Galaxy Z Fold8 Ultra recensione : cosa cambia davvero rispetto al Fold7

Autonomia, comparto fotografico e prestazioni compiono un salto importante. Peccato solo per il prezzo che cresce ancora.
Di Saverio Alloggio 2 Agosto 2026
6 minuti di lettura
Galaxy Z Fold8 Ultra

Samsung ha presentato a Londra la sua nuova generazione di pieghevoli, e per la prima volta lo fa sdoppiando la linea Fold in due modelli distinti: un Galaxy Z Fold8 pensato per l’intrattenimento e l’Ultra, erede diretto del Fold7, destinato a produttività e utilizzo intensivo. È proprio quest’ultimo il modello su cui si concentrano le aspettative più alte, perché il Fold7 aveva rappresentato, dopo anni di compromessi, il primo vero pieghevole dell’azienda sudcoreana capace di competere alla pari con un top di gamma tradizionale.

Il Fold8 Ultra arriva sul mercato italiano con un listino che parte da 2.299 euro e sale fino a 2.899 euro per la configurazione più capiente, un posizionamento di prezzo che va inquadrato anche nel contesto dell’aumento generale dei costi di RAM e memorie che sta interessando l’intero comparto mobile in questo periodo. Dopo una settimana di utilizzo, abbiamo isolato i cinque ambiti in cui il nuovo modello si differenzia realmente dal predecessore, per rispondere alla domanda che più interessa chi possiede già un Fold7: vale la pena aggiornare, o conviene attendere la prossima generazione?

Design: variazioni minime, ma non irrilevanti

A un primo confronto diretto con il Fold7, il nuovo Ultra risulta praticamente indistinguibile: stessa impostazione generale, con colorazioni più sobrie rispetto alla generazione precedente. Samsung dichiara che si tratta del pieghevole più sottile mai realizzato dall’azienda, ma lo scarto reale rispetto al modello precedente è di appena un decimo di millimetro: lo spessore scende a 4,1 mm da aperto e 8,9 mm da chiuso. Un primato tecnico più che un cambiamento percepibile nell’uso quotidiano.

Galaxy Z Fold8 Ultra

La nuova colorazione Purple dello Z Fold8 Ultra

La novità interessante è sotto la scocca: una nuova lamina in titanio inserita sotto il pannello interno, con l’obiettivo di irrigidire la struttura nel punto più delicato di ogni pieghevole, la cerniera, e ridurre il rischio di deformazioni indesiderate nel tempo. Guardando il retro, invece, il cambiamento si vede: il sensore ultragrandangolare passa dai 12 MP del Fold7 a 50 MP, un salto che si traduce in scatti concretamente migliori, come vedremo tra poco.

Schermo: piega ridotta, luminosità superiore

Il pannello esterno, 6,5 pollici a risoluzione 1080 x 2520 pixel, resta invariato rispetto al Fold7. Il display interno da 8 pollici, invece, sale leggermente in risoluzione (2204 x 2256 pixel contro 2184 x 1968), ma il vero salto è nella luminosità e nella resa cromatica, decisamente più curate.

Questo si traduce in due vantaggi concreti: migliore leggibilità all’aperto, e una piega centrale meno visibile che mai. Non è sparita del tutto (guardando lo schermo spento, o di lato, si nota ancora) ma a schermo acceso e guardato frontalmente l’effetto “mini-tablet” è quasi completo, il migliore mai visto su un Fold Samsung.

Un dettaglio funzionale emerso nell’uso quotidiano riguarda la fruizione di contenuti verticali: guardando Reel o Shorts a libro aperto, il formato del pannello interno consente di visualizzare il video nelle proporzioni originali mentre i commenti scorrono lateralmente, senza sovrapporsi al contenuto. Una soluzione di interfaccia pensata specificamente per chi utilizza il dispositivo anche come piattaforma di consumo multimediale.

Chip e temperature: il vero trade-off della generazione

Sotto la scocca troviamo lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, lo stesso del Galaxy S26 Ultra. Con meno spazio per dissipare il calore, però, il comportamento cambia: già durante l’installazione delle prime app il telaio si scalda in modo percepibile, e con giochi impegnativi (abbiamo provato Arknights: Endfield) il calore diventa piuttosto evidente, soprattutto sul pannello posteriore.

Galaxy Z Fold8 Ultra

Lo schermo esterno del Galaxy Z Fold8 Ultra

Qui però arriva il dato più sorprendente del test: nelle prove di stress prolungato, il Fold8 Ultra mantiene circa il 79% delle prestazioni massime, contro il 66% fatto segnare dal Galaxy S26 Ultra nello stesso identico scenario. Il paradosso è che l’S26 Ultra parte più veloce in valore assoluto (oltre il 20% in più nel punteggio iniziale) ma con l’uso prolungato il vantaggio si riduce a poche unità percentuali. Tradotto: il Fold8 Ultra non è il più scattante sulla carta, ma è quello che regge meglio nel tempo, un compromesso che nell’uso reale (sessioni lunghe, multitasking, giochi impegnativi) spesso conta più del picco iniziale.

Chi è alla ricerca di un dispositivo orientato specificamente al gaming farà bene a considerare altre opzioni: tra il calore percepito e l’ingombro del modulo fotografico durante l’impugnatura in orizzontale, una sessione di gioco prolungata resta un’esperienza poco agevole, anche utilizzando una cover protettiva.

Fotocamere: qui il salto si vede (e si sente)

Chi acquista un pieghevole raramente lo fa per la fotocamera, ma qui Samsung ha lavorato bene. Il salto dell’ultragrandangolare, da 12 a 50 Megapixel, porta a scatti più dettagliati soprattutto in condizioni di scarsa luce e sui soggetti lontani. A questo si aggiunge un vero zoom ottico, al posto dell’approccio quasi solo computazionale del Fold7.

L’elaborazione software resta comunque molto presente nel risultato finale, come da tradizione Samsung: chi preferisce un output meno “corretto” dall’intelligenza artificiale può sempre affidarsi a un’app fotografica di terze parti.

Batteria: finalmente risolto il problema storico

Per anni i pieghevoli del gigante di Seoul hanno sofferto di batterie più piccole rispetto ai concorrenti. Con il Galaxy Fold8 Ultra questo capitolo si chiude: la batteria sale a 5.000 mAh (contro i 4.400 mAh del Fold7), la stessa capacità del Galaxy S26 Ultra. L’azienda dichiara fino a 27 ore di riproduzione video continua — cifra sempre da prendere con le pinze, ma nell’uso reale il telefono ha sempre chiuso la giornata con margine, anche caricandolo di norma solo fino all’80%.

Galaxy Z Fold8 Ultra

Il design del Galaxy Z Fold8 Ultra

Il sistema stima un’autonomia media di circa un giorno e 13 ore con carica piena, contro i circa due giorni e 4 ore dichiarati per l’S26 Ultra: un divario fisiologico, legato al doppio schermo, ma comunque il miglior risultato mai ottenuto su un Fold Samsung. Chi usa spesso la modalità tablet vedrà l’autonomia scendere più rapidamente, ma per l’uso quotidiano standard non c’è mai stato motivo di preoccuparsi.

Conclusioni: per chi vale l’upgrade

Per chi possiede già un Fold7 ed è soddisfatto della propria esperienza d’uso, il Fold8 Ultra non offre un motivo sufficientemente convincente per il salto: ingombro e peso percepito restano sostanzialmente invariati, mentre i miglioramenti su schermo, fotocamere e batteria sono reali ma incrementali. Diverso è il discorso per chi proviene da un modello più datato, o si avvicina per la prima volta a un pieghevole: in questo caso il Fold8 Ultra rappresenta il punto più maturo raggiunto finora da Samsung nella categoria, grazie a una batteria finalmente all’altezza, una piega quasi impercettibile e un comparto fotografico più completo.

Resta il nodo prezzo: a 2.299 euro di partenza, e fino a 2.899 euro per la versione top, il Fold8 Ultra si posiziona su un gradino più alto di quanto la sola sigla “Ultra” giustifichi da sola. Un rincaro che va letto anche nel contesto dell’aumento generale dei costi di RAM e memorie che sta interessando tutto il mercato smartphone in questo periodo, ma che resta comunque un investimento importante da valutare con attenzione prima dell’acquisto.

Pubblicato il 2 Agosto 2026
Saverio Alloggio
Saverio Alloggio

Sono nato nel 1990 e ho vissuto da adolescente l’arrivo degli smartphone. La mia passione per la tecnologia è nata però ben prima, iniziando ad assemblare computer in quinta elementare. Circuiti e schede di rete mi hanno affascinato da quando ne ho memoria. È stato il 2007 però l’anno della svolta: sono stato tra i pochi italiani (rispetto ai numeri...Leggi tutto

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