegnando che si può vivere in un modo diverso, meno aggressivo e più rispettoso verso il pianeta, senza per questo rinunciare al benessere e al progresso.

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Le origini e il significato della Giornata della Terra

Era il 22 aprile 1970, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, quando si celebrò per la prima volta l’Earth Day, la Giornata della Terra. Fortemente voluta dal senatore statunitense Gaylord Nelson, ha l’obiettivo di celebrare il nostro pianeta e promuoverne la salvaguardia. Già cinquant’anni fa era evidente la necessità di conservazione delle risorse naturali della Terra e con il tempo tale necessità è diventata una vera e propria emergenza: accanto a questo tema ci sono quelli dell’inquinamento di acqua, aria e suolo, la distruzione degli ecosistemi, la scomparsa di specie animali e vegetali.

L’idea di una giornata dedicata alla terra nacque negli anni Sessanta, ma fu un grave evento del 1969 a darle definitivamente forma: al largo di Santa Barbara, in California, ci fu un’importante fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Union Oil causando un vero e proprio disastro ambientale. Il senatore Nelson comprese che era il momento giusto per portare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle questioni ambientali.

“Tutte le persone – dichiarò Nelson – a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”

Ispirandosi a questo principio, il 22 aprile 1970 20 milioni di americani si mobilitarono in una imponente manifestazione a difesa della Terra, che vide la partecipazione di molti volti noti e un’incredibile copertura mediatica. Da allora, l’Earth Day è un appuntamento fisso: in tutto il mondo si organizzano eventi e manifestazioni in questa giornata, coinvolgendo circa un miliardo di persone di 192 paesi diversi.

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Manifestazione del 22 aprile 1970

Giornata della Terra 2020: cosa abbiamo imparato?

Per combattere gli effetti negativi delle attività dell’uomo sul pianeta, abbiamo tanti strumenti ma mai come quest’anno è risultato evidente che l’essere umano ha il potere concreto di fare qualcosa e di farlo in fretta. Le drastiche misure di isolamento e lo stop a tutte le attività produttive non essenziali hanno avuto un impatto indiretto sull’ambiente: la concentrazione di diossido di azoto, uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, si è ridotta in modo drastico. Questo non significa che le misure di emergenza debbano diventare definitive, ma certamente da questa tragedia possiamo imparare qualcosa e leggere un messaggio ben preciso: il nostro stile di vita e di consumo può essere diverso e più rispettoso dell’ambiente, può andare in direzioni diverse senza perdere nulla in termini di benessere e progresso tecnologico.

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Insomma, è il momento di cominciare a sperare nella fine di una tragedia mondiale e nell’inizio di una nuova epoca fatta di misure e di abitudini più rispettose del delicato equilibrio del nostro pianeta.

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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