Per principianti, amatori e professionisti, la scelta degli sci giusti è fondamentale per godere appieno l’esperienza sulla neve. E con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina alle porte, non c’è momento migliore per sfogare la nostra passione per le discipline sciistiche. Lunghezza, profilo e forma degli sci sono solo alcuni degli aspetti da considerare, ai quali si aggiunge la qualità dei materiali costruttivi. Ma a condizionare l’acquisto è anche il nostro approccio alla discesa. Uno sci da slalom, infatti, è diverso da uno sci di fondo, da freeride o all-mountain. Per questo, nella guida abbiamo evidenziato le differenze principali fra i vari modelli. Non manca, poi, una ricca selezione di sci in offerta suddivisi per fasce di prezzo.
Ecco qualche spunto di riflessione per approcciare l’acquisto col piede giusto.
Livello tecnico – Rapportare il proprio livello tecnico alla qualità degli sci è un ottimo punto di partenza. Inutile spendere un capitale se siamo agli inizi e magari non abbiamo ancora ben chiaro che tipo di sciatore saremo. In questi casi, meglio optare per dei versatili sci all-mountain, capaci di comportarsi bene in qualsiasi scenario. Per i più esperti, invece, ragionare meglio su lunghezza, sciancratura e curvatura del ponte diventa necessario.
Discipline – Anche in questo caso, sono gli sciatori con un po’ di esperienza alle spalle a dover fare qualche valutazione in più. Solo sciando da qualche tempo, è possibile capire a fondo quali stili e terreni siano i più adatti alla nostra personalità. Sci slalom, sci freeride, sci freestyle, sci fondo: ecco alcuni degli approcci alla neve più diffusi.
Taglia – Un aspetto che unisce principiante, amatore e professionista alle prese con l’acquisto è proprio la taglia. Ci riferiamo, in particolare, alla lunghezza dello sci da valutare in relazione all’altezza dello sciatore. Va considerato, inoltre, che gli sci da uomo e da donna sono costruiti in modo diverso per adattarsi alla differente struttura fisica di lui e di lei.
Design – Inutile negarlo, l’estetica gioca un ruolo chiave. Oltre a valutare le specifiche tecniche, quindi, è bene acquistare il modello che più ci rispecchia nei colori e nelle decorazioni. Disegni minimal, fantasie vivaci, varianti in tinta unita o esplosioni policromatiche: la scelta non manca davvero.
La riflessione che precede l’acquisto di un paio di sci può mostrarsi particolarmente lunga e impegnativa. Di elementi su cui ragionare ce ne sono tanti. Peso, forza e tasso tecnico dello sciatore, infatti, influenzano lunghezza, sciancratura, profilo e struttura degli sci. Mentre i materiali costruttivi hanno una ricaduta su leggerezza e rigidità. E sono proprio questi ultimi a far lievitare il prezzo in modo netto.
Che siano sci all-mountain o sci slalom, i materiali segnano una linea di demarcazione netta fra modelli entry-level e modelli professionali. Per venire incontro alle esigenze di tutti gli utenti, abbiamo selezionato i migliori sci inserendoli in fasce di prezzo differenti. Si parte con la fascia economica, che include i prodotti con tetto di spesa di 450 euro. Incontriamo, poi, la fascia media, compresa tra 450 e 650 euro. Infine, la fascia alta raccoglie i prodotti premium, la cui qualità è pari o vicina a quella dei modelli da competizione.
Gli sci di fascia economica rappresentano il primo mezzo per approcciarsi alla neve. Sono dedicati, in genere, a chi sta imparando a sciare, motivo per cui sono versatili e piuttosto corti, così da favorire il controllo e l’ingresso in curva. Ma non mancano interessanti modelli junior, anche adatti ad un pubblico esperto. È questo il caso, ad esempio, della linea Volkl Racetiger Junior che comprende modelli da pista e sci per solcare la neve fresca, tutti accomunati da un’ottima manovrabilità. Leggeri e precisi, trasmettono una notevole potenza sul manto nevoso. Agli adulti di livello principiante e intermedio, invece, si rivolgono i Rossignol Escaper 87, fra i più aggressivi nel rapporto qualità-prezzo. Progettati per assecondare uno stile rilassato, danno il meglio su neve fresca e percorsi non battuti. Non troppo impegnativi da controllare, favoriscono controllo e galleggiamento grazie al ponte rocker. Sempre destinati al fuoripista, i Volkl Blaze 94 alzano l’asticella delle performance, richiedendo allo sciatore qualche competenza in più. Forti di un nucleo in legno multistrato decisamente reattivo, garantiscono manovrabilità sulle curve strette e stabilità per quelle più lunghe e ampie. Validi anche in pista, sono sci all-mountain dalla straordinaria flessibilità. Anche gli Atomic Bent 100 appartengono al segmento più versatile degli sci. In perfetto equilibrio fra pista e fuoripista, contano su un’anima in pioppo capace di assorbire al meglio colpi e vibrazioni, mettendosi in luce anche nel freestyle leggero.
Gli sci di fascia media rispondono alle esigenze di utenti più navigati. Sciatori con una buona esperienza sulla neve, infatti, prediligono modelli in grado di assicurare velocità superiori e un più raffinato controllo in curva. Cominciamo con il piede giusto, presentando gli Head Supershape e-Magnum. Cuciti attorno alla pista, sono sci di livello semiprofessionale che riescono a scaricare sulla neve molta potenza senza nulla perdere in termini di agilità nell’ingresso in curva. Più versatili nell’approccio, gli Atomic Backland 95 sono sci all-mountain ottimamente bilanciati che offrono tanto agli sciatori più navigati. Molto leggeri grazie alla struttura in legno, fibra di vetro e carbonio, gestiscono le curve con facilità, spingendo con decisione quando serve. Disponibili in svariate taglie, combinano galleggiamento e controllo grazie al ponte camber al centro e rocker alle estremità. Gli Atomic Cloud 11, invece, sono disegnati sul corpo femminile, tenendo in considerazione le differenze anatomiche che caratterizzano sciatori e sciatrici. Ci muoviamo, in questo caso, nel terreno degli sci da pista, in particolare fra i modelli da carving. Fulminei in curva, sono corti ed estremamente reattivi. Analoghi nel DNA, gli sci Rossignol Hero Elite MT Ti sono disegnati per il pubblico maschile. Sportivi e dinamici, mettono in campo un raggio di curva compreso tra 12 e 16 metri a seconda della lunghezza scelta. Impreziositi da un mix di fibra di vetro e carbonio e irrobustiti dal titanio, eccellono su neve dura e ghiaccio.
Superata la soglia dei 650 euro, entriamo di diritto nel terreno degli sci di fascia alta, modelli a elevate prestazioni impiegati anche dagli atleti più forti del mondo. Ad aprire le danze ci pensano gli Head Supershape E-Original, vero punto di riferimento per gli appassionati di carving. Imbattibili nei cambi di direzione rapidi, si ispirano ai modelli da gara per trasferire sulla neve potenza e controllo. Capaci anche di fare velocità, si avvalgono di strati in carbonio e grafene per tenere a bada il peso. Anche gli Head Worldcup Rebels E-Race privilegiano la pista, esaltandosi con le curve secche. Il corpo multistrato in legno, alluminio e grafene restituisce un feeling piacevole allo sciatore esigente che cerca una risposta di livello professionale. In più, il sistema EMC assorbe le vibrazioni, innalzando aderenza e controllo. Si sale ancora di livello con i Rossignol Hero Master, un vero capolavoro di progettazione e bontà costruttiva. Cuore di tutto è l’anima in faggio ad altissima sensibilità abbinata ad un ponte camber di tipo tradizionale. Due sono le versioni in cui sono proposti: LT con raggio di curva di 15/21 m e ST con raggio di curva variabile da 11 a 13 metri a seconda della lunghezza. E chiudiamo nel modo migliore con gli Stockli Sci Laser WRT Pro, sci da slalom dedicati all’agonismo. A proprio agio anche su neve molto dura, velocizzano l’accelerazione in uscita di curva grazie agli inserti in carbonio CPT.
L’evoluzione degli sci nell’ultimo trentennio è stata inarrestabile, portando forma e dimensioni attuali a differire molto rispetto ai modelli degli anni ’70 e ’80. Oltre ai materiali costruttivi che si sono fatti via via più sofisticati, a cambiare maggiormente è stata la lunghezza.
Infatti, mentre oggi gli sci standard misurano qualcosa meno della nostra altezza (o, al massimo, la eguagliano), in passato potevano superare facilmente i 210 cm. Inoltre, il diffondersi di nuove discipline, il freeride sci in particolare, ha prodotto anche una variazione del profilo degli sci che ora hanno spatola (la parte frontale) e coda (la parte posteriore) più incurvate verso l’alto. Nella parte centrale degli sci, detta pattino, trovano posto gli attacchi per gli scarponi che devono garantire il grip necessario per avere il giusto controllo. Sotto, invece, abbiamo la soletta, ovvero lo strato a contatto con la neve, ai cui lati vengono montate le lamine, rinforzi in acciaio che forniscono maggiore stabilità. A influenzare molto le prestazioni è anche il ponte, ossia la curvatura del profilo. Mentre il ponte tradizionale per lo sci alpino è leggermente incurvato verso l’alto nella parte centrale, gli sci freeride sono provvisti di ponte con disegno inverso, che favorisce l’ingresso in curva.
Sci dall’ottimo rapporto qualità-prezzo:
Atomic Cloud C11 Revoshock Light
K2 Disruption 78C
Volkl Rise Above 88
Se gli sci sono cambiati tanto a livello di misure, altrettanto è avvenuto in quanto a materiali costruttivi. In origine, infatti, veniva impiegato solo il legno, in special modo di frassino. Col tempo, però, la tecnica di produzione si è evoluta ed oggi quasi tutti i modelli sono multistrato. Sono composti, cioè, da un’anima centrale in legno a cui si aggiungono, sopra e sotto, altri strati costituiti da materiali differenti. Parliamo, in questo caso, di costruzione a sandwich, in cui si alternano anche più di sette diverse superfici incollate l’una all’altra. La scelta del legno svolge un ruolo cruciale: determinare la maggiore o minore rigidità degli sci. Se sci più rigidi si adattano meglio alla neve fresca, una superiore flessibilità li rende perfetti per la neve compatta, dura o ghiacciata. Fra gli altri materiali usati per costruire gli sci all-mountain (come anche gli sci di fondo o i carving sci), troviamo la plastica, la grafite, il kevlar, il carbonio, il titanio e particolari leghe in grado di renderli più resistenti e leggeri. Non dobbiamo, infatti, dimenticarci di valutare anche il peso degli sci, fattore che mostra evidenti effetti sulla neve. Ad un peso maggiore, corrisponde una superiore stabilità. Di contro, uno sci leggero offre una manovrabilità migliore, soprattutto in percorsi con curve molto strette.
Sci più apprezzati:
Dynafit Seven Summits Ski Set
Atomic Cloud C12
Dynastar M-Vertical 88
A livello tecnico, gli aspetti più importanti da valutare per sciare sempre nelle migliori condizioni sono tre: lunghezza degli sci, sciancratura e curvatura del ponte. Parliamo di caratteristiche che, a seconda di come sono assortite, delineano il DNA del singolo modello. Vediamole meglio insieme.
Lunghezza degli sci
Come già evidenziato nella sezione relativa alla struttura degli sci, la lunghezza dei modelli in commercio si è andata progressivamente riducendo negli ultimi anni. Il motivo è molto semplice: sci meno lunghi sono più facili da manovrare. E non è un caso se, per lo sciatore principiante, si prediligano modelli più corti rispetto alla media. Altro fattore che influisce sulla misura degli sci è la disciplina per cui sono progettati. Per fare un esempio concreto, nell’ambito dei modelli da slalom, gli sci da speciale sono fino a 25 cm più corti di quelli da gigante. E il divario con i modelli professionali da Super G o discesa libera è destinato ad aumentare ancora.
Sciancratura e raggio di curva
Conoscere il significato del termine sciancratura può essere molto utile prima di acquistare gli sci. Tale parola definisce la curvatura verso l’esterno che ha origine dal centro dello sci procedendo verso le estremità, il tutto osservabile dall’alto. Per calcolarla, occorrono tre misurazioni: la larghezza dello sci al pattino, alla spatola e alla coda. La curva tracciata da questi elementi è ciò che ci interessa. Sci con sciancratura elevata ci permettono di realizzare con facilità traiettorie più strette in curva. Non a caso, il raggio di curva diminuisce all’aumentare della sciancratura stessa. Misurabile in metri, il valore del raggio oscilla fra 11 e 21 m. E se uno sci all-mountain si mantiene a metà circa di questo intervallo, i più agili sci da slalom fanno registrare un raggio di curva spostato verso il primo estremo.
Camber contro rocker: il profilo degli sci
Ulteriore elemento da considerare è il ponte, ovvero la curvatura dello sci vista di profilo. Il ponte tradizionale è chiamato camber e si mostra incurvato verso l’alto nella zona centrale. Naturalmente, tale curva si annulla nel momento in cui siamo sopra gli sci ma resta visibile tenendoli in mano e guardandoli di profilo. Il termine rocker, invece, definisce un ponte incurvato al contrario, ovvero verso il terreno. Tale tipologia sta riscuotendo un grandissimo successo da qualche anno a questa parte perché permette di impostare le curve in modo più semplice, assicurando un’agilità superiore. Molto interessanti sono anche i modelli che uniscono il camber al rocker. In questo caso, ad una curvatura centrale verso l’alto si contrappongono due curve opposte molto accentuate, una in coda ed una in spatola.
Sci all-mountain dal DNA versatile:
Rossignol Escaper 87
Atomic Bent 100
Head Supershape E-Original
Meglio la neve fresca o quella più compatta? I percorsi ben tracciati o lo sci libero fuori pista? Di fronte all’acquisto di un nuovo paio di sci, domande come queste dovrebbero trovare una risposta. Sì, perché il profilo dello sciatore può condizionare la scelta e orientarla verso un modello oppure un altro. Oltre ad una questione di gusto, però, ce n’è anche una prettamente tecnica. Il principiante, ad esempio, dovrebbe optare per sci flessibili e facili da controllare in curva. Lo sciatore di livello intermedio, invece, preferirà sci un po’ più rigidi, ovvero più impegnativi da gestire ma anche più veloci. Infine, i modelli di livello professionale sono dedicati ai profili più tecnici ed esigenti. Fondamentale, però, è inquadrare il prodotto in base all’uso cui verrà destinato, valutando le specifiche tecniche in relazione alla disciplina praticata. Ecco di seguito le principali.
All-mountain
Si tratta di prodotti molto versatili, facili da gestire e comodi. Proprio per questo, lo sforzo che richiedono è abbastanza contenuto, tanto da renderli perfetti per i principianti. L’equilibrio è il segreto degli sci all-mountain che ci permettono di affrontare bene sia la neve fresca che quella più pesante. Più larghi al centro rispetto ai modelli professionali da slalom speciale, si caratterizzano per una struttura particolarmente flessibile.
Carving
Gli sci di questa categoria puntano tutto sulla maneggevolezza in curva. Proprio per tale ragione, sono più corti della media e molto leggeri. Inoltre, sono provvisti di rocker in spatola capace di agevolare ancora di più la sterzata, riducendone il raggio. Abbastanza stretti al centro e larghi alle estremità, gli sci carving non sono adatti per sciatori dal fisico imponente.
Freeride
Gli sci freeride sono pensati per il fuori pista e per i percorsi poco battuti. Sono, quindi, ottimi sulla neve fresca ma non si comportano male neanche su quella più pesante. Al centro sono particolarmente larghi (anche più di 110 mm) e sono provvisti di ponte rocker incurvato verso il manto nevoso. Tale fattore offre un ottimo controllo degli sci che, però, si rivelano abbastanza pesanti e rigidi.
Slalom
Eccoci a descrivere gli sci professionali da gara, suddivisibili in ulteriori due categorie: slalom speciale e slalom gigante. I primi sono corti e agilissimi, veloci in curva, altamente maneggevoli e perfetti per la pista. Pur condividendo con questi ultimi il terreno d’utilizzo, i modelli da slalom gigante sono strutturalmente agli antipodi. Lunghi e rigidi, permettono di raggiungere alte velocità sui rettilinei.
Fondo
Diversi da tutti i modelli illustrati fino ad ora, gli sci di fondo appaiono lunghi e stretti, con una sciancratura quasi nulla e privi di rocker. Il classico ponte camber non è particolarmente accentuato e gli attacchi lasciano libero il tallone. La tecnica del fondo, inoltre, richiede uno sforzo superiore rispetto alle altre discipline.
Sci da slalom più popolari:
Head Sci Supershape e-Magnum
Stockli Sci Laser WRT Pro
Rossignol Hero Elite MT Ti
Abbiamo visto come capacità e preferenze incidano sulla scelta degli sci. Entra in gioco, poi, un terzo fattore a dir poco cruciale. Parliamo delle caratteristiche fisiche dello sciatore, ovvero altezza, peso e genere. I modelli junior, infine, meritano un breve approfondimento a parte.
Altezza
È impossibile prescindere dal calcolo della lunghezza degli sci in base all’altezza dello sciatore. Ad aiutarci in questa operazione intervengono delle tabelle specifiche che mettono in relazione i due valori. Certo è che per uno sci freeride e uno sci carving le valutazioni da fare sono molto differenti. La caratteristica del primo, infatti, è di essere più lungo della media. Il secondo, invece, si comporta esattamente all’opposto. In generale, però, possiamo affermare che uno sci all-mountain, ovvero un modello a tutto tondo, dovrà misurare circa 10 cm in meno rispetto all’altezza di chi lo andrà a utilizzare.
Peso
Il corretto rapporto fra peso dello sciatore e rigidità degli sci ci permette di ottenere il giusto compromesso fra manovrabilità e stabilità. Sci flessibili sono adatti a percorsi con molte curve mentre modelli più rigidi ci consentono di andare veloce in sicurezza. Ma se lo sciatore è molto leggero, uno sci duro potrebbe risultare difficile da tenere a bada sulla neve. Viceversa, uno sciatore pesante che utilizzi sci morbidi potrebbe riscontrare difficoltà di controllo in curva.
Genere
Da qualche anno a questa parte i costruttori di sci stanno progettando modelli specifici per le donne. Il motivo è da cercarsi nella differente conformazione fisica delle sciatrici che richiede modelli disegnati a misura. A influenzare il tutto è il baricentro femminile che, essendo mediamente più basso, rende il controllo più faticoso. Per questo, gli sci da donna sono, di solito, più morbidi e dotati di sciancratura accentuata. Inoltre, gli attacchi per gli scarponi sono posizionati un paio di centimetri più avanti rispetto ai modelli da uomo.
Sci per bambini
Esistono in commercio anche gli sci junior, pensati appositamente per bambini e ragazzi alle prese con le prime discese sulla neve. Pur restando valida la relazione fra altezza dello sciatore e misura degli sci, la lunghezza si mantiene leggermente inferiore. In questo modo, gli sci risultano più facili da controllare, soprattutto in curva.
Talvolta venduti insieme agli sci e realizzati dal medesimo marchio, gli attacchi svolgono un ruolo chiave, permettendoci di solcare la neve in sicurezza. Da un lato, infatti, hanno lo scopo di tenere lo scarpone ben saldo, così da garantire un controllo ottimale. In caso di caduta, però, devono sganciarsi prontamente per evitare dolorose conseguenze per le articolazioni. Composti da due parti (puntale e talloniera), vanno regolati in lunghezza in base alla misura dello scarpone. Ma non solo, devono anche essere tarati tenendo conto del peso dello sciatore, oltre che della spinta impiegata per scendere. Il rapporto fra questi elementi, infatti, determina la quantità di forza necessaria a sganciare lo sci in caso di emergenza. Espressa in DIN (Deutsche Industrie Norme), oscilla fra 3 e 16, partendo da valori che richiedono poco sforzo per lo sgancio per arrivare a quelli che ne impongono molto di più. Ma anche la disciplina praticata rappresenta una varabile importante in tal senso. Lo sci carving, ad esempio, richiede meno energia rispetto al freeride sci o allo slalom gigante. E di conseguenza, impone una regolazione degli attacchi tendente verso valori di DIN più bassi.
Sono due gli accessori davvero imprescindibili per gli amanti della neve: bastoncini e scarponi. Vediamo come sceglierli al meglio.
Bastoncini
I materiali costruttivi sono importanti. Ma ancor più lo è la lunghezza. Per essere confortevoli e offrire ottime prestazioni, infatti, i bastoncini da sci devono essere a misura di sciatore. Calcolarne la lunghezza è semplice e la regola vale per tutti i tipi di prodotti, sia per lo sci all-mountain che per lo sci di fondo. È sufficiente mettersi in piedi con le braccia distese, piegare il gomito di 90 gradi e misurare la distanza tra quest’ultimo e il pavimento.
Scarponi
Più complessa è la scelta degli scarponi che, rispetto a sci e bastoncini, non può prescindere dalla prova diretta. Si tratta, infatti, di accessori che stressano il piede durante la sciata e, con facilità, possono creare dolore. È importante valutarne la lunghezza ed il volume, oltre che la morbidezza della scarpetta. E sarebbe auspicabile indossarli per almeno quindici minuti prima di comprarli, in modo da essere certi che non facciano male.
Scarponi da sci più popolari:
Dynafit Speed
Head Raptor WCR 120
Scarpa F1
Il design degli sci è intrinsecamente legato alle prestazioni. Modelli con sciancratura ampia, ad esempio, assicurano un raggio di curva molto stretto. Ma anche la differenza fra ponte camber e rocker fa sentire i propri effetti su controllo e velocità. Per quanto, all’aspetto, non manchino distinzioni fra sci freeride, sci slalom e sci di fondo, il tutto si riconduce ad un elemento funzionale. A livello puramente estetico, invece, ciò che fa la differenza sono i colori e le grafiche. Come per skateboard e snowboard, infatti, la decorazione ha un forte valore simbolico e tradizionale. A prevalere sono colori accesi e sgargianti, disegni astratti e linee schematiche. Ma non mancano modelli customizzati con decorazioni speciali ed iconiche. Senza contare che molti produttori, fra cui spicca Atomic, permettono al cliente di personalizzare al massimo gli sci direttamente online. Oltre alle specifiche tecniche e ai materiali costruttivi, quindi, è possibile scegliere colorazioni e disegno, andando a comporre un modello unico in grado di rispecchiare in toto la nostra personalità.
Sicurezza, performance, leggerezza ed esperienza sono solo alcuni degli aspetti da tenere a mente quanto si decide quali sci e snowboard indossare per una o più giornate da passare in montagna. Uno
In appena quattro anni gli aumenti sfiorano il 40%. Sono i rincari sui prezzi degli skipass che, per gli appassionati di sci e snowboard, hanno il sapore di una vera stangata che,
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