Da gennaio 2026 il servizio PosteID (lo SPID per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione fornito da Poste Italiane) è diventato a pagamento. Sebbene il primo anno di utilizzo rimanga a costo zero, a partire dal secondo anno verrà richiesto un contributo annuale di 6 euro. Non si tratta di una cifra proibitiva, per carità, ma rappresenta un segnale chiaro di come il modello di sostenibilità dello SPID stia evolvendo verso logiche di mercato che prevedono sempre meno il concetto di gratuità che mette Poste Italiane sullo stesso piano di altri gestori che, nei mesi scorsi, hanno intrapreso strade simili (basti pensare ad Aruba e Infocert). Se siete alla ricerca delle migliori alternative gratuite allo SPID PosteID di Poste Italiane, evidentemente vorreste evitare di pagare un canone annuale per un servizio che, almeno fino a poco tempo fa, era erogato senza abbonamenti di alcun tipo. Vediamo insieme le possibili strade alternative percorribili al momento.
Partiamo da un presupposto: la nuova politica tariffaria di Poste Italiane non colpirà indistintamente tutti gli utenti. Prima di mettere mano al portafoglio, dovete verificare se rientrate in una delle categorie per le quali Poste ha previsto specifiche esenzioni, pensate per tutelare i soggetti più fragili o chi utilizza l’identità digitale per necessità essenziali. Non pagheranno il canone le seguenti tipologie di utenti:
Tutti coloro che non rientrano in uno dei quattro punti precedenti dovranno, invece, pagare il canone di 6 euro l’anno: un importo che serve a garantire la sostenibilità economica di un servizio gestito da un’azienda che, pur essendo partecipata dallo Stato, opera con logiche di bilancio proprie.
Se l’idea di pagare un abbonamento per accedere ai servizi pubblici non vi piace, la soluzione più solida e istituzionale è passare alla CIE, ovvero la Carta d’Identità Elettronica. A differenza dello SPID, che è gestito da Identity Provider privati (ovvero fornitori di servizi accreditati come Poste o InfoCert), la CIE è un documento di stato, emesso dal Ministero dell’Interno. È dotata di un chip e tecnologie di crittografia avanzata che la rendono più sicura delle semplici credenziali nome utente e password. Per usarla come identità digitale, dovete innanzitutto possedere la versione fisica della carta con il chip (non quella cartacea) e i codici PIN e PUK che vi sono stati forniti al momento del rilascio del documento. Se avete ancora il vecchio documento cartaceo, dovrete richiedere la nuova CIE al vostro Comune di residenza. Il documento, di per sé, non è gratuito: occorre versare la somma di 16,79 euro a cui aggiungere i diritti fissi e di segreteria (se previsti e variabili da Comune a Comune).
Una volta ottenuta la carta fisica, la trasformazione in identità digitale avviene tramite smartphone. Dovete scaricare l’app ufficiale “Cie ID” e assicurarvi che il vostro telefono sia dotato di tecnologia NFC (Near Field Communication), quel sistema a corto raggio che usate abitualmente per i pagamenti contactless alle casse dei negozi. La procedura è semplice: aprite l’app, registrate la carta avvicinandola al retro del telefono quando richiesto e inserite le prime 4 cifre del PIN.
Una volta riconosciuta, la vostra CIE diventerà una chiave d’accesso universale, valida non solo in Italia ma riconosciuta a livello europeo, perfettamente in linea con gli standard futuri dell’identità digitale comunitaria.
Se preferite lo SPID e non volete utilizzare la carta fisica ogni volta che fate un accesso, potete migrare verso altri fornitori che offrono ancora il servizio gratuitamente. Il mercato degli Identity Provider è vario e molti operatori consentono di attivare uno SPID a costo zero, a patto che utilizziate strumenti digitali certi per il riconoscimento iniziale. Operatori come Lepida, Tim e TeamSystem, ad esempio, permettono di ottenere l’identità digitale gratuitamente, a patto di effettuare la procedura di riconoscimento tramite la CIE (usando l’app e lo smartphone come spiegato sopra) o una firma digitale. Anche altri nomi noti come Namirial, Sielte, SpidItalia, Intesi Group ed EtnaID mantengono la gratuità del servizio se il riconoscimento avviene tramite strumenti elettronici già in possesso dell’utente.
Quando si tratta di pagare imposte, tributi, tasse, e quant’altro, può subentrare una certa ansia dovuta, non solo all’esborso economico in sé, ma alla poca conoscenza dei vari meccanismi che sono correlati
Avere a che fare con la burocrazia italiana e con la Pubblica Amministrazione in generale non è mai un'esperienza esaltante, diciamocelo. Rispetto a qualche anno fa, però, oggi abbiamo quantomeno la fortuna
Scrivi un commento