LDAC è il codec Bluetooth di Sony che consente di godere di musica in alta risoluzione sfruttando le connessioni wireless: il cosiddetto hi-res audio wireless. Fra i prodotti che lo supportano vi sono ad esempio gli smartphone della linea Sony Xperia Z5, i Sony Walkman, le cuffie Sony WH-1000XM4 e WH-1000XM5, gli altoparlanti SRS-XP500, soundbar e i prodotti di una dozzina di marchi diversi. Da sottolineare poi che a partire dal sistema operativo Android 8.0 Oreo potenzialmente il supporto è solo una questione di accordi di licenza tra Sony e i produttori di smartphone.
Per comprendere l’importanza dell’LDAC bisogna fare un passo indietro, ovvero ricordare che normalmente lo streaming audio via Bluetooth, tra ad esempio uno smartphone e un altoparlante senza fili, non può essere ad alta risoluzione poiché il contenitore virtuale (pacchetto) che trasporta i file non è adeguato. L’unica eccezione è rappresentata dalla tecnologia aptX HD (24 bit e 48 kHz) di Qualcomm, presente su alcuni modelli top di gamma Android dotati di una componente hardware specifica. Ecco spiegato il motivo per cui l’alta risoluzione storicamente è sempre stata appannaggio delle soluzioni cablate.
Ritornando al concetto di “contenitore” è bene sapere che tecnicamente viene chiamato codec: si tratta di un elemento software che si occupa di codificare e decodificare in digitale il segnale audio. Ogni codec è capace di prestazioni diverse e nel caso dell’LDAC di Sony promette una velocità massima teorica in bit di 990 kbps e quindi una riproduzione ad alta risoluzione a 24 bit/96 kHz.
Da ricordare che i bit rappresentano l’accuratezza e profondità di un campione audio; un CD si ferma a 16 bit e 44,1 kHz, mentre un file ad alta risoluzione raggiunge i 24 bit. I kHz sono la frequenza di campionamento, ovvero il numero di punti di dati al secondo di un file audio. Infine i kbps del bitrate sono semplicemente la quantità di dati audio trasferiti al secondo.
In pratica fatto salvo il canale wireless Bluetooth a disposizione – che è uguale per tutti – la tecnologia Sony spinge di più. Però bisogna anche ricordare che il massimo delle prestazioni viene raggiunto solo quando è presente una trasmissione Bluetooth molto stabile. Sui dispositivi sorgente (smartphone, lettori, etc.) comunque si può intervenire sulle opzioni e scegliere tra la massima stabilità oppure la modalità adattiva che in base alle condizioni ambientali si auto-regola a 990, 660 o 330 kbps.
Sotto il profilo prestazionale il codec più diffuso in ambito Bluetooth fra gli smartphone e altri prodotti, ovvero SBC (Sub-band Codec), si ferma a 328 kbps, AAC (Advanced Audio Codec) non va oltre i 320 kbps, mentre la tecnologia aptX HD di Qualcomm arriva a 576kbps. In sintesi sulla carta l’LDAC fa meglio di tutti, ma non quando la connessione è molto instabile o ci si allontana troppo dalla sorgente. Perché come abbiamo anticipato si può autoregolare alla soglia minima di 330 kbps.
La tecnologia LDAC serve a rendere giustizia ai formati audio ad alta risoluzione come ad esempio FLAC o ALAC. In pratica potenzialmente vuol dire ascoltare la musica a qualità superiore a quella dei CD. Ovviamente le variabili sono molte e vanno dalla qualità di registrazione della traccia ai dispositivi che si usano, ma in linea di massima con buone cuffie o altoparlanti, rispetto a una qualità MP3 standard, le differenze sono evidenti. L’esperienza di ascolto con l’alta risoluzione è più coinvolgente, immersiva. Gli strumenti musicali si possono distinguere più facilmente, la voce appare più naturale. Aumentano a dismisura le sfumature. Insomma, la fruizione musicale sale di livello.
Ovviamente è importante ricordare che per lo streaming LDAC bisogna disporre di una sorgente audio (smartphone, lettore o media player) e diffusori, auricolari o cuffie compatibili con lo standard. In tal senso basta cercare il bollino distintivo sulle confezioni. Le piattaforme streaming audio più note che offrono tracce ad alta risoluzione sono Qobutz, Tidal, Deezer, Apple Music e Amazon Music HD.
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