Vino e Cantina: a Le Ferriere, piccolo borgo nel comune di Nettuno, si colloca la sede della cantina Casale del Giglio fin dagli anni ’60. Tanti i vini prodotti: rossi e bianchi. Appartiene ai secondi il Satrico, con denominazione Lazio IGT, così come il Casale del Giglio Anthium Bellone.Vitigni: tre sono i vitigni a bacca bianca alla base del vino: Chardonnay, Sauvignon e Trebbiano giallo in percentuale variabile.Suoli: le vigne Casale del Giglio crescono in una posizione geografica molto fortunata. Siamo nell’entroterra laziale ma il mare di Anzio è poco distante. Questo mix di caratteristiche produce un ambiente ideale per le piante che godono di un clima temperato. Il suolo sabbioso e argilloso si rivela fondamentale per regolare l’approvvigionamento idrico. E l’esposizione solare è sufficiente a far maturare i grappoli in modo ottimale in tempo per la vendemmia.Vinificazione: dopo la raccolta delle uve, in cantina sono sottoposte a spremitura soffice, con separazione del mosto dalle bucce. La fermentazione dura circa una settimane ed avviene in grandi tini d’acciaio. Breve è il processo di maturazione, sempre in acciaio, che porta il vino all’imbottigliamento i primi dell’anno successivo la vendemmia.Descrizione sensoriale: giallo paglierino nel bicchiere, regala al naso un bouquet olfattivo netto, con note agrumate evidenti e sentori floreali freschi. Giustamente acido in bocca, vanta un notevole equilibrio, frutto anche della caratteristica sapidità.Abbinamento: Il perfetto abbinamento per questo vino bianco è il pesce, in tutte le sue sfumature. Ma si rivela un buon partner anche per le carni bianche leggere.
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Vino e Cantina: al centro del triangolo immaginario che ha come vertici Aprilia, Anzio e Latina, l’azienda vinicola Casale del Giglio ha posto la propria sede. In un’area geografica verdeggiante, si coltivano uve autoctone ed internazionali dalle quali nascono vini rossi e bianchi molto interessanti. Alla prima categoria, appartiene il Mater Matuta Lazio IGT, ispirato alla divinità italica della fertilità.Vitigni: blend di uvaggi internazionali composto da un 85% di Syrah ed un 15% di Petit Verdot.Suoli: a sud di Roma, l’entroterra laziale ha tanto da offrire alla viticoltura e, in generale, all’agricoltura. Terreni fertili, clima mite e costante ventilazione favoriscono la crescita delle piante e la maturazione dei frutti. In più, suoli molto drenanti fanno sì che le viti ricevano i giusti nutrienti in modo regolare. Infine, la prossimità del mare fa sentire il proprio peso a livello aromatico e gustativo, costituendo la vera identità dei vini Casale del Giglio.Vinificazione: a vendemmia ultimata, comincia la vinificazione dei due vitigni, svolta in maniera differente. Per la fermentazione alcolica del Syrah, si procede con la tecnica del cappello sommerso, impiegando lieviti indigeni. Nel caso del Petit Verdot, invece, l’uso di follatori consente un’estrazione più importante di tannini e sostanze polifenoliche. Una volta assemblati, i vini base regalano uno straordinario equilibrio. Ma prima, devono affinare 24 mesi in barriques nuove.Descrizione sensoriale: rosso rubino impenetrabile allo sguardo, conta su un bouquet olfattivo intenso, strutturato su note di ciliegia matura, violetta, eucalipto e spezie. In bocca, l’equilibrio fra alcol e tannini è eccezionale, frutto di un perfetto bilanciamento dei vitigni. Abbinamento: carni importanti alla griglia e arrosto, porchetta e formaggi sapidi.
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Vino e Cantina: sotto la guida attenta ed esperta di Antonio Santarelli, che ne ha preso in mano le redini negli anni ’90, Casale del Giglio è cresciuta al punto di diventare una delle realtà laziali di maggior peso. Con sede a Le Ferriere, in provincia di Latina, la cantina conta su quasi 200 ettari vitati, suddivisi fra vitigni autoctoni e non. Al secondo gruppo appartiene l’ottimo vino rosso Shiraz Lazio IGT, espressione giovane del vitigno che trova nel Mater Matuta l’eccellenza.Vitigni: 100% uve Syrah.Suoli: le vigne dell’azienda si collocano fra Aprilia a Latina, a poca distanza da Anzio e la costa tirrenica. La posizione è davvero felice perché protetta dai rilievi ad ovest e mitigata nel clima dagli influssi favorevoli del mare. Proprio per tale motivo, i vini rossi e bianchi della cantina esprimono una decisa mineralità ed una garbata salinità.Vinificazione: conclusa la raccolta delle uve e le iniziali operazioni di cantina, gli acini pressati sono sottoposti alla macerazione a freddo, fondamentale per estrarre al meglio gli aromi. La fermentazione alcolica si protrae per circa 10 giorni ed è seguita dalla malolattica. In conclusione, dopo una maturazione in barriques di 8-12 mesi, altri 6 mesi in bottiglia sono necessari per completare l’affinamento.Descrizione sensoriale: rosso rubino con riflessi porpora, profonde a livello olfattivo note tipiche di ciliegia, mora, ribes e cannella. In bocca è coerentemente equilibrato, forte di un tannino con personalità ed un retrogusto ancora fruttato.Abbinamento: carni alla brace, arrosti di pollo e coniglio, formaggi e affettati di media stagionatura.
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Vino e Cantina: dinamismo e lungimiranza: questi gli elementi portanti della cantina Casale del Giglio. L’azienda di Latina, infatti, ha da sempre un ruolo centrale nell’enologia laziale, innovando e dando lustro ai vitigni autoctoni e non. E collaborando con gli atenei della regione, conduce frequenti sperimentazioni volte a migliorare ulteriormente i propri prodotti. Fra i vini rossi a base di uve internazionali, il Merlot Lazio IGT spicca per eleganza e morbidezza. Alla stessa linea appartiene anche l’intrigante Shiraz.Vitigni: 100% uve Merlot.Suoli: al centro del quadrangolo tracciato dalle città di Anzio, Latina, Cisterna di Latina e Aprilia, la cantina ha posto la propria sede. Tutt’intorno si distendono i quasi 200 ettari vitati, suddivisi fra tantissime varietà differenti. I suoli sono fertili e ricchi di minerali. Il clima si mostra mite tutto l’anno, beneficiando della vicinanza della costa. Buona anche la ventilazione che libera l’area da muffe pericolose. Infine, il lavoro dell’uomo sul territorio è eseguito a regola d’arte.Vinificazione: raccolte e selezionate le uve, ha luogo la diraspapigiatura a cui segue la pressatura dei grappoli. La fermentazione alcolica si avvia a contatto con le bucce, protraendosi per tre settimane. Trascorsi circa tre mesi, è il turno della malolattica. Ultimato anche questo passaggio, il vino sosta circa un anno in fusti di rovere e 6 mesi in bottiglia.Descrizione sensoriale: rosso rubino nel calice, all’esame olfattivo mette in mostra una ricca componente fruttata, con la ciliegia in grande spolvero. Viola e rosa arrivano subito dopo, corredate da sentori erbacei e note di erbe aromatiche. Rotondo, elegante e di nuovo fruttato: in bocca è l’emblema della piacevolezza.Abbinamento: primi piatti sapidi della cucina romana a base di pecorino e guanciale, carbonara e amatriciana su tutti.
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Vino e Cantina: il Viognier Lazio IGT di Casale del Giglio è la dimostrazione lampante di come la cantina riesca a esprimere al meglio i vitigni internazionali, oltre che gli autoctoni. Fondata nel 1967 in provincia di Latina (località Le Ferriere), annovera nel proprio ampio catalogo prodotti di grande creatività, come il Lazio IGT Mater Matuta, nato dalla combinazione di uve Syrah e Petit Verdot.Vitigni: Viognier in purezza, vitigno originario della Valle del Rodano.Suoli: queste uve si adattano bene ai climi caldi e soleggiati, motivo per cui hanno trovato terreno fertile nel sud del Lazio. A metà strada fra Anzio e Latina, le viti prosperano baciate dal sole e ottimamente esposte. I suoli in prevalenza calcarei e argillosi permettono alle radici di scavare in profondità alla ricerca di acqua e nutrienti. Mentre la costante ventilazione che soffia dalla costa impedisce il formarsi di umidità fra i grappoli. Ma l’impatto del mare si fa ancora più consistente a livello olfattivo e gustativo, regalando al vino mineralità e sapidità.Vinificazione: le uve vengono raccolte in due tempi, un primo blocco a maturazione perfetta, le seconde leggermente surmature. Il risultato è una combinazione riuscita di acidità e spinta aromatica. Alla criomacerazione dei grappoli, segue la pressatura soffice e la fermentazione alcolica. Le basse temperature a cui il processo è mantenuto impediscono l’avviarsi della malolattica. La sosta in acciaio, infine, si interrompe a marzo con l’imbottigliamento.Descrizione sensoriale: giallo paglierino con riflessi dorati, unisce note di ananas con agrumi, erbe aromatiche e fiori bianchi. Stuzzicante e beverino, poggia su una sapidità che invoglia alla beva.Abbinamento: spigola al forno con verdure, polpo e patate, gamberi e calamari grigliati.
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