Dario d'Elia

Sono nato nel 1974, esattamente nel momento in cui l'era digitale stava iniziando a varcare i confini dei laboratori per entrare nelle case. Risale proprio a quel periodo uno dei primi microcomputer: il "famoso" IMSAI 8080, che Matthew Broderick usò nel 1983 per violare il supercomputer del Norad nel film "Wargames". Ecco, sono cresciuto in quel periodo di transizione e come molti coetanei ho ereditato una console Atari 2006 (sì, quella del primo videogioco Pong) e poi ho avuto in dono il Commodore 64. Ci ho giocato e stragiocato. Il manuale del linguaggio di programmazione BASIC ricordo di averlo aperto, e poi immediatamente chiuso; non faceva per me. Dopodiché ho abbandonato la dimensione informatica per dedicarmi totalmente al basket e allo studio – con quel tipico marchio di fabbrica "il ragazzo è brillante ma non si impegna".

Al Liceo mi sono riavvicinato timidamente ai computer, ma è nel periodo universitario che è esplosa la mia curiosità per la tecnologia e Internet. Verso la fine degli anni '90, esaltato da American Beauty, il Grande Lebowsky, Matrix e Fight Club, ho avuto una folgorazione. Tanto, Lettere Moderne non l'avrei finita – mi piaceva di più la neonata Scienze della Comunicazione – quindi che fare? Non sono un tecnico, anche se qualcosa ne capisco; meglio scrivere. Ho iniziato a collaborare con le riviste .NET e T3, poi sono passato al web con la rubrica di videogiochi del portale di Omnitel (poi diventata Vodafone) e tanti altri siti specializzati in tecnologia e mondo digitale.

Nel 2001 ho co-fondato probabilmente la prima startup italiana specializzata nel content providing: in pratica fornivamo i contenuti editoriali ai grandi siti come quelli di Vodafone, Findus, Knorr, etc. Nel frattempo l'impegno editoriale è diventato più giornalistico e ho avviato collaborazioni con Smau, Apogeonline, IdeaWeb e tante altre realtà oggi ormai scomparse.

Poi, chiusa la startup (erano arrivate le grandi agenzie di comunicazione!), ho compiuto il mio primo grande salto e sono andato a lavorare per Punto Informatico, la prima testata italiana dedicata a Internet, tecnologie e il resto. Un simbolo oltre che un magazine online, dato che è stata fondata nel 1995 come una BBS (Bulletin Board System). Non guardava alla tecnologia e dispositivi solo come a oggetti, ma alle implicazioni sul nostro quotidiano, la società, i diritti, etc.

Dopo tre anni sono passato a Tom's Hardware e ho portato quell'esperienza. E così quello che era un blog specializzato in hardware è diventato nel tempo una testata di informazione ad ampio spettro. Ho coordinato per oltre dieci anni l'attività quotidiana legata alle news e adesso invece collaboro con Corriere.it, Wired e HDBlog. In questi 20 anni di attività ovviamente mi sono occupato anche di recensioni di prodotti tech, nel rispetto di poche semplici regole: essere corretto, badare all'efficienza ma anche all'usabilità, tener conto di forma e sostanza, e infine mai dimenticare i consumatori "meno tecnologici".

Su Trovaprezzi.it mi occupo soprattutto di recensioni e guide all'acquisto dedicate ai prodotti di elettronica di consumo. Dall'audio al video, senza contare gadget, wearable e ogni altro tipo di dispositivo. Saltuariamente curo anche le news, perché in fondo la cronaca digitale quotidiana rimane una mia grande passione.
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