Recensione Motorola Moto G77: un punto di riferimento sotto i 300 euro

La casa alata conferma la propensione della serie Moto G all'elevato rapporto qualità/prezzo. Occhio però alla concorrenza interna.
Di Saverio Alloggio 10 Maggio 2026
7 minuti di lettura
Moto G77

Prendete in mano il Moto G77 e la prima cosa che pensate è che Motorola abbia barato sul prezzo, nel senso buono. La scocca in similpelle con finitura Pantone è una scelta che comunica cura, attenzione al dettaglio, una precisa idea di come dovrebbe sentirsi uno smartphone tra le dita. Il taglio di colore Shaded Spruce, verde-blu con una profondità cromatica insolita per la fascia media, è quello che fa alzare lo sguardo agli amici al bar. Ma anche il Black Olive, nero brunito e composto, ha la sua dignità.

Quello che stupisce davvero, però, è la leggerezza. 182 grammi su un display da 6,78 pollici sono un risultato che molti produttori inseguono senza raggiungerlo. Lo spessore è contenuto, la scocca non cede, non scricchiola e non si piega. E c’è anche la certificazione IP64, che garantisce protezione completa dalla polvere e resistenza agli spruzzi provenienti da qualsiasi direzione.

Display: luminoso abbastanza da far dimenticare il sole

Il pannello AMOLED da 6,78 pollici è il reparto in cui il G77 non lascia spazio a obiezioni. La luminosità di picco è tra le più alte testate in questa fascia di prezzo, il che significa che sotto il sole diretto lo schermo si legge senza dover fare gli acrobati con le mani per fare ombra.

Moto G77

Lo schermo del Moto G77

I colori sono fedeli, non sparati, non artificialmente saturi come capita spesso su dispositivi che cercano di impressionare a prima vista piuttosto che convincere nel lungo periodo. Il refresh rate a 120 Hertz fa il suo lavoro in silenzio, rendendo ogni gesto fluido e naturale.

Vale la pena segnalare la presenza del PWM a bassa frequenza, intorno ai 103 Hertz, usato per gestire la luminosità. È un aspetto tecnico che per molti utenti non avrà alcuna conseguenza pratica, ma chi sa di essere sensibile all’affaticamento visivo dovrebbe tenerlo presente. Non è un problema del G77 in particolare (è diffuso nella categoria) ma meglio saperlo prima che dopo l’acquisto.

Software e aggiornamenti: Android 16 senza fronzoli

Android 16 arriva nella sua forma più essenziale. Motorola non aggiunge strati inutili, non appesantisce il sistema con applicazioni che nessuno ha chiesto, non cerca di reinventare un’interfaccia che funziona già. Il risultato è un’esperienza d’uso pulita, reattiva nei limiti di quello che il processore consente, e facilmente personalizzabile per chi vuole andare oltre le impostazioni di base.

Il supporto agli aggiornamenti copre quattro anni, con garanzia di arrivare fino ad Android 19. È una finestra temporale che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata più che generosa, ma il settore si è mosso velocemente e oggi, quattro anni, iniziano a sembrare il minimo sindacale. Samsung garantisce sette anni. Google pure. Motorola si ferma a quattro, e in un acquisto che si vorrebbe duraturo è un elemento da mettere sulla bilancia.

Prestazioni: sufficiente non è più abbastanza

Il MediaTek Dimensity 6400 è un processore che fa il suo dovere senza infamia e senza lode. Per l’uso che ne fa la maggioranza delle persone (social media, streaming, navigazione, qualche foto) non ci sono problemi evidenti. Ma i numeri parlano chiaro: i competitor diretti del G77, alla stessa cifra, montano chipset sensibilmente più potenti, e la differenza si avverte quando si spinge il telefono oltre la routine quotidiana.

Sulla RAM c’è da fare una riflessione. Otto gigabyte sono una quantità che ancora regge, ma il mercato si sta rapidamente spostando verso i 12 Gigabyte come nuovo riferimento per la fascia media. La scelta di Motorola probabilmente riflette l’impatto della crisi delle memorie sui costi di produzione, ma l’effetto pratico è un dispositivo che potrebbe accusare il peso degli anni prima di quanto ci si auguri. Dal lato positivo, la stabilità termica è ottima: anche sotto carico prolungato il telefono scalda in modo contenuto e le prestazioni non crollano.

Moto G77

Il comparto fotografico del Moto G77

Per quanto riguarda la connettività, il Moto G75 (predecessore diretto di questo G77) supportava già il Wi-Fi 6. Il Motorola Moto G77 torna al Wi-Fi 5. Non è una differenza che si avverte in ogni situazione, ma in termini di posizionamento di mercato e di prospettiva futura è una scelta che stona, soprattutto considerando che alcuni concorrenti nella stessa fascia di prezzo il Wi-Fi 6 lo offrono già da un anno.

Sul fronte mobile le cose vanno meglio: le frequenze 4G e 5G sono numerose, la ricezione è stabile, e la presenza dell’eSIM aggiunge flessibilità per chi gestisce più numeri o viaggia spesso all’estero.

Comparto fotografico: buona luce, poca flessibilità

Il sistema fotografico del G77 si difende nelle situazioni ideali e si ritira nelle altre. Il sensore principale da 108 megapixel con apertura f/1.7 cattura immagini ben esposte e sufficientemente dettagliate quando la luce collabora. Il problema arriva quando non collabora: nelle scene a bassa luminosità le ombre tendono a chiudersi, il range dinamico si restringe e l’elaborazione software non riesce a recuperare abbastanza.

Il grandangolo da 8 megapixel è funzionale, niente di più. La differenza qualitativa rispetto al sensore principale si vede a occhio nudo, e non in senso positivo. Per i video, il G77 registra fino al 2K, una risoluzione adeguata per la categoria. La selfie camera da 32 megapixel è il modulo più equilibrato del trio: scatti nitidi, colori corretti, una resa che soddisfa senza sorprendere.

Batteria e audio: i due assi nella manica

Se c’è un motivo concreto per scegliere il G77 rispetto alla concorrenza, è l’autonomia. La batteria da 5.200 mAh in navigazione Wi-Fi ha superato le venti ore, un risultato che nella fascia media è tutt’altro che scontato. Con un utilizzo normale, arrivare a fine seconda giornata è un obiettivo realistico. La ricarica a 30 watt completa il ciclo in circa un’ora e mezza: non è la velocità di un top di gamma, ma è un compromesso accettabile.

Gli altoparlanti stereo sono l’altra piacevole sorpresa. Sono potenti, bilanciati, e a livelli di volume intermedi restituiscono un suono pieno e definito che va ben oltre quello che ci si aspetta da uno smartphone sotto i 400 euro. Alzando al massimo la resa diventa più tagliente, con gli acuti che prendono il sopravvento, ma è un comportamento che accomuna la maggior parte dei dispositivi della categoria.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo

Il G77 è stato posizionato a 349,90 euro nella versione da 512 Gigabyte di memoria. È una cifra che posiziona questo smartphone in uno dei tratti più combattuti dell’intero mercato Android, e lì la concorrenza non fa sconti. Il Nothing Phone 4a e il Poco X8 Pro, entrambi in questa area di prezzo, riescono a offrire più potenza elaborativa e un comparto fotografico più versatile. Per chi ha la performance come priorità assoluta, quelli sono gli indirizzi giusti.

Il G77 convince su altri fronti: è uno smartphone costruito con una cura formale fuori dall’ordinario per il suo prezzo, con un’autonomia che raramente delude e uno schermo che è tra i migliori della categoria.

Se cercate un compagno quotidiano affidabile, bello da usare, capace di arrivare a sera (e spesso anche all’indomani) senza farvi cercare disperatamente una presa, il Moto G77 ha argomenti solidi. Se invece volete il massimo delle prestazioni o la fotocamera più capace che i vostri soldi possano comprare, guardate altrove. Il mercato, a questa cifra, è generoso di alternative.

Pubblicato il 10 Maggio 2026
Saverio Alloggio
Saverio Alloggio

Sono nato nel 1990 e ho vissuto da adolescente l’arrivo degli smartphone. La mia passione per la tecnologia è nata però ben prima, iniziando ad assemblare computer in quinta elementare. Circuiti e schede di rete mi hanno affascinato da quando ne ho memoria. È stato il 2007 però l’anno della svolta: sono stato tra i pochi italiani (rispetto ai numeri...Leggi tutto

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