Un chatbot creato dalla startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha rapidamente scalato le classifiche dell’App Store di Apple e del Google Play Store, spodestando ChatGPT di OpenAI. Il punto di forza di questo nuovo assistente AI è che è alimentato dai modelli open-source di DeepSeek, startup cinese che afferma possano essere addestrati a una frazione del costo utilizzando un numero di chip molto inferiore rispetto ai modelli leader del settore.
I download dell’app DeepSeek sono letteralmente esplosi poco dopo il rilascio. Questo chatbot, secondo quanto riferito, è progettato per risolvere problemi complessi ed è in grado di offrire prestazioni pari a quelle del modello o1 di OpenAI su determinati benchmark.
R1 è stato costruito sul modello V3 LLM rilasciato da DeepSeek a dicembre, che l’azienda afferma essere alla pari con GPT-4o e Claude 3.5 Sonnet di Anthropic, i cui costi di sviluppo sono stati inferiori ai 6 milioni di dollari. Al contrario, il CEO di OpenAI Sam Altman ha dichiarato che addestrare GPT-4 è costato oltre 100 milioni di dollari, una differenza davvero incredibile.
DeepSeek afferma anche di aver utilizzato solo circa 2.000 chip specializzati di Nvidia per addestrare V3 LLM, rispetto ai 16.000 o più necessari per addestrare i modelli leader, secondo quanto riportato dal New York Times. Queste affermazioni, non verificate, stanno portando sviluppatori e investitori a mettere in discussione l’approccio computazionalmente intensivo favorito dalle principali aziende AI mondiali. Se fosse vero, ciò significherebbe che gli ingegneri di DeepSeek hanno dovuto essere molto creativi di fronte alle restrizioni commerciali pensate per garantire il dominio degli Stati Uniti nell’AI.
Non solo, queste affermazioni hanno suscitato reazioni molto forti nei principali mercati finanziari, infatti il prezzo delle azioni di Nvidia è sceso di oltre il 12% durante le contrattazioni pre-market. Nvidia, infatti, di recente si era proprio focalizzata sullo sviluppo di chip dedicati all’intelligenza artificiale e, insieme a Microsoft, OpenAI e Meta stanno investendo miliardi nei data center per l’AI — 500 miliardi di dollari solo per il progetto Stargate, di cui si pensa che 100 miliardi siano destinati a Nvidia. Ora, investitori e analisti si chiedono se questi soldi siano ben spesi.
Ovviamente, insieme al grande stupore per le grandi prestazioni offerte da questo nuovo modello di intelligenza artificiale, sono emerse anche le prime preoccupazioni in merito alle implicazioni per la privacy degli utenti. Infatti, al momento DeepSeek ospita i dati degli utenti su server in Cina e raccoglie anche tanti dati degli utenti, come le informazioni sul dispositivo in uso e sui messaggi e contenuti delle interazioni con il chatbot.
Al momento, dunque, non è chiaro se DeepSeek sia conforme al GDPR applicato nell’Unione Europea (Italia compresa), pertanto potrebbe essere presto bloccato il suo accesso in attesa di futuri sviluppi.
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