Il settore dei dispositivi indossabili ha registrato negli ultimi anni un progressivo ampliamento grazie all’introduzione di device inediti come gli smart ring, visori VR e gli smart glasses. Tra le numerose proposte disponibili sul mercato spiccano i Ray-Ban Meta, occhiali a prima vista identici a quelli classici ma che nascondono un cuore tecnologico in grado di offrire una serie di funzioni innovative.
Nati dal connubio tra lo storico marchio dell’occhialeria e la nota società del settore tecnologico, i Ray-Ban Meta sono giunti quest’anno alla loro seconda generazione, terza se si considera l’esperimento dei Ray-Ban Stories, con un sistema a bordo ancora più semplice e intuitivo da usare.
In questo approfondimento analizzeremo i Ray-Ban Meta sotto il profilo tecnico e funzionale, per capire a chi si rivolgono, le principali modalità di utilizzo e quali elementi valutare prima di procedere con l’acquisto.
Presentati per la prima volta al pubblico circa due anni fa, i Ray-Ban Meta di prima generazione costituiscono la fusione perfetta tra stile e tecnologia. La montatura nasconde un complesso sistema di sensori che permettono di connettersi con il mondo. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.
Definiti dal produttore AI Glasses, i Ray-Ban Meta (Gen 1) possono contare su una fotocamera ultra-grandangolare da 12 Megapixel, che riesce a catturare foto da 3024 x 4032 pixel e video HD con definizione da 720 pixel a 120 fps oppure Full HD da 1080 pixel a 30/60 fps, con una durata massima di 3 minuti.
La memoria a bordo è pari a 32 Gigabyte, sufficiente per memorizzare fino a 500 foto e oltre 100 video da 30 secondi. L’autonomia per singola ricarica è pari a 4 ore, che aumenta fino a 36 ore grazie alla custodia di ricarica.
Il processore utilizzato dai Ray-Ban Meta (Gen 1) è il Qualcomm Snapdragon AR1 Gen1, pensato appositamente per questa tipologia di dispositivo. La connessione allo smartphone è garantita dalla presenza di WiFi 6 e Bluetooth 5.3, compatibile con sistemi operativi Android e iOS. La custodia si ricarica tramite USB di tipo C.
Cinque i microfoni integrati nella montatura, per consentire all’utente di dialogare con Meta AI, rispondere alle chiamate e altro ancora. Due gli speaker open-ear, progettati per garantire un suono di qualità con i contenuti multimediali ma senza coprire l’audio ambientale circostante. Presente la certificazione di resistenza agli schizzi d’acqua IPX4.
Presente, infine, un LED di notifica che si illumina e lampeggia in base alle notifiche e rimane acceso quando è attiva la fotocamera e si procede con l’acquisizione di foto e video.
Gli occhiali Ray-Ban Meta (Gen 1) possono considerarsi uno strumento che connette mondo reale e virtuale in modo del tutto naturale. Basta indossarli per iniziare a sperimentare le funzioni di Meta AI a cui si aggiunge la comodità di avere un assistente virtuale sempre pronto all’azione.
Pronunciando “Ehi Meta” è possibile chiedere all’assistente dettagli su ciò che si sta osservando: che si tratti di un monumento, un paesaggio, un piatto tipico o un oggetto. Le informazioni arrivano in modo chiaro tramite gli altoparlanti integrati, senza richiedere l’ausilio di auricolari.
Sempre con il comando Ehi Meta è possibile acquisire foto e video in qualsiasi momento e condividerli sui social più diffusi, tra cui WhatsApp, Instagram e Facebook, oppure avviare una videochiamata, fornendo all’interlocutore una visione in primo piano di ciò che si sta osservando in quel momento.
Tra le funzioni più utili figura la traduzione in tempo reale, che è possibile avviare con l’ausilio dello smartphone. In questo modo l’audio tradotto arriverà direttamente attraverso gli speaker mentre ciò che si pronuncia potrà essere visualizzato dall’altra persona sul display del telefono. Non manca la possibilità di ascoltare la musica preferita con alcuni semplici comandi, tramite le piattaforme più utilizzate come Spotify, Apple Music e Apple Music.
Tutte le impostazioni possono essere gestite attraverso l’applicazione dedicata Meta AI, disponibile per smartphone Android e iOS. L’app consente, inoltre, di salvare sul telefono tutti i contenuti realizzati con gli occhiali così da avere sempre spazio in memoria quando si indossano i Ray-Ban Meta.
Sono due le montature disponibili al momento per l’Italia dei Ray-Ban Meta: Wayfarer e Skyler. Per entrambe sono disponibili quattro diverse colorazioni delle lenti oltre a poter selezionare le dimensioni della montatura per un maggiore comfort.
Proprio per garantire la massima versatilità, i Ray-Ban Meta montano lenti da vista, da sole e le note Transitions che si adattano in modo dinamico alla luce ambientale per proteggere gli occhi. In più, è possibile scegliere la propria gradazione da -6.00 a +4.00 di correzione totale.
Il peso della montatura è di 50 grammi circa mentre la custodia, che richiama il design storico Ray-Ban, ha un peso di circa 130 grammi.
Arrivati sul mercato questo autunno, i Ray-Ban Meta (Gen 2) apportano alcuni piccoli aggiornamenti rispetto al modello precedente anche se le funzionalità rimangono pressoché le stesse, come vedremo nei paragrafi successivi.
I Ray-Ban Meta di seconda generazione portano alcuni upgrade rispetto al modello precedente. Si parte dalla fotocamera a bordo che, nonostante rimanga una ultra-grandangolare da 12 Megapixel, consente ora di realizzare filmati con qualità Ultra HD 3K a 30 fps, per una durata complessiva di 3 minuti. Gli scatti restano, invece, ad una risoluzione massima di 3024 x 4032 pixel come il modello Gen 1.
Lo spazio di archiviazione è il medesimo, da 32 Gigabyte, mentre cresce l’autonomia passando a 8 ore con una singola ricarica e a 48 ore attraverso l’ausilio della custodia. L’audio può contare su due speaker open-ear con volume adattivo, evitando di coprire i suoni ambientali, così da poterli utilizzare nel traffico con la massima sicurezza.
Cinque i microfoni integrati, con array personalizzato, che promettono risposte sempre precise dall’assistente digitale. Il lato connettività è costituito da WiFi 6, Bluetooth 5.3, a cui si aggiunge la porta USB di tipo C presente sulla custodia e adibita alla ricarica. Non manca la certificazione di impermeabilità IPX4.
Meta AI costituisce indubbiamente il fulcro dell’esperienza con gli smat glasses Ray-Ban Meta (Gen 2). Oltre a poter chiedere qualsiasi informazione all’assistente virtuale, come ricette, luoghi da visitare, indicazioni meteo, dati relativi ad un oggetto e molto altro, è possibile gestire chiamate e messaggi provenienti dallo smartphone semplicemente con la voce o utilizzando i comandi touch presenti sull’asta.
Anche le funzioni multimediali sono accessibili pronunciando semplicemente “Ehi Meta”, seguito dal comando desiderato. Gli occhiali consentono di registrare filmati con qualità 3K che è possibile conservare sullo smartphone o pubblicare direttamente sui social. Il sistema a bordo è in grado di migliorare luminosità, dettagli e risoluzione in tempo reale per foto e video, restituendo sempre risultati all’altezza delle aspettative.
Grazie agli speaker pensati per dirigere il suono verso chi li indossa, si può ascoltare musica, la propria trasmissione preferita o un audiolibro in totale relax, senza disturbare chi sta accanto. La traduzione simultanea, con l’ausilio di uno smartphone, permette di dialogare in altre lingue grazie ad un sistema rapido e intuitivo. Tra le lingue supportate sono presenti francese, italiano, spagnolo, inglese, portoghese e tedesco.
Anche in questo caso l’applicazione Meta AI, disponibile per dispositivi Android e iOS, gioca un ruolo chiave. Tramite l’app è difatti possibile controllare tutte le impostazioni, accedere alla galleria di foto e video realizzati e utilizzare alcune funzioni come la traduzione live.
Risultano essere tre i modelli disponibili in Italia dei nuovi Ray-Ban Meta (Gen 2): Wayfarer, Skyler e Headliner. Come per la generazione precedente, è possibile scegliere tra lenti di colorazione differente, lenti da vista oppure optare per le Transitions.
Presente l’opportunità di utilizzare lenti graduate con un intervallo di correzione che va da va da -6,00 a +4,00. Il peso rimane pressoché invariato rispetto alla Gen 1, con montatura che arriva a 50 grammi circa e custodia da 133 grammi.
Come abbiamo potuto constatare nel corso di questa guida, le due generazioni di Ray-Ban Meta condividono grossa parte delle caratteristiche tecniche. Le differenze sostanziali risiedono nella qualità dei video registrati e nell’autonomia offerta.
Per coloro che intendono avvicinarsi per la prima volta al mondo degli smart glasses, per testarne le funzioni, il consiglio è di rivolgersi ai Ray-Ban Meta (Gen 1). La risoluzione delle foto rimane invariata, mentre la qualità video è sufficiente per i social network. In più, il prezzo inferiore rispetto al modello di seconda generazione costituisce indubbiamente un ottimo incentivo.
Per chi desidera invece una qualità video senza compromessi e una maggiore autonomia, puntando alla produttività, i Ray-Ban Meta costituiscono la scelta ideale.
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