Telegram è spesso considerato un baluardo della privacy digitale, grazie a strumenti avanzati come chat segrete, crittografia end-to-end (con l’eccezione dei gruppi), autenticazione a due fattori e la possibilità di nascondere il proprio numero. Queste stesse caratteristiche, però, hanno reso l’app un terreno fertile per attività illecite. Non a caso, dopo l’arresto in Francia del CEO Pavel Durov lo scorso agosto, la piattaforma ha modificato le proprie politiche dichiarando che, in caso di indagini, avrebbe fornito indirizzi IP e numeri di telefono degli utenti sospettati di frode.
Nonostante questi cambiamenti, Telegram continua a essere sfruttato per scopi malevoli e, secondo il ricercatore 0x6rss, è emerso un nuovo exploit chiamato “EvilLoader”, che colpisce in modo particolare gli smartphone Android. Questo stratagemma consente ai cybercriminali di diffondere malware attraverso video apparentemente innocui, inducendo gli utenti a eseguire codice dannoso. Il trucco consiste nel far apparire un errore durante la riproduzione del file, spingendo l’utente ad aprirlo in un browser esterno. Una volta avviato, il browser mostra una pagina simile al Play Store, convincendo la vittima a scaricare un’app infetta e rivelando il proprio IP.
EvilLoader riprende il funzionamento di un precedente attacco noto come “EvilVideo”, risolto nella scorsa estate. A differenza del suo predecessore, però, non è stato ancora neutralizzato nella versione 11.7.4 di Telegram. A rendere la minaccia ancora più concreta è la vendita dell’exploit su forum underground, dove risulta disponibile almeno da metà gennaio 2025.
L’installazione del malware avviene solo se il dispositivo è configurato per accettare app provenienti da fonti sconosciute tramite il browser predefinito. Per ridurre i rischi, quindi, è altamente consigliata la disattivazione di questa opzione dalle impostazioni del proprio smartphone Android, in attesa che una patch ufficiale venga rilasciata da Telegram, così da impedire ai cybercriminali di continuare a sfruttarla a loro vantaggio, a danno di utenti ignari e poco informati su queste dinamiche online.
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