Il settore della ricerca online non poteva non essere “contaminato” dall’intelligenza artificiale che, a onor del vero, è da sempre stata fondamentale per il corretto funzionamento di un buon motore di ricerca. In questi ultimi anni, però, si stanno diffondendo motori chiaramente incentrati nell’uso dell’AI e di modelli linguistici di ultima generazione per offrire agli utenti che li interrogano risposte sempre più precise, dettagliate e affidabili, supportate da fonti verificabili. Uno dei migliori sulla piazza è, senz’alcun dubbio, Perplexity AI.
A differenza dei tradizionali motori di ricerca, che forniscono lunghi elenchi di link, Perplexity AI elabora e sintetizza le informazioni, presentando risposte chiare e contestualizzate. La piattaforma utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per comprendere le richieste degli utenti in modo intuitivo e colloquiale, garantendo un’interazione fluida e naturale.
Fondata nell’agosto 2022 da Aravind Srinivas, Denis Yarats, Johnny Ho e Andy Konwinski, Perplexity AI ha sede a San Francisco e si è rapidamente affermata come un’alternativa intelligente ai motori di ricerca tradizionali, uno su tutti Google. Grazie all’uso di LLM (Large Language Models), la piattaforma analizza dati in tempo reale, ricerca su fonti autorevoli e fornisce risposte che possono essere facilmente verificate.
Ma come funziona esattamente Perplexity AI? In questo approfondimento esploreremo le sue caratteristiche principali, le modalità di ricerca disponibili e le funzionalità avanzate che lo rendono uno strumento utilissimo per chi cerca informazioni in modo rapido ed efficace dal proprio smartphone o computer.
Analizzando un po’ più da vicino il funzionamento di Perplexity AI, si può chiaramente notare come questo motore di ricerca combina l’intelligenza artificiale generativa con la ricerca Web per fornire risposte precise e contestualizzate. Il suo funzionamento si basa su quattro pilastri fondamentali, che schematizziamo di seguito.
Con Perplexity AI è possibile eseguire ricerche sfruttando sostanzialmente due differenti approcci, racchiusi in altrettante modalità di ricerca che si adattano alle diverse esigenze degli utenti. La prima è Quick Search e che è ideale per trovare risposte rapide a domande semplici; la seconda è Pro Search, e rappresenta una soluzione perfetta per chi necessita di eseguire ricerche approfondite. Pro Search, infatti, esamina più fonti e può porre domande di follow-up per affinare i risultati.
Usiamo Pro Search come “appiglio” per introdurre anche il discorso prezzi: gli utenti gratuiti hanno fino a 3 Pro Search al giorno (e ricerche gratuite illimitate), mentre gli abbonati alla versione Pro di Perplexity AI, che per la cronaca parte da 20 dollari al mese, possono accedere fino a 300 ricerche avanzate al giorno.
Ora che conoscete un po’ meglio come funziona “dietro le quinte” Perplexity AI, possiamo effettivamente passare alla parte pratica dell’articolo e vedere come usare il servizio. In realtà su questo aspetto non c’è molto da dire, visto che Perplexity AI è semplicissimo da adoperare e per funzionare non necessita nemmeno della creazione di un account (anche se la registrazione è consigliata, visto che consente di salvare le ricerche e accedere a funzioni avanzate). Per avvalervene, seguite questi passaggi:
Una volta avviata la ricerca, non vi resta che consultare l’output fornito da Perplexity AI ed eventualmente verificare le fonti che il motore di ricerca AI vi avrà linkato, oppure le domande correlate a quella che avete posto voi.
Se nel portafoglio azionario a cui date un'occhiata ogni mattina sullo smartphone pensavate di poter presto includere anche il nome di OpenAI, sappiate che di sicuro non potrete farlo quest’anno. Sam Altman,
Il mondo della tecnologia non è fatto solo di smartphone e notebook, anzi. Lo dimostra una notizia particolare che ci permette di comprendere fino a che punto la tecnologia può essere usata
Scrivi un commento