Come scegliere il proiettore giusto: standard, a tiro ultra-corto o portatile?

Le tipologie di proiettori attualmente disponibili si possono raggruppare in tre categorie e l'ambiente dove saranno posizionati è fondamentale
Di Dario d'Elia 6 Marzo 2023
7 minuti di lettura
proiettore come scegliere

Il mercato dei proiettori è ricco di modelli con caratteristiche e prezzi molto diversi: non è quindi semplice scegliere il modello migliore per le proprie esigenze. La prima domanda che il potenziale acquirente deve porsi riguarda la destinazione d’uso: in quale ambito verrà usato il prodotto e con quali finalità?

Limitando la scelta all’intrattenimento, le tipologie di proiettori attualmente disponibili si possono raggruppare in tre categorie: proiettori standard, proiettori a tiro ultra-corto e proiettori portatili. Il primo passo da compiere è quindi quello di capire in quale categoria va ricercato il modello più consono alle proprie esigenze; solo in un secondo momento si seleziona un prodotto specifico tra quelli disponibili.

Proiettori standard, per chi cerca l’eccellenza

Nella definizione “proiettori standard” facciamo rientrare tutti i dispositivi che hanno le caratteristiche convenzionalmente associate ai proiettori: parliamo perciò di dispositivi che vanno posizionati di fronte allo schermo e che si collocano ad alcuni metri di distanza. Questo requisito non è derogabile: la luce emessa dal proiettore passa attraverso un gruppo ottico che determina il rapporto tra la base dello schermo e la distanza.

In gergo si parla di rapporto di tiro, un dato che sui proiettori standard può andare da 1,2:1 (anche se c’è chi alza questa soglia a 1,5:1) a circa 2,3 – 2,5:1. A seconda della diagonale che si vuole riempire occorre pertanto collocare il proiettore a diversi metri di distanza. Nel caso di un proiettore con rapporto di tiro 1,2:1 che deve riempire 100 pollici (di diagonale), cioè 2,2 metri di base, la distanza richiesta è di 2,64 metri che diventano 3,3 metri se il rapporto di tiro è 1,5:1.

Oltre al rapporto di tiro va calcolato anche l’apporto dello zoom, che agisce entro un intervallo più o meno esteso (si trova sempre riportato nelle specifiche) e che consente di avvicinarsi o di allontanarsi un po’, in modo da garantire più flessibilità quando si installa il proiettore nella stanza. Chi dovrebbe quindi orientarsi su un proiettore di questo tipo? Ovviamente occorre la sicurezza di poter posizionare proiettore e schermo nei punti giusti del proprio ambiente e in alcuni casi è semplicemente impossibile, ad esempio se le distanza tra schermo e proiettore non è sufficiente o se si deve per esempio installare il proiettore in mezzo a una stanza, con effetti estetici piuttosto impattanti.

Sony VPL-XW5000

Sony VPL-XW5000

Al netto di queste considerazioni, i proiettori standard sono quelli che assicurano le migliori prestazioni: è qui che si concentrano i prodotti di fascia più alta, quelli più luminosi (si possono creare letteralmente piccoli cinema) e le tecnologie più evolute come la LCoS, Liquid Crystal on Silicon, capace di offrire prestazioni di altissimo livello e che per questo si colloca sulla fascia di prezzo più alta. Si parte indicativamente dai 6.000 euro per arrivare anche svariate decine, un posizionamento che viene replicato solo dai prodotti DLP con triplo chip. Ovviamente ci sono anche soluzioni meno costose che si basano sulle tecnologie 3LCD e DLP a singolo chip: di fatto ci sono scelte per tutte le tasche.

Alcuni modelli interessanti sono il BenQ W1800, l’Optoma UHD38 oppure alcuni realizzati da Epson come il TW9400. Chi dispone di una maggiore capacità di spesa si può invece orientare sui già citati LCoS scegliendo un Sony VPL-XW5000 o uno dei prodotti di fascia ancora più alta realizzati dalla stessa Sony o da JVC.

Proiettori a tiro ultra-corto, come alternativa alla TV

I proiettori a tiro ultra-corto si sono imposti sul mercato in modo sempre maggiore nel corso degli ultimi anni. La differenza rispetto ai proiettori standard è rappresentata dal rapporto di tiro: qui la distanza dallo schermo si riduce moltissimo e non si parla più di metri da i qualche decina di centimetri. Se consideriamo lo stesso schermo da 100 pollici che abbiamo usato come esempio per la categoria precedente, con un modello ultra-corto la distanza scende in media tra i 10 e i 30 centimetri circa.

In pratica il proiettore si colloca a ridosso della parete o dello schermo, generalmente su un mobile basso, eliminando così gran parte delle complicazioni generalmente associate alla proiezione. Non ci sono cavi lunghi da passare e non servono stanze molto lunghe per garantire la giusta distanza. Per questi motivi i proiettori a tiro ultra-corto vengono spesso proposti come alternative ai TV. La gamma Laser TV di Hisense è nata proprio in questo modo e anche altri produttori, come ad esempio BenQ, offrono pacchetti completi di proiettori e schermi progettati appositamente per questi modelli.

Hisense 100L5g

Hisense 100L5g

Per lo stesso motivo sui proiettori a tiro ultra-corto troviamo quasi sempre degli speaker integrati che offrono prestazioni a volte non dissimili da quelle di alcune soundbar di fascia medio-bassa, una semplificazione che permette di avere un unico sistema per audio e video, senza complicazioni e senza cavi aggiuntivi. I proiettori a tiro ultra-corto sono anche la scelta migliore per chi è interessato alle funzionalità smart senza dover ricorrere a dispositivi esterni. Su molti modelli sono infatti presenti piattaforme integrate come Android TV, VIDAA o soluzioni proprietarie che mettono a disposizione molte applicazioni per i principali servizi streaming. Queste funzionalità sono invece assenti sui proiettori standard. Consigliamo però di controllare sempre la disponibilità di Netflix: su alcuni prodotti, anche con Android TV, non è supportato o è disponibile solo a risoluzione standard, quindi praticamente inutilizzabile su un proiettore perché la definizione è troppo bassa per schermi grandi.

Tra i prodotti più rappresentativi citiamo l’Hisense 100L5F con schermo da 100”,  il BenQ V7000i e il Samsung The Premiere LSP7.

Proiettori portatili per presentazioni o vacanze

L’ultima macro-categoria di cui parliamo è quella dei proiettori portatili, al cui interno si trovano modelli anche molto diversi tra loro. Si spazia da prodotti tascabili ad altri che, pur essendo facilmente trasportabili, sono comunque caratterizzati da una buona luminosità e da dimensioni sensibilmente maggiori. Chi si deve orientare su un proiettore di questo tipo? Sicuramente chi effettua presentazioni per lavoro e deve avere con sé una soluzione compatta che richiede pochi minuti per essere completamente operativa.

Un altro possibile scenario di utilizzo è l’intrattenimento casalingo in postazioni che non sono fisse ma cambiano spesso, passando magari da una parete libera all’interno dell’abitazione a un terrazzo nelle serata d’estate. In tutti questi casi è bene tenere sapere che i proiettori portatili sono generalmente poco luminosi: a parte pochi modelli più ingombranti e costosi, non si può pensare di riempire schermi molto grandi, ad esempio 100 pollici. Tecnicamente è possibile arrivarci ma il risultato non è soddisfacente: quello che si ottiene è un’immagine buia e con poco contrasto.

samsung the freestyle

Samsung The Freestyle

Oltre alla luminosità è opportuna controllare anche quali opzioni sono disponibili per alimentare il proiettore: alcuni modelli sono dotati di batteria integrata, altri permettono di acquistarne una come opzione mentre quelli più luminosi passano praticamente tutti per un sistema di alimentazione esterna. Ci sono poi modelli con porte USB che, pur non avendo una batteria interna, possono alimentarsi tramite un power bank.

La scelta è ampissima: ci sono proiettori cilindrici che somigliano a speaker wireless come l’Anker Nebula Capsule II, altri con un aspetto più tradizionale e una luminosità molto più alta, ad esempio il Viewsonic M2 e prodotti piuttosto inusuali come il Samsung The Freestyle.

Pubblicato il 6 Marzo 2023
Dario d'Elia
Dario d'Elia

Sono nato nel 1974, esattamente nel momento in cui l'era digitale stava iniziando a varcare i confini dei laboratori per entrare nelle case. Risale proprio a quel periodo uno dei primi microcomputer: il "famoso" IMSAI 8080, che Matthew Broderick usò nel 1983 per violare il supercomputer del Norad nel film "Wargames". Ecco, sono cresciuto in quel periodo di transizione e...Leggi tutto

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