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Trova il miglior condizionatore, segui la nostra guida all'acquisto

La scelta dell'impianto di condizionamento si rivela fondamentale per un ideale comfort domestico. Optare per un prodotto che sia appositamente studiato in base alla nostra soluzione abitativa è, certamente, il miglior modo per godere di un clima perfetto, contenendo il più possibile gli sprechi energetici. Comunque sia, la più grande distinzione da fare in ambito di climatizzazione è fra condizionatori portatili o condizionatori fissi. In entrambi i casi, sono presenti dei pro e dei contro che andranno ad influire sull'acquisto. In questa guida analizzeremo le varie tipologie disponibili, in modo da capire quale sia il miglior condizionatore si adatti alle nostre esigenze.
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Indice
Prima dell'acquisto Condizionatori portatili Condizionatori fissi Quanto costa un condizionatore? Vai alla categoria
Climatizzazione
miglior condizionatore

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Quali sono gli aspetti da tenere in considerazione prima di optare per l'acquisto di un condizionatore? Vediamoli insieme:

Hai bisogno di un climatizzatore fisso o di un climatizzatore portatile?
Il primo elemento da valutare per effettuare un acquisto consapevole riguarda la tipologia. Un condizionatore portatile, infatti, è molto più piccolo e compatto di un modello fisso. Adatti per ambienti dalle dimensioni contenute, i condizionatori portatili hanno il grande vantaggio di poter essere spostati a nostro piacimento. I modelli fissi, invece, sono in grado di raffreddare ambienti più grandi o l'intera casa. A fronte di una maggiore efficacia, però, abbiamo anche costi di installazione e manutenzione più elevati.

Che dimensioni ha il locale che vuoi climatizzare?
Come accennato in precedenza, a seconda della superficie che vogliamo raffreddare, cambierà la tipologia di modello da acquistare. Se si tratta di una sola stanza, i condizionatori portatili vanno più che bene. Inoltre, spostandoli è possibile raffreddare ambiente diversi. Se ciò che vogliamo è, invece, climatizzare contemporaneamente più di una stanza, conviene scegliere un modello di condizionatore fisso provvisto di uno o più split a seconda delle nostre esigenze.

Dove puoi collocare il climatizzatore?
I condizionatori portatili possono essere disposti liberamente nella stanza. È anche vero che la presenza del tubo per smaltire l'aria calda, rende preferibile la collocazione vicino ad una finestra. Nei modelli fissi, invece, il motore è esterno e gli split vanno fissati alle pareti interne.

Qual'è la struttura del condizionatore più adatta alla tua casa?
I condizionatori portatili hanno, di solito, la forma di una torre con altezza che si aggira intorno ai 70 cm e lati di 40. Inoltre, sono dotati di ruote che li rendono comodi da spostare e di un tubo che spinge esternamente l'aria calda. A seconda delle scelte del produttore, possono differenziarsi parecchio a livello di design. La struttura base, comunque, rimane la stessa. I modelli fissi, invece, sono provvisti di 2 componenti, un motore esterno e uno o più split interni, ovvero gli elementi che immettono l'aria fredda nelle stanze.

Che prestazioni ti deve garantire?
Le prestazioni del nostro condizionatore dipendono dalla sua potenza. Tale valore si misura in BTU/h che sta per British Termal Unit per hour. Ovviamente, più grande è la stanza e maggiore sarà la potenza necessaria. Per dare un'idea di massima, possiamo dire che per raffreddare un ambiente di circa 30 mq, occorrono 9000 BTU/h.

Quanta energia consuma?
I consumi del nostro impianto sono direttamente proporzionali ai valori a cui abbiamo appena fatto riferimento. Ovviamente, anche l'etichetta energetica del condizionatore è una variabile da considerare ed un prodotto di classe A o superiore resta sempre consigliato. Infine, esistono 2 ulteriori indici energetici pensati appositamente per questi prodotti. Il SERR (EER per i portatili) vale per il raffreddamento mentre lo SCOP (COP per i portatili) per il riscaldamento. In entrambi i casi, più alti sono i valori, più bassi risultano i consumi.

Quanto è rumoroso?
Il motore del condizionatore, chiamato anche compressore, è altamente rumoroso. Ma mentre per i modelli fissi tale elemento si trova all'esterno, quelli portatili lo hanno integrato. Pertanto, a livello di rumorosità percepita in casa, i valori di questi ultimi saranno decisamente più alti.

Ad acqua o a gas, qual'è la scelta più ecologica?

Il funzionamento della maggior parte dei condizionatori si basa su un ciclo termodinamico il cui protagonista è un gas refrigerante che si muove dal motore all'ambiente di casa e viceversa. In pratica, questo gas, chiamato R410A, condensandosi oppure evaporando, libera calore o lo assorbe. Quando il gas scende di temperatura, raffredda l'aria che viene immessa nelle stanze attraverso gli split del condizionatore. L'aria calda, invece, viene espulsa dal tubo o dal motore esterno, a seconda dei casi. Esistono, poi, dei modelli di condizionatore che funzionano ad acqua, utilizzandola nel ciclo termodinamico al posto del gas. Si tratta di sistemi decisamente più ecologici, dal momento che i gas refrigeranti sono tossici e problematici da smaltire. Inoltre, i consumi energetici dei condizionatori ad acqua sono tendenzialmente inferiori rispetto a quelli a gas. È presente, però, un ostacolo che ne limita la commercializzazione su larga scala, ovvero l'elevata spesa per l'installazione del sistema. Funzionando ad acqua, infatti, richiede tubi più grandi rispetto a quelli usati per il gas refrigerante e non è, quindi, possibile convertire un vecchio sistema alla nuova tecnologia. Si calcola che i costi per l'installazione siano superiori anche del 50% rispetto ai classici condizionatori a gas. C'è di buono che sono previste delle detrazioni fiscali per chi effettui tale tipo di investimento.

Un occhio all'ambiente ed uno al portafoglio: impariamo ad usarlo correttamente!

Per far sì che il nostro impianto di condizionamento lavori nel modo migliore, è bene mettere in atto alcuni accorgimenti, utili anche a limitarne i consumi. Proteggendo i componenti dal calore, ad esempio, si ottiene un notevole beneficio. Per iniziare, il motore esterno dei condizionatori fissi va installato in posizione riparata e, intorno ad esso, deve rimanere dello spazio utile a dissipare l'aria calda che si va formando. Anche all'interno della casa vale la stessa regola. Per questo, in particolare nelle ore più calde, è bene abbassare le serrande, evitando che la luce diretta penetri e riscaldi l'ambiente. Inoltre, tenendo la porta della stanza chiusa, si impedisce all'aria fredda prodotta di disperdersi negli altri ambienti. Risulta molto efficace anche evitare di tenere acceso il condizionatore se non siamo a casa, optando semmai per un avvio programmato prima del nostro rientro. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la scelta della temperatura. Un valore troppo basso, infatti, comporterà consumi elevati. Inoltre, soprattutto d'estate, è meglio evitare eccessivi sbalzi termici fra un ambiente interno troppo freddo ed uno esterno rovente. Pertanto, in un Paese come il nostro, una temperatura di circa 25 gradi risulta essere la scelta migliore. Infine, una manutenzione regolare affidata a professionisti specializzati non può che migliorare l'esperienza d'uso generale.

Manutenzione e cura: prendiamocene cura!

Prendersi cura dei condizionatori è un'attività molto semplice, utile a mantenere l'impianto efficiente e a farlo durare nel tempo. Vi sono alcune operazioni che possiamo compiere direttamente noi, senza ricorrere all'aiuto di un tecnico specializzato. Fra queste, troviamo la pulizia del motore e dei filtri. Nel caso dei condizionatori fissi, è importante che la grata protettiva del compressore sia priva di polvere o depositi che potrebbero ostruire il passaggio dell'aria. Se il motore è facile da raggiungere, basterà usare un panno bagnato. In caso contrario, ci possiamo aiutare con una scopa. Per quel che riguarda gli split, come ad esempio nel modelllo Mitsubishi MSZ-DM25VA, invece, è importante pulire i filtri interni. Per farlo, occorre aprire l'apposito vano e rimuoverli. Una volta estratti, basterà sciacquarli con dell'acqua e aspettare che si asciughino prima di rimontarli. Lo stesso passaggio è ancora più semplice con un condizionatore portatile dato che non avremo neanche bisogno di salire su una scala per raggiungerlo. Se è vero che queste attività sono molto semplici da svolgere, ve ne sono altre che richiedono necessariamente l'intervento di un tecnico. Ne è un esempio il controllo del livello del liquido refrigerante che va effettuato ogni anno. Infine, anche la stabilità della struttura su cui poggia il motore esterno andrebbe verificata periodicamente da uno specialista.

I migliori condizionatori portatili per combattare l'afa estiva

condizionatore portatile
Un condizionatore portatile è la scelta giusta per chi desideri un buon comfort domestico ma risparmiando sulla spesa dell'impianto di condizionamento. Anziché contattare una ditta specializzata ed effettuare dei lavori di muratura per montare il motore esterno e gli split interni, con la vasta offerta di condizionatori portatili sarà sufficiente acquistarli e portarli a casa. Questo perché sono molto più compatti nelle dimensioni, per quanto il peso si riveli spesso proibitivo per una persona sola. Ma il vantaggio è che sono dotati di ruote, di norma 4, che rendono il trasporto e lo spostamento in casa più agevole. È proprio questo l'aspetto più interessante, anche dei condizionatori portatili più potenti, ovvero la possibilità di muoverli a nostro piacimento nella casa, per raffreddare ora una stanza ora un'altra. Ma non è tutto così semplice come sembrerebbe. Infatti, questi modelli sono dotati di un tubo che serve per espellere l'aria calda verso l'esterno e tale elemento ne vincola il posizionamento vicino ad una finestra o ad una portafinestra. Inoltre, se non si provvede a realizzare un apposito buco per il tubo stesso, si rischia una grande dispersione di aria fredda ed energia. Infine, va detto che questi prodotti risultano di gran lunga più rumorosi dei fissi, avendo il compressore integrato nella scocca.

Monoblocco portatile o split portatile, quale scegliere?

Per quel che concerne i condizionatori portatili, ne troviamo in vendita 2 differenti tipologie. Vedremo di seguito in cosa si differenziano e quanto influisca la scelta dell'una o dell'altra a livello economico.

Monoblocco portatile
Si tratta della categoria più diffusa in commercio ed è anche il tipo di prodotto su cui le case costruttrici investono di più. Parliamo del classico condizionatore portatile con tubo, costituito da un corpo a forma di torre, alto circa 70 cm e largo 40. Ve ne sono in vendita di tutti i prezzi e colori ma, sostanzialmente, la forma rimane simile per tutti. A livello economico, si può partire anche da 200 euro per i modelli con meno funzionalità per superare i 1000 euro per i condizionatori più tecnologicamente avanzati.

Split portatili
A metà strada fra i condizionatori fissi ed i mobili, troviamo i modelli di condizionatori con split portatili. Il vantaggio è che sono composti da 2 elementi anziché da uno come i fissi ma si possono spostare analogamente ai portatili. In pratica, abbiamo uno split all'interno della stanza che si collega con un tubo al compressore posto sul balcone. Anche il motore si sposta con facilità e possiamo, così, posizionarlo nei pressi della stanza che vogliamo raffreddare. Di contro, l'aspetto negativo principale è il prezzo, mediamente più elevato dei monoblocco, fattore che ne sta decretando la scomparsa dal mercato.

Com'è fatto un condizionatore portatile?

La struttura di un condizionatore portatile, come ad esempio il De Longhi PAC N81 Pinguino è abbastanza semplice e prevede in un corpo unico lo split ed il motore, altrimenti separati nei modelli fissi. Qui, il ciclo termodinamico che porta il gas refrigerante a raffreddare l'ambiente interno e ad espellere aria calda, avviene dentro la scocca monoblocco. Abbiamo,quindi un motore alimentato elettricamente che muove tutto il ciclo, comprimendo il gas per aumentarne temperatura e pressione. Di seguito, il gas passa nel condensatore che lo porta allo stato liquido, raffreddandolo. Più avanti, la pressione di questo liquido viene abbassata dall'organo di laminazione e, infine, attraverso il vaporizzatore, torna allo stato gassoso. La temperatura dell'aria trasportata dal gas è ora molto più bassa rispetto all'inizio del ciclo e, a questo punto, viene immessa nell'ambiente. L'aria calda, invece, viene espulsa tramite il tubo d'uscita che passa attraverso la finestra. Questo fluire dell'aria dal condizionatore portatile all'esterno viene regolato da 2 ventole. Inoltre, è presente in prossimità dell'uscita del getto un filtro che raccoglie polvere, pollini e sporcizia e che va pulito regolarmente. Nel caso dei modelli senza tubo, con funzionamento ad acqua oltre che ad aria, è presente all'interno un apposito contenitore da riempire e svuotare quando il liquido si sarà surriscaldato. 

Condizionatori senza tubo, un'alternativa veramente valida?

Parlare di condizionatori portatili senza tubo è un po' improprio. Infatti, nel momento in cui si mette in atto un ciclo termodinamico volto a raffreddare un ambiente, è sempre necessario espellere l'aria calda in qualche modo per poter ottenere un risultato apprezzabile. Per questo, sotto la categoria dei condizionatori senza tubo ricadono modelli esteticamente simili ai portatili ma che funzionano in modo più semplice. Inoltre, non permettendo all'aria di raggiungere l'esterno, producono un raffreddamento solo parziale. Per cominciare, sono privi di gas refrigerante e lavorano esclusivamente con acqua fredda o ghiaccio da inserire nell'apposito contenitore interno. In alternativa, alcuni modelli si possono collegare direttamente alla rete idrica con un tubo, così da evitare di dover cambiare l'acqua una volta che si sia scaldata o aggiungere nuovamente il ghiaccio. In buona sostanza, sono più vicini ai ventilatori che ai condizionatori e riescono ad abbassare la temperatura solo di pochi gradi, sfruttando la vicinanza dell'acqua fredda o del ghiaccio. Non mancano, comunque, degli aspetti positivi. I condizionatori senza tubo, infatti, consumano pochissimo e sono silenziosi. Inoltre, il prezzo d'acquisto è decisamente più basso rispetto agli altri modelli, partendo anche da meno di 100 euro.

Pompa di calore o deumidificatore?

Il numero di funzioni presenti a bordo andrà ad influire pesantemente sul costo finale del condizionatore portatile. Tali funzionalità si possono regolare direttamente dalla scocca, grazie ai pulsanti presenti nella parte superiore, o attraverso il telecomando del condizionatore. Inoltre, i modelli più evoluti sono dotati di display che mostra in tempo reale le varie impostazioni e la temperatura raggiunta. Parlando di funzioni specifiche, alcuni condizionatori portatili sono dotati di pompa di calore, ovvero di una tecnologia che inverte il ciclo termodinamico per ottenere aria calda anziché fredda. Particolarmente utile in inverno, tale funzionalità ci permette di scaldare molto velocemente una stanza di medie dimensioni. Anche la presenza o meno del deumidificatore è un aspetto importante da valutare prima dell'acquisto. Questa tecnologia, infatti, permette di togliere l'umidità dall'ambiente, rendendolo più salubre. Ma non solo, dato che tale sistema contribuisce anche a raffreddare l'ambiente stesso. Molto utile è, poi, il timer che possiamo impostare per l'accensione o lo spegnimento programmato, fondamentale per contenere i consumi elettrici. E ancora, oltre alla temperatura, potremo controllare anche la potenza del getto d'aria e la sua direzione. Per concludere, la funzione swing farà sì che le alette del condizionatore si muovano di continuo per diffondere l'aria in modo più omogeneo in tutta la superficie.

Che potenza deve avere il condizionatore portatile? Scegliamo i BTU/h giusti!

Maggiore è la potenza di raffreddamento di un condizionatore portatile, più velocemente si abbasserà la temperatura nell'ambiente. Ma come si calcola la potenza di raffreddamento e in che modo si riesce a capire quanto uno specifico modello sia potente? Partiamo da un semplice assunto: per raffreddare una stanza di 30 mq occorrono all'incirca 9000 BTU/h. Parliamo di British Termal Unit per hour, ovvero l'unità di misura specifica della potenza di raffreddamento. Tradurre i BTU/h in kW/h è molto semplice: 1000 dei primi corrispondono a 0,3 dei secondi. Così facendo, in modo davvero veloce possiamo capire di quanta energia ogni ora avrà bisogno il nostro condizionatore portatile per funzionare a dovere, considerando sempre in quale ambiente verrà collocato. Pertanto, consigliamo vivamente di optare per un prodotto la cui potenza sia calcolata sulla metratura della stanza di destinazione. 

Consumi energetici: occhio alla bolletta!

L'etichetta energetica dei condizionatori è abbastanza complessa poiché sono molti i valori presi in considerazione. Ma una corretta lettura dell'energy label è l'unico strumento in nostro possesso per effettuare un acquisto consapevole, riuscendo anche a risparmiare qualcosa in bolletta. Di base, possiamo dire che un modello portatile che debba raffreddare una singola stanza consumerà più o meno come un impianto fisso, dotato di un singolo split. Generalizzando, sappiamo tutti che ogni prodotto che richiede energia per funzionare si colloca in una fascia ben precisa, dalla D alla A+++, a seconda dell'efficienza energetica. Man mano che dalla categoria D andiamo a salire, i consumi in kW/h del nostro condizionatore portatile si fanno più contenuti. Di contro, però, il prezzo d'acquisto del modello aumenta. Si tratta, comunque, di un buon investimento dato che i soldi spesi all'inizio si vanno a recuperare nel tempo risparmiando in bolletta. Nell'etichetta energetica trova posto anche un altro valore. Parliamo dell'EER, ovvero l'indice di efficienza energetica in modalità raffreddamento. Per i condizionatori dotati di pompa di calore, poi, è previsto un ulteriore valore chiamato COP che si definisce coefficiente di prestazione in modalità riscaldamento. In entrambi i casi, più è alto questo numero e minori saranno i consumi. Completa il quadro l'indicazione della potenza nominale in kW assorbita dal condizionatore ed il consumo medio annuale in kW/h. Mentre il primo valore mediamente è di 700 W, il secondo dipenderà da quanto tempo teniamo acceso il condizionatore.

Dormire sonni tranquilli...al fresco!

Aspetto da non trascurare nell'analisi dei condizionatori portatili è proprio la rumorosità. Trattandosi di sistemi che vengono posti negli ambienti domestici, non si può prescindere da questa valutazione. E non a caso, nell'etichetta energetica è sempre presente un valore espresso in dB relativo proprio alle emissioni acustiche. Un valore di circa 60 dB è più che accettabile per condizionatori del genere ma si trovano in commercio anche modelli che raggiungono i 20 dB. In questi casi, è possibile tenerli accesi anche di notte senza rischiare di essere svegliati dall'eccessivo trambusto. Sì perché la rumorosità dei condizionatori portatili è maggiore rispetto a quella dei fissi per una questione strutturale. Infatti, la fonte del rumore, ovvero il compressore, è all'interno della scocca e non all'esterno. Naturalmente, ad influenzare il livello acustico del nostro modello sarà anche la potenza alla quale lo faremo lavorare, l'intensità del getto d'aria e la temperatura selezionata.

Perchè scegliere un condizionatore portatile?

Vantaggi

  • Facile da trasportare e spostare da un ambiente all'altro
  • Non necessita l'intervento di uno specialista per l'installazione
  • I prezzi sono tendenzialmente più bassi dei condizionatori fissi
  • Funziona molto bene per raffreddare una sola stanza

 
Svantaggi

  • Rumorosità elevata per la presenza del compressore all'interno
  • Se il tubo non è ben posizionato, si rischia una forte dispersione termica
  • Impiega più tempo per raffreddare rispetto ai condizionatori fissi
  • Può essere d'intralcio nell'ambiente in cui viene collocato

Condizionatori fissi o climatizzatori?

condizionatore fisso
I condizionatori fissi non sono per forza anche dei climatizzatori. Infatti, sebbene i 2 termini abbiano assunto lo stesso significato nel linguaggio comune, non identificano lo stesso prodotto. Il funzionamento di base è lo stesso ma a cambiare è la modalità con cui si regola la temperatura. Il condizionatore, infatti, ci permette di scegliere fra vari livelli e varie potenze, ma senza scegliere una temperatura specifica. Il climatizzatore, invece, è dotato di un termostato in grado di rilevare con precisione la temperatura e mantenerla sempre constante, aumentando o diminuendo la potenza in automatico. Nella guida, comunque, faremo sempre riferimento a modelli dotati di tale funzionalità, pur definendoli lo stesso condizionatori. Per cominciare, va detto che questi prodotti richiedono l'intervento di un tecnico specializzato per essere installati. Infatti, devono essere fissati ad una parete, a terra oppure sul soffitto. Possono essere condizionatori monoblocco oppure condizionatori fissi dotati di split. Nel primo caso, tutto il sistema è racchiuso in una singola scocca, per quanto rimanga indispensabile la presenza di un tubo che porti l'aria calda verso l'esterno. Il secondo tipo, invece, prevede un'unità esterna che alimenti il ciclo termodinamico e porti l'aria fredda in casa, facendola fuoriuscire attraverso uno o più split.

Di quanti split hai bisogno?

I condizionatori fissi più diffusi sono quelli dotati di unità separate: una esterna alle pareti domestiche e una (o più) all'interno della casa. Esistono, però, anche i condizionatori monoblocco che accorpano i 2 elementi in uno spazio relativamente ridotto. Vediamo nel dettaglio queste 2 tipologie.

Monoblocco
Sono i modelli meno diffusi sul mercato, superati in larga parte da quelli con unità separate. Ciò nonostante, si possono ancora trovare in alcune case o attività commerciali. Sono di solito abbastanza ingombranti e rumorosi, dovendo racchiudere al loro interno anche il motore. Inoltre, devono essere montati nei pressi di una parete perimetrale, in modo da poter espellere l'aria calda verso l'esterno con facilità. 

Split (mono, dual, multi)
I modelli con unità separate sono, invece, i più venduti. Questo perché producono meno rumore, meno ingombro e garantiscono una maggiore versatilità. Il compressore è sempre posto all'esterno, su un balcone oppure sopra una finestra, saldamente ancorato alla parete. Dentro l'appartamento, invece, è necessario installare uno o più split da collegare al motore con dei tubi. Nello specifico, quando un singolo motore esterno corrisponde un solo split, usiamo il termine condizionatore monosplit. Quando gli split sono 2 parliamo di condizionatori dual split e, se sono più, avremo un sistema multi split. Naturalmente, maggiore sarà il numero di split, più elevati saranno i consumi. Ma, di contro, avremo la possibilità di regolare la temperatura nelle varie stanze in modo indipendente. Naturalmente, all'aumentare degli split, salirà anche il costo dell'impianto, senza considerare le spese per l'installazione. I modelli più economici possono partire anche da 400 euro ma, componendo l'impianto con ulteriori elementi, si possono superare i 1000 euro con facilità.

Unità esterna: attenzione a dove collocarla!

Ben visibile sulle mura di molte case, l'unità esterna dei condizionatori fissi racchiude il compressore ed una ventola che espelle l'aria calda. Ha una funzione fondamentale e deve essere installata al meglio per poterla svolgere bene. Per prima cosa, l'ancoraggio deve essere sicuro, attraverso l'uso di staffe di ferro resistenti. Inoltre, è necessario che intorno ci sia spazio sufficiente per dissipare il calore prodotto. Infine, è preferibile non installarla nei pressi delle camere da letto, poiché il motore produce un forte rumore quando è al lavoro. Pertanto, considerate tutte queste variabili, i costi per l'installazione possono rappresentare un notevole esborso, portando in certi casi la spesa totale a lievitare anche del 40%. Come ultima annotazione, nel montare il compressore di un impianto di condizionamento fisso, dovremo anche valutare eventuali restrizioni condominiali. In particolare, qualora l'immobile si trovasse in un centro storico, dovremmo chiedere un'ulteriore autorizzazione al Comune. Se l'unità esterna dovesse in qualche modo compromettere l'aspetto artistico o storico dell'area, potremmo dover rinunciare a tale soluzione. In questi casi, ovviamente, non c'è altro da fare che ripiegare sui condizionatori portatili da interni.

A parete, a pavimento o a soffitto, quale unità interna scegliere?

Gli split interni di un impianto di condizionamento fisso possono essere di 3 tipi differenti. Vediamoli nel dettaglio:

A parete
I più diffusi in assoluto sono in condizionatori a parete montati in alto, lungo una delle pareti della stanza. Sono di forma rettangolare, quasi sempre di colore bianco e vengono posizionati a circa 30 cm dal soffitto. Proprio per questo, sono più adatti a raffreddare che a riscaldare. Infatti, mentre l'aria fredda tende a scendere in basso, quella calda è più leggera e sale verso l'alto. In ogni caso, questi modelli sono sempre dotati di alette per indirizzare il getto d'aria a nostro piacimento.

 A pavimento
I condizionatori fissi a pavimento non sempre sono montati esattamente sopra la superficie inferiore della casa. In molti casi, infatti, vengono installati su una parete, a circa 30 cm da terra. Particolarmente adatti per il riscaldamento, funzionano bene anche quando il soffitto è molto alto.

A soffitto
Presenti spesso in grandi ambienti (uffici, negozi, centri commerciali), i condizionatori fissi a soffitto vengono installati nel controsoffitto. Pertanto, rimarrà visibile solo una griglia per il passaggio dell'aria. Trovandosi in posizione molto elevata, funzionano particolarmente bene per raffreddare.

La tecnologia Inverter, per una climatizzazione perfetta

Oltre alla potenza, ad influire molto sul prezzo dei condizionatori fissi sono anche le funzioni di cui sono dotati. Ma ce n'è una in particolare della quale non dovremmo mai fare a meno, dato che produce una migliore climatizzazione dell'ambiente, contenendo gli sprechi energetici. Parliamo dell'inverter, oggi sempre più presente nei modelli in vendita. Si tratta di una tecnologia che, una volta raggiunta la temperatura impostata, fa lavorare l'impianto di condizionamento a bassi regimi, limitando i consumi. In pratica, anziché accendersi e spegnersi in continuazione, i condizionatori inverter riducono la propria potenza e svolgono un lavoro di mantenimento della temperatura, operazione meno energivora del ripetuto on/off. Molto importante è anche la funzione timer, che ci consente di risparmiare ulteriormente, decidendo quando accendere e spegnere il sistema. Nei più moderni modelli, inoltre, è possibile controllare il tutto anche in mobilità, attraverso un'apposita app e collegando il condizionatore alla rete Wi-Fi. La maggior parte dei condizionatori fissi in commercio è anche provvista di pompa di calore, uno strumento che permette di invertire il ciclo termodinamico, spingendo aria calda anziché fredda negli ambienti. Infine, non possiamo dimenticare l'importanza del deumidificatore, un sistema che, togliendo l'umidità presente nell'aria, la rende più sana, contribuendo anche a raffreddarla.

Quanti BTU/h ci vogliono per raffreddare la nostra stanza?

La potenza di raffreddamento di un impianto di condizionamento si misura in BTU/h. Acronimo di British Termal Unit per hour, tale unità di misura indica quanta potenza sarà necessaria per raffreddare un ambiente per un'ora. Per fare un esempio concreto, con 12.000 BTU/h si arriva a raffreddare una stanza di circa 40 mq. È questa la potenza massima di quasi tutti i condizionatori portatili e dei modelli fissi dotati di un solo split. Se, però, abbiamo intenzione di raffreddare più di una stanza oppure un ambiente molto più grande, dovremo ricorrere almeno ad un dual split come il modello Daikin 2mxm50m dual split. In tal caso, i BTU/h medi per un impianto del genere saranno 20.000. Aumentando ancora il numero dei gli split, crescerà ancora di più questo valore e, di conseguenza, i consumi in kWh. Esiste, infatti, una precisa corrispondenza fra le 2 unità di misura: 1.000 BTU/h equivalgono a 0,3 kWh. Prendendo questa equazione come punto di riferimento, potremo calcolare indicativamente anche i costi in bolletta del nostro impianto. 

Quanto consuma un condizionatore fisso?

Leggere con attenzione l'etichetta energetica del nostro impianto di condizionamento ci aiuterà ad ottimizzarne l'utilizzo e abbassare i costi in bolletta. Dovremo fare attenzione, in modo particolare, alla classe energetica, optando per soluzioni comprese fra la A e la A+++. Man mano che saliamo di livello, il costo d'acquisto del sistema aumenta. Però, vale lo stesso per l'efficienza energetica con conseguente calo delle spese di gestione. Nell'energy label trovano posto, poi, altri valori molto importanti. Ad esempio, abbiamo la potenza nominale espressa in kW ed il consumo medio annuale, sempre nella stessa unità di misura. Altri coefficienti che trovano posto nell'etichetta energetica sono il SEER e lo SCOP. Il primo registra l'efficienza energetica stagionale in modalità raffreddamento, il secondo lo stesso valore ma calcolato per riscaldare. All'aumentare di tali numeri, cresce anche l'efficienza energetica. Per fare un esempio concreto, un condizionatore fisso di classe A+, mostra di solito un indice SEER compreso fra 5,60 e 6,10. Per un modello A+++, invece, tale valore è maggiore o uguale a 8,5. Per concludere, campeggia nell'etichetta anche l'indicazione della rumorosità dell'impianto in dB. Di media, il valore si attesta intorno ai 60 ma ci sono modelli molto silenziosi che possono lavorare anche a 20 dB.

Con il condizionatore fisso dormi sonni tranquilli

Uno degli aspetti più interessanti dei condizionatori fissi è la loro ridotta rumorosità. A produrre le emissioni acustiche è proprio il motore che, essendo posto all'esterno, difficilmente risulterà fastidioso per gli inquilini della casa. In tal senso, rispetto ai condizionatori portatili, rappresenta una soluzione decisamente migliore. Ciò nonostante, è sempre bene evitare di installare il compressore lungo le pareti esterne delle camere da letto, evitando così fastidiosi rumori notturni. Un condizionatore fisso ideale, come lo split Panasonic CS-E9QKEW, dovrebbe mantenere le proprie emissioni acustiche entro i 60 dB. Una volta superato tale valore, si entra nella fascia dei modelli rumorosi. Oltre gli 80 dB, poi, l'impianto potrebbe superare con il proprio volume quello di una conversazione dai toni medi ma anche di un semplice televisore acceso. Alcuni dei sistemi più tecnologicamente avanzati riescono a contenere le emissioni entro i 20 dB, valore ottimale per qualsiasi stanza. Il risvolto della medaglia è nel prezzo che lievita considerevolmente al calare della rumorosità.

Perchè scegliere un condizionatore fisso?

Vantaggi

  • Maggiore efficacia termica rispetto al condizionatore portatile
  • Ingombro contenuto degli split interno
  • Rumorosità molto ridotta in confronto ai modelli portatili
  • Possibilità di raffreddare varie stanze grazie a sistemi con più split

Svantaggi

  • Prezzo d'acquisto medio più alto rispetto alla controparte portatile
  • Installazione laboriosa e costosa
  • Costi di gestione più alti in confronto ai condizionatori portatili
  • Richiede una regolare manutenzione per funzionare al meglio

Quanto costa un condizionatore?

prezzi condizionatori
Sono tanti i fattori che entrano in gioco nel determinare il prezzo dei condizionatori. Il primo è, senza dubbio, la potenza. Questo indicatore è espresso in BTU/h, ovvero British Termal Unit per hour. In base a tale valore, possiamo capire se il nostro condizionatore sarà in grado di raffreddare una certa stanza. Per fare un esempio concreto relativo ai modelli portatili, 8000 BTU/h saranno sufficienti per un ambiente di circa 25 mq. Ma sopra i 30 mq, occorreranno almeno 10.000 BTU/h. Dai 12.000 BTU/h in poi, entriamo nel range dei condizionatori fissi e, man mano che andiamo ad aggiungere ulteriori split al sistema, questo numero è destinato a salire. Parlando di cifre concrete, per un condizionatore portatile da 8000 BTU/h si parte da circa 200 euro ma si possono superare i 1000 euro per modelli di condizionatori più evoluti da 12.000 BTU/h. Per i condizionatori fissi, le cifre lievitano ancora. Un modello di condizionatore base con motore e split unico da 12.000 BTU/h può costare anche 400 euro. Con 2 split e potenza superiore ai 15.000 BTH/h la cifra ruoterà attorno ai 1000 euro. Infine, per condizionatori multisplit oltre i 20.000 BTU/h si possono superare anche i 2000 euro. È anche vero che la potenza assoluta senza una classe energetica elevata, non è certo una scelta vantaggiosa. In tale ottica, un modello con consumi molto bassi, avrà un costo superiore. A far lievitare il prezzo sono anche eventuali funzioni aggiuntive presenti, come la possibilità di programmare accensione e spegnimento, il timer o sistemi di ionizzazione dell'aria. Altro elemento da tenere in considerazione è la rumorosità e qui al calare dei decibel i costi salgono. Infine, non possiamo tralasciare l'aspetto estetico, essendo prodotti grandi e ben visibili. In questo caso, più il design è curato, maggiore sarà l'esborso. 
(Dati luglio 2018)

Condizionatori di fascia economica (fino a 200 euro)

Le opzioni per chi voglia spendere davvero poco non sono tantissime. Comunque sia, pur mantenendosi sotto i 200 euro, è possibile portarsi a casa qualche buon prodotto. Ci riferiamo, nella fattispecie, ai condizionatori portatili, dotati di motore incorporato e tubo per espellere l'aria calda. Segnaliamo, in particolare, un modello un po' spartano come lo Jocca 5892 che, però, è dotato di tutte le funzioni base, fra cui anche il deumidificatore e la modalità riscaldamento. Se il budget a nostra disposizione è un po' più alto, quello che fa per noi è il Trotec PAC 2010 S. Si tratta di un climatizzatore portatile compatto e dall'aspetto sobrio, di classe energetica A e con un ottimo rapporto fra prezzo e prestazioni. Oltretutto, è arricchito da un bel display LCD e comandi molto intuitivi. Per chi volesse spendere ancora di meno, e scendere magari sotto i 100 euro, consigliamo di optare per un raffrescatore. Più piccoli ed economici dei condizionatori fissi e portatili, questi modelli non sono altro che ventilatori potenziati con l'aggiunta di acqua fredda che produce una temperatura un po' più bassa, offrendo maggiore sollievo. Un buon esempio è il Tristar AT-5450, prodotto versatile, caratterizzato da molte funzioni utili e con il telecomando in dotazione.
(Dati luglio 2018)

Condizionatori di fascia media (da 200 a 600 euro)

Se la fascia economica è popolata esclusivamente da condizionatori portatili, qui fanno capolino i primi climatizzatori fissi con motore esterno e split interno. Aspetto molto interessante di questa tipologia di modelli è la loro versatilità e componibilità. Se di base si parte con un motore ed un singolo split, potremo poi aggiungerne altri per raffreddare un numero maggiore di stanze. Chiaramente, all'aumentare del numero di split, il prezzo va salendo. Fra i condizionatori fissi entry-level, consigliamo il Daikin ATXB25C, in vendita a meno di 400 euro. Abbastanza potente e affidabile, può vantare la classe energetica A+ che lo rende anche poco energivoro. Salendo un po' di prezzo, abbiamo il Mitsubishi MSZ-DM35VA, sempre composto da motore e split interno. Potente e silenzioso, si caratterizza per una capacità di raffreddamento pari a 11.000 BTU/h che rappresentano davvero un bel valore per un prodotto il cui prezzo si aggira intorno ai 500 euro. Oltre ai modelli fissi, la fascia media include anche climatizzatori portatili di qualità superiore e capaci di lavorare con notevole efficacia e silenziosità. Uno per tutti, il De Longhi Pinguino PACCN90. Arricchito da un pannello di controllo elettronico e dal telecomando, riesce a sprigionare la considerevole capacità di raffreddamento di 9050 BTU/h.
(Dati luglio 2018)

Condizionatori top di gamma (oltre 600 euro)

Si parte da 600 euro per arrivare, potenzialmente, a svariate migliaia. Il tutto dipende dalla potenza del motore e da quanti split avrà il nostro impianto di condizionamento fisso. Senza considerare le funzioni aggiuntive come la modalità silenziosa, particolarmente utile di notte. Fra i condizionatori fissi single split, un modello davvero vantaggioso è il Fujitsu R410A, in grado di regolare agilmente la temperatura in una stanza di grandi dimensioni grazie ai 12.000 BTU/h di potenza. Inoltre, la classe energetica A++ garantisce dei consumi particolarmente contenuti. Sulla falsariga ma molto più potente (18.000 BTU/h) è l'Hisense Mini Apple Pie 3. Inoltre, questo modello di contraddistingue per linee armoniose ed eleganti, decisamente riuscite. Per concludere, abbiamo selezionato un modello di grande valore fra i climatizzatori dual split. Parliamo dell'LG MU2M15, il cui prezzo rimane al di sotto dei 1000 euro e, proprio per questo, rappresenta un ottimo affare. Curato nel design, potente e particolarmente silenzioso, offre un'efficacia molto superiore agli altri per via del secondo split. Ma resta valida la possibilità di aggiungerne anche altri nel caso in cui la superficie da raffreddare sia particolarmente estesa.
(Dati luglio 2018)

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