Sony Linkbuds S, gli auricolari Bluetooth da indossare tutto il giorno

I Sony Linkbuds S sono auricolari Bluetooth piccoli ma performanti. La qualità audio è molto buona, così come il sistema di cancellazione del rumore
Di Dario d'Elia 8 Agosto 2022
5 minuti di lettura
Sony Linkbuds S

I nuovi Sony Linkbuds S sono uno dei modelli di auricolari Bluetooth più riusciti del marchio giapponese soprattutto perché ereditano parte della tecnologia dei blasonati WF-1000XM4 – probabilmente, come abbiamo visto nella nostra recensione, il miglior prodotto di mercato. La sua peculiarità è senza dubbio l’equilibrio: gli ingegneri Sony hanno mixato adeguatamente design e qualità funzionale. Complessivamente i Linkbuds S se la giocano e in alcuni casi fanno meglio dei Jabra Elite 7 Pro, Apple AirPods Pro, Samsung Galaxy Buds Pro e altri modelli di fascia media. E ovviamente sono nettamente superiori rispetto ai Sony Linkbuds.

Sony Linkbuds S: design minimal

I Sony Linkbuds S ricordano moltissimo nel design l’attuale top di gamma ma occupano metà dello spazio. Questa dimensione è perfetta per qualsiasi tipo di orecchio, anche chi ha una conca auricolare particolarmente piccola. Inoltre bisogna segnalare che la confezione include ben 4 serie di gommini in silicone di dimensioni diverse. Il risultato è di ottenere un posizionamento che assicura grande stabilità anche durante le sessioni di allenamento sportivo. Peccato solo solo che la resistenza agli spruzzi d’acqua non vada oltre il livello di protezione IPX4. Ottimo il peso complessivo di 4,8 grammi, a fronte dei 7,3 grammi degli WF-1000XM4.

In sintesi il confort è talmente elevato che potrebbe essere uno di quei modelli da indossare tutto il giorno, un po’ come gli AirPods 3. L’interazione touch è fluida e dispone di una buona reattività. Grazie ai sensori di prossimità la riproduzione di una traccia si interrompe appena si sfilano e si riavvia se si indossano nuovamente.

Sony Linkbuds S

Sony Linkbuds S: qualità audio di classe

Il nuovo modello Sony monta driver da 5 mm come farebbe un peso leggero, ma l’esperienza di ascolto è complessivamente molto buona. Nuovamente la resa è equilibrata con frequenze alte, medie e basse ben accordate. Certo chi è abituato a una spinta sui bassi importante potrebbe rimanere deluso ma è pur vero che l’app Sony consente di intervenire sull’equalizzazione e volendo anche sulla funzione Clear Bass. Per quanto riguarda la scena sonora bisogna ammettere che non è molto ampia, ma questo in verità è uno dei limiti di tutta la fascia media. La separazione degli strumenti invece è da prima della classe. Attenzione però il livello di dettagli e coinvolgimento dei WF-1000XM4, Bose QuietComfort o Sennheiser Momentum True Wireless è di un’altra categoria.

L’app Headphones di Sony mette a disposizione anche la tecnologia 360 reality audio che crea un effetto surround ed è supportato da piattaforme streaming come Deezer e TIDAL. Non manca poi la tecnologia Sony DSEE Extreme che sfrutta l’intelligenza artificiale per riprodurre con maggiore precisione le risposte di frequenza della sorgente audio originale disperse durante la fase di compressione. Infine è possibile privilegiare la qualità audio rispetto alla stabilità della connessione Bluetooth; una funzione utile quando si passa ad esempio da una fruizione domestica ad ambienti affollati.

Infine bisogna ricordare che i Sony Linkbuds S si affidano al Bluetooth 5.2 e supportano i codec SBC, AAC e LDAC. Facile e immediato l’accoppiamento con dispositivi Android (Fast pair di Google), Apple e Windows (Swift pair di Microsoft). Manca però il multipoint ovvero la possibilità di collegarsi simultaneamente con più di un dispositivo alla volta.

Durante le chiamate l’audio in entrata è sempre nitido, mentre quello in uscita è condizionato dai rumori circostanti. Ad ogni modo la qualità media è buona.

Sony Linkbuds S

Sony Linkbuds S: cancellazione del rumore al top

I Sony Linkbuds S vantano un sistema attivo di cancellazione del rumore (ANC) di altissimo livello, evidentemente erede in piccolo della versione montata sui WF-1000XM4. In questa categoria è difficile che si arrivi alla cancellazione totale di rumori costanti e profondi tipici di quando si sta in aereo o in treno, ma la resa rimane eccellente. Ottimo anche il lavoro di sviluppo per rendere la funzione trasparenza il più naturale possibile. I parametri di suono ambientale possono essere regolati su 20 livelli diversi: dalla totale cancellazione del rumore alla massima trasparenza esterna. Da ricordare poi lo stesso ANC può essere regolato manualmente oppure automatizzato in relazione a luoghi o attività.

Comodissima la funzione speak-to-chat che mette in pausa una traccia musicale quando si inizia a parlare. Infine non mancano i supporti agli assistenti vocali Alexa, Google Assistant nativi e Siri: basta mantenere premuto il dito sull’auricolare destro.

L’autonomia è idealmente di circa 6 ore con ANC attivo, mentre la custodia con porta USB-C è in grado di fornire ulteriori 14 ore di riproduzione. Complessivamente si parla di 20 ore, ma è un dato teorico poiché la cancellazione attiva del rumore incide pesantemente sui consumi. Ad ogni modo le promesse sono in linea con la concorrenza.

Sony Linkbuds S: conclusioni

I Sony Linkbuds S sono fra i pochi auricolari Bluetooth che potrebbero essere davvero indossati tutto il giorno e impiegati in ogni attività senza grandi problemi. Sono confortevoli, suonano bene, hanno un buon sistema di cancellazione del rumore e il prezzo non è esagerato dato che il listino dice 200 euro ma online si trovano a prezzi inferiori. Gli unici limiti sono legati alla mancanza del multipoint, una protezione ai liquidi un po’ limitata e una app con tante funzioni che potrebbero intimorire i neofiti.

Conclusioni: voto 8

Pro:

Contro:

Pubblicato il 8 Agosto 2022
Dario d'Elia
Dario d'Elia

Sono nato nel 1974, esattamente nel momento in cui l'era digitale stava iniziando a varcare i confini dei laboratori per entrare nelle case. Risale proprio a quel periodo uno dei primi microcomputer: il "famoso" IMSAI 8080, che Matthew Broderick usò nel 1983 per violare il supercomputer del Norad nel film "Wargames". Ecco, sono cresciuto in quel periodo di transizione e...Leggi tutto

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Commenti

piccolo vincenzo
13 Novembre 2022, 6:57

quali le meno costose

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