La società di Mark Zuckerberg, Meta, ha ufficialmente aperto una nuova stagione per i suoi social. Accanto alla pubblicità “tradizionale”, da sempre aspetto centrale nel core business di Meta, arrivano anche pacchetti di abbonamento Instagram, Facebook e WhatsApp che sono un segnale evidente di come certe dinamiche stanno già cambiando. Conosciamo più da vicino tutti questi piani e cerchiamo di individuare i loro vantaggi, ma anche alcuni interrogativi che, inevitabilmente, vengono sollevati da questa novità.
Partiamo da Instagram Plus. Qui il focus è tutto incentrato sulle Storie. Con l’abbonamento è possibile mantenerle online oltre le canoniche 24 ore, vedere quante volte uno stesso utente le ha guardate ed è possibile pure creare delle liste di contatti senza limiti per la condivisione. Con questo abbonamento è possibile mettere in evidenza una Storia a settimana per amplificarne la portata e, sul fronte della privacy, è possibile sfogliare i contenuti altrui in modalità stealth, quindi senza apparire tra i visualizzatori. Completano il pacchetto font alternativi e icone esclusive per personalizzare il proprio profilo.
Strumenti simili, ma più orientati alla community e all’estetica della pagina saranno disponibili in Facebook Plus. Questo piano permette di cambiare l’icona dell’app sullo smartphone, usare font personalizzati nella bio e rispondere ai post con le “Super reazioni” animate. Con questo abbonamento si ha anche la possibilità di fissare più post in cima al diario per dare visibilità a ciò che conta davvero.
Qui si punta tutto sulla personalizzazione dell’interfaccia: temi grafici, suonerie inedite, sticker esclusivi e la possibilità di fissare in alto più conversazioni rispetto alla versione free (che consente di fissarne solo tre per la cronaca) che, chissà, potrebbero invogliare gli utenti ad abbonarsi a WhatsApp Plus.
Attenzione: nessuno di questi piani sostituisce Meta Verified, che rimane il servizio dedicato alla protezione del brand e alla sicurezza dell’identità digitale sui social di Meta.
Per coloro che usano i servizi di Meta in modo professionale ci sarà poi la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a Meta One, che si compone di questi quattro pacchetti distinti (non ancora disponibili in tutti i mercati).
Questa svolta commerciale apre, per ovvi motivi, tutto un tema sulla neutralità dell’algoritmo che non possiamo ignorare. Se la visibilità organica, cioè quella che si guadagna con contenuti di qualità, condivisioni e interazioni reali, inizia a cedere il passo a chi paga una quota mensile e ha la forza di imporsi sul mercato perché paga per farlo, il rischio è di avere una piattaforma a due velocità. Chi ha budget, cresce. Chi non ce l’ha, pian piano sparisce o, se non sparisce davvero, si vedrà costretto ad adottare nuove strategie social e, tra queste, potrebbe rientrare anche l’abbonamento. Bisognerà vedere come i vari regolatori e governi (tipo l’UE, tanto per prenderne uno a caso) vedranno la faccenda.
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