Tech 11 febbraio 2019

Recensione Kingdom Hearts III

Dopo essersi fatto aspettare per anni, qualche giorno fa è finalmente uscito Kingdom Hearts III, disponibile sia per PlayStation 4 sia per Xbox One. Un gioco che in qualche modo conclude un percorso iniziato ben 12 anni fa, e che rappresenta l’apice (per ora) nel lavoro del progettista Tetsuya Nomura.

In Kingdom Hearts III riprendiamo i panni dell’eroe Sora, che dovrà ritrovare la propria forza per potersi unire al gruppo dei Sette Guerrieri della Luce, guidati da Topolino. Proprio la presenza di molti personaggi famosi, molti dei quali su licenza Disney, è infatti da sempre uno degli elementi più affascinanti di Kingdom Hearts. Si partirà dal Monte Olimpo e da un incontro con Hercules, prima di intraprendere il viaggio che condurrà alla vittoria finale. I nostri compagni saranno Paperino e Pippo.

Gameplay

Voto: 7/10

Kingdom Hearts 3

Durante il gioco dovremo attraversare molti mondi diversi, quasi tutti ambienti ripresi dalle creazioni Disney. In ognuna di esse vivremo una storia, e in qualche occasione la parte narrativa del gioco prenderà il sopravvento – ogni tanto anche troppo.

Potrebbe però risultare deludente il fatto che a volte la storia si evolve non per le azioni del giocatore, ma per un intervento esterno e preprogrammato; una soluzione che permette alla storia di andare avanti, ma ci lascia nei panni di un semplice spettatore.

Il sistema di gioco, o gameplay, è anch’esso un’evoluzione di quanto visto nei capitoli precedenti. Una delle differenze è che si potrà giocare anche con altri personaggi oltre a Sora; la scelta non porta a finali diversi o altre variazioni nella trama, ma è sicuramente un elemento di varietà interessante.

C’è il tipico meccanismo evolutivo: mano a mano che si gioca e si superano i vari ostacoli, sarà possibile rendere Sora più forte. Ci sono le tre azioni tipiche, salto, attacco e schivata, insieme ad altre più complesse da imparare un po’ alla volta. Molto divertenti le fusioni e le azioni combinate con Paperino e Pippo, che in alcuni frangenti saranno determinanti. Il Keyblade, l’arma e oggetto magico nelle mani di Sora, si potrà modificare e potenziare in diversi modi – ma è consigliabile scegliere una delle tre strade possibili e raggiungere il livello massimo almeno in quella.

Grafica e audio

Voto: 9/10

Il Keyblade potrà effettivamente attivare effetti diversi, riferiti alle varie creazioni Disney. È in più occasioni le nostre scelte attiveranno delle scene diverse e dei minigiochi – che permettono di inserire in Kingdom Hearts una moltitudine di generi.

Kingdom Hearts 3

Altra novità è il fatto che Sora può arrampicarsi, o meglio camminare sui muri. Kingdom Hearts III finisce così per assomigliare un po’ a Prince of Persia e un po’ ad Assassin’s Creed. Padroneggiare questa tecnica non sarà facile, ma a volte si rivela indispensabile per raggiungere certe aree del gioco.  C’è spazio persino per la cucina, quando si incontra Paperon de’ Paperoni nel suo locale, dove il cuoco Remy (quello del film Ratatouille) vi chiederà di dare un mano con la preparazione del cibo. Una volta sbloccato questo elemento, potrete tornare alla cucina in ogni momento e sfruttarla per aumentare la potenza.

Non manca poi la possibilità di raccogliere oggetti da collezionare e costruirne di nuovi; elementi aggiuntivi non essenziali che aiutano a “distrarsi” dal gioco principale. La raccolta di alcuni oggetti è invece necessaria per potenziare il Keyblade.

Giudizio generale

Voto: 8/10

Rispetto ai primi due giochi, comunque, in Kingdom Hearts III risulta evidente il “peso” di Disney. La presenza dei personaggi e dello “stile disneyano”, infatti, sono preponderanti – così come la presenza di mondi Disney rispetto a quelli dei primi due capitoli. Mondi che, va sottolineato, sono realizzati davvero bene da un punto di vista grafico.

Kingdom Hearts 3

Le scene di intermezzo, infatti, se da una parte interrompono il pathos del gioco, dall’altra sono un vero e proprio piacere per gli occhi. Il design ricercato e l’alta qualità grafica le rende spettacolari, e alla fine Kingdom Hearts III si fa perdonare per queste interruzioni non richieste. Tutto il gioco, poi, è ulteriormente impreziosito con una colonna sonora ben riuscita, che recupera molti brani classici Disney – prese dai vari film – e li unisce ai temi classici dei primi due giochi.

Conclusioni

PRO: trama; gameplay; qualità tecnica

CONTRO: di difficile comprensione per chi non ha giocato i primi due; troppe interruzioni

Kingdom Hearts 3 conclude egregiamente l’avventura iniziata con i primi due capitoli. Propone un gameplay eccellente, dinamico e impegnativo. E offre circa 30 ore di gioco, con alcune interruzioni di troppo ma gradevoli visivamente. Il lavoro di Square Enix è ancora una volta meritevole, anche grazie a un ottima colonna sonora e un gran numero di minigiochi che migliorano l’intrattenimento.

Valerio Porcu

Giornalista nel settore della tecnologia, fa parte del team di Tom's Hardware italia da oltre 10 anni e si occupa di smartphone, Intelligenza Artificiale, privacy e software. Curioso per natura, è un geek ante litteram che divora libri e film ogni volta che ne ha il tempo (non molto spesso). Collabora al magazine di Trovaprezzi.it con guide e tutorial per aiutare il pubblico a usare la tecnologia moderna.

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