L’Intelligenza Artificiale generativa è ormai una realtà consolidata e alla portata di qualsiasi utente connesso. È sufficiente un collegamento a Internet e un dispositivo tra PC, notebook, smartphone o tablet per poter usufruire di servizi e applicazioni basati sull’IA. Foto, video, testi, traduzioni e componimenti musicali possono essere creati oggi in pochi minuti fornendo una sere di semplici istruzioni alle diverse piattaforme online.
Tuttavia, l’utilizzo massiccio dell’IA assieme a risultati che migliorano ogni giorno, diventando pressoché indistinguibili dai prodotti multimediali creati dall’ingegno umano, hanno fatto sorgere una serie di quesiti sul possibile impatto in ambito lavorativo. A tal proposito Microsoft Research, in collaborazione con il MIT, la Stanford University, e l’University of Pennsylvania, ha condotto nel 2024 uno studio in cui sono state analizzate circa 200.000 conversazioni tra gli utenti e il sistema di IA generativa Microsoft Copilot.
La ricerca, durata nove mesi e resa pubblica a luglio di quest’anno, si è posta l’obiettivo di individuare quali aree professionali sono più esposte alla rivoluzione innescata dall’IA e quali, invece, non subiscono alcun effetto. Lo studio, denominato “Measuring the Occupational Implications of Generative AI”, ha inoltre evidenziato i possibili scenari che alcune professioni potrebbero trovarsi ad affrontare in un prossimo futuro.
Secondo quanto affermato dal report curato da Microsoft Research, le interazioni tra gli utenti e Copilot hanno riguardato per oltre il 60% attività legate all’ambito intellettuale e creativo. Nello specifico, gli iscritti alla piattaforma hanno utilizzato principalmente l’IA quale sostituto del classico motore di ricerca, chiedendo informazioni e consigli su prodotti, servizi, avvenimenti storici, termini scientifici, personaggi famosi e così via.
Al secondo posto si collocano le richieste di scrittura e modifica dei contenuti testuali, in cui rientrano redazione di email, report, articoli, presentazioni, post per i social network e correzione testi esistenti. Subito dopo figurano tutte le operazioni legate al settore scolastico, d’altronde l’IA costituisce uno strumento ampiamente utilizzato da studenti ed universitari. Di quest’area fanno parte traduzioni, spiegazioni di concetti tecnici o scientifici, analisi dati, riassunti, quiz, esercizi e assistenza nella preparazione di esami.
Presenti, anche se in parte minore rispetto a quanto ci si possa aspettare, le attività creative in cui è stato chiesto a Copilot di generare loghi, immagini e contenuti visivi. Va precisato che Copilot non prevede al momento la possibilità di creare video ed è pensato più come strumento di tipo testuale e quindi più a fuoco su linguaggio e ragionamento.
Nonostante lo studio redatto da Microsoft Research abbia preso in esame solo le interazioni avvenute con Microsoft Copilot, la ricerca può comunque aiutarci a comprendere qualcosa in più sugli effetti che l’Intelligenza Artificiale sta avendo in alcuni ambiti lavorativi.
Secondo quanto riportato, le professioni che più risentono dell’influenza dell’IA rientrano nel settore intellettuale e creativo. Nello specifico le figure più colpite risultano traduttori, interpreti, redattori, correttori di bozze, scrittori e giornalisti. Questo perché, come osservato, l’IA è in grado di produrre testi in pochi minuti offrendo, inoltre, più opzioni per quanto riguarda lessico e stile, ottenendo un feedback positivo da parte degli utenti pari all’80%.
Un gradino più in basso si trovano le mansioni legate all’assistenza clienti, in cui l’IA si è dimostrata abile a reperire informazioni online e fornire supporto e soluzioni in modo veloce sui prodotti da acquistare. Seguono analisti e programmatori, un settore in cui l’IA è in forte crescita ed è in grado di sostituire intere fasi operative nella creazione, ad esempio, di un codice. Vanno citate, infine, le professioni legate al mondo della grafica, considerando l’avanzare di strumenti e soluzioni che consentono anche ai meno esperti di modificare una foto o creare video e immagini in pochi secondi, con un semplice prompt testuale.
Tra le professioni meno “colpite” dall’avvento dell’IA rientrano, come è facile immaginare, tutte quelle legate ad attività manuali o relazionali tra cui assistenza sanitaria, terapisti, autisti e trasportatori, operai edili e manutentori.
Al momento capire se l’Intelligenza Artificiale sarà in grado di rimpiazzare alcune professioni è davvero difficile. La ricerca, che ricordiamo si limita ad un’unica piattaforma (Copilot) e non esamina il contesto in modo universale, afferma che l’impatto maggiore è percepito su lavori di tipo creativo e intellettuale come la redazione di testi, lo sviluppo di applicazioni e la creazione di contenuti multimediali.
Tuttavia, dallo studio viene fuori che l’IA agisce più che altro come “assistente” nelle diverse attività e non sostituisce totalmente l’uomo. Ciò suggerisce un futuro in cui l’IA rimane uno strumento con cui collaborare e che aiuta quindi l’utente ad eseguire una determinata operazione, in modo più veloce, anziché prendere il suo posto.
Non è escluso che l’Intelligenza Artificiale possa favorire la nascita di nuove professioni e trasformare quelle esistenti, senza però costituire una minaccia reale per le figure professionali coinvolte.
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