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Il Pixel 11 Pro di Google ha già svelato le sue carte più importanti prima ancora di essere presentato ufficialmente, e il quadro che emerge è quello di un dispositivo costruito attorno a una fotografia profondamente ripensata. La novità più dirompente rispetto alla storia della serie è la selfie camera da 42 megapixel (una risoluzione senza precedenti per un Pixel), e tra le più alte dell'intero mercato. Abbinata a un sistema posteriore con teleobiettivo da 48 megapixel con zoom ottico 5x e ultra-grandangolare da 48 MP con funzione macro, forma il comparto fotografico più ambizioso che l'azienda di Mountain View abbia mai messo in uno smartphone compatto. Una vera e propria rivoluzione rispetto al predecessore Pixel 10 Pro, che si è comunque imposto come tra i migliori cameraphone degli ultimi 12 mesi.
Il display sarebbe un Super Actua OLED da 6,3 pollici con risoluzione 2856 x 1280 pixel e tecnologia LTPO (refresh variabile da 1 a 120 Hertz), il che lo distingue nettamente dal modello base e spiega buona parte del valore aggiunto del Pro. Il chip sarebbe il Tensor G6 a 2 nm di TSMC con modem MediaTek M90 e chip di sicurezza Titan M3. La batteria da 4.850 mAh sarebbe abbinata a ricarica cablata da 30 Watt e wireless Qi2.
La feature hardware più originale è il Pixel Glow: un anello LED RGB integrato nella Camera Bar posteriore, confermato da Google stessa con un teaser ufficiale pubblicato il 30 luglio. Funzionerebbe da LED di notifica personalizzabile quando il telefono è appoggiato a schermo in giù (riservato ai soli modelli Pro). Le colorazioni attese includono Dune, una tonalità beige caldo con accenti dorati già apparsa accidentalmente sul sito di Google Fi, insieme a Light Fog, Midnight Haze e Pine.
Il Pixel Glow, confermato ufficialmente da Google in un teaser del 30 luglio, non è il classico LED di notifica monocromatico che i vecchi Android montavano sul frontalino. È un anello LED RGB posizionato all'interno della Camera Bar posteriore (la barra che ospita le fotocamere) visibile quando il telefono è appoggiato con lo schermo rivolto verso il basso. La differenza sostanziale è che combinerebbe colori personalizzabili, pattern di lampeggio e una posizione che lo rende leggibile lateralmente senza dover sollevare il telefono.
Stando alle informazioni emerse dai render di aprile 2026, il Pixel 11 Pro dovrebbe introdurre una modalità video per condizioni di luce estremamente scarsa con elaborazione on-device, ovvero direttamente sul chip Tensor G6 senza necessità di connessione internet. Si tratterebbe di un aggiornamento significativo rispetto alle generazioni precedenti, dove alcune elaborazioni avanzate richiedevano connettività cloud.
Sì, stando alle indiscrezioni entrambi i modelli monterebbero lo stesso Tensor G6, lo stesso modem MediaTek M90 e lo stesso chip di sicurezza Titan M3. La differenza non starebbe nel processore ma in tutto ciò che lo circonda: il display LTPO ad alto refresh variabile, la fotocamera con sensori da 48 e 50 megapixel al posto dei 48 e 13 del base, la selfie da 42 MP contro i 10,5 MP del modello standard, e il Pixel Glow esclusivo dei Pro. È una filosofia di differenziazione già vista in Google nelle generazioni precedenti: stesso chip, esperienza fotografica e visiva profondamente diversa.
Google presenterà il Pixel Watch 5 nello stesso evento del 12 agosto, e l'integrazione tra i dispositivi dell'ecosistema Pixel è storicamente uno dei punti di forza della piattaforma. Stando alle informazioni disponibili, il Pixel 11 Pro girerà su Android 17, e il Pixel Watch 5 opererà invece su Wear OS con Google integrations. Le funzioni di connessione rapida, condivisione dei dati sanitari e risposta alle notifiche dal polso sarebbero presumibilmente ottimizzate per la coppia Pixel 11 Pro + Pixel Watch 5, ma i dettagli specifici delle integrazioni saranno comunicati durante la presentazione ufficiale.
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