Nella categoria dei diffusori audio di Polk Audio, il modello Monitor XT60 rappresenta una soluzione molto interessante tra i diffusori a pavimento, specialmente per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo. Si tratta di una coppia di diffusori a due vie, composti da un tweeter a cupola in terylene da 2,5 pollici che caratterizza l’intera gamma XT del brand, un woofer da 6,5 pollici e, infine, da due radiatori passivi da 6,5 pollici. Si è deciso, quindi, di adottare questo tipo di soluzione nella gestione delle gamme basse, a differenza dei tanti modelli a pavimento presenti sul mercato che adottano il bass reflex per la diffusione. Il risultato è un suono ben bilanciato, con una gamma alta squillante, una gamma media aperta senza perdita di dettagli bassi incisivi, ma senza affaticare l’ascolto. I Polk Audio Monitor XT60 sono ben ottimizzati tanto per l’ascolto musicale, quanto per un sistema home cinema. I diffusori, infatti, sono progettati per supportare al meglio tutta la gamma di codec audio in alta definizione, compresi i servizi di streaming più diffusi come Amazon Music HD, Apple Music e Spotify Hi-Fi. Lato cinema, invece, la coppia di diffusori permette di immergersi in un film con grande coinvolgimento, grazie alla piena compatibilità con Dolby Atmos e DTS:X. Anche dal punto di vista del design il prodotto riesce a difendersi egregiamente, in particolare per quanto riguarda i cabinet realizzati in MDF, ben rinforzati per isolare il suono dei diversi altoparlanti ed evitare risonanze indesiderate. Ogni unità, inoltre, è dotata di una griglia magnetica removibile nel caso si volessero ridurre al minimo le interferenze durante l’ascolto. Per quanto riguarda l’impedenza in uscita, gli XT60 sono compatibili con uscite da 4 e 8 Ohm, e fino ad un’amplificazione massima di 200 W.
Polk Audio Monitor XT60 in pillole:
- Coppia di diffusori da pavimento
- Sistema a due vie con radiatori passivi
- Impedenza minima di 4 Ohm
- Compatibile con i certificati Audio Hi-Res, Dolby Atmos e DTS:X
Nato a Varese nel 1990, ha sempre avuto un rapporto di amore/odio con lo studio, almeno fino alla scelta del suo corso universitario. Con l’iscrizione al corso di Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano, ha finalmente ...
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