Recensione OnePlus 11: il miglior smartphone top di gamma per rapporto qualità-prezzo?

Parte da 849 euro e offre specifiche tecniche che si ritrovano in dispositivi ben più costosi. Al netto di qualche mancanza, convince appieno.
Di Saverio Alloggio 3 Agosto 2023
5 minuti di lettura
OnePlus 11 recensione

OnePlus 11 prosegue la tradizione dell’azienda cinese. Si tratta infatti di uno smartphone che, a parità di caratteristiche tecniche, costa decisamente meno dei concorrenti. Nel caso specifico parliamo di un prodotto che si inserisce nella fascia alta del mercato, offrendo un’esperienza utente complessiva senza sbavature. Xiaomi 13 è certamente il suo rivale diretto assieme al Galaxy S23 di Samsung. Siamo dunque un passo indietro rispetto ai mostri sacri come Galaxy S23 Ultra e iPhone 14 Pro Max di Apple, ma la distanza è meno marcata di quanto si pensi.

Il suo punto di forza assoluto del nuovo top di gamma OnePlus rimangono comunque le prestazioni. Merito della piattaforma hardware, ma anche della solita ottimizzazione che OnePlus riesce a imprimere ai propri dispositivi. La speranza è che il brand possa recuperare la propria unicità, soprattutto a livello software. Ma procediamo con ordine.

Lo Snapdragon 8 Gen.2 è una garanzia

Partiamo dunque proprio dalle performance. Il cuore pulsante del OnePlus 11 è lo Snapdragon 8 Gen.2, abbinato a 8 o 16 Gigabyte di RAM (noi abbiamo testato questa seconda versione). Con una configurazione di questo tipo ci si attendeva già di partenza delle prestazioni di alto livello e così è: lo smartphone risulta fluido e scattante in qualsiasi contesto di utilizzo, da quelli più banali agli ambiti maggiormente impegnativi.

OnePlus 11

OnePlus 11

Un ruolo importante in tal senso lo gioca anche la parte software. A bordo c’è Android 13, personalizzato con la OxygenOS, un’interfaccia che negli ultimi due anni ha subito un’importante trasformazione. A livello grafico si è infatti avvicinata sempre più alla ColorOS di Oppo, perdendo dunque quell’approccio minimal che aveva rappresentato la sua fortuna. Nulla è cambiato a livello di ottimizzazione, ma chi scrive preferiva certamente la versione “originale”.

Tutto questo ha comunque un inevitabile riflesso positivo sull’autonomia, davvero ottima. La batteria è da 5.000 mAh (milliampereora) e permette di arrivare serenamente a chiudere la giornata, con ancora un buon 30-35% di carica residua. C’è comunque il supporto alla ricarica rapida (si va da 0% al 100% in appena 25 minuti) con tanto di caricabatterie apposito incluso in confezione.

Display ed ergonomia, due facce della stessa medaglia

La parte frontale è monopolizzata da un bellissimo schermo da 6,7 pollici realizzato con tecnologia AMOLED. Raggiunge la risoluzione di 1.440 x 3.216 pixel, con refresh rate a 120 Hertz. La qualità visiva è davvero molto buona, così come gli angoli di visuale e la profondità dei neri. È davvero piacevole utilizzarlo per godersi un video o per navigare sul web (oltre che per videogiocare). La sua unica pecca è rappresentata da una luminosità non elevatissima, il che può creare qualche problema di visibilità all’aperto nelle giornate particolarmente assolate. Eccellente il lettore d’impronte integrato nel display.

OnePlus 11

OnePlus 11

Un pannello così grande fa però inevitabilmente lievitare le dimensioni. OnePlus 11 pesa infatti 205 grammi, è praticamente impossibile da utilizzare con una mano e i bordi curvi non aiutano la presa. Fortunatamente il vetro posteriore ha una finitura zigrinata che mitiga l’effetto “saponetta”, ma si tratta di uno dei quegli smartphone da utilizzare certamente con la cover. Apprezzatissimo il ritorno dello slider fisico per impostare la modalità silenziosa (in stile iPhone).

Completissima la connettività. C’è ovviamente il supporto al 5G, ma anche al WiFi 6, al Bluetooth 5.3, al GPS assistito e all’NFC per i pagamenti in mobilità. Peccato che la porta USB-C non abbia l’uscita video, una caratteristica sempre apprezzata nei top di gamma.

Il comparto fotografico soffre un po’ in notturna

La parte fotografica è stata realizzata in collaborazione con Hasselblad, sia a livello hardware che software. Sul retro ci sono tre sensori: principale da 50 Megapixel,  grandangolo da 48 Megapixel con angolo di visuale a 115° e teleobbiettivo da 32 Megapixel con zoom ottico 2X. Gli scatti in diurna sono davvero molto buoni con tutti e tre i sensori, ricchi di dettagli e convincenti praticamente in qualsiasi contesto. Utilizzare questo comparto è davvero molto divertente.

OnePlus 11

OnePlus 11

La situazione cambia però in notturna, dove subentra un certo rumore digitale e si perde in dettagli. Nulla che comprometta l’uso degli scatti via social, ma siamo certamente lontani dalla resa con poca luce dei mostri sacri del settore. Non è escluso che OnePlus possa migliorare la situazione con un aggiornamento software, ma allo stato attuale tant’è. Un comportamento peraltro condiviso anche dal sensore per i selfie da 16 Megapixel: ottimo in diurna, meno di notte.

I video sono di buona qualità ma la stabilizzazione non è fluidissima, senza dimenticare come in 4K 60 fps (frame-per-secondo) non ci sia il passaggio fra i vari sensori.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

Il top di gamma OnePlus 11 è stato posizionato a partire da 849 euro (versione da 8 Gigabyte di RAM), che diventano 919 euro per quella da 16 Gigabyte di RAM oggetto della recensione. Il consiglio è di far riferimento a questa seconda variante, che peraltro si è già abbastanza deprezzata online.

Complessivamente ci sentiamo di consigliare questo smartphone praticamente a chiunque. Non presenta difetti macroscopici, per cui è il classico prodotto adatto all’uso del 99% delle persone. Molto dipende dal gusto soggettivo, ma l’azienda cinese ha certamente compiuto un ottimo lavoro.

Pubblicato il 3 Agosto 2023
Saverio Alloggio
Saverio Alloggio

Sono nato nel 1990 e ho vissuto da adolescente l’arrivo degli smartphone. La mia passione per la tecnologia è nata però ben prima, iniziando ad assemblare computer in quinta elementare. Circuiti e schede di rete mi hanno affascinato da quando ne ho memoria. È stato il 2007 però l’anno della svolta: sono stato tra i pochi italiani (rispetto ai numeri...Leggi tutto

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