Edge LED, Full LED e Local Dimming: cosa significano?

Di Vittorio Pipia @TotoRacing92 22 agosto 2020
tv led

Abbiamo più volte parlato di televisori. Ne abbiamo provato diversi modelli e scritto guide su come scegliere il migliore TV per il vostro utilizzo ma non abbiamo ancora approfondito la questione legata alla retroilluminazione. Le tante sigle che caratterizzano il mondo dei televisori possono essere infatti di difficile comprensione ai neofiti e il loro significato, dal punto della resa visiva, potrebbe addirittura essere sconosciuto.

Ecco dunque il perché di questa guida: spiegare in maniera semplice a chi si approccia al mondo dei televisori, i vari tipi di retroilluminazione presenti oggi sia sui televisori che su buona parte dei monitor in commercio. Che differenza c’è tra la tecnologia Edge LED presente nel Sony KDL32WE615 e la tecnologia Full Array Local Dimming presente nei televisori Samsung QLED?

Quando si usa la retroilluminazione?

Come accennato nell’articolo che spiega le differenze tra LED, QLED e OLED, la retroilluminazione viene usata solamente nei televisori LED e QLED. Questo perché nei televisori OLED i singoli pixel sono indipendenti l’uno dall’altro e si illuminano a seconda delle necessità. Nei televisori LED e QLED, lo strato luminoso proietta invece la luce verso i pixel che poi generano l’immagine.

A questo proposito esistono diversi modi di proiettare la luce e ognuno di questi influenza poi il risultato finale in vari fattori.

Edge LED, la soluzione più economica

Edge in lingua inglese significa bordo, cornice. Un significato più che appropriato in quanto i televisori dotati di illuminazione Edge LED presentano le unità luminose lungo il perimetro esterno. Proprio come accade per il Sony XDL32WE615 citato in fase di introduzione.

Direct-LED-and-Edge-LED

Ecco la differenza tra un edge led e un full led.

Questa soluzione è molto economica e viene usata generalmente nei televisori e nei monitor di fascia medio-bassa. Si riconosce non solo a livello visivo (in un’immagine con colore uniforme su tutta la superficie del display, i bordi saranno più luminosi e chiari rispetto al centro) ma anche al tatto. I LED infatti scaldano e sarà possibile percepire un lieve tepore lungo i bordi esterni del televisore.

È senza dubbio tra le tecnologie di illuminazione più usate grazie al fatto che è anche la più economica. L’immagine derivante potrebbe però soffrire di alcune zone meno luminose di altre, con relativa perdita di dettagli e di fenomeni di “backlight bleeding”, termine inglese che indica la fuga di luminosità. Avviene per esempio con i titoli di coda con scritte bianche su sfondo nero. Con un fermo immagine, si nota come il contorno delle lettere non sia ben definito ma soffuso, in quanto la retroilluminazione non riesce a gestire al meglio immagini con contrasti così netti.

Full LED, un po’ meglio ma non troppo

Al contrario della tecnologia Edge LED, in un televisore Full LED la retroilluminazione copre la quasi totalità dello schermo. In questo caso dunque la superficie illuminante offrirà maggiore uniformità dell’immagine con un netto miglioramento in termini di qualità finale.

In realtà i modelli Full LED sono molto rari, in quanto viene favorito l’uso di un’evoluzione di questa tecnologia, ovvero il Local Dimming.

Local Dimming, la perfetta via di mezzo

La tecnologia Local Dimming parte dalla tecnologia Full LED, ma suddivide la loro distribuzione in diverse zone che possono essere gestite in maniera indipendente l’una dall’altra. Per esempio, se viene visualizzata un’immagine nera a destra e bianca a sinistra, le zone sulla sinistra saranno completamente accese alla massima luminosità, mentre quelle a destra saranno praticamente spente.

Full LED

La tecnologia Local Dimming dispone di tante zone a controllo indipendente.

In questo modo si migliora notevolmente il contrasto rispetto alla tecnologia Edge LED e a quella Full LED e tale tecnologia viene usata su televisori di fascia media come per esempio l’Hisense H55U7BS. Una tecnologia che oggi ha raggiunto costi accessibili e dunque adottata da sempre più produttori.

La tecnologia Local Dimming ha però due limiti: le zone di retroilluminazione sono generalmente ampie e poche di numero e non tutti i modelli con Local Dimming permettono di gestirle in maniera autonoma.

Full Array Local Dimming, il top disponibile

La tecnologia Full Array Local Dimming è la più avanzata disponibile oggi. Si parte dalla tecnologia Local Dimming, ma non solo si aggiunge la possibilità di poter gestire singolarmente ogni zona di retroilluminazione, ma aumentano anche le singole zone.

In questo modo si ha il miglior controllo possibile sulla luce emessa, con una qualità dei neri superiore rispetto a un tradizionale televisore LCD. Certo non si raggiungono i livelli degli AMOLED, ma si ottiene un risultato che, nell’uso quotidiano, non è poi così distante. È il caso del Samsung Q95T, dell’Hisense  U71QF o del Sony XH95.

Il contro della tecnologia Full Array Local Dimming è senza ombra di dubbio il costo. Proprio per questo viene adottata solamente sui televisori LCD di fascia alta, ovvero con prezzi sopra agli 800 euro.

Vittorio Pipia
Vittorio Pipia

Nato nel 1992 ho sempre avuto una grande passione per i motori e per la tecnologia, passioni che ho poi sempre coltivato fino a farle diventare parte del mio lavoro. Da circa 6 anni provo, analizzo diversi prodotti delle più svariate categorie, dall’intrattenimento audio-visivo fino agli elettrodomestici passando per la domotica. Analisi che condivido poi online in diversi modi, con...Leggi tutto

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