Google ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza di maggio 2025 per Android, risolvendo 47 falle, tra cui una pericolosa vulnerabilità zero-day che era già stata presa di mira dai criminali informatici per perpetrare attacchi reali. Questo tipo di bug, chiamato “zero-day”, rappresenta una minaccia particolarmente grave perché viene sfruttato attivamente prima che le software house possano preparare e distribuire una correzione, spesso senza nemmeno sapere della sua esistenza.
Il difetto in questione, identificato come CVE-2025-27363, colpisce la libreria open source FreeType, uno strumento essenziale per il rendering dei caratteri su Android. Utilizzata per trasformare i font in testo leggibile sullo schermo, FreeType è presente su miliardi di dispositivi. La falla consente a un attaccante di eseguire codice arbitrario da remoto (RCE) a causa di una gestione errata della memoria durante l’elaborazione di alcuni font TrueType GX, provocando una scrittura fuori dai limiti che può portare a crash, furto di dati o compromissione completa del sistema. La vulnerabilità è stata segnalata da Facebook già a marzo, suggerendo che potesse essere stata sfruttata in ambienti controllati e selezionati.
La patch che corregge questa vulnerabilità è inclusa nella patch 2025-05-05, distribuita per gli smartphone con a bordo Android 13, 14 e 15. Sebbene Google fornisca queste correzioni ai produttori con almeno un mese di anticipo, la disponibilità effettiva delle patch sui dispositivi varia in base al produttore, al modello e al canale di distribuzione. È possibile verificare manualmente la presenza degli aggiornamenti accedendo alle impostazioni del proprio dispositivo, sotto la voce Aggiornamenti software (o una dicitura simile).
Poiché FreeType è integrata nel sistema e non può essere aggiornata separatamente dagli utenti, l’unico modo per proteggersi da questa minaccia è mantenere il sistema operativo sempre aggiornato. Google ha dichiarato che la vulnerabilità potrebbe essere stata sfruttata in attacchi mirati, anche se i dettagli restano volutamente vaghi. Considerata la natura del bug, basterebbe visualizzare un contenuto con un font malevolo per compromettere il dispositivo, senza alcuna altra azione da parte dell’utente.
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