In queste ore si sta facendo un gran parlare delle cosiddette app suggerite da ChatGPT, che a quanto pare riguardano una funzione sperimentale pensata per far interagire gli utenti, direttamente nella chat aperta con l’AI sul proprio smartphone o computer, con servizi esterni senza doverli cercare o aprire manualmente. Alcuni utenti hanno però interpretato questi inserimenti come inserzioni pubblicitarie, soprattutto quando il sistema ha citato app senza alcuna attinenza con l’argomento della conversazione (al punto tale che alcuni utenti, e anche alcuni media, stanno iniziando a ribattezzare questi suggerimenti come app fuori contesto).
L’episodio più discusso riguarda un messaggio in cui ChatGPT proponeva di collegare l’app Peloton, nonostante si stesse parlando di un podcast con Elon Musk e dell’azienda xAI. Il fatto che la segnalazione fosse comparsa anche a un abbonato al piano Pro (la versione a pagamento di ChatGPT) ha alimentato il sospetto che OpenAI stesse testando forme di advertising. Il post che mostrava lo screenshot è diventato virale su X, alimentando il disappunto sulla vicenda.
Per chiarire la situazione è intervenuto un dirigente di OpenAI, spiegando che quel riferimento non derivava da accordi economici con Peloton e che non c’era alcun meccanismo pubblicitario dietro. Era invece un tentativo, mal calibrato, di attivare un sistema di riconoscimento contestuale delle app, cioè una tecnologia progettata per identificare quando un’app potrebbe essere di aiuto all’utente durante la chat. La scarsa pertinenza, come ammesso la stessa OpenAI, ha trasformato l’esperienza in qualcosa di inatteso e poco chiaro.
OpenAI aveva già anticipato che le sue app integrate sarebbero emerse nelle conversazioni al momento giusto. Peccato, però, che quando la loro attivazione non è coerente con l’argomento a cui l’utente è interessato, il risultato può sembrare invasivo e rendere l’esperienza d’uso del chatbot alquanto sgradevole. La percezione è accentuata dal fatto che non esiste ancora un modo per disattivare questi suggerimenti, rendendo il tutto simile a una raccomandazione commerciale anche quando non lo è.
Dal 24 agosto il servizio ChatGPT Ads approderà in Europa, toccando non solo l'Italia, ma anche in buona parte del resto d'Europa. Dopo la fase di sperimentazione avviata negli Stati Uniti nello
OpenAI sembra voler fare sul serio con il suo primo smartphone basato sull’AI, anticipando i tempi rispetto a quelle che erano le previsioni iniziali. Stando a quanto riferito in un recente report
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