I Nothing Ear (3) sono i primi auricolari bluetooth del mercato a vantare un microfono indipendente direttamente integrato nella custodia per agevolare le conversazioni e le registrazioni. Potrebbe servire all’università, nei contesti più rumorosi oppure semplicemente in quei luoghi dove si è costretti a parlare a bassa voce. Insomma, questo modello è una degna evoluzione dei Nothing Ear (2) e sfida prodotti come ad esempio Huawei Freebuds Pro 4, Samsung Galaxy Buds3 Pro e Sony WF-1000XM5. Da rilevare comunque che i nuovi Nothing Ear (3) costano di listino 179 euro e sono disponibili in colore bianco o nero.
Nothing ha deciso di cambiare soprattutto la componente hardware rispetto ai Nothing Ear (2): esternamente i Nothing Ear (3) non cambiano molto. L’unico dettaglio che consente di non scambiarli è l’impiego dell’alluminio anodizzato. Prima sulle stanghette risaltava il nero, adesso l’argento. Mentre la custodia non ha più la base trasparente, ma appunto una cornice in alluminio. Confermata poi la protezione IP54 per polvere e liquidi. Il cambio traccia e la gestione delle traccia avviene sempre con la pressione sulle stanghette: l’approccio è solido e funzionale. Per quanto riguarda il comfort nulla è cambiato: si può scegliere fra quattro taglie di gommini che agevolano il posizionamento corretto e la stabilità. L’app Nothing X per di più dispone di un test di aderenza che aiuta a scegliere la configurazione ideale.

Nothing Ear (3)
I driver degli auricolari adesso sono più grandi di un millimetro e misurano appunto 12 mm. Teoricamente dovrebbero migliorare la qualità audio ma in realtà è difficile percepire questo dettaglio rispetto al vecchio modello. Molto più interessante invece l’avvento della funzione Super Mic. In pratica sulla custodia il tasto Talk consente di attivare due microfoni con tecnologia di beamforming capace di ridurre il rumore ambientale fino a 95 dB. Insomma, se si desidera si possono usare gli auricolari come al solito oppure avvicinare alla bocca la custodia e avere certezza che pur parlando a bassa voce la conversazione risulterà chiara.
Nothing ha confermato che Super Mic supporta ogni chiamata con Zoom, Teams, Google Meet, WhatsApp e WeChat. Manca invece ancora l’ottimizzazione con WhatsApp, WeChat e Snapchat, ma è probabile che arrivi in futuro.
Per quanto riguarda l’autonomia si parla di quasi 10 ore di riproduzione senza cancellazione attiva del rumore e circa la metà con ANC attivo. Mentre includendo la custodia si sfiorano le 22 ore di autonomia massima.
I Nothing Ear (3) offrono una riproduzione musicale che privilegia la pulizia, i dettagli e di fatto la chiarezza del suono, ma pecca un po’ sui bassi – anche se si può recuperare un po’ con la funzione Bass Enhance da ben 5 livelli. Probabilmente è un tema anche software, quindi risolvibile con gli aggiornamenti, perché l’app di Nothing X mette a disposizione tante modalità che incidono sull’esperienza.

Funzione Super Mic integrata nella custodia
Si può scegliere infatti tra cancellazione attiva del rumore, trasparenza e audio spaziale. La prima non è molto soddisfacente e attenua leggermente i rumori incrementando soprattutto le basse frequenze. La seconda in alcuni contesti è controproducente. La terza è gradevole, ma non funziona bene davvero con tutte le tracce musicali. Però bisogna riconoscere che grazie al formato audio ad alta risoluzione Ldac, compatibile con alcune piattaforme streaming, la qualità migliora. Interessante la possibilità di eseguire un test via app che consente di creare un profilo audio personale oppure intervenire direttamente sulla equalizzazione in una modalità facilitata oppure capillare personalizzando frequenza dopo frequenza. Fra le comodità bisogna sottolineare la funzione low latency (<120ms) che migliora la sincronizzazione tra audio e video in ogni contesto, nonché i supporti Google Fast Pair e Microsoft Swift.
I Nothing Ear (3) ha un design unico e molto distintivo che strizza l’occhio al gusto sci-fi. Il diffuso impiego di alluminio regala un tocco in più. Sotto il punto di vista musicale privilegiano la pulizia del suono e la chiarezza, rispetto all’enfasi dei bassi (che comunque può essere rimarcata con una funzione specifica). E per gli appassionati l’audio ad alta risoluzione è senza dubbio un plus. Mentre la cancellazione del rumore e la trasparenza al momento appaiono un po’ deboli. Probabilmente il grande valore aggiunto è la funzione Super Mic perché in alcuni contesti risolve davvero il problema della microfonazione. Molto buona poi l’autonomia senza ANC attivo. Il prezzo è in linea con la fascia medio-bassa.
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