L’app di Telegram potrebbe essere bannata in UK

L'applicazione di Telegram potrebbe essere a rischio nel Regno Unito. Ecco le ragioni per cui potrebbe andare incontro a un blocco.
Di Giuseppe Servidio 22 Aprile 2026
2 minuti di lettura
Telegram rischia il ban in UK

Torna a incombere su Telegram l’ombra scura di un possibile ban. Questa volta siamo nel Regno Unito, dove l’autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni, l’Ofcom, lo scorso martedì ha avviato un’indagine sulla famosissima app di messaggistica per smartphone a seguito del reperimento di alcune prove relativa alla presenza di materiale pedopornografico sulla piattaforma.

L’indagine in questione fa parte di alcuni sforzi che il Regno Unito sta prendendo per contrastare l’esposizione dei minori a pericoli online. La legislazione britannica relativa alla sicurezza online del 2023 ha già stabilito standard severi per le piattaforme social, ma il Primo Ministro Keir Starmer ha detto a chiare lettere che auspica l’arrivo di ulteriori misure restrittive.

Starmer ha incontrato dirigenti delle aziende che sviluppano i principali social e ha chiesto loro di assumersi maggiori responsabilità in merito alla tutela dei minori online. A questo riguardo il governo ha avviato una consultazione su un possibile divieto dei social per i minori di 16 anni.

Telegram rischia il ban in UK

Telegram rischia il ban in UK

Riguardo al caso specifico di Telegram, Ofcom sostiene di aver ricevuto dal Centro canadese per la protezione dell’infanzia alcune prove relative alla presunta condivisione di materiale pedopornografico su Telegram, a cui sono seguite alcune valutazioni e indagini interne sulla piattaforma di messaggistica.

In un comunicato di Ofcom, infatti, si legge: «Alla luce di ciò, abbiamo deciso di avviare un’indagine per verificare se Telegram non abbia rispettato, o stia non rispettando, i propri obblighi in relazione ai contenuti illegali». Telegram ha negato in modo categorico le accuse di Ofcom e ha aggiunto che dal 2018 ha «praticamente eliminato» la diffusione pubblica di materiale pedopornografico sulla sua piattaforma, merito dell’implementazione di alcuni rilevamento.

Telegram non è nuova ad accuse di questo tipo. Solo a febbraio scorso era stata multata dall’autorità australiana per la sicurezza online di aver tardato nel dare risposta a domande sulle misure intraprese per prevenire la diffusione di illeciti online tramite i suoi canali.

Pubblicato il 22 Aprile 2026
Giuseppe Servidio
Giuseppe Servidio

Web writer e ghostwriter freelance, classe 1996. Da che ricorda ha sempre avuto una spiccata passione per la scrittura e la tecnologia, ma mai avrebbe immaginato di fonderle nel lavoro che avrebbe fatto da “grande”. Nel periodo delle elementari scrisse la sua prima raccolta di racconti, andata perduta per sempre in chissà quale scatolone, con cui sperava già di...Leggi tutto

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