Una delle principali innovazioni introdotte nel mercato TV nel corso degli ultimi anni è sicuramente HDMI 2.1. L’ultima versione dei connettori usati sui televisori piatti ha infatti portato tante novità che hanno ampliato notevolmente le funzionalità supportate. A fronte di numerosi benefici si è venuto però a creare un problema: le porte HDMI (High-Definition Multimedia Interface) identificate come 2.1 non sono in realtà tutte uguali.
Ci sono due motivi per cui porte chiamate con lo stesso nome possono non offrire la stessa dotazione, entrambi legati alle certificazioni rilasciate per i prodotti. Ecco perché è necessario fissare immediatamente un concetto basilare: la semplici dicitura “HDMI 2.1” in realtà non ha alcun significato se non viene accompagnata da altri dettagli. Quando si acquista un televisore bisogna sempre tenerlo bene a mente.
Il consorzio che gestisce lo standard HDMI è chiamato HDMI Licensing Administrator (HDMI LA). Alla nascita della versione 2.1 si è deciso di concedere l’uso della dicitura “HDMI 2.1” anche a prodotti che supportano solo una delle funzioni aggiunte. Questa decisione è molto impattante per i consumatori: un acquirente distratto potrebbe farsi sviare pensando erroneamente che qualsiasi riferimento al connettore di ultima generazione sia garanzia di una piena compatibilità.
Purtroppo su questo punto il marketing e la documentazione riportata su alcune schede tecniche non sono sempre stati chiarissimi. Ci sono vari esempi di prodotti che indicano la presenza di HDMI 2.1 senza specificare chiaramente le funzioni disponibili o che, pur indicandole, usano terminologie scarsamente comprensibili o elencano i dettagli in piccolo, magari con asterischi che rimandano al fondo delle pagine.
A peggiorare una situazione già potenzialmente confusionaria si è aggiunto un secondo fattore: dalla fine del 2021 non si possono più certificare prodotti come HDMI 2.0. La vecchia versione è stata inglobata in quella più recente e pertanto si parla ormai sempre di HDMI 2.1 anche per prodotti che non offrono nessuna funzione di HDMI 2.1. C’è un solo requisito da rispettare: indicare che le porte sono di fatto ferme alle specifiche di HDMI 2.0 tramite la retrocompatibilità.
Purtroppo anche in questo caso la comunicazione è a volte decisamente carente: ci sono stati marchi che hanno specificato di aver montato porte con le funzioni di HDMI 2.0 usando termini molto tecnici. Ci riferiamo a TMDS, l’abbreviazione di Transition Minimized Differential Signaling, la tecnologia usata fino a HDMI 2.0 che è stata sostituita da Fixed Rate Link (FRL) su HDMI 2.1. Pretendere che l’utente medio abbia una conoscenza così profonda è davvero poco realistico.
Abbiamo quindi capito che c’è un solo modo per essere sicuri di non sbagliare acquisto: controllare che nelle specifiche siano elencate le caratteristiche desiderate. Un esempio ideale di quello che ci si potrebbe trovare davanti lo abbiamo in casa Xiaomi: parliamo del monitor 27″ 4K modello XMMNT27NU. Nelle specifiche sul sito Xiaomi vengono riportati 2 ingressi HDMI 2.1. Scorrendo più in basso arriva però la precisazione:
“Per via della dettagliata classificazione dello standard di certificazione HDMI, HDMI 2.1 è suddiviso nel protocollo TMDS (larghezza di banda equivalente a HDMI 2.0) e nel protocollo FRL. Ogni porta HDMI 2.1 su Xiaomi 4K Monitor 27″ supporta il protocollo TMDS. La risoluzione massima della porta HDMI 2.1 è pari a 3840 x 2160 e la frequenza di aggiornamento massima è pari a 60 Hz”.
È esattamente il caso che abbiamo riportato nel paragrafo precedente: le porte sono nei fatti delle HDMI 2.0 ma per saperlo è necessario districarsi tra termini tecnici. Come ci si deve orientare quindi e quali sono le funzioni da ricercare? Le andiamo a elencare qui di seguito, spiegando brevemente a cosa servono:
Questa funzione serve per sfruttare al massimo i videogiochi. Con le console ci si può spingere fino a 120 Hz mentre con un PC prestante si arriva anche a 144 Hz (qui abbiamo spiegato quali sono le differenze). Il supporto a quest’ultima frequenza di aggiornamento non è però presente su tutti i prodotti: non si tratta di un limite relativo ai connettori HDMI ma all’elettronica.
La disponibilità di TV compatibili sta aumentando progressivamente e si può già spaziare tra fasce di prezzo piuttosto ampie. Chi mette al primo posto la convenienza può puntare sul TCL C745 o sull’Hisense U7KQ (lo abbiamo recensito qui). In fascia più alta c’è l’imbarazzo della scelta: a LG va la palma del televisore più completo mentre Sony vince come TV dell’anno (2023).
Il VRR serve per adattare la frequenza di aggiornamento delle immagini in tempo reale. Anche in questo caso parliamo di videogiochi e di una funzione molto utile perché evita varie problematiche che sono invece presenti se la frequenza id aggiornamento è fissa, ad esempio scatti o un aumento del tempo di risposta ai comandi. Il VRR evita anche che la mancata sincronia tra console/PC e TV generi fotogrammi che sembrano strappati in due parti che non combaciano perfettamente.
Sono ormai molti i prodotti che offrono piena compatibilità con questa tecnologia, anche nelle forme da tempo usate nel mondo PC, cioè G-Sync e FreeSync. Attenzione: la compatibilità con le due ultime tecnologie citate non è mai da dare per scontata ma va sempre verificata, a volte anche con prove dirette. I Samsung QN90C sono ad esempio indicati come funzionanti solo con FreeSync ma nei fatti anche G-Sync è supportato, seppur non ufficialmente.
eARC è una versione migliorata di ARC, il canale di ritorno audio. Serve per inviare il suono in uscita verso soundbar o sistemi separati usando un solo cavo HDMI. La differenza tra ARC ed eARC è di tipo qualitativo: con eARC sono supportate anche le tracce definite “lossless”, cioè Dolby TrueHD e DTS-HD Master Audio, oltre ovviamente a Dolby Digital Plus, Dolby Atmos e DTS:X. eARC è ormai molto comune anche su prodotti di fascia tutt’altro che alta.
QMS è una funzione poco supportata al momento ma che potenzialmente è piuttosto utile. Serve ad evitare i “blackout” su schermo quando viene modificata la frequenza di aggiornamento. Lo si può notare ad esempio su YouTube o altri servizi streaming: ogni volta che si passa da un video a 24 Hz ad uno a 60 Hz (o viceversa) la visione si ferma per un istante mostrando una schermata nera.
Con QMS questo non succede più: TV e sorgenti usano la tecnologia alla base del VRR per modificare la frequenza di aggiornamento senza blackout. Per il momento QMS è disponibile su alcuni TV LG inclusi i QNED 82 (attenzione però, versione 2023) e sulla Apple TV 4K di terza generazione.
QFT è una funzione che riduce l’input lag, cioè il ritardo nella risposta ai comandi nei videogiochi. Per raggiungere questo scopo si riduce il tempo impiegato da ogni fotogramma per passare dal sistema da gioco al TV. Per capirci meglio facciamo un esempio pratico: senza QFT una console invia un gioco a 60 Hz al televisore e questo aggiorna i fotogrammi in 1/60 di secondo.
Con QFT si può sfruttare la frequenza di aggiornamento a 120 Hz (ovviamente se il TV la supporta) per forzare l’invio dei fotogrammi a 120 Hz. La fluidità su schermo non cambia ma le informazioni vengono scambiate in 1/120 di secondo, rendendo il controllo molto più reattivo.
ALLM è l’ennesima funziona utile per i videogiochi. Seleziona automaticamente la modalità pensata appositamente per il gioco. In questo modo si disattivano tutte le elaborazioni audio e video non strettamente necessarie e si ottiene una pronta risposta ai comandi. Tra le novità introdotte con HDMI 2.1 è sicuramente quella più diffusa, anche in fasce più economiche.
Come abbiamo visto la dicitura “HDMI 2.1” non offre assolutamente nessuna garanzia dal punto di vista delle funzionalità. Ci sono casi in cui la scritta viene usata anche per prodotti fermi a HDMI 2.0 e altri in cui le uniche aggiunte sono Auto Low Latency Mode o eARC, lasciando fuori tutto il resto. Per questo bisogna sempre valutare attentamente consultando le specifiche dettagliate o leggendo qualche recensione.
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