La mole di documenti, foto, video e ricordi vari che ciascuno di noi colleziona nei decenni è aumentata enormemente nel corso del tempo. Merito (o colpa, a seconda dei punti di vista) dell’evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi vent’anni. Per questo molti si chiedono quale sia la miglior opzione per conservare foto e documenti tra servizi cloud, SSD esterni e NAS. Rispondere non è affatto semplice e richiede l’analisi di talmente tante variabili che la lettura di un articolo difficilmente sarà sufficiente a fugare ogni dubbio.
In ogni caso, bisogna pur partire da un punto e, nelle righe che seguono, speriamo che possiate trovare un punto per iniziare dei vostri personalissimi ragionamenti sulle esigenze specifiche che avete bisogno di soddisfare e su come le soluzioni elencate potrebbero riuscire ad adempierle più o meno efficacemente. Vediamo dunque vantaggi, limiti e costi (a spanne) di ciascuna soluzione, così da capire cosa potrebbe davvero fare al caso vostro.
Se cercate la massima comodità e non volete pensare alla gestione dell’hardware, l’archiviazione in cloud resta la scelta sicuramente più immediata: vi basta un account per accedere ai vostri file da smartphone, tablet e computer, ovunque vi troviate. Tra i punti di forza di questa soluzione ci sono l’assenza di manutenzione, l’accessibilità totale dei file salvati all’interno del servizio di cloud storage scelto (o dei servizi impiegati, se doveste usarne più di uno), il backup automatico delle foto scattate con il telefono e le funzioni basate sull’intelligenza artificiale che servizi come Google Foto o iCloud usano per organizzare automaticamente i vostri scatti.
Negli ultimi tempi si sono diffuse anche formule “a vita” (lifetime), proposte ad esempio da pCloud o Internxt, che prevedono un pagamento una tantum valido per sempre, evitando così i canoni ricorrenti. Proprio i canoni periodici restano il principale svantaggio della maggior parte dei servizi cloud: sul lungo periodo possono pesare parecchio sul portafoglio. Pagare pochi euro al mese per anni è infatti una spesa subdola: sul breve periodo sembra di spendere molto poco; sul lungo periodo i costi diventano decisamente importanti. A questo si aggiungono la dipendenza da una connessione Internet stabile e questioni legate alla privacy e al controllo dei dati: se il vostro account venisse per qualche motivo bloccato, rischiereste di perdere l’accesso all’intero ‘archivio. Ecco che questa soluzione rimane indicata per chi usa lo storage in modo occasionale o, in linea generale, per chi deve gestire file che stanno tranquillamente sotto i 2 terabyte e vogliono ricorrere a una soluzione di facile utilizzo.
Se lavorate spesso dal computer, magari con montaggio video o fotoritocco, e preferite avere i file fisicamente e costantemente sotto il vostro pieno controllo, un SSD esterno è un’opzione da prendere in considerazione. Il vantaggio principale di questi sistemi di storage risiede nella velocità di trasferimento, oggi ai massimi livelli grazie agli standard USB4 (la nuova generazione di connessioni USB, in grado di superare i 20 Gbps), oltre all’assenza di abbonamenti, alla privacy totale (visto che i dati non passano mai dalla rete) e a dimensioni estremamente compatte.
Di contro, si tratta di un dispositivo “offline”: non potrete consultare i file dallo smartphone quando siete fuori casa, a meno di collegare fisicamente il disco. Inoltre, se l’unità si rompe o viene smarrita (eventualità, queste, per nulla rare), i dati sono persi per sempre: un SSD da solo, quindi, non può essere considerato un backup sicuro. C’è sempre bisogno di una certa ridondanza dei dati per evitare tragiche perdite. L’uso di SSD (e più in generale di supporti di memoria esterni) rimane quindi un’opzione da usare all’occorrenza, ma non una scelta definitiva.
La soluzione più completa e indicata per chi gestisce e movimenta quantità importanti di dati è il NAS, sigla che sta per Network Attached Storage. Il NAS è una sorta di mini computer dotato di più dischi rigidi e collegato al router di casa, che si comporta a tutti gli effetti come un cloud personale. Tra i punti di forza di questa soluzione troviamo il controllo completo dei dati senza dover pagare canoni mensili, una capacità di archiviazione enorme ed espandibile fino a decine di terabyte, e la protezione garantita dalla configurazione RAID (una tecnologia che distribuisce e duplica i dati su più dischi, proteggendoli dalla rottura di una singola unità). Grazie ad app dedicate, che ricordano molto il funzionamento di Google Foto, iCloud Drive e simili, è possibile inoltre accedere ai propri contenuti anche da remoto.
Anche qui, comunque, ci sono dei “contro” da attenzionare. Quello più importante è legato probabilmente alla spesa iniziale, che può superare le diverse centinaia di euro per l’acquisto del NAS a cui aggiungere anche la spesa dei dischi e il consumo elettrico (dal momento che il dispositivo per funzionare deve rimanere attaccato all’alimentazione). E poi c’è tutto il tema della sicurezza: un furto, un incendio, un allagamento, potrebbero portare alla compromissione dei dati presenti nel NAS.
Alla luce di tutte queste considerazioni, valutate la soluzione che meglio si adatta al vostro caso e che ha il miglior rapporto costi/benefìci possibile.
Quando si parla delle soluzioni di archiviazione su PC, il primo prodotto a cui si pensa è sicuramente un hard disk. Ben lungi dall’essere una novità, l'SSD si è imposto come riferimento
Nonostante il sempre maggiore impiego delle memorie di tipo SSD, apprezzate principalmente per la loro velocità, gli hard disk interni di tipo meccanico rappresentano ancora la soluzione più diffusa per l’archiviazione digitale,
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