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Trova il miglior condizionatore, segui la nostra guida all'acquisto

La scelta dell'impianto di condizionamento si rivela fondamentale per un ideale comfort domestico. Optare per un prodotto che sia appositamente studiato in base alla nostra soluzione abitativa è, certamente, il miglior modo per godere di un clima perfetto, contenendo il più possibile gli sprechi energetici. Comunque sia, la più grande distinzione da fare in ambito di climatizzazione è fra condizionatori portatili e condizionatori fissi. In entrambi i casi, sono presenti dei pro e dei contro che andranno ad influire sull'acquisto. In questa guida analizzeremo le varie tipologie disponibili, in modo da capire quale sia il miglior condizionatore a seconda delle nostre esigenze.
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Indice
Prima dell'acquisto Quanto costa un condizionatore? Condizionatori portatili Condizionatori fissi Vai alla categoria
Climatizzazione
miglior condizionatore

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Quali sono i principali aspetti da tenere in considerazione quando stiamo scegliendo un condizionatore? Vediamoli insieme:

Prezzo
Punto di partenza per molti acquisti di tipo tecnologico, il ragionamento intorno al prezzo ci aiuta ad inquadrare al meglio il modello che fa per noi. Se, infatti, disponiamo di un budget fisso, dovremo fare di necessità virtù e valutare la qualità in relazione al costo. Per venire incontro alle più disparate esigenze, abbiamo suddiviso i migliori condizionatori in tre fasce di prezzo: economica, media e alta.
 
Fisso o portatile?
Il primo elemento da valutare per effettuare un acquisto consapevole riguarda la tipologia. Un condizionatore portatile, infatti, è molto più piccolo e compatto di un modello fisso. Adatti per ambienti dalle dimensioni contenute, i condizionatori portatili hanno il grande vantaggio di poter essere spostati a nostro piacimento. I modelli fissi, invece, sono in grado di raffreddare ambienti più grandi o l'intera casa. A fronte di una maggiore efficacia, però, abbiamo anche costi di installazione e manutenzione più elevati.

Dimensioni del locale
Come accennato in precedenza, a seconda della superficie che vogliamo raffreddare, cambierà la tipologia di modello da acquistare. Se si tratta di una sola stanza, i condizionatori portatili vanno più che bene. Inoltre, spostandoli è possibile raffreddare ambiente diversi. Se ciò che vogliamo è, invece, climatizzare contemporaneamente più di una stanza, conviene scegliere un modello di condizionatore fisso provvisto di uno o più split a seconda delle nostre esigenze.

Posizionamento del climatizzatore
I condizionatori portatili possono essere disposti liberamente nella stanza. È anche vero che la presenza del tubo per smaltire l'aria calda, rende preferibile la collocazione vicino ad una finestra. Nei modelli fissi, invece, il motore è esterno e gli split vanno fissati alle pareti interne.

Struttura più o meno complessa
I condizionatori portatili hanno, di solito, la forma di una torre con altezza che si aggira intorno ai 70 cm e lati di 40. Inoltre, sono dotati di ruote che li rendono comodi da spostare e di un tubo che spinge esternamente l'aria calda. A seconda delle scelte del produttore, possono differenziarsi parecchio a livello di design. La struttura base, comunque, rimane la stessa. I modelli fissi, invece, sono provvisti di due componenti, un motore esterno e uno o più split interni, ovvero gli elementi che immettono l'aria fredda nelle stanze.

Calcolare la potenza necessaria
Le prestazioni del nostro condizionatore dipendono dalla sua potenza. Tale valore si misura in BTU/h che sta per British Termal Unit per hour. Ovviamente, più grande è la stanza e maggiore sarà la potenza necessaria. Per dare un'idea di massima, possiamo dire che per raffreddare un ambiente di circa 30 mq, occorrono 9000 BTU/h.

Etichetta energetica e consumi
I consumi del nostro impianto sono direttamente proporzionali ai valori a cui abbiamo appena fatto riferimento. Ovviamente, anche l'etichetta energetica del condizionatore è una variabile da considerare ed un prodotto di classe A o superiore resta sempre consigliato. Infine, esistono due ulteriori indici energetici pensati appositamente per questi prodotti. Il SERR (EER per i portatili) vale per il raffreddamento mentre lo SCOP (COP per i portatili) per il riscaldamento. In entrambi i casi, più alti sono i valori, più bassi risultano i consumi.

Il fattore rumorosità
Il motore del condizionatore, chiamato anche compressore, è altamente rumoroso. Ma mentre per i modelli fissi tale elemento si trova all'esterno, quelli portatili lo hanno integrato. Pertanto, a livello di rumorosità percepita in casa, i valori di questi ultimi saranno decisamente più alti.

Ad acqua o a gas, qual è la scelta più ecologica?

Il funzionamento della maggior parte dei condizionatori si basa su un ciclo termodinamico il cui protagonista è un gas refrigerante che si muove dal motore all'ambiente di casa e viceversa. In pratica, questo gas, chiamato R410A, condensandosi oppure evaporando, libera calore o lo assorbe. Quando il gas scende di temperatura, raffredda l'aria che viene immessa nelle stanze attraverso gli split del condizionatore. L'aria calda, invece, viene espulsa dal tubo o dal motore esterno, a seconda dei casi. Esistono, poi, dei modelli di condizionatore che funzionano ad acqua, utilizzandola nel ciclo termodinamico al posto del gas. Si tratta di sistemi decisamente più ecologici, dal momento che i gas refrigeranti sono tossici e problematici da smaltire. Inoltre, i consumi energetici dei condizionatori ad acqua sono tendenzialmente inferiori rispetto a quelli a gas. È presente, però, un ostacolo che ne limita la commercializzazione su larga scala, ovvero l'elevata spesa per l'installazione del sistema. Funzionando ad acqua, infatti, richiede tubi più grandi rispetto a quelli usati per il gas refrigerante e non è, quindi, possibile convertire un vecchio sistema alla nuova tecnologia. Si calcola che i costi per l'installazione siano superiori anche del 50% rispetto ai classici condizionatori a gas. C'è di buono che sono previste delle detrazioni fiscali per chi effettui tale tipo di investimento.

Un occhio all'ambiente ed uno al portafoglio: impariamo ad usarlo correttamente!

Per far sì che il nostro impianto di condizionamento lavori nel modo migliore, è bene mettere in atto alcuni accorgimenti, utili anche a limitarne i consumi. Proteggendo i componenti dal calore, ad esempio, si ottiene un notevole beneficio. Per iniziare, il motore esterno dei condizionatori fissi va installato in posizione riparata e, intorno ad esso, deve rimanere dello spazio utile a dissipare l'aria calda che si va formando. Anche all'interno della casa vale la stessa regola. Per questo, in particolare nelle ore più calde, è bene abbassare le serrande, evitando che la luce diretta penetri e riscaldi l'ambiente. Inoltre, tenendo la porta della stanza chiusa, si impedisce all'aria fredda prodotta di disperdersi negli altri ambienti. Risulta molto efficace anche evitare di tenere acceso il condizionatore se non siamo a casa, optando semmai per un avvio programmato prima del nostro rientro. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la scelta della temperatura. Un valore troppo basso, infatti, comporterà consumi elevati. Inoltre, soprattutto d'estate, è meglio evitare eccessivi sbalzi termici fra un ambiente interno troppo freddo ed uno esterno rovente. Pertanto, in un Paese come il nostro, una temperatura di circa 25 gradi risulta essere la scelta migliore. Infine, una manutenzione regolare affidata a professionisti specializzati non può che migliorare l'esperienza d'uso generale.

Manutenzione: prendiamoci cura del condizionatore!

Prendersi cura dei condizionatori è un'attività molto semplice, utile a mantenere l'impianto efficiente e a farlo durare nel tempo. Vi sono alcune operazioni che possiamo compiere direttamente noi, senza ricorrere all'aiuto di un tecnico specializzato. Fra queste, troviamo la pulizia del motore e dei filtri. Nel caso dei condizionatori fissi, è importante che la grata protettiva del compressore sia priva di polvere o depositi che potrebbero ostruire il passaggio dell'aria. Se il motore è facile da raggiungere, basterà usare un panno bagnato. In caso contrario, ci possiamo aiutare con una scopa. Per quel che riguarda gli split, come ad esempio nel modello Mitsubishi MSZ-DM25VA, invece, è importante pulire i filtri interni. Per farlo, occorre aprire l'apposito vano e rimuoverli. Una volta estratti, basterà sciacquarli con dell'acqua e aspettare che si asciughino prima di rimontarli. Lo stesso passaggio è ancora più semplice con un condizionatore portatile dato che non avremo neanche bisogno di salire su una scala per raggiungerlo. Se è vero che queste attività sono molto semplici da svolgere, ve ne sono altre che richiedono necessariamente l'intervento di un tecnico. Ne è un esempio il controllo del livello del liquido refrigerante che va effettuato ogni anno. Infine, anche la stabilità della struttura su cui poggia il motore esterno andrebbe verificata periodicamente da uno specialista.

Quanto costa un condizionatore?

prezzi condizionatori
Sono tanti i fattori che entrano in gioco nel determinare il prezzo dei condizionatori. Il primo è, senza dubbio, la potenza. Questo indicatore è espresso in BTU/h, ovvero British Termal Unit per hour. In base a tale valore, possiamo capire se il nostro condizionatore sarà in grado di raffreddare una certa stanza. Per fare un esempio concreto relativo ai modelli portatili, 8000 BTU/h saranno sufficienti per un ambiente di circa 25 mq. Ma sopra i 30 mq, occorreranno almeno 10.000 BTU/h. Dai 12.000 BTU/h in poi, entriamo nel range dei condizionatori fissi e, man mano che andiamo ad aggiungere ulteriori split al sistema, questo numero è destinato a salire. Parlando di cifre concrete, per un condizionatore portatile da 8000 BTU/h si parte da circa 200 euro ma si possono superare i 1000 euro per modelli di condizionatori più evoluti da 12.000 BTU/h. Per i condizionatori fissi, le cifre lievitano ancora. Un modello di condizionatore base con motore e split unico da 12.000 BTU/h può costare anche 400 euro. Con 2 split e potenza superiore ai 15.000 BTH/h la cifra ruoterà attorno ai 1000 euro. Infine, per condizionatori multisplit oltre i 20.000 BTU/h si possono superare anche i 2000 euro. È anche vero che la potenza assoluta senza una classe energetica elevata, non è certo una scelta vantaggiosa. In tale ottica, un modello con consumi molto bassi, avrà un costo superiore. Funzioni aggiuntive evolute, motore inverter, maggiore o minore silenziosità e design: ecco altre delle variabili che fanno oscillare non di poco il prezzo. Per aiutarti nella scelta, abbiamo previsto la consueta selezione di modelli suddivisi in fasce di prezzo. Con un budget massimo di 350 euro restiamo nella fascia economica ma, spingendolo fino a 700 euro, ci portiamo a casa un modello di fascia media. Oltre tale soglia, infine, si apre la fascia alta del mercato che racchiude i prodotti top di gamma.
(Dati aggiornati a luglio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 350 euro)

Per chi abbia un budget massimo per l’acquisto pari a 350 euro, il mercato ha da offrire soprattutto condizionatori portatili o semplici deumidificatori. Raro ma non impossibile, poi, è scovare qualche interessante offerta anche in ambito monosplit. È questo il caso del climatizzatore Midea Smart R-32, un set molto conveniente che include sia il motore che il diffusore. Efficiente nei consumi e molto silenzioso, si adatta alla perfezione ad ambienti dalle dimensioni non superiori ai 25 mq. Parlando di modelli portatili, invece, ci ha colpito per il vantaggioso rapporto qualità-prezzo il Comfee Sognidoro-12. Nell’aspetto si mostra piuttosto semplice e un po’ spartano. Ma la potenza non manca, potendo contare su ben 11.000 BTU/h. Compatto e leggero, è dotato di quattro comode ruote che ne agevolano lo spostamento. L’alternativa ancora più economica rispetto ai condizionatori entry-level, è rappresentata dai deumidificatori. Pur non raffreddando direttamente l’aria, questi dispositivi la rendono meno afosa e più respirabile, regalando una tangibile sensazione di benessere. Olimpia Splendid Aquaria è uno dei più compatti ed economici. Forte di un vano per l’acqua molto capiente, lavora in autonomia per più di 24 di fila. Ancora meglio si comporta il De Longhi DEX 16 che, ad un design sobrio e discreto, unisce una silenziosità senza paragoni.
(Dati aggiornati a luglio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 350 a 700 euro)

Soluzioni di livello superiore caratterizzano la fascia media del mercato, con spesa compresa fra 350 e 700 euro. In ambito di condizionatori portatili le offerte non mancano di certo ed è grande la possibilità di scelta. Cominciamo con il piccolo Olimpia Splendid Dolceclima Silent 12 che, come dichiarato dal nome stesso, eccelle in quanto a silenziosità. Ma non solo, andando ad offrire ben 12.000 BTU/h di potenza, davvero niente male per un prodotto così compatto. Fra i condizionatori senza unità esterna spicca anche l’Argo Milo Plus, che porta i BTU/h a 13.000. Provvisto di pompa di calore, lavora bene anche in inverno, sempre con consumi contenuti. Ricco di funzioni intelligenti, offre anche la modalità X-Fan che impedisce alle muffe di formarsi. Venendo ai condizionatori fissi, a colpire per rapporto qualità-prezzo è il Daikin Siesta New Classic, modello monosplit completo di tutto. Pronto per le funzionalità smart legate al Wi-Fi, conta su 9000 BTU/h che gli consentono di gestire al meglio una stanza di medie dimensioni. E concludiamo con il Fujitsu ASYG12LMCE, impianto di condizionamento sempre dotato di compressore e split. Poco energivoro e particolarmente silenzioso, vanta un motore inverter da 12.000 BTU/h.
(Dati aggiornati a luglio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 700 euro)

Superata quota 700 euro, si approda nel terreno dei top di gamma, condizionatori fissi che fanno della potenza il proprio emblema. Oltre ai modelli con split, non mancano affidabili monoblocco da installare a muro, appena sopra il pavimento. È questo il caso dell’Olimpia Splendid Unico AIR 8 HP, un modello con pompa di calore da utilizzare 365 giorni l’anno. Sobrio nel design, si mostra anche molto silenzioso, benché il compressore sia integrato sotto la scocca. Fra i condizionatori con split separato dal motore, merita grande attenzione il Samsung F-AR18MLD. Altamente efficiente grazie al compressore inverter a bordo, conta sulla strepitosa potenza di 18.000 BTU/h. Sempre di tipo monosplit è anche il climatizzatore inverter Fujitsu ASYG 18 LF, equivalente in quanto a potenza. Ma qui la classe energetica A++ valida per il raffreddamento limita ancora di più i consumi. E le linee ultraslim dello split lo rendono decisamente discreto. Ultimo ma non per importanza, vogliamo presentare l’impianto di condizionamento Hisense 2AMW42U4RRA con split New Comfort. Ad un prezzo davvero incredibile, infatti, questo modello include ben due diffusori da utilizzare in stanze differenti. Modularità e versatilità sono elementi chiave di questo modello che, grazie alla pompa di calore, si comporta bene anche quando fa freddo.
(Dati aggiornati a luglio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

I migliori condizionatori portatili per combattere l'afa estiva

condizionatore portatile
Un condizionatore portatile è la scelta giusta per chi desideri un buon comfort domestico ma risparmiando sulla spesa dell'impianto di condizionamento. Anziché contattare una ditta specializzata ed effettuare dei lavori di muratura per montare il motore esterno e gli split interni, con la vasta offerta di condizionatori portatili sarà sufficiente acquistarli e portarli a casa. Questo perché sono molto più compatti nelle dimensioni, per quanto il peso si riveli spesso proibitivo per una persona sola. Ma il vantaggio è che sono dotati di ruote, di norma quattro, che rendono il trasporto e lo spostamento in casa più agevole. E tale elemento vale anche per i  condizionatori portatili più potenti. Ma non è tutto così semplice come sembrerebbe. Infatti, questi modelli sono dotati di un tubo che serve per espellere l'aria calda verso l'esterno, componente che ne vincola il posizionamento vicino ad una finestra o ad una portafinestra. Inoltre, se non si provvede a realizzare un apposito buco per il tubo stesso, si rischia una grande dispersione di aria fredda ed energia. Infine, va detto che prodotti del genere risultano di gran lunga più rumorosi dei fissi, avendo il compressore integrato nella scocca.

Monoblocco portatile o split portatile, quale scegliere?

Per quel che concerne i condizionatori portatili, ne troviamo in vendita 2 differenti tipologie. Vedremo di seguito in cosa si differenziano e quanto influisca la scelta dell'una o dell'altra a livello economico.

Monoblocco portatile
Si tratta della categoria più diffusa in commercio ed è anche il tipo di prodotto su cui le case costruttrici investono di più. Parliamo del classico condizionatore portatile con tubo, costituito da un corpo a forma di torre, alto circa 70 cm e largo 40. Ve ne sono in vendita di tutti i prezzi e colori ma, sostanzialmente, la forma rimane simile per tutti. A livello economico, si può partire anche da 200 euro per i modelli con meno funzionalità per superare i 1000 euro per i condizionatori più tecnologicamente avanzati.

Split portatili
A metà strada fra i condizionatori fissi ed i mobili, troviamo i modelli di condizionatori con split portatili. Il vantaggio è che sono composti da 2 elementi anziché da uno come i fissi ma si possono spostare analogamente ai portatili. In pratica, abbiamo uno split all'interno della stanza che si collega con un tubo al compressore posto sul balcone. Anche il motore si sposta con facilità e possiamo, così, posizionarlo nei pressi della stanza che vogliamo raffreddare. Di contro, l'aspetto negativo principale è il prezzo, mediamente più elevato dei monoblocco, fattore che ne sta decretando la scomparsa dal mercato.

Com'è fatto un condizionatore portatile?

La struttura di un condizionatore portatile è abbastanza semplice e prevede in un corpo unico lo split ed il motore, altrimenti separati nei modelli fissi. Qui, il ciclo termodinamico che porta il gas refrigerante a raffreddare l'ambiente interno e ad espellere aria calda, avviene dentro la scocca monoblocco. Abbiamo,quindi un motore alimentato elettricamente che muove tutto il ciclo, comprimendo il gas per aumentarne temperatura e pressione. Di seguito, il gas passa nel condensatore che lo porta allo stato liquido, raffreddandolo. Più avanti, la pressione di questo liquido viene abbassata dall'organo di laminazione e, infine, attraverso il vaporizzatore, torna allo stato gassoso. La temperatura dell'aria trasportata dal gas è ora molto più bassa rispetto all'inizio del ciclo e, a questo punto, viene immessa nell'ambiente. L'aria calda, invece, viene espulsa tramite il tubo d'uscita che passa attraverso la finestra. Questo fluire dell'aria dal condizionatore portatile all'esterno viene regolato da due ventole. Inoltre, è presente in prossimità dell'uscita del getto un filtro che raccoglie polvere, pollini e sporcizia e che va pulito regolarmente. Nel caso dei modelli senza tubo, con funzionamento ad acqua oltre che ad aria, è presente all'interno un apposito contenitore da riempire e svuotare quando il liquido si sarà surriscaldato. 

Condizionatori senza tubo, un'alternativa veramente valida?

Parlare di condizionatori portatili senza tubo è un po' improprio. Infatti, nel momento in cui si mette in atto un ciclo termodinamico volto a raffreddare un ambiente, è sempre necessario espellere l'aria calda in qualche modo per poter ottenere un risultato apprezzabile. Per questo, sotto la categoria dei condizionatori senza tubo ricadono modelli esteticamente simili ai portatili ma che funzionano in modo più semplice. Inoltre, non permettendo all'aria di raggiungere l'esterno, producono un raffreddamento solo parziale. Per cominciare, sono privi di gas refrigerante e lavorano esclusivamente con acqua fredda o ghiaccio da inserire nell'apposito contenitore interno. In alternativa, alcuni modelli si possono collegare direttamente alla rete idrica con un tubo, così da evitare di dover cambiare l'acqua una volta che si sia scaldata o aggiungere nuovamente il ghiaccio. In buona sostanza, sono più vicini ai ventilatori che ai condizionatori e riescono ad abbassare la temperatura solo di pochi gradi, sfruttando la vicinanza dell'acqua fredda o del ghiaccio. Non mancano, comunque, degli aspetti positivi. I condizionatori senza tubo, infatti, consumano pochissimo e sono silenziosi. Inoltre, il prezzo d'acquisto è decisamente più basso rispetto agli altri modelli, partendo anche da meno di 100 euro.

Le funzioni aggiuntive più interessanti

Il numero di funzioni presenti a bordo andrà ad influire pesantemente sul costo finale del condizionatore portatile. Tali funzionalità si possono regolare direttamente dalla scocca, grazie ai pulsanti presenti nella parte superiore, o attraverso il telecomando del condizionatore. Inoltre, i modelli più evoluti sono dotati di display che mostra in tempo reale le varie impostazioni e la temperatura raggiunta. Parlando di funzioni specifiche, alcuni condizionatori portatili sono dotati di pompa di calore, ovvero di una tecnologia che inverte il ciclo termodinamico per ottenere aria calda anziché fredda. Particolarmente utile in inverno, tale funzionalità ci permette di scaldare molto velocemente una stanza di medie dimensioni. Anche la presenza o meno del deumidificatore è un aspetto importante da valutare prima dell'acquisto. Questa tecnologia, infatti, permette di togliere l'umidità dall'ambiente, rendendolo più salubre. Ma non solo, dato che tale sistema contribuisce anche a raffreddare l'ambiente stesso. Molto utile è, poi, il timer che possiamo impostare per l'accensione o lo spegnimento programmato, fondamentale per contenere i consumi elettrici. E ancora, oltre alla temperatura, potremo controllare anche la potenza del getto d'aria e la sua direzione. Per concludere, la funzione swing farà sì che le alette del condizionatore si muovano di continuo per diffondere l'aria in modo più omogeneo in tutta la superficie.

Che potenza deve avere il condizionatore portatile? Scegliamo i BTU/h giusti!

Maggiore è la potenza di raffreddamento di un condizionatore portatile, più velocemente si abbasserà la temperatura nell'ambiente. Ma come si calcola la potenza di raffreddamento e in che modo si riesce a capire quanto uno specifico modello sia potente? Partiamo da un semplice assunto: per raffreddare una stanza di 30 mq occorrono all'incirca 9000 BTU/h. Parliamo di British Termal Unit per hour, ovvero l'unità di misura specifica della potenza di raffreddamento. Tradurre i BTU/h in kW/h è molto semplice: 1000 dei primi corrispondono a 0,3 dei secondi. Così facendo, in modo davvero veloce possiamo capire di quanta energia ogni ora avrà bisogno il nostro condizionatore portatile per funzionare a dovere, considerando sempre in quale ambiente verrà collocato. Pertanto, consigliamo vivamente di optare per un prodotto la cui potenza sia calcolata sulla metratura della stanza di destinazione. 

Consumi energetici: occhio alla bolletta!

L'etichetta energetica dei condizionatori è abbastanza complessa poiché sono molti i valori presi in considerazione. Ma una corretta lettura dell'energy label è l'unico strumento in nostro possesso per effettuare un acquisto consapevole, riuscendo anche a risparmiare qualcosa in bolletta. Di base, possiamo dire che un modello portatile che debba raffreddare una singola stanza consumerà più o meno come un impianto fisso, dotato di un singolo split. Generalizzando, sappiamo tutti che ogni prodotto che richiede energia per funzionare si colloca in una fascia ben precisa, dalla D alla A+++, a seconda dell'efficienza energetica. Man mano che dalla categoria D andiamo a salire, i consumi in kW/h del nostro condizionatore portatile si fanno più contenuti. Di contro, però, il prezzo d'acquisto del modello aumenta. Si tratta, comunque, di un buon investimento dato che i soldi spesi all'inizio si vanno a recuperare nel tempo risparmiando in bolletta. Nell'etichetta energetica trova posto anche un altro valore. Parliamo dell'EER, ovvero l'indice di efficienza energetica in modalità raffreddamento. Per i condizionatori dotati di pompa di calore, poi, è previsto un ulteriore valore chiamato COP che si definisce coefficiente di prestazione in modalità riscaldamento. In entrambi i casi, più è alto questo numero e minori saranno i consumi. Completa il quadro l'indicazione della potenza nominale in kW assorbita dal condizionatore ed il consumo medio annuale in kW/h. Mentre il primo valore mediamente è di 700 W, il secondo dipenderà da quanto tempo teniamo acceso il condizionatore.

Dormire sonni tranquilli...al fresco!

Aspetto da non trascurare nell'analisi dei condizionatori portatili è proprio la rumorosità. Trattandosi di sistemi che vengono posti negli ambienti domestici, non si può prescindere da questa valutazione. E non a caso, nell'etichetta energetica è sempre presente un valore espresso in dB relativo proprio alle emissioni acustiche. Un valore di circa 60 dB è più che accettabile per condizionatori del genere ma si trovano in commercio anche modelli che raggiungono i 20 dB. In questi casi, è possibile tenerli accesi anche di notte senza rischiare di essere svegliati dall'eccessivo trambusto. Sì perché la rumorosità dei condizionatori portatili è maggiore rispetto a quella dei fissi per una questione strutturale. Infatti, la fonte del rumore, ovvero il compressore, è all'interno della scocca e non all'esterno. Naturalmente, ad influenzare il livello acustico del nostro modello sarà anche la potenza alla quale lo faremo lavorare, l'intensità del getto d'aria e la temperatura selezionata.

Perché scegliere un condizionatore portatile?

Vantaggi

  • Facile da trasportare e spostare da un ambiente all'altro
  • Non necessita l'intervento di uno specialista per l'installazione
  • I prezzi sono tendenzialmente più bassi dei condizionatori fissi
  • Funziona molto bene per raffreddare una sola stanza

 
Svantaggi

  • Rumorosità elevata per la presenza del compressore all'interno
  • Se il tubo non è ben posizionato, si rischia una forte dispersione termica
  • Impiega più tempo per raffreddare rispetto ai condizionatori fissi
  • Può essere d'intralcio nell'ambiente in cui viene collocato

Condizionatori fissi o climatizzatori?

condizionatore fisso
I condizionatori fissi non sono per forza anche dei climatizzatori. Infatti, sebbene i 2 termini abbiano assunto lo stesso significato nel linguaggio comune, non identificano lo stesso prodotto. Il funzionamento di base è lo stesso ma a cambiare è la modalità con cui si regola la temperatura. Il condizionatore, infatti, ci permette di scegliere fra vari livelli e varie potenze, ma senza scegliere una temperatura specifica. Il climatizzatore, invece, è dotato di un termostato in grado di rilevare con precisione la temperatura e mantenerla sempre constante, aumentando o diminuendo la potenza in automatico. Nella guida, comunque, faremo sempre riferimento a modelli dotati di tale funzionalità, pur definendoli lo stesso condizionatori. Per cominciare, va detto che questi prodotti richiedono l'intervento di un tecnico specializzato per essere installati. Infatti, devono essere fissati ad una parete, a terra oppure sul soffitto. Possono essere condizionatori monoblocco oppure condizionatori fissi dotati di split. Nel primo caso, tutto il sistema è racchiuso in una singola scocca, per quanto rimanga indispensabile la presenza di un tubo che porti l'aria calda verso l'esterno. Il secondo tipo, invece, prevede un'unità esterna che alimenti il ciclo termodinamico e porti l'aria fredda in casa, facendola fuoriuscire attraverso uno o più split.

Di quanti split hai bisogno?

I condizionatori fissi più diffusi sono quelli dotati di unità separate: una esterna alle pareti domestiche e una (o più) all'interno della casa. Esistono, però, anche i condizionatori monoblocco che accorpano i 2 elementi in uno spazio relativamente ridotto. Vediamo nel dettaglio queste 2 tipologie.

Monoblocco
Sono i modelli meno diffusi sul mercato, superati in larga parte da quelli con unità separate. Ciò nonostante, si possono ancora trovare in alcune case o attività commerciali. Sono di solito abbastanza ingombranti e rumorosi, dovendo racchiudere al loro interno anche il motore. Inoltre, devono essere montati nei pressi di una parete perimetrale, in modo da poter espellere l'aria calda verso l'esterno con facilità. 

Split (mono, dual, multi)
I modelli con unità separate sono, invece, i più venduti. Questo perché producono meno rumore, meno ingombro e garantiscono una maggiore versatilità. Il compressore è sempre posto all'esterno, su un balcone oppure sopra una finestra, saldamente ancorato alla parete. Dentro l'appartamento, invece, è necessario installare uno o più split da collegare al motore con dei tubi. Nello specifico, quando ad un singolo motore esterno corrisponde un solo split, usiamo il termine condizionatore monosplit. Quando gli split sono due parliamo di condizionatori dual split e, se sono in numero superiore, avremo un sistema multi split. Naturalmente, più unità installeremo, maggiori saranno i consumi. Ma, di contro, avremo la possibilità di regolare la temperatura nelle varie stanze in modo indipendente. Naturalmente, all'aumentare degli split, salirà anche il costo dell'impianto, senza considerare le spese per l'installazione. I modelli più economici possono partire anche da 400 euro ma, componendo l'impianto con ulteriori elementi, si possono superare i 1000 euro con facilità.

Unità esterna: attenzione a dove collocarla!

Ben visibile sulle mura di molte case, l'unità esterna dei condizionatori fissi racchiude il compressore ed una ventola che espelle l'aria calda. Ha una funzione fondamentale e deve essere installata al meglio per poterla svolgere bene. Per prima cosa, l'ancoraggio deve essere sicuro, attraverso l'uso di staffe di ferro resistenti. Inoltre, è necessario che intorno ci sia spazio sufficiente per dissipare il calore prodotto. Infine, è preferibile non installarla nei pressi delle camere da letto, poiché il motore produce un forte rumore quando è al lavoro. Pertanto, considerate tutte queste variabili, i costi per l'installazione possono rappresentare un notevole esborso, portando in certi casi la spesa totale a lievitare anche del 40%. Come ultima annotazione, nel montare il compressore di un impianto di condizionamento fisso, dovremo anche valutare eventuali restrizioni condominiali. In particolare, qualora l'immobile si trovasse in un centro storico, dovremmo chiedere un'ulteriore autorizzazione al Comune. Se l'unità esterna dovesse in qualche modo compromettere l'aspetto artistico o storico dell'area, potremmo dover rinunciare a tale soluzione. In questi casi, ovviamente, non c'è altro da fare che ripiegare sui condizionatori portatili da interni.

A parete, a pavimento o a soffitto, quale unità interna scegliere?

Gli split interni di un impianto di condizionamento fisso possono essere di 3 tipi differenti. Vediamoli nel dettaglio:

A parete
I più diffusi in assoluto sono in condizionatori a parete montati in alto, lungo una delle pareti della stanza. Sono di forma rettangolare, quasi sempre di colore bianco e vengono posizionati a circa 30 cm dal soffitto. Proprio per questo, sono più adatti a raffreddare che a riscaldare. Infatti, mentre l'aria fredda tende a scendere in basso, quella calda è più leggera e sale verso l'alto. In ogni caso, questi modelli sono sempre dotati di alette per indirizzare il getto d'aria a nostro piacimento.

 A pavimento
I condizionatori fissi a pavimento non sempre sono montati esattamente sopra la superficie inferiore della casa. In molti casi, infatti, vengono installati su una parete, a circa 30 cm da terra. Particolarmente adatti per il riscaldamento, funzionano bene anche quando il soffitto è molto alto.

A soffitto
Presenti spesso in grandi ambienti (uffici, negozi, centri commerciali), i condizionatori fissi a soffitto vengono installati nel controsoffitto. Pertanto, rimarrà visibile solo una griglia per il passaggio dell'aria. Trovandosi in posizione molto elevata, funzionano particolarmente bene per raffreddare.

Tecnologia inverter per una climatizzazione perfetta

Oltre alla potenza, ad influire molto sul prezzo dei condizionatori fissi sono anche le funzioni di cui sono dotati. Ma ce n'è una in particolare della quale non dovremmo mai fare a meno, dato che produce una migliore climatizzazione dell'ambiente, contenendo gli sprechi energetici. Parliamo del motore inverter, oggi sempre più presente nei modelli in vendita. Si tratta di una tecnologia che, una volta raggiunta la temperatura impostata, fa lavorare il compressore a bassi regimi, limitando i consumi. In pratica, anziché accendersi e spegnersi in continuazione, i condizionatori inverter riducono la propria potenza e svolgono un lavoro di mantenimento della temperatura, operazione meno energivora del ripetuto on/off. Molto importante è anche la funzione timer, che ci consente di risparmiare ulteriormente, decidendo quando accendere e spegnere il sistema. Nei più moderni modelli, inoltre, è possibile controllare il tutto anche in mobilità, collegando il condizionatore alla rete Wi-Fi e sfruttando specifiche app per smartphone . La maggior parte dei condizionatori fissi in commercio è anche provvista di pompa di calore, uno strumento che permette di invertire il ciclo termodinamico, spingendo aria calda anziché fredda negli ambienti. Infine, non possiamo trascurare l'importanza del deumidificatore, un sistema che, togliendo l'umidità presente nell'aria, la rende più sana, contribuendo anche a raffreddarla.

Quanti BTU/h ci vogliono per raffreddare la nostra stanza?

La potenza di raffreddamento di un impianto di condizionamento si misura in BTU/h. Acronimo di British Termal Unit per hour, tale unità di misura indica quanta potenza sarà necessaria per raffreddare un ambiente per un'ora. Per fare un esempio concreto, con 12.000 BTU/h si arriva a raffreddare una stanza di circa 40 mq. È questa la potenza massima di quasi tutti i condizionatori portatili e dei modelli fissi dotati di un solo split. Se, però, abbiamo intenzione di raffreddare più di una stanza oppure un ambiente molto più grande, dovremo ricorrere almeno ad un dual split come il modello Daikin 2mxm50m dual split. In tal caso, i BTU/h medi per un impianto del genere saranno 20.000. Aumentando ancora il numero dei gli split, crescerà ancora di più questo valore e, di conseguenza, i consumi in kWh. Esiste, infatti, una precisa corrispondenza fra le 2 unità di misura: 1.000 BTU/h equivalgono a 0,3 kWh. Prendendo questa equazione come punto di riferimento, potremo calcolare indicativamente anche i costi in bolletta del nostro impianto. 

Quanto consuma un condizionatore fisso?

Leggere con attenzione l'etichetta energetica del nostro impianto di condizionamento ci aiuterà ad ottimizzarne l'utilizzo e abbassare i costi in bolletta. Dovremo fare attenzione, in modo particolare, alla classe energetica, optando per soluzioni comprese fra la A e la A+++. Man mano che saliamo di livello, il costo d'acquisto del sistema aumenta. Però, vale lo stesso per l'efficienza energetica con conseguente calo delle spese di gestione. Nell'energy label trovano posto, poi, altri valori molto importanti. Ad esempio, abbiamo la potenza nominale espressa in kW ed il consumo medio annuale, sempre nella stessa unità di misura. Altri coefficienti che trovano posto nell'etichetta energetica sono il SEER e lo SCOP. Il primo registra l'efficienza energetica stagionale in modalità raffreddamento, il secondo lo stesso valore ma calcolato per riscaldare. All'aumentare di tali numeri, cresce anche l'efficienza energetica. Per fare un esempio concreto, un condizionatore fisso di classe A+, mostra di solito un indice SEER compreso fra 5,60 e 6,10. Per un modello A+++, invece, tale valore è maggiore o uguale a 8,5. Per concludere, campeggia nell'etichetta anche l'indicazione della rumorosità dell'impianto espressa in dB. Di media, il valore si attesta intorno ai 60 decibel ma ci sono modelli molto silenziosi che possono lavorare anche a 20 dB.

Con il condizionatore fisso dormi sonni tranquilli

Uno degli aspetti più interessanti dei condizionatori fissi è la loro ridotta rumorosità. A produrre le emissioni acustiche è proprio il motore che, essendo posto all'esterno, difficilmente risulterà fastidioso per gli inquilini della casa. In tal senso, rispetto ai condizionatori portatili, rappresenta una soluzione decisamente migliore. Ciò nonostante, è sempre bene evitare di installare il compressore lungo le pareti esterne delle camere da letto, evitando così fastidiosi rumori notturni. Un condizionatore fisso ideale, come lo split Panasonic CS-E9QKEW, dovrebbe mantenere le proprie emissioni acustiche entro i 60 dB. Una volta superato tale valore, si entra nella fascia dei modelli rumorosi. Oltre gli 80 dB, poi, l'impianto potrebbe superare con il proprio volume quello di una conversazione dai toni medi ma anche di un semplice televisore acceso. Alcuni dei sistemi più tecnologicamente avanzati riescono a contenere le emissioni entro i 20 dB, valore ottimale per qualsiasi stanza. Il risvolto della medaglia è nel prezzo che lievita considerevolmente al calare della rumorosità.

Perchè scegliere un condizionatore fisso?

Vantaggi

  • Maggiore efficacia termica rispetto al condizionatore portatile
  • Ingombro contenuto degli split interni
  • Rumorosità molto ridotta in confronto ai modelli portatili
  • Possibilità di raffreddare varie stanze grazie a sistemi con più split

Svantaggi

  • Prezzo d'acquisto medio più alto rispetto alla controparte portatile
  • Installazione laboriosa e costosa
  • Costi di gestione più alti in confronto ai condizionatori portatili
  • Richiede una regolare manutenzione per funzionare al meglio

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