Apple AirPods, AirPods Pro e AirPods Max: quale modello scegliere?

Apple ha progettato e realizzato due modelli di auricolari wireless e una linea di cuffie premium per ogni tipo di esigenza.
Di Dario d'Elia 24 luglio 2021
apple airpods family

Gli Apple AirPods ormai sono diventati un accessorio fondamentale per sfruttare al massimo le potenzialità degli iPhone, iPad e Mac. Ancora di più a seguito della decisione dell’azienda di eliminare gli storici auricolari EarPods con connettore Lightning dalle confezioni degli iPhone 12, iPhone 11, iPhone XR e iPhone SE. Bisogna però fare attenzione perché oggi Apple propone gli AirPods, AirPods Pro e AirPods Max, tre modelli profondamente differenti che si rivolgono a clientele dalle esigenze e priorità diverse, fermo restando il fatto che AirPods (179 euro) e AirPods Pro (279 euro) sono auricolari wireless, mentre le AirPods Max (629 euro) sono cuffie wireless.

Apple AirPods

Gli Apple AirPods attualmente venduti sul mercato sono un modello di auricolari Bluetooth 5.0 di seconda generazione. Quelli di prima generazione (numeri di serie A1523 e A1722) sono arrivati in Italia nel 2017, mentre i nuovi (numeri di serie A2032 e A2031) – che li hanno sostituiti – sono stati presentati a marzo 2019. L’elemento distintivo degli auricolari Apple è certamente nel design poiché a differenza della maggior parte dei concorrenti non sono intrauricolari, ma rimangono esterni. In pratica sfruttano la conca del padiglione auricolare per stare appesi e non richiedono di “forzare” l’ingresso nel condotto uditivo.

Questo vuol dire anche che sono privi di gommini e se si riscontrano problemi l’unica soluzione è acquistare delle piccole guaine gommate da pochi euro. L’altro elemento chiave è che si possono acquistare in due versioni: una con custodia tradizionale (179 euro) e l’altra con custodia a ricarica wireless (229 euro). Entrambe misurano 44,3 x 21,3 x 53,5 mm ma differiscono di 2 grammi nel peso. Il modello “più pensante” è compatibile infatti sia con la ricarica tramite cavo Lightning che la ricarica wireless con standard Qi – il più diffuso del mercato. In tal senso si potrebbe usare ad esempio il nuovo caricatore Apple MagSafe, fermo restando il fatto che comunque questa modalità rimane più lenta rispetto a quella tradizionale via cavo.

Apple AirPods

Apple AirPods

Il successo degli AirPods si deve soprattutto alla qualità funzionale raggiunta su ogni fronte: sono infatti un buon compromesso per rispondere alle telefonate, ascoltare la musica o godere del sonoro durante la visione di film o mentre si gioca. Inoltre si abbinano velocemente a ogni dispositivo Apple: la procedura è velocissima. Per l’interazione si può usare la voce, quindi l’interfaccia vocale Siri, oppure dei semplici tocchi sulle asticelle degli auricolari – grazie ai sensori integrati. Infine quando si sfilano dalle orecchie vanno direttamente in pausa.

La seconda generazione di AirPods ha introdotto qualche piccolo ma sostanziale miglioramento. Prima di tutto il nuovo processore Apple H1 (invece che il W1) ha consentito di incrementare la velocità di connessione ai dispositivi, interazione e chiamata. Inoltre è stata ridotta la latenza, quindi sia con i videogiochi che con i film l’audio è più allineato all’azione sullo schermo. Si è passati al Bluetooth 5, con vantaggi in termini di consumi, raggio d’azione e stabilità di connessione – gli Airpods 1 erano Bluetooth 4.2. Siri poi si può richiamare senza toccare gli auricolari ma direttamente con la voce. L’autonomia complessiva è di 5 ore di ascolto con una singola carica, mentre la custodia ne aggiunge 24.

La qualità audio nella riproduzione musicale, durante le chiamate, con lo streaming video e con i giochi è mediamente accettabile anche se i bassi sono debolucci. Le frequenze medie – quelle della voce – sono le più valorizzate, mentre le frequenze alte sono abbastanza adeguate e non affaticanti. La stabilità degli auricolari nell’orecchio condiziona la qualità finale dell’ascolto e anche la possibilità del loro impiego nell’attività sportiva – per altro non hanno certificato di protezione. Alcune persone non hanno problemi, altre sono state costrette ad acquistare delle piccole guaine gommate che rendono tutto meno traballante. L’isolamento ambientale è comunque molto ridotto, anche se il microfono filtra un po’ i rumori circostanti. In sintesi sono auricolari per fare un po’ tutto ma senza eccellere su specifici fronti, se non l’usabilità con i prodotti Apple. Bisogna però riconoscere che con il rinnovato supporto ai formati Spacial Audio e Dolby Atmos su Apple Music e Apple TV+ l’esperienza di ascolto è migliore.

Apple AirPods Pro

Le Apple AirPods Pro sono arrivate sul mercato nel dicembre del 2016. Rispetto alle AirPods offrono un design totalmente diverso e soprattutto il sistema attivo di cancellazione del rumore. È senza dubbio un prodotto di fascia più alta con tanti piccoli dettagli migliorati e un’efficienza superiore, come abbiamo sottolineato nella nostra recensione. A livello di design siamo di fronte a un prodotto più compatto e meno appariscente, anche solo considerando l’accorciamento delle stanghette. Inoltre l’interazione non funziona più tramite sfioramento – come avviene con le Airpods – bensì cliccando le asole dotate di feedback tattile. In pratica sembra di schiacciare un tasto, ma in realtà si tratta di una microvibrazione che trasmette quella sensazione. Bisogna stringere tra indice e pollice le asticelle per gestire le tracce e altre funzioni; l’alternativa anche in questo caso è abilitare l’interfaccia vocale Siri.

Apple AirPods Pro

Apple AirPods Pro

Dopodiché un dettaglio chiave è che le AirPods Pro sono il primo modello Apple intrauricolare e quindi la confezione include gommini di tre taglie diverse per assicurare il miglior confort. La prima conseguenza positiva di questa scelta di design è che migliora la tenuta e la stabilità; inoltre si può anche apprezzare una discreta riduzione (passiva) del rumore circostante. Questo dettaglio abbinato al chip H1 e la nuova ingegnerizzazione consente di ottenere un netto miglioramento della qualità audio. Alte, medie e basse frequenze guadagnano in consistenza e accuratezza. Sotto il profilo musicale però modelli come le nuovissime Sony WF-1000XM4 fanno meglio soprattutto sui bassi e nella creazione di una scena sonora più ampia.

Le AirPods Pro hanno un altro asso nella manica: il sistema attivo di cancellazione del rumore. Funziona molto bene e diversi anni fa fece quasi gridare al miracolo. Oggi esistono prodotti con prestazioni analoghe se non superiori, come ad esempio le Bose QuietComfort Earbuds, ma comunque siamo nella soglia dell’eccellenza. Ascoltare la musica sul treno senza essere troppo infastiditi dall’ambiente esterno è impagabile. Ancora di più magari se si sfruttano i formati Spacial Audio e Dolby Atmos, che ovviamente con questo modello di auricolari diventano ancora più esaltanti. Per quanto riguarda invece l’autonomia si parla di circa 4,5 ore di riproduzione con una sola ricarica – che diventano 5 ore disabilitando la cancellazione attiva del rumore e la modalità. La custodia wireless aggiunge altre 24 ore di ricarica.

Apple AirPods Max

Le AirPods Max sono la massima espressione dello stile Apple applicato all’audio. Sposano perfettamente un design ben riuscito (e materiali di qualità) con una riproduzione audio impeccabile. Attenzione però, non è un modello di cuffia per appassionati di alta fedeltà bensì un prodotto premium che sfida concorrenti come le Bose Noise Cancelling 700, le Sony WH-1000XM4, le Sennheiser Momentum 3 Wireless e linee Bang & Olufsen. Sono disponibili nei colori grigio siderale, argento, verde, celeste e rosa a un prezzo di 629 euro.

Apple AirPods Max

Apple AirPods Max


Ricordano le cuffie aeronautiche e sebbene impieghino padiglioni in alluminio anodizzato leggeri la struttura in acciaio inossidabile porta il peso a complessivi 384,8 grammi. Apple le ha bilanciate molto bene, ma comunque non è un modello realizzato per essere indossato tutto il giorno, come abbiamo sottolineato nella nostra recensione. Sconsigliate anche alle persone più minute: il peso rimane importante. La qualità audio è perfetta per l’intrattenimento e quindi l’ascolto di musica, visione di film, gioco, etc. A prescindere dal contenuto sanno essere emozionanti e riescono sempre a creare un’ampia scena sonora.

Le AirPods Max si distinguono per la presenza di una rotellina cliccabile, che consente di variare il volume, cambiare traccia, attivare Siri e gestire le chiamate telefoniche, e un tasto per la cancellazione del rumore. Questa funzione è probabilmente la migliore del mercato: che si viaggi in treno o in autobus con un click si azzera totalmente ogni sonorità esterna. Ottimo poi il supporto allo Spatial Audio: un’esperienza audio surround cinematografica capace di rilevare il posizionamento dinamico della testa rispetto ai dispositivi. Peccato solo per la mancanza di un tasto specifico per spegnere le cuffie: entrano in modalità a basso consumo in automatico. L’autonomia complessiva è comunque di circa 20 ore e la ricarica avviene tramite il cavetto in dotazione e la porta Lightning integrata. Possono essere usate anche dai possessori di prodotti Android ma si perde la possibilità di configurazione, Siri e Spatial Audio.

In sintesi

Le Apple AirPods sono ottimi auricolari wireless per il quotidiano soprattutto perché sono leggerissime e sembra quasi di non averle addosso. Perfette con tutti i prodotti Apple, anche se nell’audio si rileva la mancanza di bassi. Se si decide però di acquistare il modello con custodia a ricarica wireless la differenza di prezzo con le AirPods Pro si assottiglia e in questo caso siamo di fronte a un’altra categoria. Le Pro fanno tutto e meglio per di più aggiungendo un valido sistema di cancellazione del rumore. Le Max invece sono di un altro pianeta, ma il prezzo è davvero molto alto. Eccellono nella riproduzione audio di qualsiasi contenuto e hanno un sistema di cancellazione del rumore di riferimento.

Dario d'Elia
Dario d'Elia

Sono nato nel 1974, esattamente nel momento in cui l'era digitale stava iniziando a varcare i confini dei laboratori per entrare nelle case. Risale proprio a quel periodo uno dei primi microcomputer: il "famoso" IMSAI 8080, che Matthew Broderick usò nel 1983 per violare il supercomputer del Norad nel film "Wargames". Ecco, sono cresciuto in quel periodo di transizione e...Leggi tutto

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