Android One è un sistema operativo basato su Android ma pensato per dispositivi di fascia media con poche personalizzazioni lato software, in modo da garantire aggiornamenti tempestivi e sempre in tempo, soprattutto per quanto riguarda quelli relativi alla sicurezza.
Android One è stato rilasciato per la prima volta nel 2014 e inizialmente era destinato solamente ai mercati emergenti e ai paesi in via di sviluppo, ma col passare degli anni è diventato un sistema operativo affidabile e usato su parecchi dispositivi di fascia media. A decretarne il successo, la grande domanda ricevuta sin dal lancio, cosa che ha spinto il colosso di Mountain View a investire sempre di più su questo sistema.
A differenza delle normali release del robottino verde, tra cui il recente Android 10 rilasciato per esempio su OnePlus 7 Pro, Android One si caratterizza per la totale assenza di personalizzazioni software. Ciò rappresenta un notevole risparmio per le aziende che decidono di adottarlo, in quanto non solo riescono ad avere praticamente un sistema pronto all’uso, ma possono così offrire un’esperienza d’uso simile a quella che si avrebbe usando un dispositivo Pixel 3 o 3A XL.
Un’interfaccia molto leggera e scattante, che dà il meglio di sé anche con hardware non particolarmente potenti. La parte sicuramente più importante è però il supporto software a lungo termine. Negli anni passati infatti, la più grande problematica degli smartphone di fascia media era che gli aggiornamenti venivano garantiti solamente per un periodo ridotto di tempo. Con Android One invece i partner del programma, ovvero i vari brand che decidono di adottare il sistema operativo, si impegnano a garantire update costanti per almeno 18 mesi dall’immissione sul mercato del dispositivo.
Un aspetto decisamente importante e sempre più cruciale per i consumatori che decidono di investire i loro soldi in un dispositivo mobile, da usare per due o più anni.
Oggi sono tantissimi i dispositivi ad adottare Android One, tra i più noti sicuramente lo Xiaomi Mi A2 e il recente Mi A3, il Nokia 7 Plus e il Nokia 8 Sirocco. Ma ci sono anche nomi meno noti, come per esempio alcuni dispositivi di General mobile, BQ Aquaris e anche l’HTC U11 Life o il Motorola X4.
Insomma, un vero e proprio ecosistema a sé stante che pur ispirato dalle release principali di Android, risulta molto più snello. Un passo importante da parte di Google, da non confondere però con il più recente Android GO. In questo caso infatti si parla di un’ulteriore versione dedicata a smartphone di fascia particolarmente bassa, con meno di 1,5 GB di RAM.
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