Android 11 vanterà un notevole avanzamento tecnico, vale a dire la funzione ADB Wireless. L’acronimo sta per Android Debug Bridge, e indica una funzione usata per manipolare e modificare lo smartphone tramite software specifici installati sul PC. Non è, quindi, una cosa che usano tutti. Anzi, in effetti è una cosa che in genere usano solo gli sviluppatori e gli appassionati di tecnologia, che apprezzano personalizzare il proprio smartphone fino ai dettagli più piccoli.
Poter agire senza collegare lo smartphone e il computer con un cavo è quindi una novità più che interessante, che rende Android 11 non solo un aggiornamento del sistema operativo “per il consumatore”, ma anche uno strumento tecnico più potente per sviluppatori ed esperti.
Chi vorrà comprarsi smartphone di ultima generazione come il Samsung Galaxy S10, l0 Huawei P30 Pro, lo Xiaomi Mi 9T o il Moto G7, dunque, potrà anche considerare l’idea di “smanettarci” in un modo più comodo.
Ad onor del vero, già oggi esistono sistemi alternativi per usare Android ADB senza cavi, ma si tratta appunto di soluzioni non ufficiali, non necessariamente stabili né sicuri. Tant’è che la stragrande maggioranza degli sviluppatori preferisce usare il cavo. Con Android 11, tuttavia, la possibilità di lavorare sullo smartphone senza usare un cavo potrebbe cambiare lo scenario. Una connessione più veloce e immediata non è, forse, una di quelle cose che ti cambiano la vita. Ma ha sicuramente un potenziale interessante.
E fa piacere, senz’altro, rilevare che Google pensa ancora agli sviluppatori. Sebbene Android sia ormai diventato il sistema operativo più diffuso al mondo (anche più di Windows), e sia chiaramente orientato a essere un prodotto semplice e adatto a tutti i consumatori, l’azienda californiana non dimentica le proprie origini, e con questa novità mostra la propria attenzione per gli sviluppatori.
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