Smartwatch e smartband potrebbero diventare i protagonisti assoluti nella fase di ripresa che caratterizzerà il mondo a seguito della pandemia causata dal covid-19. Sono infatti dei dispositivi che possono essere indossati tranquillamente da tutti e sono leggeri, piccoli, economici ed in grado di tracciare gli spostamenti e comunicare tra di loro.
Un mercato in continua espansione che, grazie alla professoressa Krystal Pollit della Yale School of Public Health, vede un nuovo protagonista. La docente ha infatti sviluppato un braccialetto intelligente chiamato Fresh Air, che rileva la quantità di inquinanti nell’aria, con l’obiettivo di creare un dispositivo in grado di misurare con efficacia l’inquinamento atmosferico e anche la presenza di piccoli agenti patogeni.
Nulla di similare rispetto alle varie Mi Band 4, Fitbit Charge 3 o Inspire HR. Aprendo il quadrante c’è infatti una piccola spugna in gommapiuma rivestita di trietanolamina, in grado di reagire con il biossido di azoto e una barra assorbente costituita invece da un polimero a base di silicone che raccoglie i composti organici dissolti nell’aria.
Elementi che possono essere facilmente analizzati tramite la tecnica della spettrometria, per fornire elementi molto utili per lo studio dei vari ambienti.
Fresh Air è dunque un braccialetto smart ma nella fase attuale molto analogico. L’obiettivo è quello di creare una wellness tracker che in maniera autonoma possa rilevare gli inquinanti nell’aria e avvisare l’utente di eventuali rischi per la sua salute. Ciò potrebbe dunque portare a una maggiore attenzione dei cittadini all’ambiente in cui passano il loro tempo, che si tratti di lavoro o tempo libero.
Un concept molto interessante che potrebbe diventare uno dei migliori alleati per combattere l’inquinamento e il conseguente riscaldamento globale.
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