Non so se è colpa dell’effetto nostalgia o del puro senso pratico, ma ogni volta che chiudo un Galaxy Z Flip mi sembra di appendere il telefono al chiodo con una certa soddisfazione. Sarà per quel click deciso della cerniera, sarà che ho finalmente trovato uno smartphone che rispetta le mie tasche (in tutti i sensi), ma lo Z Flip7 è uno di quei dispositivi che ti fanno chiedere: “Perché non è sempre stato così?”
Dopo una settimana intensa con il nuovo pieghevole compatto di casa Samsung, posso dirlo senza mezzi termini: è lo smartphone più riuscito della serie, con miglioramenti mirati, tangibili e finalmente coerenti con il tipo di utenza a cui si rivolge. Lo Z Fold7, che abbiamo iniziato a testare, resta un mostro di potenza e multitasking, ma se devo scegliere un compagno per la vita di tutti i giorni, resto fedele al design a conchiglia.
Il primo impatto con il nuovo Galaxy Z Flip7 è di quelli che lasciano il segno, anche senza effetti speciali. Più sottile, più elegante, meno vistoso. A vederlo da chiuso sembra quasi un oggetto di design, non uno smartphone. Merito di una scocca raffinata, in Armor Aluminum, e di un vetro che non teme cadute (testato personalmente, più volte). Samsung ha tolto loghi, scritte e fronzoli inutili, lasciando parlare le linee nette e le colorazioni fresche: il nostro blu è sobrio ma moderno, mentre il rosa e il menta esclusivo del Samsung Shop strizzano l’occhio a un pubblico più vivace.
Il confronto con il Motorola Razr 60 Ultra è inevitabile, ma anche impari. Dove il Razr gioca la carta del look retrò con materiali come Alcantara e inserti in legno, il Flip7 si presenta più snello (solo 13,7 mm da chiuso), più squadrato, più bilanciato nel peso. E quella cerniera nuova? Un gioiello di ingegneria: silenziosa, fluida e resistente. L’apertura e la chiusura hanno finalmente quella sensazione premium che mancava nelle prime generazioni.
Samsung non ha semplicemente aumentato la diagonale dei due display, li ha perfezionati in ogni aspetto. Il pannello interno è ora un 6,9 pollici AMOLED LTPO con refresh rate dinamico a 120Hz, e formato 21:9, perfetto per scrollare social, guardare film e scrivere testi senza dover combattere con formati astrusi. Ma la vera rivoluzione sta fuori.
Il display esterno da 4,1 pollici è grande, nitido e finalmente utile. Dove prima avevamo un pannellino da smartwatch, oggi abbiamo un secondo schermo vero, capace di far girare Google Maps, scrivere messaggi (senza fare yoga con le dita), leggere notifiche, registrare vocali o persino guardare video. Certo, serve installare ancora l’app dal Galaxy Store per sbloccare tutte le funzioni (scelta discutibile nel 2025), ma una volta fatto, ci si dimentica di dover aprire lo smartphone.
Le cornici sono minime, la luminosità è buona (anche se non eccelsa sotto il sole estivo), e la reattività impeccabile. Solo il vetro Gorilla Glass Victus 2 fa storcere il naso rispetto al Ceramic Glass del Razr, ma è un dettaglio più da scheda tecnica che da esperienza reale.
Ammettiamolo: quando si è saputo che Samsung Galaxy Z Flip7 avrebbe montato il nuovo Exynos 2500 invece dello Snapdragon 8 Gen 3, molti hanno storto il naso. Invece no, Samsung ci ha sorpresi, perché il nuovo SoC proprietario è veloce, stabile e soprattutto efficiente.
Nel quotidiano non c’è nulla che metta in crisi lo Z Flip7, anche nelle sessioni di gioco pesante o nel multitasking spinto. Merito anche della nuova GPU Xclipse 950 e della NPU aggiornata, che però deve ancora maturare: nei test AI offline, siamo ancora sotto il Tensor G4 e lo Snapdragon 8 Gen 3 Elite. Ma chi compra uno Z Flip lo fa per flessibilità e stile, non per macinare benchmark.
La ricezione è solida grazie al modem Exynos 5400 (lo stesso dei Pixel 9), e il telefono mantiene temperature basse anche sotto stress. Ottimo il lavoro sulla dissipazione, finalmente all’altezza di un top di gamma.
Con One UI 8.0 basata su Android 16, il Flip7 gode di tutte le ottimizzazioni tipiche di Samsung per i pieghevoli. L’integrazione di Gemini Live funziona bene, anche se ci sono ancora margini per migliorare. Interessante Now Brief nella schermata principale, con widget smart come il riepilogo del sonno, sincronizzato con i Galaxy Watch.
Meno apprezzata la scelta di non abilitare tutte le app di default sul display esterno. La possibilità di adattare il formato delle app con un tap (16:9, 9:16 o full screen) è però una delle trovate migliori, soprattutto per i social e le fotocamere.
Galaxy AI è la stessa del Fold7: efficace nella sbobinatura dei vocali, utile nella “gomma magica”, ma ancora limitata dall’assenza di un prompt testuale (come quello dei Pixel). È il momento di copiarlo, Samsung. E di farlo funzionare meglio, come sapete fare voi.
La batteria da 4400 mAh sembra un piccolo miracolo. A fronte di un corpo compatto, l’autonomia è una delle migliori mai viste su un pieghevole. In roaming 5G, con display spesso al massimo della luminosità e uso intensivo, si arriva sempre alle 18-19 con ancora un po’ di batteria. In condizioni normali (Wi-Fi, uso misto), si copre tranquillamente l’intera giornata, con margine.
Peccato per la ricarica: ferma ancora a 25 Watt, una scelta conservativa e difficile da difendere nel 2025. Motorola e Xiaomi stanno sopra i 45 Watt, qui si poteva osare di più, magari sfruttando la doppia batteria per una ricarica parallela. La ricarica wireless è presente, ma anche qui si sente la mancanza di un po’ di velocità extra.
Il comparto fotografico è forse l’unica vera nota dolente del Flip7. La fotocamera principale resta la 50 Megapixel Isocell GN3 già vista altrove, con stabilizzazione ottica e apertura f/1.8. Fa foto buone, ma nulla che sorprenda nel 2025. La ultragrandangolare da 12 Megapixel è ancora priva di autofocus, ed è un limite serio per chi ama registrare video o scattare a soggetti ravvicinati.
La selfie camera interna da 10 MP è lì solo per necessità: con uno schermo esterno del genere, è molto meglio usare le fotocamere posteriori per inquadrarsi. La qualità c’è, ma resta l’amaro in bocca per il mancato upgrade della ultrawide, che con autofocus e un sensore leggermente migliore avrebbe cambiato le carte in tavola.
La modalità video è ottima: 4K/60fps stabile, con nuova modalità LOG e una gestione del rumore più matura. Anche le terze parti ora possono accedere subito alla ultragrandangolare, un bel passo avanti.
Il Galaxy Z Flip7 è tutto quello che un pieghevole compatto dovrebbe essere nel 2025: elegante, funzionale, fluido, resistente. Non è perfetto, ma ci va incredibilmente vicino.
A 1.279 euro però di listino non è un affare, ma come sempre con Samsung, il vero prezzo è quello dopo il primo sconto, il cashback, il trade-in o l’offerta lampo. E a quel punto, può diventare davvero il best-buy foldable del 2025.
Se siete curiosi di provare un pieghevole senza compromettere la praticità quotidiana, Galaxy Z Flip7 è il miglior punto di partenza.
l’ho preso da una settimana e quindi sto ancora valutando anche se già sembra molto soddisfacente. Comunque, io ho avuto il flip3 e la pellicola esterna si è rotta dopo sei mesi, ho preso il flip6 ed è successa la stessa cosa! Da autolesionista ho voluto provare anche questo, qualcuno sa dirmi se in questo particolare è stato migliorato? Grazie