Trova lo smartphone giusto: segui la nostra guida all’acquisto

Una guida per orientarsi nel vasto mercato degli smartphone, tra processori, fotocamere e modelli diversi.
Di Lucia Massaro Aggiornato il 16 Aprile 2026
29 minuti di lettura
Tre amici seduti su un prato usano i loro dispositivi mentre una mano in primo piano mostra uno schermo con app musicali attive.

Con un mercato dei telefoni cellulari in continua evoluzione, può rivelarsi complesso individuare il modello giusto tra i migliori smartphone disponibili. Per chi, invece, voglia contenere la spesa, è la fascia degli smartphone economici il punto di riferimento. Arricchita a getto continuo da modelli sempre più performanti, racchiude vere e proprie sorprese. In un contesto così eterogeneo, prima di effettuare l’acquisto è consigliabile capire quali siano le esigenze di utilizzo per il nuovo telefono. Questa guida nasce proprio per offrire un supporto concreto, attraverso l’analisi delle caratteristiche più importanti dello smartphone.

Come scegliere uno smartphone

Abbiamo raccolto alcuni punti chiave da cui partire per scovare lo smartphone giusto (nel Magazine di Trovaprezzi.it, Gli smartphone più cercati in Italia).

Ecco gli elementi principali da valutare.

Sistema operativo – L’universo degli smartphone si divide, sostanzialmente, in due gruppi: smartphone Android iOS. Sono tantissimi i marchi che sfruttano il sistema operativo di Google, mentre iOS è disponibile esclusivamente per gli iPhone di Apple. Le differenze fra i due ecosistemi sono evidenti, sia dal punto di vista estetico che dell’esperienza utente.

Display e fotocamera – Ecco due degli elementi di maggior peso in fase di scelta. Luminosità, contrasto e qualità dei colori tracciano una linea di demarcazione fra un buon pannello e uno scadente. Tutti gli smartphone migliori montano display OLED che, rispetto agli schermi LCD, offrono colori più brillanti e consumi ridotti. Importante è anche la frequenza di aggiornamento tra 60 Hertz e 144 Hertz. Anche la resa di foto e video si rivela fondamentale e il numero di sensori presenti può incidere sulla versatilità della fotocamera in modo decisivo.

Dimensioni e materiali – Dalle misure del display (e batteria) dipendono quelle dello smartphone. E la tendenza del mercato attuale vede protagonisti i modelli con diagonale compresa fra 6 e 7 pollici. Più generose poi sono le dimensioni degli smartphone pieghevoli. A livello di materiali, invece, gli smartphone economici restano essenzialmente in plastica. Metallo, vetro, titanio e ceramica fanno la loro comparsa sugli smartphone di fascia media e alta.

Autonomia e ricarica – La capacità della batteria, unita all’ottimizzazione del software, determina l’autonomia del telefono. La batteria più grande dovrebbe assicurare maggiore autonomia, influenzata però da tanti altri fattori, come il tipo di utilizzo. Molti telefoni, inoltre, supportano la ricarica rapida, la ricarica wireless e la wireless inversa.

Quanto costa uno smartphone?

Il prezzo di uno smartphone può variare notevolmente a seconda di vari fattori. Si va da meno di 100 euro per gli smartphone economici, come Xiaomi Redmi A5, fino a oltre 1.400 euro per gli smartphone top di gamma, come iPhone 17 Pro Max. Come mai un’oscillazione così grande?

Composizione di diversi modelli colorati con design moderni, fotocamere multiple e display luminosi su sfondo sfumato.

I fattori che influiscono sul prezzo finale sono tanti: processore, qualità e tipologia del display, qualità e numero di fotocamere, batteria e tecnologia di ricarica, funzioni esclusive e supporto a tecnologie recenti come l’intelligenza artificiale e 5G, materiali. Inoltre, non è detto che lo smartphone migliore sia sempre quello più costoso. La scelta più saggia è basarsi sul rapporto qualità/prezzo di uno smartphone. In questo modo, è possibile avere tra le mani un prodotto che vale più di quel che costa. Sull’elevato rapporto qualità/prezzo ha basato tutto Xiaomi, ad esempio. Per agevolare la scelta d’acquisto, abbiamo individuato tre fasce di prezzo. La fascia bassa racchiude i migliori smartphone sotto 250 euro. La fascia media va da 250 euro a 550 euro e la fascia alta che comprende tutti gli smartphone top di gamma.

Fascia economica (entro 250 euro)

La scossa prodotta dagli smartphone cinesi sul mercato europeo ha cambiato le regole del gioco. E quando la concorrenza si fa agguerrita, a trarne beneficio sono soprattutto gli utenti. Buona qualità a prezzi decisamente contenuti: è questo che offrono gli smartphone di fascia economica, cinesi e non. Prendiamo, ad esempio, Samsung Galaxy A17: uno smartphone entry-level che, a poco più di 120 euro, mette a disposizione un display AMOLED a 90 Hz da 6,7 pollici, un sensore principale da 50 MP con stabilizzazione ottica e una batteria da 5.000 mAh con ricarica a 25 watt. In altre parole, bello, scattante e con elevata autonomia. Per chi cerca un dispositivo compatto e ben bilanciato, c’è il Motorola Edge 60 Neo: schermo pOLED da 6,36 pollici, processore MediaTek Dimensity 7400, 8 GB di RAM, 256 GB di memoria interna e software snello tipico di Motorola. Un vero best buy della fascia. Quando si parla di smartphone economici, non si può tralasciare Xiaomi che, nel segmento sotto i 250 euro, domina con la gamma Redmi Note, la linea di smartphone più venduta del brand. A ben rappresentare la categoria c’è Redmi Note 15 5G, che ha aperto il 2026 con uno schermo AMOLED da 6,77 pollici a 120 Hz, processore Qualcomm Snapdragon 6 Gen 3, fotocamera principale da 108 MP e batteria da 5.520 mAh con ricarica rapida da 45 W.

Fascia media (da 250 a 550 euro)

La fascia media è la più complessa del mercato smartphone. È popolata spesso dai top di gamma degli anni precedenti che vincono così sul rapporto qualità/prezzo, ma anche da dispositivi pensati proprio per avere caratteristiche premium a prezzi più accessibili. Per far capire quanto sia un segmento complesso, basti pensare che qui trova spazio anche iPhone 16e. Presentato nel 2026, offre un ottimo schermo OLED da 6,1 pollici, tutte le funzionalità di Apple Intelligence e il potente processore A18. Come da tradizione Apple, è un investimento che durerà nel tempo grazie agli anni di aggiornamenti software garantiti. Punto di riferimento della fascia media è Samsung Galaxy A56, introdotto nella primavera del 2025: schermo a 120 Hz da 6,7 pollici, Exynos 1580 con 8 GB di RAM, sensore principale da 50 MP con ultra grandangolare da 12 MP e batteria da 5.000 mAh con ricarica a 45 watt. Per chi ama un’esperienza Android potente e non vuole rinunciare alla fotografia, Honor 400 Pro 5G propone un display OLED da 6,7 pollici a 120 Hz con risoluzione 1,5K, processore Snapdragon 8 Gen 3, sensore principale da 200 MP con stabilizzazione ottica, teleobiettivo da 50 MP con zoom 3x e batteria da 5.300 mAh con ricarica cablata da 100 W. Per chi vuole spingersi verso prestazioni da gaming senza superare i 550 euro, POCO F7 Ultra è una delle sorprese più interessanti del 2025: processore Qualcomm Snapdragon 8 Elite, schermo AMOLED da 6,67 pollici a 120 Hz, tripla fotocamera da 50 MP con video in 4K e batteria da 5.300 mAh con ricarica rapida da 120 W. Difficile trovare queste specifiche a questo prezzo. Chi vuole, invece, il meglio dell’esperienza Android, troverà in Google Pixel 10 lo smartphone di riferimento, con il processore proprietario Google e la potenza di Gemini AI. 

Fascia alta (oltre 550 euro)

Il segmento oltre 500 euro comprende smartphone di fascia medio-alta e smartphone premium che superano di molto anche 1.000 euro. Ce n’è davvero per tutti, tanto che è difficile riuscire a identificare solo pochi modelli come per i segmenti di fascia più bassa. Tra i top di gamma assoluti, iPhone 17 Pro si distingue per il chip A19 Pro, il display Super Retina XDR da 6,3 pollici OLED con ProMotion fino a 120 Hz, il sistema di fotocamere Pro Fusion da 48 MP con zoom fino a 8x e un’elevata autonomia. Chi ama la fotografia e vuole il massimo dalla tecnologia Android troverà nello Xiaomi 17 Ultra il vero camera-phone di riferimento: sensore principale Leica da 1 pollice, teleobiettivo Leica da 200 MP con zoom ottico meccanico, display OLED da 6,9 pollici ultraluminoso e batteria da 6.000 mAh con ricarica da 90 W. Infine, per avere la massima versatilità di utilizzo, Samsung Galaxy S26 Ultra offre un display Dynamic AMOLED da 6,9 pollici a 120 Hz, comparto fotografico con sensore principale da 200 MP, ultra grandangolare da 50 MP e teleobiettivo periscopico, il tutto gestito dal nuovo chip Snapdragon 8 Elite Gen 5. Un top di gamma assoluto, senza compromessi. Infine, per avere la massima versatilità di utilizzo c’è Galaxy Z Fold7: lo smartphone pieghevole di Samsung che da aperto mette a disposizione un ampio display da ben 8 pollici, praticamente come un tablet compatto.

A ciascuno il proprio smartphone

Con la vasta gamma di smartphone oggi disponibili, scegliere il migliore non è sempre facile. Se da un lato le prestazioni tecniche e le specifiche hardware possono sembrare criteri oggettivi su cui basarsi, dall’altro, l’esperienza di utilizzo dipende da molti altri fattori. Caratteristiche come il design, le dimensioni, il peso, la qualità dei materiali e persino la gamma di colori possono influenzare la decisione di acquisto. Anche la qualità dell’assistenza clienti, l’affidabilità della garanzia e il supporto software nel tempo giocano un ruolo importante. Per molti, però, il punto centrale è scegliere il miglior smartphone per rapporto qualità-prezzo, dato che non tutti sono disposti a spendere cifre elevate per un top di gamma come iPhone 17 Pro Max. In effetti, molti consumatori preferiscono cellulari di fascia media che bilanciano prestazioni e costo, optando per dispositivi che soddisfano le esigenze principali senza compromettere troppo il budget.

Gruppo di ragazzi visti dal basso tiene in mano dispositivi colorati formando un cerchio, sorridendo sotto un cielo azzurro luminoso.
Prima di scegliere, vale la pena riflettere su ciò che è davvero imprescindibile: per alcuni è la durata della batteria, per altri la qualità del display o delle fotocamere, senza dimenticare la resistenza a urti e schizzi.

Dimensioni e peso

Negli ultimi anni, le dimensioni e il peso degli smartphone sono aumentate sia per riflettere le preferenze degli utenti sia per le innovazioni tecnologiche introdotte. Gli schermi sono diventati più grandi, la diagonale è compresa, nella maggior parte dei casi, fra 6 e 7 pollici. Gli smartphone pieghevoli vanno anche oltre. I produttori hanno cercato di contenere le dimensioni generali e il peso, riducendo le cornici e investendo nella ricerca di materiali leggeri e resistenti, come il vetro e l’alluminio, per mantenere il peso medio tra 170 e 220 grammi. Ovviamente, all’aumentare delle dimensioni cala l’ergonomia, specialmente per chi ha mani particolarmente minute. Pertanto, le aziende hanno introdotto vari sistemi per implementare l’utilizzo del telefono anche con una sola mano. Ma a favorire la presa sullo smartphone e la comodità d’uso sono anche i materiali utilizzati. La plastica, ad esempio, offre un grip migliore rispetto a vetro o metallo. In generale, con una buona cover per telefoni cellulari si ottiene un duplice risultato: proteggere il dispositivo da urti e polvere e migliorarne la maneggevolezza.

Design e qualità costruttiva

Nonostante a colpo d’occhio possano sembrare uguali nel design, gli smartphone si differenziano esteticamente per vari aspetti: materiali, posizione e forma del comparto fotografico, bordi arrotondati o squadrati e posizione dei vari pulsanti. I tratti più distintivi si trovano sugli smartphone top di gamma, mentre quelli di fascia bassa tendono ad assomigliarsi di più. Ad esempio, gli smartphone Apple sono riconoscibili. C’è anche chi cerca di osare un po’, con design molto particolari come nel caso di Nothing Phone (3) o degli smartphone gaming. A influire molto sul design dei cellulari è anche la scelta dei materiali costruttivi e la cura con cui sono assemblati. Se i cellulari economici sono spesso realizzati in policarbonato, per quelli di livello superiore i produttori hanno adottato approcci innovativi, utilizzando materiali di alta qualità come vetro temperato, alluminio anodizzato e ceramica per conferire ai dispositivi un aspetto elegante e una sensazione di solidità. Molti smartphone di fascia media e alta presentano anche certificazioni di resistenza all’acqua e alla polvere, come l’IP67 o l’IP68, che ne aumentano la durabilità in ambienti sfavorevoli.

Gli smartphone pieghevoli

Una considerazione a parte meritano gli smartphone pieghevoli, probabilmente la più grande innovazione degli ultimi anni del settore mobile. A fare da portabandiera è Samsung, primo brand ad aver lanciato sul mercato questa nuova idea di smartphone, seppur con qualche difficoltà. Dopo gli esperimenti dei primi anni, gli smartphone pieghevoli hanno ormai raggiunto una maturità tanto che Samsung è stata seguita da altri brand tra cui Huawei, Google, Motorola, Oppo e Honor.

Alcuni modelli innovativi con schermo pieghevole aperto e chiuso, messi in evidenza insieme a dispositivi dal design tradizionale.

Gli smartphone pieghevoli sono di due tipologie. Quelli con chiusura a conchiglia, come Motorola RAZR 60, che da aperti assumono le dimensioni di uno smartphone classico e quelli con chiusura a libro, come Honor Magic V5, che da aperti diventano quasi dei mini tablet. È doveroso specificare, però, che in entrambi i casi le dimensioni generali in termini di peso e spessore tendono a essere superiori rispetto alla media degli smartphone dal design tradizionale.

I migliori smartphone pieghevoli:
Google Pixel 10 Pro Fold
Samsung Galaxy Z Flip7
Samsung Galaxy Z Flip7 FE

La componente hardware

Quando si parla di hardware, si intende l’insieme di elementi che compongono lo smartphone. Comprende, ad esempio, la scocca, il sensore della fotocamera, quello per le impronte, lo speaker audio e il microfono. Ma i componenti più importanti da prendere in considerazione sono altri: il processore, la memoria RAM e la memoria interna. Sono questi, infatti, a influire maggiormente sulle prestazioni generali.

Processore e GPU
 
Il cuore pulsante di uno smartphone è rappresentato dal processore (CPU) e dalla GPU, componenti che determinano le prestazioni e l’efficienza del dispositivo. Negli ultimi anni, i produttori hanno introdotto architetture sempre più sofisticate, basate su tecnologie a 3nm e 5nm, che garantiscono una maggiore potenza e un consumo energetico ridotto. Il processore è il chip che gestisce tutte le operazioni del telefono e lo fa, in base alla propria potenza, in modo più o meno veloce. A influenzare il tutto è il numero dei core di cui è composto, che può variare da 2 a 8. Ma non solo, conta molto anche la frequenza di clock, ovvero il ritmo al quale la CPU lavora. Misurabile in GHz, si attesta su valori compresi fra 2 e 4. Più alta è la frequenza, più potenza esprime il processore. La GPU, invece, è la componente che gestisce tutti i processi grafici e gioca un ruolo cruciale nel supporto di tecnologie avanzate come la realtà aumentata e il gaming in alta definizione, con supporto per ray tracing e rendering a bassa latenza. Inoltre, i chipset sono ottimizzati per offrire una migliore gestione della temperatura e della batteria, garantendo che i dispositivi rimangano freschi e reattivi anche sotto carico intenso.

Memoria RAM

Processore e memoria RAM lavorano fianco a fianco per gestire le operazioni svolte dallo smartphone. Acronimo di Random Access Memory, la RAM si misura in Gigabyte e permette al telefono di compiere più azioni simultaneamente. Oltre a contenere le informazioni legate al sistema operativo, la memoria è occupata dalle app in esecuzione e dai processi in background. Quindi, maggiore è la quantità di RAM a bordo, maggiore sarà il numero di attività gestibili allo stesso tempo. Se gli smartphone economici, di solito, prevedono 4 GB di RAM, quelli più evoluti possono arrivare anche a 16.

Memoria interna

La memoria interna è lo spazio di archiviazione per dati e file. Oltre a racchiudere il pacchetto d’installazione del sistema operativo, serve per contenere app, video, immagini, sfondi e tutti i documenti che ci possono tornare utili. Lo spazio minimo ammonta a 32 GB, quasi insufficiente ormai a gestire le attività dei moderni smartphone. Il minimo da prendere in considerazione è 64 GB, con preferenza 128 GB. I top di gamma possono arrivare anche a mettere a disposizione 1 TB di memoria interna.  Soprattutto gli smartphone economici offrono la possibilità di espandere la memoria con schede di tipo SD, inserendole nell’apposito vano. Una possibilità che, purtroppo, è quasi assente sui modelli di fascia alta.

Smartphone con hardware molto equilibrato:
Samsung Galaxy S25 FE
Xiaomi Redmi Note 15 Pro 4G
Motorola Moto G86

Le caratteristiche del display

Il display è uno degli elementi più importanti da considerare. Non solo per le dimensioni (espresse in pollici), ma anche in termini di resistenza, tecnologia, risoluzione e frequenza di aggiornamento, la cui adeguatezza varia a seconda dell’utilizzo che se ne intende fare.

Dimensioni
 
Le dimensioni del display influiscono sulle dimensioni generali dello smartphone. I cellulari moderni hanno una diagonale compresa tra 6 e 7 pollici. Molto diffusi sono gli smartphone con schermo da 6,6 pollici, un giusto compromesso tra maneggevolezza e una buona esperienza visiva, consentendo di fruire di contenuti multimediali, navigare e utilizzare applicazioni senza troppi problemi. I modelli più piccoli sono rari (i cellulari non smart sono ovviamente più compatti), mentre ci sono smartphone che superano queste dimensioni. È il caso degli smartphone pieghevoli, che però sono così grandi solo da aperti. Qui la scelta è puramente di gusto personale.

Risoluzione

La risoluzione dello schermo è un fattore cruciale per l’esperienza visiva, influenzando la nitidezza delle immagini e la qualità dei contenuti multimediali. Gli smartphone moderni offrono risoluzioni elevate come Full HD+ (2400 x 1080 pixel) addirittura QHD+ (3200 x 1440 pixel), garantendo una densità di pixel che può superare i 400 PPI (pixel per pollice). Numeri che si traducono in maggiori dettagli, testi più leggibili e immagini più vivide. Ormai la risoluzione Full-HD è presente anche sugli smartphone economici. Va detto che una risoluzione elevata risulta importante per i contenuti multimediali, come film e serie TV, dove i dettagli più fini possono arricchire l’esperienza visiva. Gli appassionati di giochi, in particolare, beneficiano di una risoluzione superiore che migliora la loro immersione nei mondi virtuali, consentendo di apprezzare ogni sfumatura grafica.
 
Tipo di tecnologia

A determinare qualità di colori, contrasti e angoli di visione di un display è, in larga parte, la tecnologia con cui è costruito. Le principali sono due: LCD e OLED. Gli smartphone con schermo LCD costano, di norma, di meno. Parliamo di una tecnologia più datata che, comunque, assicura una grande luminosità al pannello per via dell’abbondante retroilluminazione. Gli smartphone con schermo OLED, invece, si caratterizzano per colori più vividi e contrasti molto netti, poiché i pixel si illuminano singolarmente quando vengono chiamati in causa. Anche i consumi sono inferiori e la resa dei neri è perfetta, dal momento che si ottiene spegnendo del tutto i pixel. Di contro, questi pannelli hanno un costo di fabbricazione maggiore. Tendenzialmente, i display OLED sono quelli utilizzati sugli smartphone top di gamma e fascia media.

Frequenza di aggiornamento
 
La frequenza di aggiornamento, o refresh rate, è il numero di volte al secondo in cui un’immagine (fotogramma) viene aggiornata sullo schermo. Espressa in hertz, influisce sulla fluidità dello schermo. Tanto più è elevata, tanto più l’esperienza visiva sarà fluida. Negli ultimi anni, si è imposta una frequenza di aggiornamento sempre più elevata, come 90 Hz, 120 Hz e addirittura 144 Hz, offrendo così un’esperienza visiva significativamente più fluida rispetto ai tradizionali 60 Hz. Un display a 90 Hz si aggiorna 90 volte al secondo, uno a 120 Hz si aggiorna 120 volte al secondo e così via.  È chiaro, dunque, quanto il refresh rate sia un elemento molto importante nella scelta di uno smartphone, soprattutto per chi ama giocare sullo smartphone.

Batteria e velocità di ricarica

La batteria è un altro fattore decisivo nella scelta di uno smartphone. Le caratteristiche stesse della batteria influiscono sull’autonomia dello smartphone, ma ci sono tanti altri elementi che, a loro volta, incidono sul consumo della batteria: processore, tipologia di display, ottimizzazione software e utilizzo.

Capacità e durata

La carica elettrica di una batteria si esprime in milliampereora (mAh). È un’unità di misura che si incontra andando a sbirciare fra le caratteristiche tecniche dei telefoni cellulari. Ed è un indicatore da tenere in considerazione per calcolarne l’autonomia. Un modello di fascia media può contare su una batteria di circa 5.000 mAh, in grado di assicurare sempre una giornata di utilizzo e, in certi casi, anche due. Al di là della capacità della batteria, poi, l’autonomia di uno smartphone può dipendere da altri fattori. A influire, in special modo, sono la tipologia e la risoluzione del display nonché la potenza del processore. Proprio per questo, quasi tutti gli smartphone più venduti mettono in campo delle ottimizzazioni software pensate per risparmiare batteria. In generale, è meglio optare per smartphone che abbiano almeno 4.500 mAh di batteria.

Ricarica veloce, wireless e wireless inversa

Non potendo prolungare più di tanto la durata della batteria, le aziende stanno lavorando molto per rendere la ricarica più veloce. Molti dispositivi supportano potenze di ricarica che vanno dai 30W fino a oltre 100W, riducendo i tempi di attesa per una ricarica completa. Il tutto però deve essere supportato anche da un caricatore adeguato. Oggi la maggior parte degli smartphone include in confezione un caricatore da almeno 15 watt. Molti smartphone di fascia alta, non hanno in confezione alcun caricatore. Accanto alla ricarica cablata, si è diffusa la ricarica wireless, meno potente di quella cablata ma più pratica. Basta poggiare lo smartphone su una base di ricarica (da acquistare sempre separatamente) e il gioco è fatto. L’altra tipologia di ricarica è quella wireless inversa. In pratica, questa tecnologia permette di utilizzare uno smartphone come una sorta di powerbank per ricaricare un altro dispositivo semplicemente mettendone uno sopra l’altro. Se la ricarica rapida si sta diffondendo anche nella fascia più economica, la ricarica wireless e wireless inversa resta prerogativa dei modelli più costosi.

Smartphone con ricarica wireless:
OnePlus 15
Motorola Edge 60 Pro
Xiaomi 15T Pro

Il comparto fotografico

Oggi il comparto fotografico è probabilmente l’elemento a cui gli utenti prestano più attenzione per l’acquisto di uno smartphone. Infatti, il cellulare ha ormai sostituito le fotocamere a livello amatoriale e sta raggiungendo dei livelli davvero altissimi di qualità. Tutti gli smartphone sono dotati di fotocamere anteriori per i selfie e posteriori. La scelta più ampia si ha proprio sul comparto posteriore: da 2 fino a 4 fotocamere, con risoluzione che va da 8 MP fino a 200 MP.

Fotocamera principale, grandangolare (per scatti ampi), macro (per scatti ravvicinati e in dettaglio), teleobiettivo (per scatti con lo zoom) e sensori di profondità che agiscono soprattutto sulle modalità ritratto: sono queste le tipologie di sensori a bordo degli smartphone che variano a seconda del modello e della fascia di prezzo.
I megapixel (MP) sono uno degli aspetti più pubblicizzati, ma non bisogna farsi ingannare dai numeri.  Non sempre un numero elevato di MP garantisce automaticamente foto migliori. Per esempio, un sensore da 50 MP di alta qualità potrebbe produrre scatti migliori di uno da 108 MP meno performante. È importante valutare anche la tecnologia del sensore e le dimensioni dei pixel, che influiscono sulle prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione.

Per quanto riguarda il teleobiettivo, a fare la differenza è la tipologia di zoom. Lo zoom ottico è preferibile rispetto a quello digitale per mantenere qualità e si trova spesso sugli smartphone di fascia alta. Utile soprattutto per scattare foto da lontano, mantenendo alto il dettaglio. Mentre per i video è utile avere una buona stabilizzazione ottica per video più stabili e magari anche funzioni dedicate per elevare la qualità. Ne è un esempio la possibilità di registrare in 4K a 120 fps. Per i meno esperti, poi, ci sono le funzioni software e di intelligenza artificiale che ottimizzano automaticamente le impostazioni, sfruttando il meglio dell’hardware per tirar fuori ottimi scatti.

Smartphone con fotocamera di alto livello:
iPhone 17 Pro Max
Google Pixel 10 Pro XL
Vivo X300 Pro

Qualità del suono

Il suono che esce dal nostro smartphone si è evoluto molto negli ultimi anni, raggiungendo in certi casi livelli qualitativi notevoli. Ma non solo, alcuni smartphone Oppo, Samsung, Apple, Xiaomi, Huawei, Realme e OnePlus garantiscono anche un’ottima resa sonora in cuffia, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie come, ad esempio, il Dolby Atmos. E per sfruttarlo al massimo, infatti, alcuni modelli sono accompagnati nella confezione da potenti auricolari in-ear, prodotti in collaborazione con marchi noti del settore, quali JBL, AKG o Bang & Olufsen. In ogni caso, la tendenza attuale del mercato, almeno per ciò che riguarda i migliori smartphone, è di inserire un secondo speaker fisico per ottenere il tanto desiderato effetto stereo. Se, di norma, l’altoparlante principale si trova nella parte inferiore del telefono, se ne aggiunge un altro agli antipodi, montato all’interno della capsula auricolare. Nei modelli più evoluti, invece, è presente un vero e proprio secondo speaker, che offre un effetto stereo completo e di qualità. Il tasto dolente rimane, comunque, la resa dei bassi, per via di altoparlanti strutturalmente inadeguati. Non sembra essere un problema semplice da risolvere ma, comunque, grazie all’equalizzatore presente a bordo di molti smartphone, possiamo almeno regolare il suono secondo i nostri gusti.

La connettività

Il modo con cui uno smartphone Android o iOS dialoga con altri device e con la rete è un elemento imprescindibile da valutare in fase di acquisto. Le opzioni di connessione influiscono sulla velocità di trasferimento dei dati, sulla qualità delle chiamate e sull’esperienza complessiva dell’utente. Vediamo nel dettaglio le varie forme di connettività disponibili, facendo una distinzione fra connettività con cavo e connettività wireless.

Connettività con cavo
 
La connettività via cavo è rappresentata principalmente dalla porta USB, che consente non solo di caricare il telefono, ma anche di trasferire dati tra lo smartphone e altri dispositivi. Lo standard attuale è USB Type-C, che offre una serie di vantaggi rispetto ai modelli più vecchi, come la micro-USB. Sugli iPhone più datati, invece, è presente la porta Lightning che Apple ha dovuto abbandonare in seguito alle normative europee che puntano sullo standard unico di ricarica. Inoltre, l’attuale standard USB 3.2 permette di raggiungere un’elevata velocità di trasferimento dati e anche di adottare la ricarica rapida. Nella connettività con cavo, rientra la presenza del jack audio 3,5 per collegare le cuffie cablate: elemento praticamente assente sugli smartphone più costosi, che prediligono le soluzioni wireless.

Connettività Wireless

Tutte le connessioni che lavorano senza bisogno di cavi si definiscono wireless. Fanno parte della categoria il Bluetooth, il Wi-Fi, il pacchetto dati 4G e 5G, l’NFC e la connessione a infrarossi. Alla base di queste forme di connettività abbiamo onde radio o elettromagnetiche che sfruttano l’aria come veicolo di trasmissione da un dispositivo all’altro. Il Bluetooth è una tecnologia ormai di lungo corso, che si è evoluta tanto negli anni fino a raggiungere l’ultima versione, la 5.2. Stabile e veloce, serve a far comunicare due smartphone, oppure un telefono con uno speaker Bluetooth, delle cuffie o qualsiasi altro device che lo supporti. Gli smartphone moderni supportano standard Wi-Fi come 802.11ac e il più recente 802.11ax (o Wi-Fi 6), che offrono velocità di connessione significativamente più elevate e una maggiore capacità di gestione di più dispositivi connessi contemporaneamente. La connettività cellulare, invece, è rappresentata dal supporto alle reti 4G LTE o 5G. Il supporto al 5G si è ormai diffuso a macchia d’olio, tanto da aver raggiunto da tempo anche la fascia bassa del mercato. Infine, attraverso l’NFC è possibile trasferire dati fra due device compatibili solo facendoli entrare in contatto.

Cellulari mono o dual SIM?

Che sia cellulare o smartphone, la scheda SIM è l’elemento che ci permette di telefonare, inviare messaggi e navigare su Internet. È ormai diffusa la soluzione degli smartphone Dual-SIM, ideale per chi ha bisogno di un unico dispositivo per gestire due numeri telefonici diversi. Prima di acquistare uno smartphone Dual-SIM, bisogna fare attenzione alla modalità dual SIM adottata. Ci sono gli smartphone con slot dedicato per la seconda SIM. In questo caso, è possibile inserire la seconda scheda ed eventualmente anche la microSD per espandere la memoria interna. In pratica, si ha uno slot con tre vani separati. Questa modalità è più diffusa sugli smartphone economici. C’è poi la soluzione ibrida. Presente su gran parte degli smartphone, la seconda SIM si colloca al posto della scheda SD, impedendo però di ampliare lo spazio di archiviazione interno del cellulare. Infine, soluzione implementata sugli smartphone top di gamma, la seconda SIM è una eSIM: una scheda virtuale, la cui attivazione va richiesta al proprio operatore telefonico.

Smartphone Dual SIM dall’ottimo rapporto qualità-prezzo:
Samsung Galaxy A17
Google Pixel 9a
Samsung Galaxy A26

Il sistema operativo

Sono due i principali sistemi operativi per smartphoneAndroid e iOS. Il sistema operativo ha assunto ormai un’importanza fondamentale, tanto da influire sull’intera esperienza utente. Basti pensare che anche i risultati delle fotografie sono in parte merito del software. Inoltre, la scelta di uno smartphone Android o iOS può dipendere anche dagli altri dispositivi in nostro possesso.  Ad esempio, gli iPhone hanno una perfetta integrazione con tutti gli altri prodotti Apple proprio perché i sistemi operativi riescono a comunicare tra di loro.

Android

Android, sviluppato da Google, è il sistema operativo più diffuso al mondo e offre un’esperienza altamente personalizzabile. Gli smartphone Android sono prodotti da numerosi produttori, come SamsungXiaomiOnePlus e Google stessa, il che significa che ci sono molte varianti del sistema, spesso personalizzate con interfacce proprietarie come One UI di Samsung o HyperOS (ex MIUI) di Xiaomi. La personalizzazione riguarda sia l’estetica che le funzioni. Uno dei punti di forza è il supporto a milioni di applicazioni, presenti sul Play Store, un enorme negozio virtuale dal quale scaricare gratuitamente o acquistare contenuti. Si parla di musica, film, widget e app di qualsiasi tipo. Inoltre, Android fornisce numerosi servizi specifici come Gmail, Google Drive o Google Maps.

Un aspetto da considerare, soprattutto in ambito Android, è la politica di aggiornamenti che è a descrizione della singola azienda. Ogni produttore decide per quanti anni aggiornare i propri smartphone e la politica può cambiare anche in base alla categoria a cui appartiene uno smartphone. I modelli più economici sono i meno aggiornati, mentre il supporto aumenta per gli smartphone più costosi. I brand più virtuosi in questo senso sono Google (gli smartphone Pixel sono i primi a ricevere gli aggiornamenti) e Samsung. Gli aggiornamenti sono molto importanti perché non solo introducono nuove funzionalità ma correggono errori e bug, rendendo gli smartphone più sicuri e meno vulnerabili. Dunque, è un aspetto da non sottovalutare.

iOS

iOS è il sistema operativo esclusivo per iPhone. Ed è proprio questo uno dei punti di forza: essendo progettato e sviluppato su misura per gli smartphone Apple, offre un’ottimizzazione che abbatte anche i consumi, aumenta il livello di sicurezza e offre una perfetta integrazione con tutto l’ecosistema Apple. Ciò vuol dire, ad esempio, che copiando un testo dal proprio iPhone lo si potrà incollare sul proprio MacBook in un click. L’altro grande vantaggio di iOS è il supporto nel tempo. Gli iPhone sono gli smartphone che ricevono aggiornamenti per più anni. Lo svantaggio più grande di iOS, invece, è che trattandosi di un sistema particolarmente chiuso, spesso rende difficile l’interazione con smartphone e dispositivi basati su altri sistemi.

Assistenti vocali a confronto

Da quando conversare con l’assistente vocale del nostro smartphone è diventata un’attività comune, il concetto di futuro ha cambiato decisamente volto. A introdurre per prima l’idea è stata Apple nel 2011, lanciando Siri su iPhone 4S. La casa di Cupertino è stata seguita di lì a poco anche da Google con Google Now (diventato poi Google Assistant) e da Amazon con Alexa.

Apple Siri

Siri, l’assistente vocale di Apple, è l’opzione integrata su tutti i dispositivi iOS. Anche se Siri ha introdotto il concetto di assistente vocale, oggi si trova ad affrontare una forte concorrenza in termini di funzionalità avanzate. Continua però a essere una scelta solida per gli utenti iPhone grazie alla sua integrazione con l’ecosistema Apple. È meno efficace nelle ricerche web rispetto a Google Assistant e supporta un numero minore di app rispetto alla concorrenza.

Google Assistant

A muoversi alla perfezione nel campo delle ricerche sul web è, invece, Google Assistant, in grado di sfruttare al massimo il motore di ricerca di Mountain View per ottimizzare i risultati. Inoltre, grazie all’integrazione con tutti i servizi di Google (Gmail, Maps, Foto, Calendar…), l’assistente vocale ci ricorda appuntamenti, email importanti e scadenze. Presente su tutti gli smartphone Android, gode di costanti aggiornamenti migliorativi. Utilizzabile con qualche limitazione anche sui telefoni Apple, può di fatto convivere con Siri.

Amazon Alexa
 
Alexa è l’assistente vocale sviluppato da Amazon, perfetto per gestire la smart home tramite comandi vocali. Anche se non nativamente presente sugli smartphone, può essere installato tramite app sia sugli smartphone Android che sugli iPhone. Tra i punti di forza, c’è la possibilità di utilizzare le skills, ovvero app aggiuntive che ampliano le sue funzionalità.

Sistemi di sblocco evoluto

Per proteggere al meglio i nostri dati personali, gli smartphone, anche quelli economici, offrono tecnologie di blocco sempre più avanzate che si attivano allo spegnimento del display. Pur potendo ancora contare sullo sblocco con pin, password o con sequenza di linee, esistono al momento strumenti molto più sicuri e pratici.

Sblocco con lettore di impronte

Il primo sensore per le impronte digitali è stato introdotto nel 2011 su uno smartphone Motorola. Ma è stata Apple, come spesso accade, a portare tale tecnologia al successo con il TouchID. Il lettore biometrico può trovare posto sul retro del telefono, su un lato o direttamente sul display. In quest’ultimo caso, è supportato solo dagli schermi OLED e declinazioni. Una volta registrata l’impronta del dito, basterà sfiorare il sensore ogni volta che vorremo per sbloccare lo schermo o eseguire tutta una serie di azioni veloci come, ad esempio, scattare una foto o eseguire uno screenshot.

Sblocco con riconoscimento facciale

Pur avendo esordito a bordo degli smartphone Android, è stata ancora Apple a ottimizzare questo strumento al massimo su iPhone X con il Face ID. Reso sicuro ed efficace da numerosi miglioramenti apportati in pochi anni, lavora bene ormai su tutti gli smartphone con livelli di precisione differenti a seconda del modello. Questa tecnologia utilizza la fotocamera frontale o sensori avanzati per analizzare e riconoscere il volto dell’utente, sbloccando il dispositivo in pochi secondi. Fra le numerose applicazioni aggiuntive di tale tecnologia vi è la possibilità di effettuare pagamenti online sfruttando app specifiche come Apple Pay o Samsung Pay.

La nuova etichetta informativa per gli smartphone

Dal 20 giugno 2025 sono ufficialmente in vigore le nuove disposizioni europee che cambiano radicalmente il modo in cui smartphone e tablet devono essere progettati e venduti. Si tratta di una novità importante per chi si appresta ad acquistare un nuovo dispositivo: tutti i nuovi modelli venduti all’interno dell’Unione Europea, anche di produttori extra-UE, devono esporre una nuova etichetta informativa, obbligatoria sia sugli imballaggi fisici che negli store online. L’etichetta funziona in modo simile a quella già nota per gli elettrodomestici: assegna a ogni dispositivo un punteggio da A a G, dove A indica le migliori prestazioni e la maggiore sostenibilità. Ma non si limita al solo consumo energetico. Contiene indicazioni dettagliate sull’autonomia della batteria, il grado di resistenza a cadute, graffi e acqua, e una valutazione sulla riparabilità del dispositivo, espressa con una scala da 0 a 10, così da capire già al momento dell’acquisto con quanta facilità potrà essere riparato in caso di guasto. Non è tutto: i produttori sono ora obbligati a garantire la fornitura di pezzi di ricambio e aggiornamenti software gratuiti per almeno cinque anni. L’obiettivo finale è quello di contrastare l’obsolescenza programmata e allungare la vita utile dei dispositivi, responsabili ogni anno di oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in Europa. In pratica, prima di scegliere il prossimo smartphone, vale la pena dare un’occhiata all’etichetta: potrebbe fare la differenza non solo per il portafoglio, ma anche per l’ambiente.

Pubblicato il 15 Ottobre 2024
Lucia Massaro
Lucia Massaro

Classe 1990, formazione umanistica, laureata in Traduzione Specialistica e una passione nascosta per la tecnologia. Sono la prova lampante che nella vita ognuno è l’artefice del proprio destino. Ho iniziato a giocare con il primo computer quando avevo appena imparato a leggere. Man mano abbandonavo la pesante enciclopedia cartacea per passare a Encarta, la più famosa enciclopedia multimediale prodotta da...Leggi tutto

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