Google ha rilasciato un aggiornamento per Chrome su Windows, con il quale ha risolto una falla di sicurezza potenzialmente grave, che era stata sfruttata in attacchi informatici contro i PC di organizzazioni in Russia. La vulnerabilità, identificata come CVE-2025-2783. L’azienda di Mountain View ha dunque confermato di essere a conoscenza di un exploit attivo per questa vulnerabilità, ma non ha fornito dettagli aggiuntivi sugli attacchi, sugli attori coinvolti o sui soggetti presi di mira. Il problema di sicurezza era presente nelle versioni 134.0.6998.177 e .178 di Chrome per Windows.
Si tratta del primo exploit zero-day noto su Chrome dall’inizio dell’anno e la sua scoperta è stata attribuita ai ricercatori di Kaspersky Boris Larin e Igor Kuznetsov, che hanno segnalato la falla il 20 marzo 2025. Kaspersky ha descritto l’attacco come altamente sofisticato e attribuibile a una minaccia persistente avanzata, monitorata con il nome Operation ForumTroll.
Secondo quanto emerso, l’infezione avveniva subito dopo che la vittima cliccava su un link ricevuto via e-mail, che apriva un sito malevolo in Chrome senza richiedere ulteriori azioni per risultare infettati. Il punto debole derivava da un errore logico nell’interazione tra il browser e il sistema operativo Windows, consentendo di aggirare la protezione sandbox. I collegamenti utilizzati dagli aggressori venivano personalizzati in base ai bersagli e sembravano avere finalità di spionaggio.
Le e-mail ingannevoli, che sembravano inviti a un forum scientifico denominato Letture Primakov, erano rivolte a istituzioni educative, media e organizzazioni governative russe. Inoltre, il codice malevolo si avvaleva di un secondo exploit per l’esecuzione remota, sebbene Kaspersky non sia riuscita a recuperarlo. Gli elementi analizzati suggeriscono un livello di sofisticazione tale da far ipotizzare il coinvolgimento di un gruppo APT (Advanced Persistent Threat).
Vista la gravità della minaccia, anche gli utenti di browser basati su Chromium, come Edge, Brave, Opera e Vivaldi, sono invitati ad applicare gli aggiornamenti di sicurezza non appena risulteranno disponibili. La prudenza non è mai troppa.
Scrivi un commento